Condannato per diffamazione all’ex consigliere Cipriani: si va verso la prescrizione ma Emiliano pagherà i danni

A giugno scorso il Tribunale di Bari ha condannato per diffamazione il governatore uscente Michele Emiliano al pagamento di una multa di 1.500 euro e al risarcimento danni per 25mila euro nei confronti dell’ex consigliere comunale Luigi Cipriani, responsabile del movimento “Riprendiamoci il futuro”.

A Emiliano sono state contestate le frasi pronunciate il 13 settembre 2018 durante una trasmissione tv. Commentando il comizio tenuto dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, davanti al circolo di Cipriani, avrebbe insinuato “l’esistenza di un legame tra Cipriani, il suo movimento politico e la criminalità organizzata”.

Sono state depositate le motivazioni della sentenza e si legge come le dichiarazioni di Emiliano non possono “essere ricondotte al diritto di critica politica” e che “non sussistono incertezze sul fatto che con quelle parole Emiliano volesse riferirsi proprio al circolo presieduto da Luigi Cipriani”. Il governatore uscente, nel difendersi, ha affermato come le sue parole in realtà erano dirette all’allora ministro degli interni Salvini e non a Cipriani.

La versione di Emiliano è stata però ritenuta “radicalmente inattendibile”. Il governatore uscente ha appellato la sentenza, scatterà la prescrizione scatterà a giugno ma dovrà pagare i danni.

Bari, fuga di notizie su Emiliano: l’ex giornalista Nicola Pepe finisce a processo per favoreggiamento

Il giudice del Tribunale di Bari Valentina Tripaldi ha disposto la prosecuzione del giudizio per l’ex giornalista Nicola Pepe, accusato di favoreggiamento personale nei confronti del governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il processo partirà il 3 aprile 2026.

Pepe, all’epoca dei fatti dipendente della Gazzetta del Mezzogiorno, è accusato di aver parlato al presidente Emiliano di una imminente perquisizione domiciliare e negli uffici della presidenza regionale, con sequestro ed acquisizione di documenti, da parte della Guardia di Finanza.

Emiliano all’epoca dei fatti era indagato per finanziamento illecito ed abuso d’ufficio in relazione alla campagna elettorale per le primarie del Pd, accuse dalle quali è stato poi assolto dal Tribunale di Torino.

Secondo l’accusa il 9 aprile 2019 il giornalista si recò negli uffici della presidenza e riferì al governatore uscente della Regione Puglia quanto aveva appreso poco prima nella redazione della Gazzetta, in qualità di redattore della redazione web. Quel giorno lo stesso Emiliano denunciò i fatti alla magistratura.

Pepe è accusato così di aver provocato “un grave nocumento all’attività investigativa”, consistita nel rinvio delle perquisizioni e nella conoscenza da parte degli indagati dell’inchiesta a loro carico e dei provvedimenti da eseguirsi. Le indagini hanno accertato che Pepe aveva appreso la circostanza nella redazione del quotidiano dal collega Massimiliano Scagliarini (costituito parte civile), inizialmente co-indagato e la cui posizione è stata poi archiviata.

Emiliano: “I De Laurentiis hanno il cuore a Napoli non meritano il Bari. Tempi maturi per una cessione”

“Credo che siano maturi i tempi per la cessione della società. Gli attuali proprietari hanno fatto cose molto buone, restituendo al Bari la dignità perduta con il fallimento. Ma è evidente come la loro spinta propulsiva sia finita. Hanno perso mordente e concentrazione. Del resto, le loro migliori energie è inevitabile che le spendano per il Napoli, squadra leader in Italia e tra le più forti in Europa”.

Michele Emiliano, governatore uscente della Regione Puglia, dice la sua sulla questione sportiva legata al Bari e alla multiproprietà, dopo la dura presa di posizione dei tifosi biancorossi negli ultimi giorni.

“Capisco il loro stato d’animo, perché rivendicano l’identità perduta – le sue parole a La Repubblica -. Il Bari per i baresi non è solo una squadra di calcio, ma un simbolo della città. Ed è giusto che tornino a sognare guardando la squadra del cuore. Non ho niente contro i De Laurentiis, ma io credo che nel calcio si possa amare solo a senso unico e non due squadre contemporaneamente. Incontro con De Laurentiis? Conoscendo Vito Leccese, so già che manterrà la promessa. E se sarà necessario potrà anche contare sul mio supporto”.

“Io penso che la squadra di una città così bella e vitale possa essere appetibile anche per investitori internazionali. La nostra è una città da Coppa dei Campioni”, ha poi aggiunto. 

Emiliano: “Non torno a fare il magistrato sarei un orso al luna park. Se Decaro ha bisogno di me io ci sono”

“Non torno a fare il magistrato, anche per non mettere in imbarazzo tutti quanti, sarei una specie di orso al luna park”. Lo ha detto il presidente uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Un giorno da Pecora.

Parlando del suo futuro ha spiegato: “Io tutta quest’ansia di ricominciare a lavorare non ce l’ho. Nel momento in cui scade il mandato, in teoria io dovrei rientrare nei ruoli della magistratura: solo che sono l’unico magistrato al quale non si applica il nuovo sistema che non consente a chi fa politica di continuare a fare il magistrato”. “Io – ha poi aggiunto – dovrei tornare a fare il magistrato e penso che questo sacrificio cercherò di evitarlo”.

Quanto alla possibilità che il neo governatore eletto, Antonio Decaro, possa offrirgli un posto da assessore nella nuova giunta che formerà, Emiliano ha risposto: “Se lui ha bisogno di me, come sempre accaduto in questi 20 anni, io ci sono sempre”.

Regione Puglia, Emiliano saluta tutti e si commuove: “Vi voglio bene”. Cori da stadio: “C’è solo un presidente”

Michele Emiliano ha salutato tutti dal palco allestito nell’Agorà del Consiglio regionale dove ha riunito consiglieri di maggioranza e opposizione e i dipendenti di Regione e Consiglio per un commiato al termine del mandato.

“Vi voglio bene”, le sue parole in lacrime. Il governatore uscente non è riuscito a trattenere l’emozione. “Vorrei dire a tutti voi che ho una serenità d’anima assoluta. E’ come se avessi finito la scuola conseguendo una licenza o una laurea. Come sempre accade quando hai fatto bene il tuo lavoro io ho voglia di continuare a farlo”, ha poi aggiunto facendo gli auguri al successore Decaro.

“Mi permetterete anche di fare i miei auguri al presidente eletto Antonio Decaro, di fargli l’augurio di potere vivere questa esperienza con pienezza, sia dal punto di vista personale che dal punto di vista politico perché ne vale la pena”, le sue parole.

“Ogni sacrificio personale che ciascuno di noi, e anche io in parte, abbiamo fatto per vivere nelle istituzioni credo di poter dire a nome di tutti che ne valeva la pena. Valeva la pena ogni sacrificio, ogni uscita di casa troppo mattutina lasciando i propri affetti a casa, ogni discussione, ogni contrasto, ogni litigata qualche volta perché abbiamo tutti insieme cambiato il destino di una regione”, ha concluso. “C’è solo un presidente”, il coro rivolto invece dai presenti nella sala del consiglio regionale.

Addio alla Regione Puglia, Emiliano dopo 20 anni chiede di tornare magistrato: sul piatto stipendio da 7mila euro

Michele Emiliano torna a bussare alla porta della magistratura. In attesa di cedere ufficialmente il posto al neo presidente Antonio Decaro e capire cosa accadrà alle elezioni del 2027, il governatore uscente della Regione Puglia sta cercando di rientrare in magistratura.

Come? Presentando un curriculum aggiornato con gli atti amministrativi firmati da sindaco di Bari e da presidente della Regione Puglia. E con la settima valutazione di professionalità, Emiliano si garantirebbe uno stipendio di 7mila euro netti al mese, raddoppiato rispetto a quando lasciò il posto per candidarsi a sindaco di Bari.

All’epoca aveva 44 anni e la quarta valutazione di professionalità.  La pratica è stata presentata al Consiglio giudiziario di Bari, toccherà ora valutarla e inviarla alla Quarta commissione del Csm, da cui passerà al Plenum. A riportarlo è la Repubblica. e

“Non ho chiesto alcun aumento di stipendio, è una sciocchezza totale. Ogni lavoratore, quando torna, chiede la ricostruzione della carriera ed è stata cosa accaduta ad altri magistrati che sono rientrati. E comunque ho 66 anni, mi manca poco alla pensione”, le parole di Emiliano a LA7 durante il programma Tagadà.

Regionali Puglia, Emiliano vota a Bari: “Affluenza non altissima mi dispiace per questo”

“Buon voto a tutti. C’è ancora qualche ora per votare e per tenere un po’ su questa affluenza che non è altissima, e un po’ mi dispiace. Mi auguro che questa campagna elettorale si concluda serenamente così come è cominciata”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano uscendo dal seggio allestito nell’istituto Vivante in piazza Diaz a Bari, dove ha votato poco fa.

Abbraccio tra Emiliano e Decaro a Bari, l’ex governatore su Whatsapp: “Scrivetemi e vi dico per chi votare”

Segni di distensione tra il governatore uscente Michele Emiliano e il candidato del centrosinistra alle Regionali, Antonio Decaro.

Un abbraccio tra i due ha segnato ieri il disgelo dopo mesi di tensioni e rapporti tesi dopo il veto alla candidatura a consigliere regionale di Michele Emiliano, imposto da Decaro.

L’occasione è stata l’iniziativa elettorale organizzata al Palamartino di Bari dal candidato dem Ubaldo Pagano e alla quale hanno partecipato entrambi.

Decaro è arrivato quando la manifestazione era iniziata e, non trovando posto in platea, si è seduto sul palco. Emiliano allora si è avvicinato, si è seduto vicino a lui e lo ha abbracciato mentre dal pubblico si è sollevato un caloroso applauso. A presentare Decaro sul palco è stato poi proprio Emiliano.

Curiosità. Emiliano, tramite un messaggio WhatsApp inviato alla sua rubrica telefonica, ha spiegato di non essersi potuto ricandidare in qualità di consigliere semplice per non “turbare il suo successore” ma di essere “a disposizione per un indirizzo di voto” e per “sapere quale potrebbe essere l’indirizzo di voto”.

Emiliano è pronto a dare consigli. “Se non volete riceverlo, potete espressamente chiedermi di escludervi da questa lista”, aggiunge poi nella parte finale del messaggio.

Guerra Decaro-Emiliano, i primi caduti. Sindaco trattato come un ragazzino: “Fai la lettera uagliò”

“Fai la lettera uagliò”. A pronunciare la frase che sta facendo il giro dei social è Luigi Lorusso, per molti il vero Sindaco di Altamura. Il destinatario è il professor Antonio Petronella, il reale primo cittadino, quello regolarmente eletto seppure con meno di una manciata di voti. Il contesto non è la chiacchierata al bar dello sport tra due amici, ma l’ennesimo Consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. La maggioranza scricchiola, lo abbiamo già detto.

“Fai la lettera uagliò”, manco se il presidente del consiglio comunale si stesse rivolgendo all’ultimo praticante del suo studio. Lorusso, che ha già espresso la sua volontà di querelarci, quasi certamente non sapeva di essere ancora registrato e quindi ha sentito l’esigenza di rivolgersi a Petronella nel modo più diretto possibile. “Fai la lettera uagliò”, all’uso pane al pane, quello doc, e vino al vino dalla Murgia più verace. Un avvertimento? Un ultimatum? Quale lettera? La nomina del nuovo comandante della Polizia Locale Maria Pia Stefanelli, parente dello stesso Lorusso? Oppure quella la revoca all’assessore Annarita Marvulli?

Il responsabile del verde pubblico, invece, nonostante la strage evitata resta al suo posto. Entrambe le cose, lo sanno anche le pietre dei muretti a secco, sono state caldeggiate da Lorusso, sponda Dem targata Emiliano. Il presidente uscente è ormai ai ferri corti con il ramo del lago targato Decaro. In ogni caso la situazione grottesca di Altamura è lo specchio dei più beceri giochi politici regionali. Avevamo iniziato a informarci sul nuovo comandante della Polizia Locale, sulla sua scontata riconferma, sul reale grado di parentela col Presidente del Consiglio, sugli evidenti attriti in maggioranza, ma ci siamo trovati nel pieno di una situazione vergognosa, tipica di una campagna elettorale. Giochi politici ad alto livello sulla pelle di intere comunità – Altamura è il solo caso – per vendette personali o per blindare posizioni e candidature. Vergognoso.

E allora il Sindaco Petronella, che ha motivato sui social la scelta di revocare l’incarico alla Marvulli, in quel post afferma di fatto ciò che stiamo dicendo. La Marvulli non è allineata e il politico al quale fa riferimento, Francesco Paolicelli, viene accusato a denti stretti. Ma esattamente di cosa si sarebbe macchiato, tirando in causa la coerenza e la trasparenza citate da Petronella? Mio nonno diceva che il più pulito ha la rogna. La Marvulli – abbiamo detto – appartiene a Francesco Paolicelli, delfino di Antonio Decaro. Appartiene, s’intende politicamente. Ad Altamura è facile trovare altri gradi di appartenenza. Luigi Lorusso e il suo gruppo dominante nella maggioranza di Altamura, invece, sono roba di Michele Emiliano. A meno di un mese dalle elezioni una situazione inconcepibile. Il maestro e l’allievo, quest’ultimo ormai più potente e influente del primo, litigano di brutto. Ma chi pensa ai cittadini mal governati? Tanto non sarà colpa di nessuno, in quel continuo scaricabarile tipico di un Paese alla deriva, in cui le apparenze sono tutto. Basta vedere spot, storie, post e reel ipocriti sui social. Dicevamo della guerra a livelli superiori. Emiliano, non smentendo il modo con cui ha saputo costruire il suo apprezzamento nei vent’anni da imperatore della Puglia, sta dando fondi, nomine e incarichi come mai finora. Il terreno sotto i piedi è sempre meno stabile a causa dell’incedere beffardo dell’ex figliolo prediletto. Una di queste nomine in extremis è andata manco a dirlo a Luigi Lorusso, cugino seppure non diretto del comandante Stefanelli. Emiliano l’ha nominato nel Colleglio dei revisori dell’Asl di Taranto, già nel collegio sindacale dell’Adisu.

Decaro contro Emiliano, una guerra senza esclusione di colpi, sulla pelle dei cittadini ai quali chiedono il voto per continuare a gestire la cosa pubblica come fanno da vent’anni a questa parte. Intanto l’assessore “amico” di Decaro è stato revocato e siamo pronti a scommettere che arriverà presto il rinnovo della Stefanelli al comando della Polizia Locale di Altamura, nonostante molti scivoloni e scelte discutibili. E allora davvero quel “Fai la lettera uagliò” sarebbe potuto essere “Fai le lettere uagliò”.

Del resto io sono io e voi non siete un cazzo. E se Sparta piange, Atene di sicuro non ride. L’avvocato Michele Barattini, dal primo minuto alleato di Petronella, si stacca e passa in Fratelli d’Italia che lo candida nelle sue liste alle regionali. Un altro discorso, ma indispensabile per comprendere il quadro generale altamurano. Il vero dramma è un alto: alle urne e subito dopo il voto sarà tutto dimenticato e tra qualche mese non sarà mai nemmeno esistito. Altamura, però, è l’unica città al mondo con tre Sindaci. Sì, perché c’è quello ombra Alessio Dipalo, che continua a sollevare sospetti e smascherare ogni giorno presunte magagne. Si votasse oggi sarebbe lui il più suffragato.

Emiliano ne ha per tutti: “Ho cancellato il centrodestra in Puglia. Avevo accordo con Decaro ma mi ha fermato”

“Ho commesso un errore. Mi devo scusare con il centrodestra pugliese. Perché il centrodestra pugliese con me al governo è stato completamente destrutturato. Qui stanno rischiando di perdere 80 a 20, 70 a 30. Percentuali inimmaginabili che daranno l’impressione della Bulgaria. Il centrodestra pugliese non esiste praticamente più. La colpa è mia e questo ha determinato nel nuovo candidato una particolare sicurezza in se stesso, ed anche un desiderio di dare l’impressione di ricominciare da zero”.

Queste sono le parole rilasciate ieri dal governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al programma Tagadà in onda su La 7. “In realtà qui sono 20 anni che governiamo positivamente e si è creata un’opinione comune che noi siamo più bravi del centrodestra. Questo elemento non vuol dire che la Puglia è diventata perfetta, ma certamente in una condizione del genere, purtroppo la personalizzazione della politica diventa quasi una necessità”, ha aggiunto.

“Difronte al rischio che il candidato pugliese sul quale io ho investito sin da quando l’ho nominato assessore al traffico al comune di Bari, potesse non candidarsi perché temeva la mia presenza in Consiglio regionale, e lo capisco anche perché non è mai accaduto che un presidente di Regione, sia disponibile a scalare da priore a frate semplice, ho fatto un passo indietro – spiega Emiliano -. Io in questo caso ero disponibile, avevo fatto un accordo con lui per fare una cosa del genere, per molti mesi è stato d’accordo, poi evidentemente su questo punto lui ha ritenuto che questa cosa potesse non farlo lavorare liberamente e quindi alla fine ho fatto un passo indietro. Zaia si candida? Per me è una cosa logica. Perché quando per tanti anni uno costruisce un modello, e nel caso mio abbiamo costruito il centrosinistra che prima non esisteva in Puglia e adesso è una forza egemone, può essere utile. Io avevo pensato di poter essere utile a Decaro”.

“Il pericolo poteva essere che io prendessi molti voti. Io mi sarei candidato solo in una provincia, non dappertutto. Volevo fare onestamente il mio lavoro mettendo a disposizione di tutta la Puglia la mia esperienza nel Consiglio regionale, che è l’Assemblea, senza nessun potere. Non volevo fare l’assessore- ha aggiunto Emiliano -. Volevo semplicemente proseguire la mia attività utilizzando le mie conoscenze e la mia esperienza. Però il candidato presidente mi ha messo difronte ad un aut aut: ‘se ti candidi tu al consiglio regionale io non mi candido alla presidenza della Regione. Onestamente non volevo portarmi addosso la responsabilità di non aver fatto candidare quello sul quale per 20 anni avevo investito per farlo diventare presidente della Regione. E per questo mi sono fatto a lato. Gli investimenti in politica non si fanno per avere un ritorno, ma si fanno perché sono giusti. Io non ho sbagliato nel pensare che fosse il migliore per fare il sindaco di Bari dopo di me, che fosse il migliore per fare il Presidente dopo di me evidentemente. Il fatto che sia stato grato o ingrato, che si senta sicuro o insicuro sono cose irrilevanti”.