Ex Ilva, sciopero e blocchi stradali a Taranto. Il sindaco Bitetti: “Ho scritto alla premier Meloni vogliamo chiarezza”

“Io sono qua a manifestare che Taranto è una città resiliente, io sono qua e ci resterò sino a quando riterremo che dobbiamo restare”. Così il sindaco di Taranto Piero Bitetti dopo aver raggiunto il presidio dei lavoratori ex Ilva e dei sindacati, che hanno promosso l’occupazione della fabbrica, lo sciopero e blocchi stradali contro il piano proposto dal governo che a loro avviso porterebbe alla chiusura.

“È stato richiamato un documento – ha aggiunto – sottoscritto tra amministrazione e sindacati, un documento responsabile che purtroppo aveva visto lungo. E dal 18 giugno, e spero di essere smentito, noi abbiamo sempre pensato che fosse stato messo in campo un bluff per provare a scaricare la responsabilità su qualcuno. E’ stato detto benissimo dai rappresentanti sindacali, ci sono delle competenze precise, ci sono delle politiche che vanno intestate a chi di competenza”. Un’accusa diretta, che chiama in causa le scelte politiche e la gestione della vertenza.

“Io stamattina – ha riferito il primo cittadino – ho scritto direttamente al presidente del Consiglio Meloni invitandola a Taranto e dove la sua agenda non dovesse consentire una venuta in tempi brevissimi chiaramente sono disposto a raggiungerla in qualsiasi momento a Roma. Noi abbiamo bisogno di chiarezza, noi abbiamo bisogno di certezze, noi abbiamo bisogno di verità. Tanto il sindaco di Taranto con la sua comunità, tanto il sindaco Salis di Genova con la sua comunità, tanto tutti gli altri sindaci con le loro comunità”.

Per il “valore che può avere l’acciaio di Stato, per quelli che sono – ha sostenuto Bitetti – i soldi che sono stati stanziati per la Difesa, per il coinvolgimento dell’Unione europea, dal primo momento abbiamo fatto proposte concrete che puntassero alla decarbonizzazione vera, progressiva, da fare in tempi contenuti”.

Ex Ilva, sciopero e occupazioni di reparti. Mobilitazione a Taranto: “Ritirare il piano annunciato dal Governo”

Assemblee infuocate questa mattina all’ex Ilva di Taranto, dove Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno riunito i lavoratori alla portineria imprese e nella sede del consiglio di fabbrica dopo la rottura tra governo e sindacati.

Le sigle metalmeccaniche hanno deciso un pacchetto di iniziative che comprende lo sciopero immediato, occupazione di reparti e blocchi interni, chiedendo di ritirare il piano annunciato a Palazzo Chigi, ritenuto il preludio alla chiusura dello stabilimento.

Dopo il confronto, centinaia di operai si sono mossi in corteo dalla portineria imprese verso la direzione, trovando l’ingresso sbarrato. La mobilitazione prosegue, mentre il clima nello stabilimento resta teso e carico di incertezza sul futuro produttivo e occupazionale del siderurgico.

Dai negoziati in corso alla gestione operativa: il sindacato Fiom svela il piano del Governo per l’ex Ilva

Un “piano di decarbonizzazione” che si svolgerà in 4 anni, ovvero “nel più breve tempo possibile, con mantenimento della continuità produttiva, così da consentire all’Italia di diventare il primo paese europeo a produrre solo acciaio”: è il piano per l’ex Ilva presentato dal governo ai sindacati e reso noto dalla Fiom. Un piano che prevede, tra i punti salienti, la cassa integrazione aumentata a 5.700 persone, che poi arriveranno a 6.000, ed i negoziati con un nuovo potenziale acquirente estero che sta attualmente facendo una prima ricognizione. Ecco i principali punti previsti dal piano per l’Ex Ilva.

NEGOZIATI IN CORSO: oltre a Bedrock Industries e Flacks Group, è stato firmato un accordo di riservatezza ed attivato l’accesso alla data room nel corso della scorsa settimana a un altro operatore estero per avviare una prima ricognizione finalizzata ad eventuale manifestazione di interesse.C’è stato, si legge nel piano, un “incontro venerdì scorso positivo a cui è seguita un’ulteriore richiesta di chiarimenti”.

GESTIONE OPERATIVA: dal 15 novembre a febbraio 2026 ADI darà corso a interventi per la manutenzione AFO2, AFO4, Acciaieria 2, Treno Nastri 2, Rete Gas coke e agglomerato. Sono previsti anche interventi ambientali e sugli impianti marittimi. Da marzo 2026 sarà comunque necessario fare ulteriori interventi “auspicabilmente a cura del nuovo acquirente” tra i quali anche su AFO1 (ove dissequestrato).

PIANO A CICLO CORTO: dal 15 novembre 2025 sarà necessario attivare un nuovo piano operativo a “ciclo corto” che comporta una rimodulazione dell’assetto produttivo del complesso aziendale. Dall’1 gennaio 2026 ci sarà il fermo di produzione delle batterie di cokefazione e dal metà gennaio 2026 l’avvicendamento tra AFO4 e AFO2 (un solo altoforno per circa 20 giorni).

CIG CON INTEGRAZIONE DEL REDDITO: “La rimodulazione dell’attività produttiva, dal 15 novembre fino a fine dicembre, richiederà l’incremento del ricorso alla cassa integrazione, che passerà da 4.550 a circa 5.700 unità con integrazione del reddito. A tal fine il governo presenterà una norma legislativa anche per garantire la copertura finanziaria della integrazione. Dall’1 gennaio, con la fermata delle batterie di cokefazione, si arriverà a 6.000 unità”.

IMPIANTO DRI A TARANTO ENTRO 4 ANNI: Il governo, con il supporto della Regione Puglia, per consentire la pronta attuazione del piano di decarbonizzazione, garantirà l’immediata disponibilità di risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell’investimento per l’impianto di DRI in 4 anni. Il governo sta lavorando per garantire all’impianto DRI e alla centrale termoelettrica una fornitura di gas via condotte terrestri, a prezzi competitivi.

TAVOLO TARANTO: il tavolo insediato al Mimit lo scorso 19 maggio ha permesso di individuare aree potenzialmente fruibili ai fini della reindustrializzazione (sia interne che esterne al perimetro dell’ex Ilva). Per queste aree “stiamo valutando i progetti di investimento di oltre 15 aziende italiane ed estere, fra cui primari player nazionali, i cui progetti possono realizzarsi nell’arco dei 4 anni” in vari settori.

Accolto ricorso contro stop deciso dal Tar, il Consiglio Stato: “Può continuare l’attività produttiva dell’ex Ilva”

Può proseguire l’attività di alcuni stabilimenti produttivi, tra cui l’ex Ilva di Taranto. Lo prevede un’ordinanza del Consiglio di Stato in merito all’atto emesso il 7 ottobre 2023 dall’Arera sull’attività svolta da Acciaierie d’Italia in alcuni stabilimenti – tra cui quelli di Genova, Novi Ligure, Racconigi e dell’ex Ilva – con cui aveva fissato un termine per individuare il fornitore del gas necessario per la prosecuzione delle attività produttive e le modalità del relativo trasporto.

La società – lamentandosi dell’eccessività brevità del termine fissato dall’Area – aveva impugnato l’atto davanti al Tar per la Lombardia, che ha respinto il ricorso.

Nell’esaminare l’appello di Acciaierie, la seconda Sezione del Consiglio di Stato ha accolto la sua istanza cautelare, ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar, ha consentito la prosecuzione della fornitura, per evitare l’interruzione dell’attività produttiva svolta negli impianti d’interesse strategico nazionale e il conseguente pregiudizio per l’occupazione, ed ha al contempo fissato l’udienza del 9 giugno 2026 per la definizione del secondo grado del giudizio.

Taranto, infortunio sul lavoro nell’ex Ilva. La denuncia dei sindacati: dipendente ferito al braccio destro

Infortunio sul lavoro questa mattina nello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Taranto. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, un lavoratore di una ditta d’appalto impegnato nel reparto GRF (Gestione rottami ferrosi) è rimasto ferito al braccio destro mentre manovrava un bobcat durante operazioni di pulizia industriale nella zona della discarica Paiole.

Da chiarire se sia stato colpito dalla benna del mezzo. Sono in corso verifiche per ricostruire l’esatta dinamica. L’operaio è stato soccorso e trasportato in ospedale per accertamenti. Da valutare l’entità dell’infortunio. I sindacati hanno chiesto all’azienda di fare piena luce sull’accaduto.

Cig straordinaria all’ex Ilva, i sindacati: “Non parteciperemo all’incontro. Prima chiarezza su piano e ruolo Governo”

Fim, Fiom e Uilm non parteciperanno all’incontro convocato per oggi dal ministero del Lavoro sulla cig straordinaria all’ex Ilva. In una nota affermano che la riunione “tende a escludere il parere dei lavoratori e dei loro rappresentanti” e confermano “la necessità di un rinvio”.

I sindacati ricordano che, scaduti i termini del bando per l’assegnazione degli asset, “l’unico elemento che hanno è una nota stampa dell’azienda che indica 10 offerenti”.

Per questo attendono una convocazione a Palazzo Chigi che chiarisca “quale percorso il Governo, unitamente alla struttura commissariale, intenda dare al gruppo ex Ilva”.

Taranto, Fiorella Mannoia incontra i bambini del quartiere Tamburi: “Qui una grande ingiustizia”

“Anche quello che succede a Taranto e ai bambini di Taranto è una grandissima, grandissima ingiustizia”. Queste le parole di Fiorella Mannoia sabato sera durante un concerto alle Cave di Fantiano di Grottaglie (Taranto) mentre dal pubblico alcuni spettatori gridavano ‘basta Ilva’.

L’artista prima del concerto si è recata in visita ai bambini del quartiere Tamburi, ospitata nel teatro parrocchiale della chiesa Angeli Custodi. Il sacerdote, don Alessandro Argentiero, aveva invitato la cantante romana per ringraziarla dell’appello lanciato lo scorso anno con un videomessaggio per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di sostenere la raccolta fondi per la riqualificazione del nuovo campo sportivo parrocchiale, oggetto anche di ripetuti episodi di vandalismo.  In seguito la Regione Puglia ha fornito un contributo per la realizzazione dei lavori che saranno avviati nelle prossime settimane.

Mannoia è stata accolta dai bimbi e dalle loro mamme con cartelloni colorati e frasi di benvenuto, sulle note della canzone “Che sia benedetta”, diventata l’inno del campo estivo della parrocchia.

Ex Ilva, il sindaco di Taranto dice no all’accordo proposto dal Governo: “Non firmerò lacunoso e privo di garanzie”

Il sindaco di Taranto Piero Bitetti, recependo le indicazioni dei capigruppo di maggioranza, ha annunciato “la propria contrarietà alla firma dell’accordo di programma proposto dal governo per l’ex Ilva di Taranto”.

I capigruppo di maggioranza “ritengono superfluo – è detto in una nota – convocare nei prossimi giorni il Consiglio comunale in quanto l’accordo così formulato è lacunoso e privo di garanzie per la città”.

Al sindaco si chiede di non firmare l’atto d’intesa e viene proposto un nuovo accordo di programma che preveda la totale decarbonizzazione entro 5 anni. Bitetti chiede di adottare un decreto-legge speciale per Taranto.

Al Mimit c’è “stupore per l’ennesima sconvocazione del Consiglio comunale di Taranto, che era previsto stavolta per il giorno 11 agosto, come concordato in sede istituzionale. È da irresponsabili continuare a rinviare ogni decisione, disattendendo gli impegni assunti. Così si lede il principio costituzionale della leale collaborazione tra gli organi dello Stato, mettendo a rischio decine di migliaia di lavoratori”.

È quanto precisano fonti del Mimit in merito “al comunicato stampa della maggioranza del Comune di Taranto che annuncia la sconvocazione del Consiglio comunale previsto per il giorno 11, che avrebbe dovuto assumere decisioni – come più volte annunciato, anche in sede istituzionale – in merito all’accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico” dell’ex Ilva.

Ex Ilva, il sindaco di Taranto Piero Bitetti contestato da cittadini e associazioni: si è dimesso

Il Sindaco di Taranto Piero Bitetti, a capo di una coalizione di centrosinistra, ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato contestato da cittadini e associazioni all’esterno di Palazzo di città dopo un confronto sulla vicenda ex Ilva con rappresentanti di comitati e movimenti.

L’incontro si è tenuto in vista del Consiglio comunale monotematico del 30 luglio chiamato a discutere dell’accordo sulla decarbonizzazione proposto dal governo e del vertice al Mimit del 31 luglio sullo stesso accordo interistituzionale che dovrà recepire le indicazioni degli enti locali.

Nella lettera di dimissioni depositata all’Ufficio Protocollo il primo cittadino, a quanto si è appreso, denuncia una condizione di “inagibilità politica”. Situazione che si è venuta a determinare anche a seguito di atteggiamenti ritenuti minacciosi da parte di alcuni attivisti.

L’annuncio del ministro Urso: “Ok all’Aia per l’ex Ilva. Taranto continuerà lo stabilimento è salvo”

“Mi è appena arrivato il messaggio che l’Aia”, l’Autorizzazione integrata ambientale per l’ex Ilva di Taranto “è stata rilasciata pochi minuti fa. Taranto continuerà, lo stabilimento è salvo. La siderurgia italiana è salva, l’industria italiana può ancora avere l’acciaio”.

Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al congresso della Cisl.