Adelfia, ex farmacista Filomena Losurdo morta in casa. Trovato un diario: si indaga per istigazione al suicidio

Filomena Losurdo, ex farmacista 80enne, è stata trovata morta ieri mattina ad Adelfia. A ritrovare il corpo dell’anziana nell’abitazione in cui viveva da sola erano stati i figli. La casa si trova all’ultimo piano della palazzina che al piano terra ospita la farmacia di cui era titolare, su corso Umberto I.

Inizialmente si era pensato all’incidente domestico, ma i Carabinieri nell’appartamento hanno ritrovato un diario su cui la donna aveva scritto i particolari di litigi con alcune persone. Si tratterebbe di un elemento importante ai fini dell’accaduto e così la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio a carico di ignoti.

Il cadavere dell’ex farmacista, riverso sul pavimento, presentava una vistosa ferita alla testa. La prima ipotesi era quella che potesse essere caduta battendo la testa al vicino divano. L’incarico di eseguire l’autopsia sarà affidato lunedì prossimo al medico legale Francesco Vinci e al tossicologo Roberto Gagliano Candela. Sul posto erano intervenuti il medico legale, i Carabinieri e il pm di turno Gaetano De Bari.

 

Medicinali a base di cannabis, ad Altamura attivata la prima farmacia dell’Asl Bari: materia prima da Firenze

È attiva ad Altamura la prima farmacia pubblica della Asl Bari in grado di produrre farmaci personalizzati a base di cannabis. Infiorescenze di cannabis diventano cartine per decotti o da vaporizzare, oppure capsule apribili per trattare diverse patologie.

La cannabis terapeutica parte dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e arriva al laboratorio di Galenica clinica della farmacia territoriale di Altamura, dove viene poi trasformata in farmaci. Tre farmaciste e una specializzanda, utilizzando beute, alambicchi e bilance di precisione, trasformano la materia prima in terapie personalizzate al milligrammo, su indicazione dei medici prescrittori.

“La nostra – dice la farmacista Filomena Cavallera – è la prima farmacia pubblica del territorio a ritirare la cannabis direttamente e a lavorarla per garantire ai pazienti farmaci personalizzati, allestiti in laboratorio in base alle implicazioni delle diverse patologie e alla posologia e formulazione richieste”.

La farmacia potrà soddisfare la richiesta proveniente dall’intera Asl: “E’ l’obiettivo – spiega ancora Cavallera – su cui siamo tutte impegnate. In questa fase possiamo utilizzare solo la cannabis di Stato, con quantitativi limitati, più avanti potremo aumentare l’attività con la materia prima proveniente da altri canali di approvvigionamento autorizzati all’importazione. L’aspetto ancora più importante riguarda i pazienti, che adesso possono ricevere i farmaci nella nostra farmacia, evitando lunghi spostamenti in giro per la provincia”.

“La cannabis terapeutica – spiega Felice Spaccavento, medico rianimatore e direttore delle Cure palliative dell’Asl – grazie alle sue molteplici proprietà ha una miriade di impieghi, spesso di supporto o sostitutivi di terapie tradizionali inefficaci su determinati pazienti”.