Cellamare, il Sindaco Vurchio pubblica sui social il cedolino paga di novembre: “Stipendio netto da 1000 euro”

Quanto prende di stipendio il sindaco di Cellamare? A rispondere è direttamente Gianluca Vurchio e lo fa sui social, postando il cedolino paga relativo alla mensilità di novembre 2025 percepita come primo cittadino.

Una “trovata” comunicativa per fare chiarezza nella comunità. “Non mi sono mai nascosto – si legge nel post -. Ho pubblicato qualche volta la certificazione unica, cumulativa, relativa agli emolumenti del Comune di Cellamare ed ora pubblico il cedolino paga specifico della mensilità di novembre 2025. Ecco a voi la mia indennità di Sindaco: un lordo di 1800,90 €uro a cui vanno detratti scarse 800,00 €uro di trattenuta IRPEF (aliquota applicata 42%), per un netto complessivo di circa 1000,00 €uro al mese per il mio ruolo di Sindaco del Comune di Cellamare”.

“Ho questa indennità perché sin da quando ho iniziato a fare il Sindaco sei anni fa, non ho mai voluto mettermi in aspettativa, conservando, quindi, il mio attuale posto di lavoro – specifica Vurchio -. Se avessi scelto l’aspettativa, mi sarebbe spettato esattamente il doppio di ciò che oggi mi viene riconosciuto”.

“Ci tenevo, ancora una volta, a rendere pubblici gli emolumenti percepiti per smontare alcune tesi di stipendi d’oro ai Sindaci e sempre per leale trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini”, conclude.

Sdegno a Cellamare, avvelenati 3 gattini. Il sindaco Vurchio: “Atto indegno di un cittadino di merda e senza cuore”

“Ancora una volta, a distanza di meno di un anno e nella stessa zona, si ritiene che vi sia stato un avvelenamento di tre gattini, di circa cinque mesi. Questo, ovviamente, non lo dico io ma un medico veterinario che, nel contempo, ci mette in allerta su possibili avvelenamenti messi in atto. Ed io, al medico veterinario, ci credo perché in quella stessa zona circa un anno fa è avvenuto un episodio similare”. Inizia così la denuncia social del sindaco di Cellamare, Gianluca Vurchio.

“E se il medico veterinario mi/ci mette in allerta, io invece ho più di un dovere sul tema: il primo è quello di avviare ogni utile accertamento, attraverso l’Asl competente, che si tratti di avvelenamento e per questo ho chiesto che si avvii ogni utile procedimento autoptico sui corpi dei piccoli gattini, affinché venga accertato dai medici dell’area veterinaria della Asl Bari l’avvelenamento – le sue parole -. Il secondo sarà, una volta accertato e diagnosticato l’avvelenamento, quello di recarmi presso i Carabinieri per denunciate formalmente quanto avvenuto contro ignoti, ma specificando che il tutto si è consumato in Via Nino Bixio e che esattamente 45 settimane fa (conservo ogni utile documentazione), sempre nella stessa via, si è riverificato un atto simile. Se qualcuno pensa di poterla fare franca o di continuare a perpetrare ai danni di animali tali atti, è completamente fuori strada. Un atto indegno, spregevole e che solo un cittadino senza cuore e senza un minimo di amore verso il prossimo, potrebbe aver compiuto. Una merda di persona, insomma. Come Comune di Cellamare, nel corso di questi anni, grazie al consigliere delegato, Rita Traversa prima e Patrizia Di Gioia dopo, assieme al delegato al randagismo Lucia Lafaenza, abbiamo fatto tantissimo sulla tutela degli animali e sul loro benessere e non permeteremo che ci sia gente che avvelena gli animali. Questo, oltre che ad esser indicibile in un paese civile, è un reato che viene punito dalla Legge ed io, assieme all’Amministrazione Comunale ed ai cittadini per bene, ci batteremo affinché chi compie tali gesti venga assicurato nelle mani dell’Autorità Giudiziaria”.