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Bari, ginecologo abusa della pazienti. Testimone: “Miniello mi ha chiamato monellina e dato pacche al sedere”

Nella giornata di ieri si è tenuta una nuova udienza dell’inchiesta a carico di Giovanni Miniello, il ginecologo barese accusato di violenza sessuale, tentata e consumata, e lesioni personali nei confronti di sue ex pazienti.

Ieri è stata ascoltata per un’ora una delle presunte vittime. “Mi ha chiesto delle mie abitudini sessuali, dandomi della monellina, e quanti partner avessi avuto. Domande atte a indagare le mie abitudini sessuali che non avevano nulla a che fare con la presenza del papilloma virus”, il racconto della donna che ha parlato di un disagio provato durante le visite.

Decise di non parlarne con nessuno, salvo poi farlo con il compagno dopo aver visto i servizi de Le Iene. “Durante la prima visita cercai di riportare il discorso su questioni più mediche – ha aggiunto -.. Ma continuò a farmi domande intime e a parlami della “bonifica” con cui, grazie al suo sperma, avrebbe risolto il mio problema. Poi mi controllò il seno con una palpazione non normale. Quando vidi il servizio in tv mi resi conto di non essere stata l’unica a provare disagio”.

“La seconda visita, per me, è stata più turbante perché oltre a essere più condita rispetto a quanto ho appena detto, lui, senza il mio consenso, mi disse di girarmi per controllare il culetto – ha concluso -. Mi mise in quadrupedia e mi infilò qualcosa che mi fece molto male, fino alle lacrime, spruzzandomi qualcosa all’interno, e facendo poi una fotografia mostrandomi un puntino bianco dove avrebbe potuto attecchire il virus. Appena libera, mi dette delle pacche sul sedere invitandomi a rivestirmi”.

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Sesso per curare il papilloma virus, l’ex fidanzato di una vittima del ginecologo Miniello: “Scossi dopo la visita”

“Faceva commenti e apprezzamenti, ci disse che lui era l’unico a poter curare il papilloma virus attraverso rapporti sessuali. Pensammo da subito che questa cosa non fosse possibile. E la visita prese una piega imbarazzante  tanto che dopo la visita eravamo scossi”. A parlare, in Tribunale a Bari, è l’ex fidanzato di una presunta vittima di Giovanni Miniello, il ginecologo barese a processo per violenza sessuale (tentata e consumata) e lesioni personali nei confronti di 20 sue pazienti.

L’uomo è stato ascoltato come testimone e ha raccontato di una visita del 2019 a cui si sottopose insieme all’ex fidanzata. La presunta vittima, che all’epoca dei fatti aveva 23 anni, in seguito a quella visita sviluppò, secondo l’accusa, degli attacchi di panico. La vicenda riguardante Miniello divenne di dominio pubblico dopo la messa in onda di due servizi della trasmissione ‘Le Ienè nel novembre del 2021.

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Sesso per curare il papilloma virus, una vittima del ginecologo Miniello in aula: “Non capivo se fosse vero”

“Quando Miniello mi ha proposto la terapia del sesso non riuscivo a capire se fosse vera o meno. Per un attimo, nei giorni successivi, mi ha sfiorato il pensiero di considerare la proposta, ma poi ho iniziato a riflettere”. Così ieri, in aula a Bari, una delle presunte vittime del ginecologo barese Giovanni Miniello, il medico 71enne a processo per violenza sessuale (tentata e consumata) e lesioni personali su 20 sue pazienti (19 delle quali costituite parte civile) che hanno lamentato di aver subito manovre non convenzionali nel corso di visite ginecologiche.

Secondo l’accusa, il medico avrebbe anche proposto ad alcune pazienti di avere rapporti sessuali con lui per curare il papilloma virus e prevenire il tumore dell’utero. La paziente ascoltata in aula – che è assistita dall’avvocato Roberto Loizzo – ha raccontato di essersi rivolta a Miniello, suo ginecologo già da diversi anni, per curare il papilloma virus nel febbraio del 2019.

In quell’occasione il medico le avrebbe proposto di avere un rapporto sessuale con lui per guarire. “Mi disse – ha aggiunto la donna, oggi 31enne – di potermi curare” con un rapporto sessuale e “che avrebbe potuto debellare l’Hpv per sempre dal mio organismo. Poi mi ha mostrato degli screenshot di messaggi che gli avevano mandato altre sue pazienti” che il medico sosteneva di aver curato così.

“Mi disse – ha sostenuto – che quelle erano tutte pazienti che aveva curato con un rapporto non protetto”. Dopo quella visita la donna decise di cambiare ginecologo. “Circa una settimana dopo quella visita – ha rivelato – mi rivolsi al Telefono rosa, spiegando quello che mi era successo e chiedendo se quelle pratiche fossero denunciabili. Mi risposero di sì”. La paziente denunciò Miniello nel settembre 2019, due anni prima dei servizi televisivi de ‘Le Iene’ che fecero diventare il caso di dominio pubblico. La donna che è stata ascoltata ieri durante il processo non era tra quelle che furono sentite nel corso dell’incidente probatorio, perché sia il gip, che il Tribunale del Riesame e la Cassazione hanno ritenuto che la sua querela fosse tardiva. La Procura, invece, l’ha individuata tra le presunte parti offese e lei si è costituita parte civile.

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Sesso per curare il papilloma virus, a processo il ginecologo Miniello: nuova udienza a Bari

Ieri  in Tribunale a Bari, durante il processo a carico del ginecologo barese Giovanni Miniello, il medico 71enne imputato per violenza sessuale (tentata e consumata) e lesioni personali su 20 sue pazienti (19 delle quali costituitesi parte civile) che lamentavano di aver subìto manovre non convenzionali nel corso di visite ginecologiche, è stata ascoltata a porte chiuse una conversazione al telefono tra la ginecologa Grazia Nacci, medico in servizio anche presso il 118, e una paziente, presunta vittima del ginecologo barese Giovanni Miniello ed ex studentessa di medicina.

Secondo l’accusa, il medico avrebbe anche proposto ad alcune pazienti di avere rapporti sessuali con lui per curare il papillomavirus e per prevenire il tumore dell’utero. Un caso diventato poi di dominio pubblico dopo la messa in onda di due servizi (16 e 23 novembre 2021) della trasmissione ‘Le Iene’.

“Ma è un santone o un medico? Ho capito chi è il collega, non è la prima volta, ho raccolto altre lamentele. Mi sento in difficoltà, quello che le è stato proposto non ha alcun fondamento scientifico. Tra poco lo sentirò sui giornali”, le parole della professionista al telefono. La presunta vittima ha detto di aver preso coscienza di quanto le è successo dopo aver visto i servizi de “Le Iene”, ma ha affermato di aver temuto di non essere creduta. Alle pazienti, ha detto in aula Grazia Nacci, “veniva riferito che in Italia c’erano due vaccinati che avrebbero potuto curare il papilloma virus attraverso rapporti sessuali, e uno di questi era lui, l’unico a Bari. Il processo riprenderà il 19 settembre.

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Sesso per curare il papilloma virus, ginecologo smonta la tesi di Miniello: “Impossibile e assurda”

Parola del professor Vincenzo D’Addario, ginecologo in servizio al Policlinico di Bari e testimone dalla pubblica accusa nel processo per abusi sessuali in cui è coinvolto l’ex collega Giovanni Miniello, il ginecologo 71enne accusato di violenza sessuale (tentata e consumata) e lesioni personali su 20 sue pazienti private.

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Ginecologo di Bisceglie visita le pazienti in casa senza rilasciare fattura: sequestro da 180mila euro

Un lavoro che ha svolto per anni finché il marito di una paziente non ha sporto denuncia per aver pagato 100 euro e 120 euro due visite senza aver ricevuto fattura

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Bari, ginecologo abusa delle pazienti. Al via il processo: rigettate le eccezioni della difesa di Miniello

Il ginecologo 70enne è accusato di violenza sessuale (tentata e consumata) e lesioni personali su 20 sue pazienti private, 19 delle quali costituitesi parte civile.

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Bari, ginecologo abusa delle pazienti: centri antiviolenza esclusi dal processo a carico di Miniello

Il ginecologo 69enne si trova ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata su due pazienti per averle molestate durante le visite. Nell’udienza di oggi il Tribunale di Bari ha infatti accolto la questione sollevata dai suoi legali.

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Bari, ginecologo abusa delle pazienti. Il processo riprenderà a luglio: 20 donne testimoni in difesa di Miniello

Il processo in cui è imputato il ginecologo barese Giovanni Miniello, accusato di lesioni aggravate e violenza sessuale nei confronti di alcune pazienti, riprenderà il prossimo 6 luglio. Tra i testimoni citati dalla difesa ci saranno quel giorno in aula anche 20 ex pazienti donne, oltre alla segreteria di Miniello e altri specialisti, tra cui psichiatri e psicologi. L’obiettivo della difesa è quello di smontare la tesi accusatoria, secondo la quale il ginecologo avrebbe proposto rapporti sessuali come cura per il papillomavirus e per prevenire il tumore dell’utero, la cosiddetta terapia del sesso.

Il tribunale del Riesame di Bari, a metà aprile, ha rigettato i due ricorsi presentati dalla Procura ritenendo che non sussistano i presupposti per la misura cautelare in carcere per il ginecologo, arrestato e posto ai domiciliari il 30 novembre 2021. L’arresto fu revocato dal gip il 22 aprile 2022 e sostituito con l’interdizione dalla professione (dalla quale era già sospeso) per 12 mesi. Anche contro questa decisione i pm avevano presentato appello, ma il Tribunale l’ha respinto confermando anche in questo caso l’operato del gip.

La difesa di Miniello punta anche a contestare nel processo la tardività di alcune denunce. Alcune pazienti hanno infatti denunciato le molestie nel 2019, altre nel 2021. Secondo la Procura c’è chi ha preso coscienza e coraggio solo dopo la messa in onda del servizio delle Iene, con protagonista proprio Miniello. Le 20 ex pazienti si sono costituite parti civili, il Tribunale dovrà decidere se ammetterle tutte, compresi l’Ordine dei medici e diverse associazioni. Sarà il primo passo di un processo che si preannuncia combattuto. La Procura ha citato tra i testimoni i 4 carabinieri che hanno effettuato le indagini, uno psicoterapeuta, alcuni consulenti informatici, diverse amiche delle vittime, altri ginecologi e il direttore dell’unità di Ginecologia del Policlinico, Ettore Cicinelli.

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Bari, ginecologo abusa delle pazienti: confermata la revoca dei domiciliari per il ginecologo Miniello

Il tribunale del Riesame di Bari ha rigettato i due ricorsi presentati dalla procura ritenendo che non sussistano i presupposti per la misura cautelare in carcere per il ginecologo 69enne Giovanni Miniello, arrestato e posto ai domiciliari il 30 novembre 2021 per violenza sessuale aggravata su due pazienti, per averle molestate durante le visite. L’arresto è stato revocato dal gip il 22 aprile 2022 e sostituito con l’interdizione dalla professione (dalla quale era già sospeso) per 12 mesi. Anche contro questa decisione i pm avevano presentato appello, ma il Tribunale l’ha respinto confermando anche in questo caso l’operato del gip. Attualmente Miniello è a processo per violenza sessuale su 20 donne, ad alcune delle quali – secondo l’accusa – il ginecologo avrebbe proposto rapporti sessuali come cura per il papillomavirus e per prevenire il tumore dell’utero, la cosiddetta terapia del sesso.

Con il primo appello contro la decisione del gip di escludere i gravi indizi di colpevolezza quanto alla ‘terapia del sessò, concedendo i domiciliari per i soli due episodi di violenza compiuti durante le visite ginecologiche, la Procura aveva chiesto il carcere per il ginecologo. Il 30 dicembre 2021 il Tribunale della Libertà di Bari ha rigettato l’appello dei pm, che hanno quindi presentato ricorso in Cassazione, la quale ha disposto l’annullamento con rinvio. Il Riesame ha quindi nuovamente esaminato l’appello della Procura e ha confermato il rigetto della richiesta di custodia in carcere, escludendo che “il rimedio terapeutico» di tipo sessuale proposto dal ginecologo ad alcune pazienti possa «ritenersi oggettivamente idoneo a violare la libertà di autodeterminazione sessuale della vittima» e ritenendo tardive alcune querele. Con la decisione di oggi, il Riesame ha rigettato anche l’appello dei pm contro la revoca degli arresti domiciliari dell’aprile 2022.

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