Investito e picchiato con una mazza di ferro, imprenditore agricolo perseguitato a Sannicandro: tre misure cautelari

Ha vissuto per mesi tra minacce e violenze un piccolo imprenditore agricolo di Sannicandro di Bari, vittima di una serie di aggressioni culminate con un attacco a colpi di accetta. I carabinieri hanno eseguito misure cautelari nei confronti di tre persone, indagate per tentata estorsione in concorso e lesioni personali aggravate.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato nel dicembre 2025, quando gli indagati avrebbero preteso 3.500 euro come “compensazione” per un furto di mezzi agricoli fallito all’interno dell’azienda della vittima, sventato dalla presenza dei cani da guardia.

Al rifiuto dell’imprenditore sarebbero seguite ripetute aggressioni: prima colpito con un ombrello al volto e alla schiena, poi raggiunto nella propria abitazione e picchiato con una mazza di ferro davanti ai familiari. Durante la fuga, uno degli indagati lo avrebbe anche investito con un’auto, trascinandolo a terra e provocandogli la perdita di conoscenza e diverse lesioni.

Le intimidazioni sarebbero proseguite anche nei mesi successivi, fino ad aprile, quando la vittima avrebbe subito nuove minacce e un’ulteriore aggressione, questa volta con un’accetta. Le indagini dei carabinieri hanno portato all’emissione delle misure cautelari nei confronti dei tre presunti responsabili.

Brindisi, estorsione a imprenditore agricolo: in carcere 4 storici esponenti della Sacra Corona Unita – I NOMI

Dopo il decreto di fermo dell’1 settembre scorso, c’è l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i quattro uomini appartenenti alla frangia dei tuturanesi della Sacra Corona Unita: il 66enne Salvatore Buccarella, Vincenzo Schiavone di 47 anni, Umberto Attanasi di 59 ed il 37enne Pasquale Attanasi.

L’ordinanza del giudice per le indagini preliminare di Lecce, in sede di rinnovo delle misure cautelari dei gip di Brindisi e Napoli, riguarda anche una quinta persona: il 47enne Stefano Malerba. Il provvedimento è stato notificato dal personale della squadra mobile di Brindisi e della Sisco di Lecce, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce.

Nel primo decreto di fermo, le accuse nei confronti dei quattro, erano di associazione di tipo mafioso, per due dei quali aggravata dall’averlo commesso in regime di semilibertà, nonché per una tentata estorsione aggravata dall’appartenenza alla Sacra Corona Unita ai danni di un imprenditore agricolo, a cui – secondo l’accusa – è stato imposto il pagamento di una somma di denaro di 3mila euro ed il versamento di 150 euro mensili per la guardiania e per poter svolgere la propria attività economica sul territorio controllato dal clan a Tuturano (Brindisi).

Dopo le indagini è stato riqualificato il capo d’imputazione inerente l’estorsione, da tentata in consumata, poiché l’attività investigativa ha permesso di cogliere i momenti in cui la vittima ha effettuato le consegne di denaro in favore del presunto sodalizio criminale per un totale di 1.800 euro. “L’inchiesta – informano dalla Polizia – ha cristallizzato» che Malerba «avrebbe indicato agli esponenti del clan mafioso, l’operatività su Tuturano dell’imprenditore da sottoporre ad estorsione, li avrebbe accompagnati all’incontro durante il quale è stata avanzata la richiesta estorsiva e avrebbe fatto da intermediario tra l’imprenditore e gli altri indagati»