Morte Lucia Salcone, il marito Ciro Caliendo ascoltato in carcere: confermata la versione dell’incidente stradale

Ciro Caliendo, imprenditore di San Severo arrestato per l’omicidio premeditato della moglie Lucia Salcone, durante l’interrogatorio ha confermato la sua versione parlando di un incidente avvenuto il 27 settembre 2024.

Non ha invece risposto sulla lettera inviata a una parente della moglie, in cui dichiarava di amare un’altra donna e di voler porre fine al matrimonio.  I suoi legali non hanno chiesto la scarcerazione in attesa di approfondire le perizie tecniche, dalle quali emergerebbero elementi che contraddicono la versione dell’incidente: l’auto sarebbe stata incendiata con carburante, la donna colpita alla testa prima del rogo e le telecamere di casa spente mentre Caliendo usciva con una tanica di benzina.

Morte Lucia Salcone, spunta una lettera choc del marito Ciro Caliendo: pietanze preparate col sangue mestruale

Un matrimonio logorato da litigi, un’altra donna nel cuore e una lettera che oggi pesa come un macigno nell’inchiesta. È attorno a queste ombre che si muove il caso di Ciro Caliendo, 48 anni, arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone, simulando un incidente stradale lo scorso 27 settembre.

Secondo gli inquirenti, quello schianto non sarebbe mai avvenuto: l’auto sarebbe stata incendiata con la donna all’interno, ancora viva ma stordita. A rafforzare l’ipotesi della premeditazione c’è una lettera che Caliendo avrebbe scritto di suo pugno poche settimane prima della morte della moglie, indirizzandola a una parente di lei. In quelle righe l’uomo confessa una relazione extraconiugale che durava da tre anni — con una donna amica della stessa Lucia — e manifesta l’intenzione di separarsi.

La lettera, letta solo dopo la tragedia, racconta un uomo che si dice oppresso da continui contrasti e da uno stato depressivo profondo. Scrive di aver pensato al suicidio e di voler vivere, parole sue, “una storia d’amore benedetta da Dio”. Quando si parlava di separazione la moglie avrebbe risposto: “Meglio un marito morto che con un’altra”.

Ma è un altro passaggio a colpire gli investigatori: quello in cui Caliendo si dichiara disposto a sacrificare la vita della moglie pur di riavere la propria libertà. Un’affermazione che per la procura assume il valore di un’intenzione già maturata.

Nella lettera compaiono anche riferimenti a presunti riti e a episodi inquietanti, tra cui l’uso di sangue mestruale nella preparazione di cibi e strani malesseri che l’uomo dice di aver accusato nel tempo. Racconti che si intrecciano con voci circolate prima del matrimonio e ora finite agli atti dell’indagine. A riferirlo è Telesveva.

Caliendo ha trascorso la sua prima notte in carcere e venerdì sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia. La procura lo accusa di omicidio premeditato: per chi indaga, dietro quel rogo non c’è stato un incidente, ma un piano studiato per trasformare un delitto in una tragica fatalità.

Lucia Salcone morta in un incidente stradale simulato, arrestato il marito Ciro Caliendo: venerdì l’interrogatorio

Prima notte in carcere per Ciro Caliendo il 48enne imprenditore vitivinicolo di San Severo (Foggia) accusato dell’omicidio premeditato della moglie 47enne Lucia Salcone uccisa inscenando un incidente stradale la sera del 27 settembre del 2024 lungo la strada provinciale 13 nelle campagne del comune dell’Alto Tavoliere.

Ieri mattina all’alba gli investigatori della squadra mobile, insieme ai colleghi della polizia stradale di San Severo, hanno eseguito la misura cautelare del carcere emessa dalla procura di Foggia che ha coordinato l’inchiesta durata nove mesi. Il 27 febbraio alle 9 è previsto l’interrogatorio di garanzia in carcere da parte del Gip.

Diverse le prove, stando a quelle che sono le evidenze investigative, raccolte a suo carico durante i mesi di indagini che hanno smontato la versione dell’incidente stradale, tra cui le perizie tecniche sul veicolo, sulla velocità, l’autopsia sul corpo della donna che avrebbe rivelato la presenza nei polmoni di monossido di carbonio, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stessa abitazione coniugale e una lettera inviata dall’uomo ad una parente della moglie in cui riferiva “la decisione di volersi separare ad ogni costo dalla coniuge perchè innamorato di un’altra donna”.

Secondo l’ipotesi accusatoria, proprio il movente sentimentale, legato a quello economico con la paura di perdere la casa coniugale ed altri beni, avrebbe portato l’uomo ad inscenare l’incidente stradale, per mascherare il delitto.

Lucia Salcone morta in un incidente stradale simulato, arrestato il marito Ciro Caliendo: la ricostruzione del delitto

Un presunto tradimento, il timore di essere scoperto, e un piano che – secondo gli inquirenti – sarebbe stato studiato nei dettagli per simulare un incidente mortale. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato all’arresto di Ciro Caliendo, 48 anni, accusato di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone, 47 anni, deceduta il 27 settembre 2024 in un rogo seguito a quello che inizialmente era apparso come un sinistro stradale.

L’uomo è stato fermato questa mattina con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal legame coniugale, su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Foggia, Mario De Simone. Per la Procura, l’incidente sarebbe stato in realtà una messinscena orchestrata per eliminare la donna.

I fatti risalgono alla sera del 27 settembre, lungo la strada provinciale 13, nelle campagne di San Severo, dove la coppia risiedeva. L’auto su cui viaggiavano i coniugi uscì di strada e prese fuoco. Il corpo della donna fu ritrovato carbonizzato all’interno dell’abitacolo. Fin dalle prime fasi, tuttavia, la dinamica aveva sollevato dubbi tra gli investigatori.

Le indagini, protrattesi per nove mesi, hanno ricostruito – secondo l’accusa – non solo ciò che sarebbe accaduto quella sera, ma anche le fasi preparatorie e i possibili moventi. Alla base del delitto, spiegano gli inquirenti, vi sarebbe un intreccio tra ragioni sentimentali ed economiche. Non un gesto improvviso, ma una decisione maturata nel tempo, portata avanti senza esitazioni.

Determinanti sarebbero state le intercettazioni e le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell’abitazione dei coniugi. In uno dei filmati, la sera precedente all’incendio, Caliendo appare con una tanica e un accendino in mano. Secondo i consulenti della Procura, emergerebbero evidenti discrepanze tra lo stato dei luoghi e la versione fornita dall’uomo. Le registrazioni si interrompono bruscamente: un dettaglio che farebbe pensare a un tentativo di cancellare prove compromettenti.

In alcune conversazioni intercettate con il figlio, l’indagato avrebbe mostrato preoccupazione per l’evolversi delle indagini. Inoltre, pochi giorni prima della tragedia, avrebbe scritto a una parente della moglie residente all’estero manifestando l’intenzione di separarsi perché innamorato di un’altra donna. Anche la figlia sarebbe stata al corrente della relazione extraconiugale, e – secondo quanto riferito da un familiare – l’amante avrebbe valutato di rivelare tutto alla moglie.

Subito dopo l’accaduto, Caliendo – unico sopravvissuto e alla guida del veicolo – raccontò agli investigatori che l’auto era finita fuori strada nel tentativo di evitare un mezzo proveniente in senso opposto. L’impatto contro un albero avrebbe provocato la perdita di coscienza di entrambi e l’incendio del veicolo, che si sarebbe rapidamente propagato all’interno, intrappolando la donna, rimasta bloccata dalla cintura di sicurezza.

Una ricostruzione che, però, non avrebbe retto alle perizie tecniche. “Le verifiche hanno evidenziato un’assoluta incompatibilità tra il racconto dell’uomo e gli esiti degli accertamenti”, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile di Foggia, Marco Mastrangelo. In particolare, le lesioni riscontrate alla testa della vittima non sarebbero compatibili con un incidente stradale, bensì con colpi inferti con un oggetto contundente.

Ulteriori incongruenze riguardano il carburante: le telecamere avrebbero ripreso l’uomo mentre rientrava a casa per prendere una bottiglia contenente benzina, tracce della quale sarebbero state rinvenute nell’auto, nonostante il veicolo fosse alimentato a diesel. Anche la circostanza secondo cui non sarebbe riuscito a liberare la moglie dalla cintura di sicurezza sarebbe stata smentita dagli accertamenti tecnici.

Un quadro indiziario fatto di contraddizioni, riscontri scientifici e intercettazioni che, secondo la Procura di Foggia, ha portato all’arresto del 48enne, al termine di un’indagine condotta con l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che, fin dall’inizio, era apparsa tutt’altro che accidentale.

Lucia Salcone morta in un incidente stradale, arrestato il marito Ciro Caliendo: “Ha simulato tutto”

La Polizia stradale di San Severo e la Squadra mobile di Foggia hanno arrestato Ciro Caliendo, il 48enne accusato dell’omicidio volontario premeditato della moglie, la 47enne Lucia Salcone, morta il 27 settembre 2024 in quello che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un incidente stradale simulato.

Il sinistro avvenne lungo la provinciale 13 nelle campagne di San Severo, città di residenza dei coniugi. L’auto su cui Salcone viaggiava insieme al marito era andata a fuoco e il corpo della donna fu ritrovato carbonizzato. Il 48enne, indagato per l’omicidio già dalle settimane successive all’incidente, da stamattina è in carcere.

Tentato omicidio di un finanziere a Napoli, arrestato Ciro Caliendo: è indagato per la morte della moglie a San Severo

Ciro Caliendo è l’imprenditore di San Severo indagato per l’omicidio volontario della moglie, Lucia Salcone, la 47enne morta carbonizzata il 27 settembre sulla provinciale 13. Insieme ad altre 45 persone è coinvolto nel tentato omicidio di un ufficiale della Guardia di Finanza, avvenuto il 21 marzo 2023 a Bacoli. Caliendo avrebbe realizzato l’ordigno e fornito il telecomando.

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Mistero sulla morte di Lucia Salcone, l’auto andava a velocità bassa: tracce di liquido infiammabile dentro

La Fiat Cinquecento guidata da Ciro Caliendo e su cui viaggiava Lucia Salcone, la 47enne di San Severo morta carbonizzata il 27 settembre sulla provinciale 13, procedeva ad una velocità bassa, tra i 30 e i 40 chilometri all’ora. Gli airbag non sono esplosi nell’impatto con l’albero.

Queste le prime indiscrezioni dopo i rilievi fatti sull’auto. Ciro Caliendo, marito della vittima, resta indagato per omicidio volontario. L’ipotesi è che l’incidente sia una messinscena organizzata dallo stesso uomo. L’auto ha colpito anche dei piccoli paletti in cemento prima di finire contro l’albero. Nell’auto sono state trovate tracce di liquido infiammabile, resta da capire se si tratta di benzina o del carburante della stessa vettura.

Si resta sempre in attesa dei risultati degli esami tossicologici sul corpo della donna per capire se ci sia fumo nei polmoni, per chiarire la reale causa del decesso. La villetta familiare resta ancora sotto sequestro.

Giallo a San Severo, muore la 47enne Lucia Salcone: al via perizia su auto carbonizzata. Sequestrata la villa familiare

Prendono il via questa mattina a San Severo nel Foggiano i rilievi sulla Fiat 500 carbonizzata nell’incidente stradale avvenuto la sera del 27 settembre scorso sulla provinciale 13 per Castelnuovo della Daunia in cui ha perso la vita la 47enne Lucia Salcone.

L’auto sulla quale viaggiava la vittima era guidata dal marito Ciro Caliendo, 46 anni, imprenditore vitivinicolo, indagato per omicidio volontario. Gli investigatori hanno il sospetto che l’incidente sia stata una messinscena dell’uomo. La perizia sui resti della vettura, che si trova in un deposito giudiziale, dovrà ricostruire e verificare la dinamica dell’incidente stradale e accertare la natura dell’incendio.

Sempre oggi, in tarda mattinata, presso la procura di Foggia sarà conferito incarico ai periti per gli esami tossicologici sui campioni prelevati durante l’esame autoptico eseguito sul corpo della 47enne. Esami che, insieme al referto dell’autopsia, che sarà depositato entro 60 giorni, potranno fornire elementi precisi sulle cause del decesso della donna e chiarire l’origine della ferita alla testa. Intanto, continuano le indagini degli uomini della squadra mobile coordinati dalla procura. Resta ancora sotto sequestro la villetta della famiglia. Si tratta di un sequestro probatorio – come spiegato da uno dei legali dell’indagato, l’avvocato Angelo Masucci – finalizzato ad effettuare esami irripetibili.

Giallo a San Severo, una ferita alla testa sul corpo di Lucia Salcone: oggi i funerali. Blitz della Polizia nella villa

Si svolgeranno oggi pomeriggio (ore 15.30) nella cattedrale di San Severo, nel Foggiano, i funerali di Lucia Salcone, la 47enne morta il 27 settembre scorso in un incidente stradale sulla provinciale 13 per Castelnuovo della Daunia.

L’auto sul quale viaggiava la vittima era guidata dal marito Ciro Caliendo, 46 anni, indagato per omicidio volontario. Gli investigatori hanno il sospetto che l’incidente sia stata una messinscena dell’uomo. Gli inquirenti sono stati anche nella villetta dove viveva la coppia per controllare documentazione inerente le proprietà dei due coniugi. Ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo della 47enne e sarebbe anche emersa una ferita alla testa che i medici non sono riusciti a chiarire se provocata dal sinistro o fosse preesistente. Quindi, sono stati disposti ulteriori esami, anche tossicologici e sul blocco cuore-polmoni, i cui risultati saranno depositati entro 60 giorni. Nella serata di ieri, l’indagato, imprenditore agricolo e presidente della Cia agricoltori di San Severo, si è dimesso dalla carica di presidente de ‘L’antica cantina’ di cui aveva assunto la guida nel 2018.

Giallo a San Severo, eseguita l’autopsia sul corpo di Lucia: disposti esami tossicologici. Il marito resta indagato

Sarà necessario compiere esami tossicologici e accertamenti sul blocco cuore-polmoni per verificare se la vittima abbia respirato i fumi sprigionatisi dal rogo dell’autovettura per accertare le cause del decesso di Lucia Salcone.

La 47enne di San Severo, nel Foggiano, è morta nell’incidente stradale avvenuto il 27 settembre scorso sulla provinciale 13 che collega San Severo a Castelnuovo della Daunia mentre era a bordo di una Fiat 500 guidata dal marito, Ciro Caliendo, imprenditore agricolo di 46 anni.

Caliendo è indagato per omicidio volontario a seguito di elementi emersi durante le prime indagini. L’esame autoptico, durato circa tre ore, (il corpo della donna è carbonizzato) è stato compiuto dal professor Luigi Cipollini del dipartimento di Medicina legale dell’Università di Foggia, nominato dalla Procura. Presenti il professori Cristoforo Pomara e Gaetano Serviddio, consulenti dell’indagato, e il medico legale Sara Vita per i familiari della donna.

I risultati della autopsia saranno depositati entro 60 giorni. Stamani inoltre è stato conferito dalla Procura di Foggia l’incarico per eseguire una perizia tecnica sull’auto trovata bruciata che dovrà chiarire la dinamica dell’incidente. La perizia inizierà il 9 ottobre e il risultato sarà consegnato entro 90 giorni.