Uccisa a Mesagne dal cognato, la figlia di Irene Margherito: “Mamma ti farò giustizia”. Donati gli organi

“Mamma ti prometto che ti farò giustizia”. Questo è il commento apparso sui social a firma di Natalia Sardella, la figlia di Irene Margherito, la 47enne di Brindisi, morta in ospedale lunedì 27 maggio dopo essere stata colpita alla testa da un proiettile esploso da suo cognato, il 55enne di Brindisi Adamo Sardella, al termine di una lite familiare avvenuta domenica sulla statale alla periferia di Mesagne. L’uomo è stato arrestato e si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio nei confronti del compagno della vittima.

Nella giornata di oggi si terrà l’udienza di convalida per il suo arresto, l’interrogatorio è in programma nel carcere di Brindisi. Intanto si sono concluse le attività di prelievo degli organi della vittima da parte dell’équipe di Chirurgia generale e Cardiochirurgia del Policlinico di Bari che hanno lavorato insieme a quella di Urologia di Brindisi e al team di Anestesia e rianimazione e del blocco operatorio dell’ospedale. Irene aveva formalmente espresso in vita la volontà di donare i suoi organi e i familiari hanno rispettato la sua decisione senza esitazione.

Muore a due anni e mezzo, i genitori donano gli organi e salvano 4 bambini: “Un gesto esemplare”

I genitori di un bimbo di due anni e mezzo, morto a Taranto dopo un arresto respiratorio causato da una crisi convulsiva, hanno deciso di donare i suoi organi dopo un confronto con gli specialisti dell’ospedale Santissima Annunziata. Una scelta forte nonostante il grande dolore per l’improvvisa scomparsa, i medici hanno fatto di tutto per rianimarlo e salvarlo. Gli interventi di prelievo degli organi sono terminati nella notte: il cuore è andato a Bologna, mentre pancreas, fegato e intestino a Bergamo.

“Un gesto esemplare. Il più sincero ringraziamento ai giovani genitori del bambino per l’atto amorevole, la cui decisione è stata presa pur nel momento di dolore e sofferenza per la prematura scomparsa dell’unico figlio”, le parole del dottor Vito Gregorio Colacicco, direttore generale di Asl Taranto.