Si tratta di uno studio multicentrico internazionale, che prevede l’utilizzo di un vaccino personalizzato per i pazienti sottoposti a chirurgia per un carcinoma uroteliale muscolo invasivo ad alto rischio di recidiva.
Continue readingPediatrico e Policlinico Bari, sindacati contro il dg Sanguedolce: “Lettura ipocrita venga in corsia a rendersi conto”
I sindacati confermano lo stato di agitazione del personale con l’impegno di sostenere tutte le iniziative che concorrono a favorire il ripristino di condizioni di lavoro e di ospitalità idonee.
Continue readingTragedia a Gallipoli, malore fatale durante il bagno serale: muore il direttore del PS Policlinico di Bari Vito Procacci
Un malore improvviso mentre faceva un bagno nel mare di Gallipoli ha causato ieri sera la morte del dott. Vito Procacci, Direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarlo da parte degli operatori sanitari giunti sul posto. Aveva 65 anni.
Il dott. Vito Procacci, era nato a Bitonto, fratello dell’ex parlamentare on. Giovanni Procacci, aveva guidato per anni il Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia prima di ricoprire il ruolo di direttore del P.S. del Policlinico di Bari. Sui social centinaia di messaggi di cordoglio da parte di chi lo conosceva.
Policlinico Bari, nominati 12 nuovi direttori 5 sono donne. Sanguedolce: “Giornata importante”
Il Policlinico di Bari ha 12 nuovi direttori di unità operative complesse, si sono chiusi i concorsi e oggi i primari sono stati presentati alla presenza del governatore Michele Emiliano. Sono il professore Vito Marco Ranieri per Anestesia e Rianimazione I salito agli onori cronaca durante la prima ondata Covid per aver “inventato” il modo per usare contemporaneamente un respiratore per due pazienti; la professoressa Angela Pezzolla alla Chirurgia generale ‘Marinaccio’; il professore Giuseppe Solarino per Ortopedia e Traumatologia, il professore Antonio Moschetta alla Medicina Interna “Frugoni”; la professoressa Annalisa Saracino alle Malattie infettive; il professore Tomaso Bottio per la Cardiochirurgia; la professoressa Angela De Palma alla Chirurgia Toracica; il professore Domenico Angiletta, alla Chirurgia Vascolare; la professoressa Marisa Megna per la Medicina Fisica e riabilitativa; la professoressa Chiara Copelli, per la Chirurgia Maxillo-Facciale; il professore Giovanni De Fazio alla neurologia “Puca” e il professore Marco Ciccone per la Cardiologia universitaria.
Sono 5 su 12 le donne alla guida di unità operative, in tre delle sei branche chirurgiche le cui direzioni sono state rinnovate che sono anche centri di riferimento dell’area centro-sud di Puglia e Basilicata. Alcuni direttori hanno fatto un percorso interno alla Scuola di medicina di Bari e sono direttori delle scuole di specializzazione altri arrivano da altre importanti esperienze universitarie italiane.
“Oggi è una giornata importante per il Policlinico di Bari – ha dichiarato il direttore generale Antonio Sanguedolce – già nel primo semestre del 2024 abbiamo registrato un aumento della produzione del 5% e non ci fermiamo neanche in estate. Grazie alla nuova organizzazione proposta dal professore Ranieri stiamo garantendo l’apertura delle sale operatorie del blocco Asclepios dalle 8 alle 20 e da settembre estenderemo questa organizzazione a tutte le 30 sale operatorie del Policlinico. Nei prossimi mesi proseguiremo con i concorsi sulle unità operative a direzione ospedaliera e oltre all’aspetto organizzativo stiamo già lavorando per il potenziamento tecnologico”. Per il rettore Bronzini “è un traguardo importante. Mi fa piacere che sia un traguardo di mezzo”.
Incendio al Policlinico di Bari, spunta raccolta fondi online con obiettivo 200mila euro: è tutto falso
I vertici del Policlinico hanno assicurato di non sapere nulla e che i danni sono stati praticamente nulli. Presto sarà tutto denunciato agli organi competenti.
Continue readingPoliclinico Bari, 26enne con linfoma trattato con la terapia Car-t contro tumori sangue: è la prima volta in Puglia
Un ragazzo di 26 anni con linfoma è stato il primo paziente in Puglia sottoposto a terapia con cellule Car-t dal reparto di ematologia del Policlinico di Bari. Il 12 giugno scorso è stato dimesso, il trattamento è stato ben tollerato e nelle prossime settimane saranno effettuate le valutazioni clinico-strumentali per verificarne l’efficacia.
“Si tratta – sottolinea il professore Pellegrino Musto, direttore dell’unità operativa universitaria di Ematologia del Policlinico di Bari – di una forma di immunoterapia cellulare davvero rivoluzionaria, in grado di assicurare ai pazienti affetti da alcune forme di linfoma, risultati refrattari o poco responsivi alle terapie convenzionali, una attività assolutamente superiore a quella di tutte le altre terapie attualmente disponibili per queste patologie ematologiche”.
Gli studi condotti “fino ad oggi – aggiunge – hanno in particolare evidenziato come circa il 40% dei pazienti con linfoma che riceve questa procedura, per i quali non vi erano in passato terapie altrettanto efficaci possa essere ritenuto guarito dalla malattia”. Altri due pazienti “sono attualmente programmati per ricevere Car-t – spiega Musto – presso il nostro Centro e confidiamo di trattare, nei prossimi mesi, diversi altri pazienti, anche in considerazione della prossima approvazione in differenti tipologie di tumori del sangue, come ad esempio il mieloma multiplo”. “Abbiamo potuto avviare questa nuova forma di terapia cellulare – ricorda il dottore Mario Delia, coordinatore del Team Car-T dell’Ematologia del Policlinico di Bari – dopo un lungo e complesso processo di accreditamento da parte del Centro nazionale Trapianti (Cnt) e del Joint Accreditation Committee Isct & Ebmt, di autorizzazione della regione Puglia e di qualifica da parte dell’azienda che fornisce le Car-t”.
Audio shock dal Policlinico, mamma col neonato sulla barella. Andreula (Fials): “Una Babilonia”
Torniamo ad occuparci di Sanità, o meglio di malasanità. Siamo venuti a conoscenza di una storia davvero horror, una mamma costretta col neonato su una barella. Vi proponiamo l’audio raccapricciante di cui siamo entrati in possesso. Ne abbiamo parlato con un incredulo Saverio Andreula, sindacalista Fials.
Continue readingG7 in Puglia, il piano Sanità: 400 posti riservati negli ospedali. Il Policlinico di Bari pronto per le emergenze
È il Policlinico di Bari l’ospedale di riferimento scelto dalla Regione Puglia per le eventuali emergenze sanitarie gravi in occasione del G7 in Puglia, in programma a Borgo Egnazia. Il Perrino di Brindisi invece si occuperà delle situazioni meno complesse.
Per questo al Policlinico di Bari sono stati previsti doppi turni per i medici, i reparti interessati sono quelli della terapia intensiva, della chirurgia e della medicina. L’obiettivo è garantire una copertura medica 24 ore su 24 senza intaccare l’attività ordinaria. In totale, secondo il piano previsto dalla Regione, saranno 400 i posti riservati tra il Policlinico di Bari e le Asl di Brindisi, Lecce e Bat. Nell’area dei comuni di Fasano, Brindisi e Grottaglie e lungo le arterie stradali saranno comunque allestite postazioni di 118.
Policlinico Bari, 77enne muore dopo colonscopia: assolti medici e 15 anestesisti – I NOMI
I 16 imputati per la morte di Luciana Stinchi, la paziente di 77 anni deceduta al Policlinico di Bari il 19 ottobre 2015 dopo una colonscopia effettuata a a causa di alcuni disturbi intestinali, sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato. All’origine gli indagati erano 35 tra medici e infermieri di quattro diversi reparti, la Procura archiviò la posizione di 17 di loro mentre altri 18 sono finiti a processo.
Il Tribunale ha assolto il professor Francesco Bruno, primario all’epoca della Rianimazione del Policlinico, e i 15 anestesisti Maria Pia Cecere, Antonio Civita, Fabrizio Bellacosa, Antonio Anelli, Roberto Cataldo Lombardi, Vincenzo Malcangi, Cinzia Di Venosa, Gianluca Altamura, Lidia Dalfino, Ilaria Donadio, Domenico Nicola Lorusso, Maria Josephine Mura Ondok, Antonia Samantha Vilardi, Maria Teresa Giglio, Caterina Campagna. Per le restanti due dottoresse i reati sono finiti in prescrizione.
Fu somministrato un farmaco per allievare eventuali dolori, ma la paziente non si svegliò più dalla sedazione. Fu intubata e sottoposta ad un intervento di pneumotorace, prima del ricovero in Rianimazione. Nei giorni successivi ci fu anche un intervento toracico, fino al decesso. L’accusa e i familiari sostenevano che i medici hanno adottato un atteggiamento troppo “attendista” che avrebbe così causato la morte della 77enne. “La condizione clinica della signora Stinchi fu valutata e monitorata in modo esente da censure”, la tesi della difesa approvata dal Tribunale.
Ricostruzioni ossee 3D al Policlinico di Bari: ultimo caso su 49enne affetto da carcinoma alla mandibola
Un modello realizzato con la stampante 3D della mandibola del paziente consente in sala operatoria all’equipe di chirurgia maxillo-facciale del Policlinico di Bari di ricostruire la struttura ossea in modo più veloce e preciso e ridurre le complicanze. L’ultimo caso che ha visto impiegata questa tecnologia ha riguardato un paziente di 49 anni affetto da un carcinoma alla mandibola, un tumore maligno estremamente aggressivo che aveva provocato nell’uomo una importante erosione ossea. Il trattamento chirurgico prevede la resezione della porzione di mandibola interessata dalla malattia e la successiva ricostruzione con un trapianto di osso prelevato dal medesimo paziente (in questo caso dal perone) ed effettuato con tecniche di microchirurgia.
“L’intervento si svolge in doppia equipe – spiega la professoressa Chiara Copelli, direttrice dell’unità operativa di chirurgia maxillo-facciale al Policlinico di Bari – una prima equipe effettua la parte di demolizione, quindi la resezione del tumore e l’asportazione dei linfonodi del collo, e una seconda equipe, afferente alla stessa unità operativa, effettua contemporaneamente il prelievo dell’osso che viene utilizzato per la ricostruzione”. Ed è proprio in questa fase, che prevede il modellamento dell’osso e il suo trapianto nella sede da ricostruire, che la tecnologia aiuta. Durante la pianificazione dell’intervento, effettuata il giorno prima, dal confronto di tac e ricostruzioni 3D, vengono stampati i modelli tridimensionali delle fasi di resezione e ricostruzione. Ciò consente di abbreviare i tempi in sala con una ricostruzione molto più veloce e precisa delle strutture asportate, in questo caso la mandibola.
“Questi interventi – spiega il dottor Alfonso Manfuso, dirigente medico dell’unità operativa maxillo facciale – possono durare dalle 7 alle 12 ore, migliorare la velocità e la precisione della fase ricostruttiva riduce in maniera importante i tempi e le eventuali complicanze e problematiche ischemiche nel tessuto trapiantato. L’ultimo intervento è durato 7 ore, il paziente sta bene ed è stato avviato alla fase riabilitativa”.







