West Nile virus, la precisazione del Policlinico di Bari: “Le donazioni di sangue restano sicure. Nessuna limitazione”

“Le donazioni di sangue restano sicure e non subiscono alcuna limitazione. Come ogni anno, nei mesi estivi viene attivato il sistema nazionale di sorveglianza per monitorare la circolazione di virus trasmessi da vettori, come ad esempio il West Nile virus”.

Lo afferma in una nota il Policlinico di Bari. “Le donazioni – precisa Angelo Ostuni, direttore del Centro regionale sangue della Puglia – possono continuare senza alcuna preoccupazione: il sistema è strutturato per garantire la sicurezza sia del donatore sia del ricevente. Non c’è alcun blocco, ma solo un’attenta vigilanza epidemiologica, come accade ogni estate”.

In particolare, in tutte le strutture trasfusionali viene eseguito un test di screening specifico su ogni donatore che abbia pernottato, anche per una sola notte, in una delle province identificate a rischio dal ministero della Salute e dal Centro nazionale sangue.

“Si tratta di una misura precauzionale e consolidata – prosegue il Policlinico – che non impedisce la donazione, ma garantisce un’ulteriore tutela per la sicurezza di chi riceve il sangue”. “L’invito a donare resta dunque più che mai valido – conclude – soprattutto in questo periodo: le scorte di sangue sono fondamentali per garantire l’assistenza a migliaia di pazienti”.

Bari, al Policlinico inaugurato il nuovo padiglione Asclepios: 8 piani, 200 posti letto e 24 sale operatorie

Otto piani, compreso uno interrato, 200 posti letto, dieci dei quali in terapia intensiva e 16 in terapia intensiva cardiologica, 24 sale operatorie. Sono i numeri del nuovo padiglione Asclepios 3 del Policlinico di Bari, del quale oggi è stata inaugurata l’ultima parte: quella dedicata alla cardiologia, angiografia e chirurgia cardiologica.

Presenti, fra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese, il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce e il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, e in collegamento da Taranto il presidente della Regione, Michele Emiliano. I primi pazienti arriveranno a settembre, mentre sono già operativi i reparti di area medica (malattie dell’apparato respiratorio e medicina interna ad alta intensità di cura), chirurgia toracica e chirurgia vascolare.

Il nuovo blocco operatorio cardiologico è costituito da quattro sale, di cui una ibrida dotata di tecnologie all’avanguardia, e tre sale angiografiche. Sono 48 i posti letto a disposizione, ai quali si aggiungono i 16 in terapia intensiva cardiologica (due con isolamento), disposti lungo un corridoio lungo 200 metri, il più lungo in Puglia. Qui ogni paziente sarà monitorato h24, con i parametri proiettati su schermi lungo tutto il reparto, grazie ai quali sarà possibile intervenire in massimo tre minuti.Per inaugurare il nuovo padiglione la Regione ha investito oltre 65 milioni di euro. I lavori, iniziati prima del Covid, hanno subito un’accelerazione negli ultimi cinque anni.

Asclepios 3 ha anche un collegamento diretto con il blocco Aclepios 1 ed è dotato di percorsi e ascensori distinti per visitatori, pazienti, personale sanitario, materiale sporco e materiale pulito. Entro settembre saranno trasferiti i pazienti di cardiochirurgia, Centro trapianti di cuore, cardiologia e terapia intensiva cardiologica. Fra le novità presenti ci sono i centro trauma, il centro trapianti fegato-rene che sarà potenziato con sale operatorie dedicate, e il centro cuore, che riunisce in un’unica sede cardiochirurgia ad alta complessità, chirurgia vascolare, cardiologia interventistica avanzata e trapianto di cuore.

Traguardo speciale per il Policlinico di Bari, eseguiti 300 trapianti di cuore: il primo nel 2002

Traguardo speciale per il Policlinico di Bari che ha superato la soglia dei 300 trapianti di cuore. Il primo fu eseguito nel 2002, ma è negli ultimi anni che l’attività ha registrato una vera e propria accelerazione, rendendo l’ospedale universitario barese il primo centro in Italia.
Nonostante l’intensificazione dell’attività trapiantologica, la chirurgia cardiaca tradizionale ha continuato a crescere: 389 interventi nel 2024, contro i 310 del 2023 (+25,5%) e 259 del 2022 (+50,2%). Gli interventi includono sostituzioni e riparazioni valvolari, bypass aorto-coronarici, dissezioni aortiche, chirurgia dell’aorta toracica e correzioni di cardiopatie strutturali complesse, confermando un’elevata competenza su tutti i fronti della cardiochirurgia. Sono stati posizionati 5 VAD (dispositivi di assistenza ventricolare) e 3 nell’anno precedente.

Si tratta di dispositivi salvavita utilizzati come supporto meccanico temporaneo o ponte al trapianto nei pazienti con insufficienza cardiaca terminale.
Nel 2024 sono stati effettuati 73 trapianti di cuore, con un incremento del 19,7% rispetto ai 61 del 2023 e quasi il triplo rispetto ai 26 del 2022 (+180%).

“Il superamento dei 300 trapianti – spiega il direttore generale Antonio Sanguedolce – è la dimostrazione che si possono realizzare percorsi di alta complessità e raggiungere livelli d’eccellenza. La crescita registrata negli ultimi anni, grazie alla direzione del prof. Bottio, sia nei trapianti che nella cardiochirurgia convenzionale, è frutto di una strategia fatta di investimenti, formazione e integrazione multidisciplinare delle unità operative che seguono il percorso pre e post trapianto”.

“I trapianti sono una parte del lavoro che stiamo facendo – ha aggiunto Sanguedolce – Vogliamo mettere sempre più in sinergia le diverse specialità cardiologiche e stiamo realizzando il ‘Centro Cuore’, le attività verranno concentrate nella nuova sede di Asclepios 3 che rappresenterà un punto di riferimento per la diagnosi, il trattamento e il follow-up delle patologie cardiache complesse, con percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, tecnologie d’avanguardia e un forte investimento sulla ricerca e sulla formazione”.

Complessivamente, l’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia del Policlinico ha eseguito 462 interventi nel 2024, segnando un incremento del 24,5% rispetto al 2023 e del 60% rispetto al 2018. La chirurgia tradizionale rappresenta oggi circa l’84% dell’attività complessiva.

“Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, scelte cliniche e tanto lavoro di squadra – sottolinea il direttore dell’UOC di Cardiochirurgia, prof. Tomaso Bottio –. La nostra unità sta crescendo sia in volumi che in qualità. L’obiettivo è continuare su questa strada, grazie alla fiducia di questa direzione strategica e agli investimenti regionali. In nuovi spazi, ampliando il numero delle sale operatorie e del personale dell’unità operativa, potremo ulteriormente migliorare i i risultati”.

Policlinico Bari, nel 2025 eseguiti già 112 trapianti: tempi d’attesa più brevi rispetto alla media nazionale

Nei primi mesi del 2025, con coordinamento del Centro regionale, al Policlinico di Bari sono già stati eseguiti 112 trapianti, di cui 41 di cuore, 31 di fegato e 40 di rene. I dati sono stati illustrati al Meeting Grandi Ospedali di Torino dal direttore generale, Antonio Sanguedolce.

Risultati positivi confermati anche dai tempi di attesa: in Puglia si aspetta mediamente 0,3 anni per un trapianto di fegato e 0,6 per un cuore, contro una media nazionale rispettivamente di 1,6 e 3,3 anni. Mentre sul rene il dato è in linea con quello nazionale.

“Per consolidare gli ultimi quattro anni di continua crescita, abbiamo riunito in un unico Dipartimento funzionale tutte le 15 unità operative coinvolte nel programma trapianti – ha spiegato il direttore Sanguedolce – tra cui la nuova Unità Operativa di Danno Epatico e Trapianto, che ci permetterà di migliorare la qualità dell’assistenza fornita ai pazienti trapiantati o candidati al trapianto di fegato”.

“L’intera logistica delle unità operative è stata ripensata per garantire percorsi rapidi ed efficaci. In questa fase stiamo investendo in tecnologia, con sistemi di perfusione che ci consentono di trapiantare organi anche prelevati a centinaia di chilometri di distanza, con margini di sicurezza e successo sempre più alti – ha aggiunto -. Solo nel 2024, il 75% dei cuori trapiantati proveniva da fuori regione, il 10% addirittura dall’estero. Abbiamo previsto, grazie alla Regione Puglia, oltre 140 nuove assunzioni tra medici, infermieri, oss e tecnici per sostenere la crescita dell’attività trapiantologica. È un investimento nel capitale umano che consideriamo strategico per un programma trapianti efficiente e orientato al futuro”.

 

Svolta green al Policlinico di Bari: corridoio verde tra Polipark e pronto soccorso

Il grigio muro perimetrale del Policlinico di Bari sta per trasformarsi in un corridoio verde, con l’obiettivo di rendere più visibile e sostenibile l’ambiente ospedaliero.

Sta per essere conclusa la realizzazione del percorso pedonale che integra mobilità sicura, decoro urbano e sostenibilità ambientale nell’ambito del programma europeo Life Resystal- Climate change resilience framework for health systems and hospitals.

Si tratta, spiega il Policlinico in una nota, di un tracciato lungo circa 500 metri che collega il parcheggio Amtab del Polipark e la fermata delle Ferrovie Appulo-Lucane al padiglione Asclepios del pronto soccorso con un marciapiede realizzato con materiali drenanti e sostenibili, affiancato da una fascia tattile per ipovedenti e da aiuole verdi di siepe mediterranea, irrigate con sistema a goccia a basso consumo e una parete a verde a ridosso del muro di cinta a ovest del Policlinico.

Ci saranno rampicanti (rincospermo, gelsomino giallo, bignonia) per la realizzazione della parete a verde lungo il muro di cinta, e arbusti mediterranei (corbezzolo, lantana sellowiana, mirto, rosmarino) per la siepe continua sul lato nord del Policlinico. Presenti anche centraline di monitoraggio che rilevano dati su qualità dell’aria, temperatura, umidità e condizioni del suolo.

“Abbiamo davanti la grande sfida del cambiamento climatico – spiega il direttore generale, Antonio Sanguedolce – servono azioni concrete, ciascuno è chiamato a fare la propria parte e anche una grande azienda ospedaliera come il Policlinico di Bari non si sottrae a questa responsabilità”. L’azienda ospedaliero universitaria barese è uno dei quattro ospedali pilota a livello europeo selezionati per testare strategie di resilienza, insieme a strutture sanitarie in Grecia, Francia e Spagna.

Mano incastrata nel macchinario, operaio trasferito d’urgenza a Bari: 27enne perde tre dita

Un operaio di 27 anni ha perso tre dita in un incidente che si è verificato in una azienda metalmeccanica di Massafra sulla statale Appia che produce componenti metalliche.

La sua mano è rimasta incastrata in un macchinario. Il 27enne è stato trasportato al Santissima Annunziata di Taranto, prima di essere trasferito a Bari, al Policlinico, dove hanno proceduto all’amputazione. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti lo Spesal e i carabinieri.

Policlinico Bari, via libera un nuovo radiofarmaco per il tumore alla prostata: diagnosi più precise e rapide

Un nuovo radiofarmaco per la diagnostica Pet/Ct è stato introdotto dal Policlinico di Bari per i pazienti affetti da neoplasia della prostata.

Si tratta del 18F-Piflufolastat, che ha recentemente ottenuto l’autorizzazione alla immissione in commercio da parte delle autorità governative.

Si tratta, spiega in una nota Giuseppe Rubini, direttore dell’unità operativa di Medicina nucleare, di “una tecnologia ormai indispensabile nella gestione del paziente con carcinoma della prostata, perché risulta l’esame più sensibile per identificare tutte le sedi di malattia, loco-regionali e a distanza, con una singola scansione total body, anche in presenza di minimi segni clinici della patologia”.

L’innovazione, prosegue Rubini, “si integra con l’utilizzo di altri radiofarmaci Pet specifici per il carcinoma prostatico, quali 18F-Fluorocolina, 18F-Fluciclovina e 68Ga-Psma-11”.

Nell’unità operativa di Medicina nucleare, ricorda il Policlinico, già da più di due anni viene prodotto e utilizzato il Psma marcato con 68Gallio, grazie alla presenza di una radiofarmacia Pet specificatamente attrezzata, altamente qualificata e certificata. “Tale dotazione garantisce la utilizzazione dei radiofarmaci diagnostici e terapeutici più innovativi in campo oncologico”, conclude.