Bari, bimbo di 13 giorni muore al Policlinico. La perizia: “Batterio escherichia coli contratto in ospedale”

Svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Enea, il neonato deceduto al Policlinico di Bari a soli 13 giorni dalla nascita per un’infezione nel 2022. Secondo quanto stabilito dai consulenti nominati dal Tribunale civile di Bari il piccolo, nato prematuramente a sette mesi, ha contratto il batterio escherichia coli dopo essere venuto al mondo.

La mamma era infatti risultata positiva al batterio escherichia coli durante la gravidanza, ma al momento della nascita il piccolo stava bene. L’infezione è stata diagnosticata dopo quasi 10 giorni di ricovero e il batterio è risultato essere di un ceppo diverso da quello della madre. L’infezione, secondo i periti, è da ritenersi nosocomiale.

“Laa presenza di un patogeno con profilo di resistenza ‘nosocomiale’ permette di ritenere che le procedure di prevenzione delle infezioni nosocomiali non siano state pienamente rispettate”, si legge nella relazione, e “tale infezione, per le sue caratteristiche microbiologiche e modalità di presentazione, è da ritenersi una infezione nosocomiale, ascrivibile a inadeguata osservanza delle misure di prevenzione delle infezioni nosocomiali. Tale infezione, nel caso concreto, sarebbe stata prevenibile con l’adeguata osservanza di misure di prevenzione delle infezioni”.

D’altro canto, spiegano i periti, “nulla può essere imputato ai sanitari in termini di tempestività della diagnostica, del supporto delle funzioni vitali e della terapia antibiotica al momento del verificarsi di tale episodio settico, ovvero nelle fasi precedenti allo stesso”, e dunque la morte del piccolo “è interamente imputabile alla gravità stessa dello shock settico e non a inadeguata cura prestata dai sanitari”.

I medici provarono a salvarlo, ma morì per uno shok settico. Le strade per la conclusione della vicenda sono ora due: il risarcimento dei danni da parte del Policlinico di Bari nei confronti dei familiari di Enea o l’instaurazione di un processo civile. I genitori del piccolo sono stati assistiti dall’avvocato Andrea Marzorati.

Ecografia al Policlinico Bari: per 53enne invalida al 100% prima data utile 11 mesi dopo la prenotazione

Cinquantatré anni, invalida al cento per cento con il riconoscimento della legge 104, e la richiesta da parte del medico curante di un’ecografia muscolo-tendinea con “priorità B”, ovvero da eseguire entro dieci giorni.

La donna, barese, si è rivolta al Policlinico del capoluogo pugliese attraverso il portale Puglia Salute, scoprendo che la prima data utile sarebbe stata l’11 agosto del 2026, undici mesi dopo la prenotazione.

A denunciare il caso è l’aps Cas Art 32, associazione di tutela e supporto per l’accesso alle prestazioni sanitarie, che spiega come la data superi “il tempo massimo di attesa previsto dal Pngla (Piano Nazionale di governo delle liste di attesa), oltre che qualsiasi criterio di buon senso per una persona malata e disabile”.

È stata la donna a rivolgersi ai volontari dell’aps che – racconta l’associazione – hanno “inviato una diffida alla direzione sanitaria del Policlinico, richiamando quanto previsto dalle attuali normative e dallo stesso regolamento del nosocomio, che in questi casi particolari prevede la possibilità di intraprendere un percorso di tutela”.

La donna ha quindi presentato istanza per attivare la procedura ottenendo come risposta via mail, nell’ultima comunicazione dell’Ufficio prenotazioni del Policlinico, che “non ci sono date per poter anticipare la visita”, evidenzia l’aps. Adesso la donna è “in attesa di un riscontro anche da parte dell’Asl di Bari, informata per conoscenza”.

“Il sistema di tutela del Policlinico, pensato soprattutto per le persone fragili, non funziona – commenta il presidente di Cas Art 32, Francesco Fragola -. Faremo tutto quanto in nostro potere per far valere i diritti della signora, anche rivolgendoci all’autorità giudiziaria”. Segue poi un appello ad Antonio Decaro, candidato dell’area progressista alla presidenza della Regione Puglia, “affinché affronti questo tema con la determinazione necessaria”.

Policlinico Bari, trattamento innovativo contro tumore ginecologico raro: “Già applicato a quattro casi”

Una diagnosi difficile, spesso tardiva, e un tumore raro che tende a ripresentarsi dopo l’intervento. Per le donne colpite dal Paget vulvare, al Policlinico di Bari arriva un trattamento innovativo, frutto del lavoro congiunto di specialisti di diverse discipline, che unisce radicalità oncologica e attenzione alla qualità della vita.

La sindrome di Paget vulvare si manifesta con sintomi spesso sfumati – come arrossamento, prurito, bruciore o lesioni persistenti tanto che può essere confusa con patologie dermatologiche benigne, ritardando frequentemente, anche di anni, la diagnosi con conseguente diffusione ed estensione della malattia.

È stato sviluppato presso l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, diretta dal professor Ettore Cicinelli. Nell’intervento multidisciplinare i dermatologi, con la dottoressa Lucia Lospalluti, dell’équipe diretta dalla professoressa Caterina Foti, hanno avuto un ruolo centrale nella diagnosi differenziale e nel monitoraggio clinico delle lesioni. Gli interventi chirurgici sono eseguiti dal professor Ettore Cicinelli, per l’asportazione della malattia con il fondamentale ed originale contributo dei chirurghi plastici dell’Unità complessa diretta dal professor Giuseppe Giudice che, assistito dal dottor Domenico Giglietto, ha eseguito la fase ricostruttiva in due tempi chirurgici utilizzando, nel primo stage, un derma artificiale, sostituito successivamente (secondo stage) da un innesto di cute autologa.

Per garantire la qualità e la radicalità dell’escissione della lesione è stata indispensabile la valutazione istologica intra-operatoria degli anatomo-patologi dott. Gerardo Cazzato e dott.ssa Anna Colagrande mediante tecnica di MOS modificata. Negli ultimi mesi sono già stati trattati seguendo questo protocollo multidisciplinare con successo 4 casi.

Incidente sulla linea FS Ferrandina-Matera, operaio grave: è ricoverato al Policlinico di Bari

Impegnato nei lavori di realizzazione della linea Ferrandina-Matera delle Ferrovie dello Stato, in Basilicata, l’8 settembre scorso, un operaio è rimasto gravemente ferito ed è ora ricoverato al Policlinico di Bari: ne ha dato notizia stamani la Filca Cisl lucana.

In particolare, il segretario regionale, Angelo Casorelli, ha specificato che “l’incidente che si è verificato lunedì pomeriggio nel cantiere della linea ferroviaria Ferrandina-Matera, nel quale un operaio di una ditta subappaltatrice è rimasto gravemente ferito durante alcune fasi di trivellazione per il consolidamento del terreno, rappresenta un allarme che non va assolutamente sottovalutato e che chiama tutte le parti in causa ad elevare ulteriormente il livello di sicurezza all’interno dello stesso cantiere”.

“Nell’esprimere tutta la vicinanza all’operaio coinvolto nell’incidente, attualmente ricoverato al Policlinico di Bari per i gravi traumi riportati ed in attesa che le indagini degli organi competenti possano appurare la dinamica di quanto accaduto – ha continuato il rappresentante sindacale – la Filca Cisl sottolinea che se la linea ferroviaria Ferrandina-Matera-La Martella costituisce un’opera di rilevanza strategica per la Basilicata, è sacrosanto che tutela dei lavoratori venga prima di ogni altra cosa. Ragion per cui chiediamo conto a Rfi e alla Regione Basilicata di quale sia l’effettiva forza lavoro impiegata all’interno del cantiere. Ogni fase lavorativa, comprese quelle relative agli interventi delle ditte subappaltatrici, necessita di tutti i protocolli di sicurezza tutelando adeguatamente le maestranze e scongiurando eventuali sovraccarichi di lavoro”.

E “sulla scorta del sopralluogo dello scorso luglio al campo base e all’area della futura finestra carrabile della Galleria ‘Miglionico’, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, la Filca Cisl invoca ulteriore trasparenza per conoscere, periodicamente, non soltanto lo stato di avanzamento dei lavori della nuova linea Ferrandina-Matera La Martella il cui crono-programma è strettamente legato alle tempistiche del Pnrr ma anche le misure adottate, in base al quadro normativo di riferimento, affinché le imprese ed i lavoratori operino sempre in assoluta sicurezza. Siamo consapevoli delle scadenze che il Pnrr, la conclusione della prima parte dell’opera è fissata a giugno 2026, ma al primo posto – ha concluso Casorelli – viene la dignità e la tutela di ogni singolo lavoratore”.

Direttore sanitario va in pensione, l’auto è sul posto per disabili: Antonio irrompe al Policlinico

Essere ad un passo dalla pensione e parcheggiare l’auto sul posto per disabili all’interno del Policlinico di Bari. La protagonista è la direttrice sanitaria Rosa Porfido. Un vero e proprio cattivo esempio, non ci sono segnali che permettono alla vettura di essere lì, fatta eccezione per la paletta della direzione generale.

I dipendenti del Policlinico sono chiamati a pagare 35/40 euro al mese per lasciare l’auto al PoliPark, ma quello che vi denunciamo a quanto pare non è un caso isolato. La direttrice non ha chiesto scusa per quanto fatto e ha tentato di giustificare il suo parcheggio. Almeno siamo riusciti a far spostare l’auto.

Bari, lunghe attese all’ambulatorio di Ematologia del Policlinico. La denuncia: “Non basta lottare contro le malattie”

“Vorrei parlarvi di un problema che da anni si verifica all’interno dell’ambulatorio di Ematologia del Policlinico di Bari. Un luogo dove non si viene a farsi le unghie, ma a sottoporsi a terapie ed esami molto importanti. Qui si curano le leucemie e tante altre patologie del sangue e delle cellule. Quindi pazienti fragili, già compromessi dalla malattia, e altri che iniziano una routine di accertamenti”.

Inizia così la denuncia arrivata in redazione da un nostro lettore. “Bene, è la terza volta che accompagno una mia carissima amica per sottoporsi ad esami, tra questi un prelievo di midollo osseo, eseguito il 21 luglio scorso – racconta  -. L’appuntamento era alle 8 di mattina, i corridoi e le sale d’aspetto erano già stracolme di gente chiusa dietro le mascherine, come anche i propri accompagnatori. La mia amica è stata chiamata per il prelievo alle ore 14:00, dopo una estenuante attesa di ben 6 ore”.

“I pazienti entrano, prendono un biglietto in base alla visita o esame da sottoporsi, e attendono di essere chiamati tramite un megafono mal funzionante e spesso incomprensibile – continua -. Manca infatti un display, come manca la possibilità di avere chiarimenti sul perché di tanta attesa. Mancanza di personale? Lentezza? Programmazione non idonea? Ho chiesto in varie occasioni alla guardia giurata che presidia l’ingresso. ‘Mi faccia parlare con un responsabile…’, nessuna risposta, un timido alzare le spalle, come dire non so, mi fa dispiace”.

“Oggi mi risponde: ‘quando andate dentro, ditelo al medico’. Ore 14, siamo ancora qui, per altri esami e colloqui con i medici. L’appuntamento era alle 12. Non si sa quando usciremo per tornare a casa. Così come tanti altri. È questo il trattamento previsto in un ospedale che vanta competenze e professionalità in tutto il meridione e oltre? Dopo il danno di una malattia importante, la beffa di una sanità sempre più ridotta ad un lebbrosario, salvo se si ha la disponibilità economica di farsi curare a pagamento tramite i soliti baroni della medicina. E il percorso è tutto in salita”.

Bari, la denuncia dal Policlinico: “Situazione assurda in Pronto Soccorso mia moglie senza risposte da quasi 24 ore”

“Mia moglie è ancora al Pronto Soccorso da ieri mattina alle 11”. Inizia così la denuncia arrivata questa mattina in redazione, al centro delle polemiche il Pronto Soccorso del Policlinico di Bari.

“Voglio denunciare la situazione all’interno – racconta il lettore -. Persone anziane in attesa per delle analisi, per una visita dal medico devono aspettare ore prima di essere chiamate. Mia moglie è arrivata intorno alle 11 di ieri, ad oggi, dopo aver passato la notte al pronto soccorso, non le hanno dato una risposta su quello che potrebbe essere. Vogliono farle delle analisi per paragonare la situazione di ieri con quella di oggi, alle 8.50 non hanno ancora fatto nulla. Ultimo tentativo di terapia questa notte alle 00.30 con un flebo, poi niente e zero risposte”.

“È una situazione assurda al pronto soccorso del policlinico di Bari, ci dovrebbe essere eccellenza e professionalità, invece ci rendiamo conto di quanto sia scarso il personale medico messo a disposizione per un primo soccorso”, conclude.

Policlinico Bari, terapia innovativa per il trattamento delle ustioni gravi: bimba di 18 mesi guarita in 35 giorni

Al Policlinico di Bari è attivo un modello terapeutico innovativo per il trattamento delle ustioni gravi, basato sull’integrazione tra escarolisi enzimatica precoce e chirurgia biorigenerativa. Una combinazione avanzata di tecniche mini-invasive che consente di evitare interventi di chirurgia tradizionale, ridurre il rischio di complicanze, abbreviare i tempi di guarigione e migliorare la qualità degli esiti cicatriziali, anche nei pazienti pediatrici.

“L’escarolisi enzimatica precoce permette di rimuovere il tessuto necrotico causato dall’ustione in modo selettivo, sfruttando l’azione di enzimi specifici che agiscono solo sulla parte danneggiata. Questo consente di preservare il derma vitale residuo e di intervenire entro le prime 24 ore, riducendo drasticamente il rischio di infezioni sistemiche e il peggioramento del quadro clinico”, spiega il direttore del Centro Ustioni, Giulio Maggio.

Una volta rimossi questi tessuti, entra in gioco la chirurgia biorigenerativa. “Attraverso matrici biostimolanti – aggiunge il dottor Maggio – membrane biologiche o biosintetiche, che vengono applicate direttamente sulla lesione e restano a contatto per circa 15-20 giorni, è possibile stimolare il processo di rigenerazione spontanea delle aree ustionate, con minori traumi per il corpo del paziente, una riduzione delle infezioni e cicatrici meno invalidanti. Nel trattamento delle ustioni, questo significa evitare grandi rimozioni chirurgiche nonché il prelievo di cute da altre parti del corpo per effettuare innesti, come avviene nella chirurgia ricostruttiva tradizionale”.

L’ultimo caso trattato con successo al Policlinico è quello di una bambina di appena 18 mesi, ricoverata con ustioni intermedio-profonde estese al 40% della superficie corporea, provocate da un incidente domestico. È stata trattata con questo protocollo terapeutico integrato, che ha permesso la guarigione completa in appena 35 giorni, senza complicanze e senza ricorrere a trapianti cutanei.

West Nile virus, la precisazione del Policlinico di Bari: “Le donazioni di sangue restano sicure. Nessuna limitazione”

“Le donazioni di sangue restano sicure e non subiscono alcuna limitazione. Come ogni anno, nei mesi estivi viene attivato il sistema nazionale di sorveglianza per monitorare la circolazione di virus trasmessi da vettori, come ad esempio il West Nile virus”.

Lo afferma in una nota il Policlinico di Bari. “Le donazioni – precisa Angelo Ostuni, direttore del Centro regionale sangue della Puglia – possono continuare senza alcuna preoccupazione: il sistema è strutturato per garantire la sicurezza sia del donatore sia del ricevente. Non c’è alcun blocco, ma solo un’attenta vigilanza epidemiologica, come accade ogni estate”.

In particolare, in tutte le strutture trasfusionali viene eseguito un test di screening specifico su ogni donatore che abbia pernottato, anche per una sola notte, in una delle province identificate a rischio dal ministero della Salute e dal Centro nazionale sangue.

“Si tratta di una misura precauzionale e consolidata – prosegue il Policlinico – che non impedisce la donazione, ma garantisce un’ulteriore tutela per la sicurezza di chi riceve il sangue”. “L’invito a donare resta dunque più che mai valido – conclude – soprattutto in questo periodo: le scorte di sangue sono fondamentali per garantire l’assistenza a migliaia di pazienti”.

Bari, al Policlinico inaugurato il nuovo padiglione Asclepios: 8 piani, 200 posti letto e 24 sale operatorie

Otto piani, compreso uno interrato, 200 posti letto, dieci dei quali in terapia intensiva e 16 in terapia intensiva cardiologica, 24 sale operatorie. Sono i numeri del nuovo padiglione Asclepios 3 del Policlinico di Bari, del quale oggi è stata inaugurata l’ultima parte: quella dedicata alla cardiologia, angiografia e chirurgia cardiologica.

Presenti, fra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese, il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce e il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, e in collegamento da Taranto il presidente della Regione, Michele Emiliano. I primi pazienti arriveranno a settembre, mentre sono già operativi i reparti di area medica (malattie dell’apparato respiratorio e medicina interna ad alta intensità di cura), chirurgia toracica e chirurgia vascolare.

Il nuovo blocco operatorio cardiologico è costituito da quattro sale, di cui una ibrida dotata di tecnologie all’avanguardia, e tre sale angiografiche. Sono 48 i posti letto a disposizione, ai quali si aggiungono i 16 in terapia intensiva cardiologica (due con isolamento), disposti lungo un corridoio lungo 200 metri, il più lungo in Puglia. Qui ogni paziente sarà monitorato h24, con i parametri proiettati su schermi lungo tutto il reparto, grazie ai quali sarà possibile intervenire in massimo tre minuti.Per inaugurare il nuovo padiglione la Regione ha investito oltre 65 milioni di euro. I lavori, iniziati prima del Covid, hanno subito un’accelerazione negli ultimi cinque anni.

Asclepios 3 ha anche un collegamento diretto con il blocco Aclepios 1 ed è dotato di percorsi e ascensori distinti per visitatori, pazienti, personale sanitario, materiale sporco e materiale pulito. Entro settembre saranno trasferiti i pazienti di cardiochirurgia, Centro trapianti di cuore, cardiologia e terapia intensiva cardiologica. Fra le novità presenti ci sono i centro trauma, il centro trapianti fegato-rene che sarà potenziato con sale operatorie dedicate, e il centro cuore, che riunisce in un’unica sede cardiochirurgia ad alta complessità, chirurgia vascolare, cardiologia interventistica avanzata e trapianto di cuore.