I controlli del reddito di cittadinanza in Puglia sono stati svolti dalla Guardia di Finanza e dall’Inps dal 2021 al 2022.
Continue readingNessuno vuole fare l’acinino: “Bella vita e indumenti firmati una generazione senza volontà ”
La polemica sul reddito di cittadinanza e del rapporto tra alcuni lavori e i più giovani è sempre di stretta attualità , questa volta ne parliamo con Giuseppe.
Continue readingPrecariato e povertà salariale, pugliesi in fuga. Cgil: “Basta stereotipi su giovani e reddito di cittadinanza”
Il risultato è una forte emigrazione che dal 2002 ha visto oltre 400mila pugliesi cambiare residenza per l’estero o altre regioni.
Continue readingBari, lavorano a nero per non perdere il reddito di cittadinanza: controlli in una lavanderia
Due delle cinque donne che lavoravano “a nero” nella lavanderia percepiscono il reddito di cittadinanza.
Continue readingReddito di cittadinanza e over 55 disoccupati: Nanuccio del Cep entra a gamba tesa
Torniamo a parlare del reddito di cittadinanza. Questa volta a parlare è un over 50 disoccupato che vorrebbe tornare a lavorare, ma non viene assunto a causa delle tasse troppo elevate.
Continue readingBar alla disperata ricerca di personale: “Poche candidature i giovani non sanno cos’è il lavoro”
Il reddito di cittadinanza, un tema bollente che divide l’opinione pubblica. Per i titolari la rovina dei giovani che non sanno cosa sia la concezione di lavoro a causa di uno stipendio fisso senza far nulla.
Continue readingReddito di cittadinanza, polemica made in Puglia. Lino Banfi contro Al Bano: “I giovani hanno voglia di lavorare”
Il cantante aveva puntato il dito contro il Reddito di cittadinanza per la mancanza di personale nella tenuta agricola a Cellino San Marco, l’attore invece ha difeso i giovani e spiegato di non aver avuto nessun problema a trovare il personale per la sua Orecchietteria.
Continue readingEnza, sola con due figlie piccole: “Il reddito di cittadinanza mi ha salvato ma non è una garanzia”
Enza ha 25 anni, due figlie piccole e la sua storia è di stretta attualità : “Dai papà non ho mai ricevuto nulla, le ho cresciute da sole. Non posso lavorare perché non saprei a chi lasciarle”.
Continue readingLavoro, l’appello di Cgil Puglia: “Imprenditori smettiamo di accusare i giovani sono vittime del periodo storico”
La nota del sindacato: “Investiamo in buona occupazione, in sostenibilità sociale e ambientale, in innovazione e qualità . E siamo certi che proprio i giovani saranno i protagonisti della crescita del Sud”.
Continue readingL’inferno di Luciano, intrappolato al buio come un topo. Derelitto a 38 anni: “Da solo non ce la faccio”
La separazione, la morte del padre al quale era molto affezionato e il lento declino, fino a diventare un derelitto ad appena 38 anni. Un declino inesorabile sotto gli occhi di tutti. Protagonista dell’incredibile storia è Luciano Sforza, cittadino barese che vive insieme al figlio maggiorenne in una stamberga in via Nicolai, al quartiere Libertà di Bari. Uno di quei tuguri per cui fino a pochi anni fa ci si indignava dopo la nostra inchiesta giornalistica e l’intervento, risoluto ma troppo breve, dell’amministrazione comunale.
Passato il clamore, però, è passata anche la stretta su chi sfrutta la disperazione della povera gente, migranti o italiani che siano. Fin quando Luciano percepiva il reddito di cittadinanza pagava un affitto di 250 euro e tutte le bollette, poi la revoca del sussidio e la picchiata. Gli è stato chiesto di risarcire 15mila euro ingiustamente percepiti.
Da quel momento niente corrente elettrica nel tugurio. Luciano e suo figlio vivono con i pochi aiuti dei familiari – come tutti con i propri guai a cui badare – e la carità che riescono ad avere dalla chiesa. Nel sottoscala di circa 10 metri quadri ci sono due letti sporchi e malconci, un piccolo frigorifero vuoto, i fornelli alimentati da una bombola di gas e il bagno di un metro quadro in condizioni igieniche disastrose. Uno sgabuzzino indecente.
Luciano dopo la separazione dalla moglie si è lasciato andare, chi ci ha segnalato il suo caso giura che fino a pochi anni fa non era in questo stato. Faceva l’imbianchino, lavorava, ora invece cammina a fatica e parla in modo da poterlo appena comprendere. Non abbiamo notizie in merito a quale altro tipo di assistenza abbia, troppo giovane per finire nel dimenticatoio o pensare semplicemente di relegarlo in quel modo ai margini di una società sempre più distratta. Siamo certi che le istituzioni competenti troveranno il modo per tendergli una mano, aiutandolo a venire fuori dall’inferno in cui si è andato a ficcare. Una riabilitazione per quell’uomo, etichettato e deriso, che cattura topi fuori dall’uscio di casa e li lascia liberi dall’altro lato della strada, a pochi passi dal centro.








