Torniamo ad occuparci dei tuguri super affollati di Polignano a Mare. Dopo aver acceso i riflettori della nostra telecamera, la situazione sembra essere stata risolta. Le abitazioni, per ora, sono state liberate e la situazione anche per i residenti e il vicinato è nettamente migliorata.
Polignano, stipati nei tuguri. Segnalazioni inutili sotto gli occhi di tutti: sono ancora tutti là
Quinta parte della nostra inchiesta sul ricottificio immobiliare di Polignano a Mare. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tuguri fatiscenti, in uno di questi in estate arrivano ad essere 12 i bangladesi stipati, tutto al costo di 60 euro al mese.
Abbiamo trovato la porta aperta e abbiamo deciso di introdurci all’interno, documentando le condizioni in cui vivono. Non è un caso isolato, come raccontato da Donato che ha voluto metterci la faccia, svelando altri retroscena.
Abbiamo cercato di capire anche qual è la posizione dell’amministrazione comunale, interfacciandoci direttamente con il neo assessore alla Polizia Locale di Polignano. Nonostante la nostra inchiesta e i servizi andati in onda, la macchina non si è interrotta e tutto precede nell’indifferenza totale.
Polignano, stipati in tuguri fatiscenti (4). Il neo assessore: “Non sapevo faremo i controlli”
Quarta parte della nostra inchiesta sul ricottificio immobiliare di Polignano a Mare. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tuguri fatiscenti, in uno di questi in estate arrivano ad essere 12 i bangladesi stipati, tutto al costo di 60 euro al mese.
Abbiamo trovato la porta aperta e abbiamo deciso di introdurci all’interno, documentando le condizioni in cui vivono. Non è un caso isolato, come raccontato da Donato che ha voluto metterci la faccia, svelando altri retroscena.
Qual è la posizione dell’amministrazione comunale? Lo abbiamo chiesto direttamente al neo assessore alla Polizia Locale di Polignano.
Polignano, sfruttati e stipati nei tuguri (3). Donato ci mette la faccia: “Non è un caso isolato”
Terza parte della nostra inchiesta sul ricottificio immobiliare di Polignano a Mare. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tuguri fatiscenti, in uno di questi in estate arrivano ad essere 12 i bangladesi stipati, tutto al costo di 60 euro al mese.
Abbiamo trovato la porta aperta e abbiamo deciso di introdurci all’interno, documentando le condizioni in cui vivono. Non è un caso isolato, come raccontato da Donato che ha voluto metterci la faccia, svelando altri retroscena.
Polignano, stipati in tuguri fatiscenti. Il maestro Vasili suona la carica: “Lo sanno tutti”
Siamo tornati nel cuore di Polignano a Mare, dopo aver risolto la storia di Loris, per accendere i riflettori sul ricottificio immobiliare. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tuguri fatiscenti e presto vi documenteremo la nostra scoperta. A quanto pare a Polignano tutti lo sanno.
Bari, ammassati nei sottoscala in pessime condizioni: nei tuguri del Libertà non è cambiato niente
Dopo la storia di Luciano siamo tornati ad occuparci dei tuguri nel quartiere Libertà. Proprio accanto a lui c’è un’altra stanza abitata da più di quattro persone.
Continue readingL’inferno di Luciano, intrappolato al buio come un topo. Derelitto a 38 anni: “Da solo non ce la faccio”
La separazione, la morte del padre al quale era molto affezionato e il lento declino, fino a diventare un derelitto ad appena 38 anni. Un declino inesorabile sotto gli occhi di tutti. Protagonista dell’incredibile storia è Luciano Sforza, cittadino barese che vive insieme al figlio maggiorenne in una stamberga in via Nicolai, al quartiere Libertà di Bari. Uno di quei tuguri per cui fino a pochi anni fa ci si indignava dopo la nostra inchiesta giornalistica e l’intervento, risoluto ma troppo breve, dell’amministrazione comunale.
Passato il clamore, però, è passata anche la stretta su chi sfrutta la disperazione della povera gente, migranti o italiani che siano. Fin quando Luciano percepiva il reddito di cittadinanza pagava un affitto di 250 euro e tutte le bollette, poi la revoca del sussidio e la picchiata. Gli è stato chiesto di risarcire 15mila euro ingiustamente percepiti.
Da quel momento niente corrente elettrica nel tugurio. Luciano e suo figlio vivono con i pochi aiuti dei familiari – come tutti con i propri guai a cui badare – e la carità che riescono ad avere dalla chiesa. Nel sottoscala di circa 10 metri quadri ci sono due letti sporchi e malconci, un piccolo frigorifero vuoto, i fornelli alimentati da una bombola di gas e il bagno di un metro quadro in condizioni igieniche disastrose. Uno sgabuzzino indecente.
Luciano dopo la separazione dalla moglie si è lasciato andare, chi ci ha segnalato il suo caso giura che fino a pochi anni fa non era in questo stato. Faceva l’imbianchino, lavorava, ora invece cammina a fatica e parla in modo da poterlo appena comprendere. Non abbiamo notizie in merito a quale altro tipo di assistenza abbia, troppo giovane per finire nel dimenticatoio o pensare semplicemente di relegarlo in quel modo ai margini di una società sempre più distratta. Siamo certi che le istituzioni competenti troveranno il modo per tendergli una mano, aiutandolo a venire fuori dall’inferno in cui si è andato a ficcare. Una riabilitazione per quell’uomo, etichettato e deriso, che cattura topi fuori dall’uscio di casa e li lascia liberi dall’altro lato della strada, a pochi passi dal centro.







