Intervento al Perinei di Altamura, asportato tumore di 7 centimetri a paziente di 90 anni: salvato il rene

Un tumore renale di 7 centimetri è stato asportato a un paziente di 90 anni, riuscendo a preservare l’organo e la sua funzionalità. L’intervento, di alta complessità, è stato eseguito dall’Unità operativa di Urologia dell’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” di Altamura, diretta dal dottor Mario De Siati.

Di fronte a una massa di queste dimensioni, la prassi prevede generalmente l’asportazione dell’intero rene. L’équipe ha invece studiato un approccio personalizzato per conservare il tessuto sano e ridurre lo stress chirurgico sul paziente.

L’operazione, durata circa tre ore, ha combinato chirurgia laparoscopica e mini-open, con una piccola incisione di circa 10 centimetri per consentire un controllo preciso durante la rimozione della massa. Particolarmente delicata la fase di asportazione del tumore, eseguita senza interrompere la vascolarizzazione principale del rene, evitando così l’ischemia e proteggendo la funzionalità del tessuto residuo.

Fondamentale anche il lavoro del team anestesiologico, che ha adattato la gestione dell’intervento alle esigenze del paziente, garantendo stabilità e un decorso post-operatorio senza dolore. Non sono state necessarie trasfusioni e il 90enne è stato dimesso dopo cinque giorni, in ottime condizioni.

Per De Siati, il caso dimostra come la collaborazione tra urologi, anestesisti e personale infermieristico permetta di affrontare interventi oncologici complessi anche in età molto avanzata, mettendo al centro sicurezza e qualità di vita del paziente.

Policlinico Bari, madre dona rene al figlio 44enne: primo trapianto in Italia con tecnica robotica a incisione unica

Primato nazionale per il Policlinico di Bari, dove è stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia con tecnica robotica Single Port, che consente di operare attraverso un’unica incisione di circa sette centimetri. L’intervento è stato effettuato nei giorni scorsi dall’équipe di Urologia guidata dal professor Pasquale Ditonno utilizzando il sistema robotico Da Vinci Single Port.

La nuova procedura rappresenta un’evoluzione rispetto alla tecnica robotica multiport, già impiegata nel centro barese per 17 trapianti tra il 2023 e il 2024, e garantisce minore invasività, ridotto stress biologico, tempi di recupero più rapidi e un migliore risultato estetico.

Dietro il traguardo scientifico c’è anche la storia di una madre di 61 anni che ha donato un rene al figlio di 44 anni, affetto da rene policistico. Dopo anni di dialisi, un intervento di asportazione di un rene e l’interruzione dell’attività lavorativa a causa della malattia, il paziente può ora guardare a una nuova prospettiva di vita.

L’acquisto del robot Da Vinci Single Port è stato possibile grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del programma FESR-FSE 2021-2027. «Essere i primi in Italia a eseguire un trapianto con questa tecnica significa offrire cure sempre meno invasive e una migliore qualità di vita ai pazienti», ha sottolineato il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce.

Brindisi, 72enne operata al rene sbagliato. Indaga la Procura: denunciati 2 medici per lesioni personali colpose

Avrebbe subito l’asportazione del surrene sinistro ma aveva una malformazione e una massa tumorale di 4 centimetri sulla ghiandola del rene destro, come evidenziato durante gli accertamenti clinici. È quanto ha denunciato ai carabinieri una 72enne di Carovigno che è stata operata nel settembre scorso all’ospedale Perrino di Brindisi.

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