Orrore a Otranto, massacra la compagna con pugni e schiaffi: arrestato 28enne. Lei operata per trauma cranico

Avrebbe aggredito brutalmente la compagna dopo l’ennesimo rifiuto a un rapporto sessuale, colpendola con pugni, schiaffi e gomitate fino a provocarle un grave trauma cranico. Per questo un 28enne originario del Gambia, residente a Otranto, è stato arrestato nella notte tra l’8 e il 9 aprile dagli agenti del commissariato locale. L’arresto è stato convalidato dalla giudice Tea Verderosa.

L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e tentata violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli episodi di abuso e sopraffazione andavano avanti da tempo. La donna aveva più volte manifestato la volontà di interrompere la relazione e rifiutato rapporti intimi, scatenando però le reazioni violente dell’uomo.

L’ultima aggressione sarebbe avvenuta nei giorni scorsi: dopo il rifiuto, il 28enne avrebbe colpito la vittima con violenza, facendola cadere a terra e trascinandola sul letto, continuando a picchiarla. Avrebbe inoltre distrutto i telefoni della donna per impedirle di chiedere aiuto.

Nonostante le gravi ferite, la vittima è riuscita a fuggire dall’abitazione e a rifugiarsi in un ristorante-pescheria, da dove ha allertato la polizia. Trasportata all’ospedale “Panico” di Tricase, le è stato diagnosticato un trauma cranico-facciale; è stata sottoposta a un intervento chirurgico per la frattura delle ossa nasali ed è stata ricoverata in prognosi riservata.

Dalla sua testimonianza è emerso un quadro di violenze reiterate. La donna, in Italia da circa quattro anni, aveva conosciuto l’uomo nel 2024 e, dopo essersi trasferita a Otranto lo scorso settembre, aveva iniziato a convivere con lui. La relazione si sarebbe deteriorata rapidamente a causa della gelosia e dei comportamenti aggressivi dell’indagato.

Durante l’udienza di convalida, l’uomo – difeso dall’avvocato Silvio Giardiniero – ha respinto le accuse, fornendo una propria versione dei fatti. La giudice ha tuttavia ritenuto gravi gli elementi raccolti, disponendo la custodia cautelare in carcere come unica misura idonea a tutelare la vittima.

Brindisi, cade e si frattura il femore: a 99 anni viene operata con successo. Dimessa subito

Un’anziana di 99 anni è stata operata con successo all’ospedale Perrino di Brindisi dopo che si era fratturata il collo del femore. L’intervento è stato eseguito nei giorni scorsi, a quattro ore dal ricovero della donna dopo la frattura.

La paziente è stata già dimessa ed ha iniziato il percorso di recupero funzionale. «Il caso, emblematico dell’efficienza dell’articolazione ospedaliera brindisina, conferma – si legge in una nota dell’Asl Brindisi – i risultati di eccellenza che vedono l’Ortopedia del Perrino ai vertici della classifica nazionale del Programma Nazionale Esiti (Pne) di Agenas per il trattamento delle fratture del collo del femore».

«Questo risultato non è frutto solo del lavoro dell’équipe ortopedica, ma di un sistema integrato – dichiara il direttore della Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia, Gianfranco Corina – che coinvolge Pronto soccorso, Radiologia, Cardiologia, Anestesia e Rianimazione, Blocco operatorio, Medicina, Riabilitazione e tutti i servizi di supporto».

«La rapidità con cui abbiamo trattato questa paziente, nonostante l’età avanzata e le complessità del caso, dimostra che la vera forza del Perrino è la sinergia tra specializzazioni. Siamo tra i primissimi ospedali in Italia per questo indicatore perché qui – conclude – c’è una squadra che lavora con protocolli condivisi e un unico obiettivo: il paziente».

Bari, al Policlinico rimosso tumore “inoperabile” del cuoio capelluto: salvata 52enne

Una donna di 52 anni, residente in Calabria, è stata sottoposta con successo al Policlinico di Bari a un intervento considerato da molti specialisti estremamente rischioso o non eseguibile. La paziente presentava un carcinoma basocellulare molto invasivo del cuoio capelluto che aveva distrutto la cute e l’osso cranico, arrivando a minacciare le strutture cerebrali. Era stata trattata con terapie alternative risultate inefficaci tanto che la neoplasia aveva raggiunto dimensioni tali da mettere a rischio la vita.

L’elevata complessità del caso ha portato la donna a scegliere il Policlinico di Bari come centro di riferimento per la chirurgia ad alta complessità nel Sud Italia, dove è stato possibile affrontare un intervento che necessitava di un approccio multidisciplinare.

L’intervento, durato molte ore, è stato eseguito da un’équipe integrata che ha unito le competenze dei medici della Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica diretta dal prof. Giuseppe Giudice e della Neurochirurgia diretta dal prof. Francesco Signorelli.

La massa tumorale sanguinante aveva completamente eroso il cuoio capelluto e il tavolato osseo. “La priorità assoluta era garantire la sicurezza delle strutture cerebrali e rimuovere tutto il tessuto patologico possibile”, spiega il professor Signorelli.

L’intervento è stato eseguito dal team di microchirurgica diretto dal professor Maruccia ed affiancato dalla professoressa Rossella Elia in collaborazione con il dott. Carlo Del Vecchio della Neurochirurgia che ha proceduto all’asportazione della lesione che arrivava a contatto con il cervello. L’equipe di chirurgia plastica ha poi eseguito una complessa ricostruzione microchirurgica utilizzando un lembo libero vascolarizzato prelevato dalla coscia. “In casi così avanzati, solo una ricostruzione microchirurgica permette di ripristinare una copertura stabile e funzionale, restituendo protezione al cranio ed alle strutture cerebrali. Questo tipo di procedure richiede la più alta esperienza in ambito microchirurgico ed un lavoro d’equipe ben organizzato”, sottolinea il prof. Maruccia.

La fase post-operatoria è stata seguita nel reparto di Chirurgia Plastica, dove la paziente ha ricevuto assistenza continua da parte degli specializzandi, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, che hanno monitorato la vitalità del lembo, gestito le medicazioni e offerto supporto costante anche psicologico alla paziente ed al marito. La paziente, oggi in buone condizioni post-operatorie, è tornata a casa.

“I tumori cutanei maligni vengono spesso sottovalutati e devono essere assolutamente asportati il prima possibile per evitare che vadano ad invadere le strutture sottostanti richiedendo ricostruzioni molto complesse e che possono portare in alcuni casi anche alla morte del paziente”, evidenzia il Prof. Giudice.

“La presenza di competenze integrate, la multidisciplinarità delle nostre equipe ci permette di affrontare interventi ad altissima complessità che magari altrove vengono giudicati impraticabili. La qualità e l’eccellenza possono essere raggiunte anche nel Sud Italia, senza dover necessariamente percorrere centinaia di chilometri verso centri in altre regioni”, conclude il direttore generale, Antonio Sanguedolce.

Bari, il gozzo si estende nel torace e perde la voce: 65enne operata al Policlinico. La paziente sta bene

Un gozzo plongeant (o endotoracico) di circa sette centimetri è stato rimosso con successo al Policlinico di Bari su una donna di 65 anni, attraverso un complesso intervento di tiroidectomia, cui hanno partecipato le équipe dell’Unità operativa di otorinolaringoiatria e di cardiochirurgia.

La paziente, da circa cinque anni, aveva notato una massa nella parte anteriore del collo e un calo della voce. Il disturbo era dovuto alla pressione esercitata dal gozzo sul nervo che controlla la voce.

L’intervento di rimozione della tiroide (tiroidectomia) è stato eseguito con un approccio sternotomico, cioè aprendo parzialmente lo sterno grazie alla collaborazione multidisciplinare con i cardiochirurghi.

Per questo è stata necessaria la collaborazione di due équipe: quella di Otorinolaringoiatria con primo operatore il dottor Luigi Madami e quella di Cardiochirurgia, in sala la dott.ssa De Palo, con l’assistenza anestesiologica della dott.ssa Toraldo.

Il lavoro di squadra tra specialisti di diverse discipline è stato determinante per la buona riuscita dell’intervento. L’operazione è andata bene e la paziente è stata dimessa quattro giorni dopo, senza complicazioni.

Aesthetic Franco, Wanda e la cartella “fantasma”: operata a marzo 2023 da Catalina “l’abusiva”

Dobbiamo delle scuse a Wanda. Ci ha contattato mesi fa e a distanza di tempo dobbiamo assolutamente raccontarvi la sua storia che è a tutti gli effetti emblematica dell’inchiesta attorno alla figura di Aesthetic Franco. È stata operata a marzo 2023 nella clinica di Caserta nel periodo in cui “ufficiosamente” Franco era stato cacciato dal direttore sanitario dopo la denuncia di Daniela. Una gamba è stata operata da lui stesso, l’altra da Catalina.

Il problema è che Catalina si è iscritta all’Ordine dei Medici solo qualche mese dopo. Wanda, avvocatessa di professione, ha visto tutto durante l’intervento e ricorda bene chi era presente in sala e chi l’ha operata. Ma l’odissea è proseguita nella fase post intervento che risulta però “inesistente”. Della cartella clinica infatti non c’è alcuna traccia.

Brindisi, 72enne operata al rene sbagliato. Indaga la Procura: denunciati 2 medici per lesioni personali colpose

Avrebbe subito l’asportazione del surrene sinistro ma aveva una malformazione e una massa tumorale di 4 centimetri sulla ghiandola del rene destro, come evidenziato durante gli accertamenti clinici. È quanto ha denunciato ai carabinieri una 72enne di Carovigno che è stata operata nel settembre scorso all’ospedale Perrino di Brindisi.

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