Omicidio a San Giovanni Rotondo, muore il 34enne Michele Placentino: fermato il 50enne Michele Piano

La Procura di Foggia ha disposto il fermo del presunto assassino di Michele Placentino, il 34enne ucciso nella tarda serata di ieri a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano. Si tratta di Michele Piano, di 50 anni. I carabinieri lo hanno rintracciato intorno alle 5 di questa mattina in un’abitazione di campagna dove aveva tentato di nascondersi dopo il delitto. E’ accusato di omicidio volontario. A dare l’allarme ai carabinieri, i sanitari del 118 intervenuti all’esterno dell’abitazione dove è stato trovato il corpo di Placentino. Quando i sanitari sono giunti sul posto l’uomo era ancora vivo, ma è morto durante i tentativi di rianimarlo. Due i colpi di pistola, una scacciacani modificata, che hanno raggiunto il 34enne al collo e all’addome, uccidendolo. Ancora da stabilire con precisione il movente che, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere riconducibile a questioni legate al traffico di sostanze stupefacenti. L’arma è stata trovata dai militari in una siepe vicina al luogo del delitto.

Brucia la Puglia, incendi nel Foggiano a Vieste e San Giovanni Rotondo: in fiamme ettari di macchia mediterranea

Nel pomeriggio un importante incendio è divampato nel Foggiano a San Giovanni Rotondo, in località San Salvatore. Sono andati in fumo 30 ettari, ma rischio ci sono 300 ettari di macchia mediterranea. Sul posto, da terra, stanno operando una quindicina di unità con una decina di mezzi tra operatori del servizio antincendio boschivo dell’A.R.I.F. (agenzia regionale per le attività irrigue e forestali), vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri forestali e volontari. È stato richiesto l’intervento aereo con un Canadair arrivato da Napoli che ha effettuato un primo lancio.

Bruciano diversi ettari di macchia mediterranea da ore anche a Viste in località San Felice. Sul posto, da terra, stanno operando una decina di unità con cinque mezzi tra operatori del servizio antincendio boschivo dell’A.R.I.F.(agenzia regionale per le attività irrigue e forestali), vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri forestali e volontari. In arrivo da Pescara due fireboss, in arrivo da Roma invece un canadair.

 

Stefano Tacconi ricoverato a San Giovanni Rotondo, migliorano le condizioni. La moglie: “Qui per Padre Pio”

Continua a migliorare circondato dall’affetto della sua famiglia e delle tante persone che gli vogliono bene. Da ieri sera è ricoverato nell’ospedale Casa sollievo della sofferenza, a San Giovanni Rotondo, dove proseguirà la riabilitazione fino a settembre. L’ex portiere della nazionale e della Juventus, Stefano Tacconi, a più di un anno dall’emorragia cerebrale che lo ha colpito durante un evento benefico, mandandolo in coma, si conferma un campione anche nella vita. E suo figlio Andrea, conversando con l’ANSA, spiega che il sogno, appena possibile, è quello di “portarlo allo stadio per fare un giro di campo, così almeno saluta tutte le persone che gli sono state vicine in questo periodo”.

Tacconi, 66 anni, “è molto determinato”. E a sostenerlo nel cammino verso la totale guariglione ci sono “milioni di persone anche dall’estero: amici, tifosi, ex calciatori – sottolinea Andrea – con un affetto incredibile che non ci aspettavamo e che ci aiuta molto”. I traguardi raggiunti sono notevoli: “Cammina sempre con un supporto, però è migliorato molto. Ultimamente – racconta suo figlio – mi ha detto ‘me la sono vista brutta’, ha capito che è stata una cosa grave quella che ha avuto”. E il fatto che sia uno sportivo sicuramente gli sta dando una mano: “Essere abituato ad allenarsi lo aiuta ad affrontare la riabilitazione.

Anche i dottori – riferisce Andrea – dicono che la sua fortuna è aver sempre giocato a calcio, il suo fisico è diverso da quello degli altri pazienti. Ci vorrà del tempo, però ci sta mettendo la buona volontà come quando giocava”. Quanto alla decisione di venire in Puglia, dopo le cure al don Gnocchi di Milano, è sua moglie Laura a spiegare che “la scelta di essere qui, nell’ospedale di Padre Pio, è stata fortemente voluta da Stefano e dalla mia famiglia per il legame che ci ha sempre unito. Abbiamo la consapevolezza che per Stefano sia stata la decisione migliore. Il tragitto sarà ancora lungo ma essere in questo posto ci dà molta forza e molto coraggio”