Spaccio a Bari e Sannicandro, droga venduta su Telegram e consegnata con auto a noleggio: 12 arresti

Produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, ma anche resistenza a pubblico ufficiale e riciclaggio. Sono questi i reati contestati, a vario titolo, a 12 persone arrestate dai militari del Comando provinciale di Bari della Guardia di finanza, nell’ambito di un’indagine della Dda del capoluogo pugliese, che ha consentito di svelare l’esistenza di un “ingente traffico” di cocaina, hashish e marijuana tra Bari, Sannicandro di Bari e alcune città della Basilicata.

I 12, alcuni dei quali affiliati al clan Parisi di Bari, sono stati arrestati all’esito degli interrogatori preventivi del 19 e 20 maggio: l’ordinanza di custodia cautelare è stata disposta dal gip Giuseppe Battista. Capo del gruppo è considerato Sabino Pace, i fatti si riferiscono agli anni tra il 2022 e il 2023. La Dda aveva chiesto 17 arresti.

Il gruppo avrebbe nascosto la droga in due casolari abbandonati nelle campagne di Sannicandro e in un appartamento del quartiere San Paolo di Bari. I due casolari, spiega la finanza in un comunicato, erano usati come “punti di contrattazione e vendita” ad altri gruppi criminali. Gli ordini erano raccolti su Telegram, su cui venivano pubblicati “i menù, le ‘offerte del giorno’ e i ‘pacchetti’ con tanto di immagini e filmati, e i relativi prezzi”.

La consegna avveniva in due modi, il “delivery” e il “meet you”, cioè “attraverso l’utilizzo di un’autovettura presa a noleggio e la consegna nel capoluogo barese previo contatto telefonico” su Whatsapp. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 15 chili di droga e 132mila euro in contanti, cinque corrieri sono stati arrestati in flagranza.

Sannicandro, picchiato e inseguito tenta la fuga saltando sui tetti. Precipita al suolo: 30enne in fin di vita

Un 30enne lotta tra la vita e la morte dopo essere precipitato da un tetto a Sannicandro durante una fuga da un commando composto da coetanei del posto.

Sarebbero stati esplosi anche colpi di pistola durante l’inseguimento e il 30enne sarebbe stato anche picchiato.

La vittima ha cercato prima di seminare la banda per le strade del centro storico, prima di salire all’ultimo piano di una casa e iniziare a saltare da un tetto all’altro, fino al tragico epilogo.

Si trova ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Bari, il 30enne è già noto alle Forze dell’Ordine. Non si esclude nessuna pista, l’episodio può essere legato alla malavita.

Forte vento nel Barese, segnaletica pericolante sulla Adelfia-Sannicandro. Paura al mercato di via Nicolai a Bari

Il forte vento di scirocco sta creando disagi nel Barese. I vigili del Fuoco sono intervenuti sulla sp136 che collega Sannicandro e Adelfia, per mettere in sicurezza la segnaletica stradale spazzata via dal vento. La strada è stata chiusa al traffico per la messa in sicurezza e l’intervento. Sul posto anche la Polizia Locale.

Paura al mercato rionale di via Nicolai, al quartiere Libertà, dove un pezzo di pergolato è volato nella zona adibita alla vendita del pesce. Un altro pezzo è invece rimasto incastrato tra cielo e terra.

Bari, 21enne travolto e ucciso in via Gentile: chiesta condanna di 5 anni e 4 mesi per Francesco Milella

La Procura di Bari ha chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per Francesco Milella, il 71enne di Sannicandro accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso nel processo con rito abbreviato sulla morte del 21enne Giovanni Vittore, travolto e ucciso il 21 luglio scorso in via Gentile, nei pressi del Sacrario nel quartiere Japigia.

Secondo quanto ricostruito, quel giorno Milella, a bordo di uno scooter Beverly, fece un’inversione a U su via Gentile (nel quartiere Japigia di Bari) e si scontrò con la moto Suzuki guidata da Vittore, che nell’impatto cadde al suolo e urtò la testa, perdendo la vita poco dopo.

Dopo l’incidente Milella si allontanò senza chiamare i soccorsi, pochi giorni dopo fu fermato, da quel giorno si trova agli arresti domiciliari. A lui sono contestati i reati di omicidio stradale e fuga. La Procura nelle settimane scorse aveva dato parere negativo al patteggiamento di 2 anni e 8 mesi proposto dall’imputato che non è stato sottoposto alla perizia psichiatrica.

La famiglia Vittore si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento di un milione di euro. La sentenza è prevista per le prossime ore.

Omicidio a Sannicandro, il 19enne Decicco ucciso per vendetta: Alessio Gagliardi resta in carcere

Alessio Gagliardi resta in carcere. Il presunto assassino del 19enne Gabriele Decicco, ucciso con 5 colpi di una calibro 9 la sera del 17 dicembre 2024, davanti ad un distributore di bevande h24 in corso Vittorio Emanuele a Sannicandro di Bari, è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, oltre alla detenzione dell’arma usata per il delitto.

Nella giornata di ieri è rimasto in silenzio durante l’interrogatorio di garanzia, non rispondendo alle domande del gip. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 23enne avrebbe agito su mandato di altre persone per vendicare un tentato omicidio commesso dal fratello e della madre della vittima.

Il giovane, travisato e con indosso un paio di guanti, è stato immortalato dalle telecamere mentre fuggiva a bordo di un monopattino dopo l’omicidio.

Omicidio a Sannicandro, il 19enne Decicco ucciso per vendetta: Gagliardi fa scena muta davanti al gip

Alessio Gagliardi, il 23enne di Sannicandro accusato di omicidio pluriaggravato per aver ucciso a colpi di pistola il 19enne Gabriele Decicco la sera del 17 dicembre scorso, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia.

Il giovane ha scelto di rimanere in silenzio. Nelle prossime ore il gip deciderà sulla convalida del fermo. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il 23enne avrebbe agito su mandato di altre persone per vendicare un tentato omicidio commesso dal fratello e della madre della vittima.

Il giovane, travisato e con indosso un paio di guanti, è stato immortalato dalle telecamere mentre fuggiva a bordo di un monopattino dopo l’omicidio.

Omicidio Decicco a Sannicando, la spavalderia del killer Gagliardi: sui social i proiettili come messaggio in codice

Uno screen con il decreto di sequestro di proiettili calibro 7,62 da parte dei Carabinieri, l’emoticon di una persona che sbadiglia e un’altra di una persona che dorme.

Alessio Gagliardi, il 23enne fermato per l’omicidio del 19enne Gabriele Decicco a Sannicandro di Bari, non aveva paura di esibire sui social e su Instagram la sua carriera “criminale”.

Ritenuto affiliato al clan Pace (vicino ai Parisi), come confermato da alcuni collaboratori di giustizia durante le indagini, Gagliardi ha postato lo screen sul proprio profilo Instagram un mese dopo l’omicidio. Una sorta di avviso ai suoi rivali dove si lascia intendere la disponibilità di altri proiettili.

L’omicidio si ritiene che sia avvenuto nell’ambito dei contrasti per lo spaccio di droga tra i gruppi criminali Pace e Giovinazzo, quest’ultimo legato e vicino agli Strisciuglio. Decicco sarebbe stato ucciso come atto di vendetta per un tentato omicidio compiuto nel marzo scorso, dalla madre e dal fratello minore del 19 enne, entrambi arrestati e condannati, nei confronti di Angelo Michele Di Turi. Proprio con lui Gagliardi si era visto prima di sparare contro Decicco, come confermato dai video delle videocamere.

In molti sapevano, ma nessuno ha denunciato, così si è arrivati alla verità settimane dopo. Tra loro due amici a cui il killer 23enne ha confessato l’omicidio qualche istante dopo.

Omicidio De Cicco a Sannicandro, fermato il 23enne Alessio Gagliardi: stava per fuggire all’estero – VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Modugno, in Sannicandro di Bari (BA), hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di Alessio Gagliardi, 23enne di Sannicandro di Bari, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) dell’omicidio del giovane DECICCO Gabriele avvenuto a Sannicandro di Bari lo scorso 17 dicembre.

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All’esito di ininterrotte indagini, condotte dai militari della Sezione Operativa di Modugno, coordinate dai Pubblici Ministeri Dott. Domenico Minardi della locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Dott.ssa Larissa Catella della Procura della Repubblica di Bari, è stato possibile raccogliere numerosi indizi di reità a carico del venticinquenne ritenuto responsabile in ordine ai fatti contestati.

Sono state acquisite le registrazioni di numerose telecamere del sistema di videosorveglianza cittadino, analizzate oltre 500 ore di filmati che hanno reso possibile la ricostruzione delle fasi dell’azione omicida, compreso il percorso effettuato dal presunto assassino per raggiungere la vittima e freddarla con vari colpi di arma da fuoco. L’episodio si inquadra in un contesto di contrasto in seno alla criminalità organizzata, finalizzato ad imporre la forza intimidatrice del gruppo criminale operante su quel territorio come reazione ad un tentato omicidio di un affiliato al citato sodalizio, avvenuto nel marzo 2024.

Nello specifico, la sera del 17 dicembre 2024, dopo un primo tentativo non andato a buon fine, il presunto omicida riusciva, a bordo di un monopattino elettrico, a rintracciare la vittima sorprendendola in pieno centro, all’esterno di un distributore di bevande h24 ed esplodere nei suoi confronti 7 colpi di pistola.

Le successive e complesse attività di indagine consentivano agli investigatori di raccogliere numerosi gravi indizi di colpevolezza che hanno permesso di fermare il giovane che stava pianificando di trasferirsi all’estero. L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto agli efferati reati che avvengono sul territorio della Provincia di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati all’uomo, che in attesa della convalida del decreto di fermo è stato associato presso il carcere di Bari, dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contradditorio con la difesa dell’indagato.