Sciopero e presidio all’ex Ilva di Taranto durante vertice a Palazzo Chigi: operai occupano statale Appia

“È solo l’inizio cara azienda, è un ricatto occupazionale alzare i numeri della cassa integrazione. Salute, ambiente e occupazione: non si ricattano i lavoratori. Il rilancio di un’azienda non è mandare a casa i lavoratori. Produzione, rispetto per la città e i lavoratori. Non ci sono lavoratori di serie A e serie B”.

Così alcuni delegati sindacali, che hanno acceso fumogeni e preso la parola ai megafoni durante il presidio di lavoratori di AdI in As, di Ilva in As e dell’appalto davanti alla portineria Direzione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Una iniziativa assunta da Fim, Fiom e Uilm in occasione dello sciopero di 4 ore in tutti i siti del gruppo, in concomitanza con la riunione del tavolo permanente per l’ex Ilva che si tiene presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

A Taranto è stato predisposto un maxischermo per il collegamento video con Palazzo Chigi. Il vertice con il governo è stato sollecitato per avere aggiornamenti della situazione sia alla luce dell’incidente di qualche giorno fa all’altoforno 1, con il conseguente annuncio di raddoppiare la cassa integrazione dei lavoratori, sia per avere chiarezza sul futuro del gruppo a seguito della gara di assegnazione dello stesso mentre è in corso un negoziato con gli azeri di Baku Steel.

“A seguito di una valutazione dell’esito dell’incontro a Palazzo Chigi – hanno avvertito Fim, Fiom e Uil – verranno decise ulteriori iniziative per chiedere, come fatto in questi anni di lunghissima vertenza, una fabbrica rispettosa di ambiente, salute e occupazione”.

Alcune decine di lavoratori e delegati sindacali dell’ex Ilva di Taranto hanno occupato un tratto della statale Appia nei pressi dello stabilimento siderurgico in occasione dello sciopero di 4 ore e del vertice a Palazzo Chigi. Alcuni manifestanti si sono sdraiati sull’asfalto.

Braccia incrociate e banchi vuoti, le signore di Barivecchia protestano dopo le multe: “Lutto orecchiette”

Le pastaie del borgo antico del capoluogo pugliese, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, hanno deciso di incrociare i mattarelli e non impastare oggi in segno di protesta, nonostante i vicoli siano stracolmi di turisti: “Chiuso perché il Comune non vuole più farci lavorare”.

Continue reading

Bari, troppi furti nella scuola Santarella De Lilla. Rubati 30 computer: studenti scioperano e protestano in Comune

Uno sciopero per dire basta ai furti che da gennaio sono stati cinque, con un picco dal 28 aprile scorso a oggi quando ce ne sono stati quattro. Una scuola da cui chissà chi, ha fatto sparire una trentina di Pc e scassinato i distributori automatici di bevande e snack per prendere le monete.

Così, studenti e studentesse della sede di via Celso Ulpiani, strada del quartiere San Pasquale della città, dell’istituto a indirizzo socio- sanitario Santarella De Lilla, hanno lasciato banchi e libri per manifestare davanti al Comune la loro preoccupazione.

“Non ci sentiamo sicuri – hanno detto nel corso della protesta – i furti sono stati troppi”. Il primo risale alla fine dello scorso mese di gennaio quando dopo un open day sono stati portati via 15 computer.

Poi ne sono spariti altri 12 che si trovavano in altre classi, e quello della dirigente nell’ufficio di presidenza. La gran parte dei computer è stata acquistata con i fondi del Pnrr.

I ladri non sono riusciti a rubare i Pc dei laboratori perché lì ci sono le porte blindate. E nelle scorse ore hanno fatto razzia delle monete nei distributori automatici, danneggiandoli. Le classi sono rimaste vuote mentre a scuola sono intervenuti gli agenti della scientifica della questura per effettuare i rilievi.

Questa mattina alle 11 una delegazione di studenti incontrerà il sindaco dell’area metropolitana di Bari, Vito Leccese, a cui chiederà impegno per la sicurezza della scuola.

Magistrati in sciopero a Bari: “Il nostro è grido di dolore sorteggio membri del Csm cosa rozza e volgare”

Un’adesione dello sciopero dell’80% tra i magistrati “significa che quello che sta accadendo tocca profondamente le corde profonde del nostro lavoro”. “Non è uno sciopero contro il Parlamento, ma è il nostro grido di dolore in difesa dell’assetto democratico e dell’assetto attuale dei rapporti tra poteri dello Stato”. Lo ha detto Franco Cassano, presidente della Corte d’Appello di Bari, nel corso dell’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati che si è tenuta nell’aula magna del palazzo di giustizia di piazza Enrico De Nicola, a Bari.

L’assemblea, fissata in concomitanza con uno sciopero dei magistrati a livello nazionale, prevede interventi di giudici, pm, avvocati, professori universitari e la lettura, da parte di studenti delle scuole superiori di Bari, di alcuni articoli della Costituzione.

Dopo l’introduzione di Antonella Cafagna, presidente della giunta esecutiva dell’Anm di Bari (“intendiamo dissentire in maniera ferma su un progetto di riforma che intacca i poteri del paese e incide sull’indipendenza della magistratura”, ha detto), Cassano ha aperto gli interventi, definendo il sorteggio per la composizione dei membri del Csm “una cosa così rozza, violenta e volgare” che andrebbe a inserirsi “in una Costituzione che si basa su equilibri raffinatissimi” tra i poteri dello Stato.

La riforma costituzionale in discussione in Parlamento, ha aggiunto Cassano, sarà “una lacerazione profonda all’interno delle istituzioni del paese. I poteri dello stato sono tre, quando si separano le carriere e si stacca chi fa le indagini dai giudicanti si pone un problema: in quale dei tre poteri rimane inserito l’organo inquirente?”. Prima dell’inizio dell’assemblea, i magistrati hanno fatto un flashmob all’esterno dell’aula sollevando in aria copie della Costituzione.

Ferrovie Appulo Locane, venerdì 28 febbraio proclamato sciopero di 24 ore: garantiti i servizi essenziali

Sono previsti possibili disagi venerdì 28 febbraio per i viaggiatori che utilizzano treni e autobus delle Ferrovie Appulo Lucane. L’organizzazione sindacale Faisa Cisal Puglia ha, infatti, proclamato la seconda azione di sciopero del personale delle Fal della durata di 24 ore.

Lo comunica l’azienda in una nota. Le motivazioni dello sciopero sono il “mancato rispetto di quanto convenuto nel verbale del 30 aprile 2024, il mancato riscontro alla richiesta di convocazione turni Emi e Eml’ del 19 agosto 2024 e il mancato riscontro alla richiesta di tavolo tecnico del 13 settembre 2024”.

Fal evidenzia che “saranno comunque assicurati i servizi indispensabili, come individuati nelle fasce di garanzia, ossia dalle ore 5.30 alle ore 8.30 e dalle ore 12.30 alle ore 15.30”

Sciopero metalmeccanici a Bari, presidio davanti Confindustria: “Nuovo Ccnl con più tutele e meno orario di lavoro”

Dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Federmeccanica-Assistal, questa mattina una delegazione di lavoratori dell’industria metalmeccanica che aderiscono a Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil Bari ha manifestato davanti alla sede di Confindustria, nel capoluogo pugliese, aderendo così allo sciopero nazionale di otto ore indetto in più giornate, che nel capoluogo pugliese si è tenuto oggi.

L’obiettivo è rinnovare il contratto con “più salario, più diritti, tutele e meno orario di lavoro”, riprendendo le trattative. Donato Pascazio, segretario generale della Fim Cisl Bari, spiega in una nota che “dopo sei mesi di confronto la trattativa si è interrotta per responsabilità di Federmeccanica-Assistal, che hanno respinto buona parte delle richieste contenute nella piattaforma di Fim, Fiom e Uilm”.

Il sindacalista evidenzia che “Federmeccanica e Assistal hanno replicato alle richieste sindacali con una contro piattaforma che contiene posizioni che non consentono di proseguire la trattativa”, mentre i sindacati “rivendicano un rinnovo contrattuale che i metalmeccanici reputano doveroso sia per recuperare potere d’acquisto nei salari, sia per incrementare diritti e tutele”. I sindacati denunciano che Federmeccanica e Assistal hanno “respinto l’aumento mensile di 280 euro e non hanno definito una quantità certa”, hanno “rifiutato di rendere efficaci gli aumenti contrattuali in presenza di superminimi individuali”, hanno “peggiorato la clausola di salvaguardia posticipando di sei mesi l’adeguamento dei salari” e hanno “modificato gli scatti di anzianità pagandoli annualmente e non più mensilmente”. Cgil Puglia annuncia inoltre che lo sciopero coinvolgerà Lecce e Foggia lunedì, mentre a Brindisi e Taranto è fissato per mercoledì.

Sciopero nazionale del 29 novembre, Bari a rischio: aderiscono Amtab, FAL e Ferrovie Sud Est – LE INFO

Per la giornata di venerdì 29 novembre 2024 è stato proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore dai sindacati Cgil e Uil per protestare contro la legge di bilancio del governo.

Anche il settore del trasporto pubblico locale è interessato dallo sciopero. L’AMTAB ha annunciato uno sciopero che coinvolgerà il personale di esercizio e quello degli impianti fissi. Le fasce orarie di sciopero saranno: dalle ore 00:00 alle ore 05:29, dalle ore 08:30 alle ore 12:29 e dalle ore 15:30 alle ore 00:00. Durante le ore di sciopero, saranno garantite alcune prestazioni minime indispensabili, come il Centro Operativo, il Numero Verde, le aree di sosta automatizzate, la squadra antincendio/emergenza e la manutenzione e rimessaggio.

I sindacati FILT-CGIL e UILTRASPORTI di PUGLIA e BASILICATA hanno comunicato l’adesione del personale FAL allo sciopero generale di 24 ore per l’intera giornata di lavoro del 29 novembre 2024, per tutti i settori pubblici e privati. Saranno comunque assicurati tutti i servizi nelle fasce di garanzia, ossia dalle ore 5:30 alle ore 8:30 e dalle ore 12:30 alle ore 15:30.

Le Segreterie Regionali della Puglia delle Organizzazioni sindacali FILT CGIL e UILTRASPORTI, in adesione allo sciopero nazionale, hanno proclamato per venerdì 29 novembre uno sciopero di tutto il personale di Ferrovie del Sud Est di 24 ore, per ragioni di natura politica. I treni e gli autobus potranno subire cancellazioni o variazioni. Saranno garantiti i servizi essenziali in caso di sciopero nelle fasce orarie di garanzia dalle 5.00 – 7.59 e dalle 12.30-15.29, ai sensi della Legge del 17 giugno 1990 n.146 e smi. In occasione dell’ultimo sciopero nazionale dell’8 novembre 2024, indetto dalle medesime sigle sindacali, si è registrata un’ adesione pari al 43%. Si prospetta un venerdì di passione per i pendolari pugliesi.

Truffa delle orecchiette, a Barivecchia si scrive la storia: sciopero delle signore e bancarelle vuote dopo i controlli

Una sorta di “sindacato” delle signore delle orecchiette, anche se non tutte hanno preso parte alla protesta, esponendo la merce sui banchi. Quinto Potere è riuscito nella missione quantomeno di “unirle”. Sui social e nei salotti televisivi c’è chi anche si schiera in loro favore, non focalizzando l’attenzione su tutto quello che di illegale c’è.

Continue reading

Bari, lunedì 9 settembre sciopero di 8 ore del personale Amtab: le info

L’Amtab S.p.A. informa che, nel rispetto delle fasce di garanzia (dalle ore 5.30 alle ore 8.29 e dalle ore 12.30 alle ore 15.29), come previsto dagli accordi e dalla normativa vigente, le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Uilt Uil, Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl Fna hanno indetto un’astensione dal lavoro per il giorno 9 settembre.
Lo sciopero è motivato dall’interruzione del confronto per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Autoferrotranvieri Internavigatori (Mobilità/TPL), scaduto il 31 dicembre 2023, e dall’esito negativo delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla Legge n. 146/90 e successive modifiche.

Le modalità di svolgimento dello sciopero, comunicate dalle segreterie territoriali della Provincia di Bari, sono le seguenti: Personale di esercizio Trasporto pubblico locale (conducenti, operatori di esercizio, verificatori dei titoli di viaggio, addetti all’esercizio): dalle ore 15.30 alle ore 23.30. Personale degli impianti fissi (uffici, officine, depositi, autorimesse e sosta): ultime 3 ore della prestazione lavorativa giornaliera. Nel corso dell’ultima astensione aziendale proclamata dalle medesime sigle, si è registrata una percentuale di adesione pari allo 21,59%. Ulteriori informazioni circa l’astensione potranno essere richieste agli operatori del numero verde 800450444.