Policlinico Bari, piano per recupero delle liste d’attesa. I sindacati: “Ancora una volta penalizzati i lavoratori della sanità”

“Siamo fortemente contrariati per il piano attuativo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico per il recupero delle liste d’attesa”. A puntare il dito sulle scelte della direzione strategica e, al tempo stesso, sul contenuto della delibera della Giunta regionale relativa alle misure di contenimento della spesa per il personale, sono le segreterie territoriali, aziendali e delle rappresentanze sindacali unitarie di Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fp, Fials, Nursind ed Rsu. Con una lettera inviata al Direttore generale del Policlinico di Bari Giovanni Migliore e all’Assessore regionale alla Salute, Rocco Palese, i rappresentanti dei lavoratori si dicono contrariati anche sul metodo adottato per l’adozione del piano aziendale di recupero delle liste d’attesa.

“Il piano così come concepito – sostengono i sindacati della sanità – nella sua attuazione provocherà nei lavoratori un sovraccarico delle loro prestazioni professionali, ai limiti della umana tolleranza e mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti”. I sindacati lamentano di non essere stati mai coinvolti nella discussione per la redazione del piano di recupero delle liste d’attesa e questo ha provocato non poca irritazione anche tra i lavoratori. “Il disagio del personale – si sottolinea nella lettera – nelle condizioni in cui viene a trovarsi il Policlinico, ha raggiunto e superato i limiti di guardia”. Le rappresentanze sindacali chiedono, con urgenza, l’attivazione di un tavolo di confronto per esaminare nel dettaglio il piano per il recupero delle liste d’attesa. “Le scelte che incidono nel rapporto di lavoro del personale, vanno condivise” concludono i sindacati.

Trascina infermiera nel ripostiglio e la molesta, tentato stupro in carcere. Sindacati: “Servono interventi urgenti”

“Potenziare gli organici per consentire al personale sanitario e penitenziario di poter svolgere al meglio il proprio compito”. È quanto chiedono la FP Cgil Bari e la Cgil Bari dopo aver espresso solidarietà alla giovane infermiera aggredita mentre lavorava nel carcere di Bari. “Le condizioni del personale, soprattutto di quello sanitario, sono diventate insostenibili”, tuona la Cgil. “A fronte di una crescente domanda di salute il numero degli operatori risulta sempre più esiguo tanto da esporre gli stessi lavoratori al rischio aggressioni. Occorre con urgenza rafforzare i sistemi di videosorveglianza e gli organici del personale penitenziario anche al fine di supportare il lavoro del personale sanitario”, ribadiscono i Segretari Generali di Confederazione e di categoria.

“Già da tempo questa organizzazione sindacale aveva richiesto infatti agli uffici competenti regionali e nazionali di dotare la struttura di personale penitenziario visto che anche da questo punto di vista siamo prossimi al collasso. Il carcere di Bari – concludono Remini e Bucci – è uno dei pochi sul territorio nazionale ad ospitare un vero e proprio ospedale al suo interno, ma senza un investimento vero in termini di organici si corre il rischio di vedere vanificato il lavoro di anni teso alla centralità della cura e della persona”.