Bari, soldi dai pazienti per curare il cancro: la Corte dei conti chiede mezzo milione all’ex primario Vito Lorusso

L’ex primario dell’istituto oncologico di Bari, Vito Lorusso, che dal 2019 al 2023 si sarebbe fatto pagare dai pazienti malati di tumore infusioni di farmaci e prestazioni che erano in realtà gratis perché a carico del servizio sanitario, è stato chiamato dalla Corte dei conti a risarcire circa 500mila euro tra indennità di esclusività illegittimamente percepite in un quinquennio e danno di immagine causato all’Oncologico.

Il medico 71enne fu arrestato in flagranza il 12 luglio del 2023, dopo aver incassato 300 euro da una paziente che si era però già rivolta alla polizia. E a febbraio del 2024 è stato nuovamente arrestato nell’ambito del blitz Codice Interno, insieme alla figlia Mari Lorusso e al genero Giacomo Olivieri, con l’accusa di aver contribuito a un patto con i clan baresi per portare voti alla figlia.

Bari, soldi o sesso per superare gli esami. Il professor Volpe condannato a 5 anni: “Ha abusato del suo ruolo”

L’accordo che Fabrizio Volpe, professore di diritto civile dell’università di Bari, avrebbe stretto nel 2014 con una sua studentessa, «consisteva nella corresponsione da parte» della ragazza «della somma di denaro pattuita», mille euro, «alternativa alla prestazione sessuale inizialmente richiestale, in cambio dell’intermediazione del Volpe per il superamento di quattro esami universitari, diritto tributario, diritto amministrativo 1 e 2 e diritto civile».

Lo scrive il Tribunale di Bari nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 6 febbraio, Volpe è stato condannato a cinque anni di reclusione per induzione indebita, riconoscendolo anche responsabile di una tentata violenza sessuale ora prescritta.

Per quanto riguarda l’induzione indebita, il Tribunale nota come «Volpe, sin dall’inizio della conversazione, fa emergere la sua volontà di ottenere un indebito vantaggio dalla» studentessa «in cambio del suo aiuto, consistente in una richiesta di natura sessuale, in quanto le chiede, a più riprese, di uscire con lui a Bari, di dormire a casa sua, di poterla incontrare di persona, di poterle pagare una vacanza, di poterla avere come sua fidanzata».

«Volpe era consapevole del carattere abusivo del suo comportamento» e la studentessa, a sua volta, «avrebbe assecondato la sua proposta per ottenere il vantaggio futuro del conseguimento della laurea senza l’impegno e la preparazione richiesti (…) e non perché costretta con le spalle al muro». Sempre la studentessa, che nel corso del processo ha ritirato la propria costituzione a parte civile, «si pone nella posizione di chi ha intuito il potere di cui era capace l’interlocutore e ha agito strumentalizzandolo a suo favore, mercanteggiando il numero di esami che avrebbe potuto svolgere ad un prezzo conveniente».

Quanto alla tentata violenza sessuale, il Tribunale ritiene «credibile» il racconto della studentessa, in quanto nel processo è emerso «in modo inequivoco la condotta dell’imputato che cerca di avere un contatto di tipo sessuale» con la studentessa «contro la volontà di costei, che (…) gli resiste». I giudici notano come «un ulteriore riscontro alle dichiarazioni della persona offesa è costituito dall’atteggiamento tenuto dal Volpe in altre occasioni nei confronti di altre studentesse». Dal racconto di una testimone, infatti, emerge come «lo stesso, almeno in altra occasione si era dimostrato disponibile ad aiutare una studentessa in altri esami se essa avesse accettato di essere la sua amante».

Licenziato dopo il trapianto, pagato l’asilo con le prime donazioni. Denis: “Non siamo più soli”

Torniamo a parlare di Katia e Denis. Sono sposati da 5 anni, hanno due bimbi di 3 e 6 anni. Katia ci ha scritto per chiederci aiuto dopo quanto accaduto nel 2023.

+++ RACCOLTA FONDI PER AIUTARE KATIA E DENIS +++

Denis è affetto da una malattia rara ed è stato costretto al trapianto di fegato. Katia in lacrime ci ha raccontato le varie tappe, Denis è stato licenziato dopo aver firmato un contratto a tempo indeterminato e così hanno avviato una raccolta fondi necessaria per il trapianto.

La loro storia ha colpito gran parte della nostra community, anche se qualcuno ha messo in discussione e in dubbio tutto quello che Katia ha raccontato. Ma Quinto Potere va oltre questo e la catena di solidarietà sta travolgendo Katia e Denis.

I due non riescono a trattenere l’emozione, nonostante le difficoltà hanno voluto ringraziare tutti coloro che si sono fatti avanti. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Banconote nascoste per strada, a Bari arriva dai social l’ultima challenge di TikTok: ecco cosa è la cash catch

L’obiettivo è quello di essere il primo a trovare e recuperare banconote che il gestore della pagina nasconde in alcuni luoghi, accessibili a tutti. Il tutto viene registrato e diffuso poi tramite reel su TikTok. In un’occasione i soldi sono stati lasciati nei pressi del lungomare di Bari, in un’altra a Parco Rossani.

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Bari, confessioni e consulenze spirituali online. Don Luca De Muro si difende: “Tutto falso mai ricevuto soldi”

“Un programma televisivo ha fatto riferimento a un mio intervento su una piattaforma online, lasciando intendere che si trattasse di una confessione a pagamento. Questo non corrisponde alla realtà dei fatti perché non ho mai confessato nessuno online, né ho mai ricevuto denaro per alcuna attività legata ai sacramenti o ad altro”.

Lo scrive in un post pubblicato sui social, don Luca De Muro, il parroco della chiesa del Redentore di Bari in riferimento a quanto raccontato da un servizio della trasmissione ‘Fuori dal Coro’, sui preti italiani che, utilizzando la piattaforma americana, venderebbero sacramenti (come la confessione) e consulenze spirituali dietro il pagamento di somme in denaro.

“Nell’occasione messa in rilievo dalla trasmissione – la prima e unica – ho accettato di parlare con una persona che sembrava avere un bisogno spirituale, convinto di poter essere di aiuto”, continua il sacerdote spiegando che “l’ho fatto pensando a chi, per timidezza o vergogna, non riesce ad affrontare certi temi di persona”.

“Ho sottovalutato le implicazioni di questa scelta”, ma “appena mi sono accorto delle modalità con cui funzionava la piattaforma, ho subito ritirato la mia disponibilità”, aggiunge. “Mi dispiace sinceramente per quanti sono rimasti turbati da questa vicenda – continua- non era mia intenzione ferire nessuno. Chi mi conosce sa che ho sempre vissuto questo ministero come un dono”. ”

Sto vivendo una situazione che mi mette alla prova – conclude -. Ringrazio la comunità del Redentore per la fiducia, la vicinanza e il sostegno che non è mai mancato. Camminiamo insieme, anche in questo momento”.

Da ricco gioielliere alla vita in comunità, dati 1.000 euro a Nicola: “Li uso per spesa e medicine”

Dopo diverso tempo siamo tornati a fare visita a Nicola. C’è chi, tramite noi, ha voluto donargli 100 euro, ma non finisce qui. Parte dei soldi donati da Riccardo al progetto di Quinto Potere sono destinati proprio all’ex gioielliere, completamente trasformato dopo il nostro intervento e l’ingresso in comunità. 

La sua storia ha colpito tutta la nostra community e vederlo sorridere nuovamente per noi è motivo di grande orgoglio. Nel suo caso tutto è funzionato alla perfezione e le Istituzioni hanno agito rapidamente. Ecco tutti gli aggiornamenti e le spiegazioni su come saranno spesi i soldi donati a Nicola.