Bari a caccia del miracolo: la conferenza di Longo e De Laurentiis tra mercato e responsabilità

In casa Bari c’è un evidente maestrale. Quella andata in scena ieri pomeriggio alle ore 15:00 allo Stadio San Nicola non è stata una conferenza di rilancio o di semplice presentazione del nuovo tecnico bensì una circostanza di contenimento del danno ove la famiglia De Laurentiis ha deciso di non lasciare al caso alcun dettaglio.

Difatti, essendo i biancorossi in una zona della classifica delicatissima, la presenza contemporanea di De Laurentiis e Longo non è da considerarsi casuale, anzi. Uno degli obiettivi potrebbe essere stato quello di trasmettere l’idea di una catena di comando compatta dopo settimane di evidente confusione tra esoneri di tecnici e DS. Strategia di marketing?

Tono serio, a tratti teso, nessun sorriso di circostanza: questo un altro chiaro segnale in grado di evidenziare la gravità della situazione. De Laurentiis non pronuncia mai la parola “retrocessione” ma tutto il suo intervento verte attorno a quel rischio. La dichiarazione circa il suo trasferimento a Bari non è una scelta romantica ma un messaggio politico e simbolico.

É un modo celato per esprimere tre concetti: “non sto scappando”, rivolto ai tifosi; “controllo la squadra da vicino”, per gli addetti ai lavori ed infine “il club viene prima di tutto” per gli investitori che oltre tante chiacchiere non sembrerebbero aver mostrato altro.

Longo a muso duro. Il primo squillo dell’era bis: “Chi è qui e non vuole battagliare dev’essere uomo e dirlo”

Un confronto realistico. Si potrebbe descrivere così la conferenza stampa di questo pomeriggio in casa Bari. Una semplice presentazione bis in apparenza, ma un personaggio inatteso in realtà. Al fianco di Moreno Longo c’era il Presidente Luigi De Laurentiis apparso con un’espressione di evidente preoccupazione e poca serenità. Ma non sarà mica che la Filmauro ha il timore della retrocessione? Questa apparente domanda rappresenta in realtà un interrogativo retorico. Si, la retrocessione sarebbe un incubo per tutti. Sia dal punto di vista di chi bada al rischio d’impresa sia da quello dei tifosi, inguaribili romantici: “Mi trasferirò a Bari – ha asserito LDL – Lavorerò da qui per supportare la squadra in vista delle diciotto partite che ci separano dalla fine del campionato così da dimostrare che la società ci tiene”.

De Laurentiis come durante l’esposizione della più intrepida delle trame cinematografiche racconta di trovarsi per la prima volta in una situazione così complessa con il suo Bari. Non ci vorrebbero gli ipermemori per riavvolgere le fila di due stagioni fa ove i biancorossi si trovarono ad un passo dalla Serie C. Il miracolo, in quella circostanza, fu compiuto dall’attuale DS Valerio Di Cesare, vero trascinatore di quell’annata o semplicemente uno dei pochi ad onorare la maglia sino in fondo: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e per questo ho dato una sterzata completa”. Narra, ancora, di un dialogo costante con il tecnico Longo, medesima personalità non confermata dall’area tecnica a luglio, con il quale si stanno vagliando innumerevoli profili di calciatori che non siano nè infortunati nè da recuperare a causa di uno scarso minutaggio collezionato sino ad ora: “Se volessimo, io ed il mister chiuderemmo subito cinque giocatori. Noi siamo però in una situazione in cui non possiamo aspettare che atleti recuperino condizione fisica. Ogni giorno che passa é fondamentale. Stiamo lavorando su 4-5 arrivi nuovi ma potranno essere di più. Cerchiamo il quid in più”.

Uno degli argomenti trattati con il Presidente ha riguardato anche Valerio Di Cesare e la sua promozione flash a Direttore Sportivo: Chi meglio di lui conosce dall’interno i problemi da risolvere?”. Senza mai dimenticarsi o mettere in discussione il rispetto che VDC ha dimostrato nei confronti della causa Bari si sarebbe apprezzata la verità qualora qualcuno avesse avuto il coraggio di dichiarare che il mercato è attenzionato anche dall’area tecnica del Napoli. Gli errori vanno ammessi e non bisogna nasconderli come polvere sotto il tappeto. Nessun accenno all’ex DS Magalini. Non sarà terminato nel modo migliore il rapporto di lavoro? Poca chiarezza circa la questione dei soci esteri, i quali parrebbero avere attualmente volontà differenti da dover intrecciare con le esigenze del Club pugliese: “Oggi per una situazione non chiara le trattative possono allentarsi. Ci sono volontà diverse che si devono intrecciare in un gioco preciso”.

L’ufficiale benvenuto al nuovo tecnico é affidato al Presidente LDL. Voce successivamente ad un competitivo e determinato Longo: ”Speravo di rivedervi in un’altra situazione e questo mi dispiace molto. So quanto è importante per questa città affrontare nel migliore dei modi un periodo come questo ed ognuno di noi deve avvertire il peso della situazione”. Amante della bella favella anche Longo si è raccontato in un lungo sfogo circa i suoi saluti a Bari la scorsa stagione. Dalla disfatta di Cosenza sino alla rottura dello spogliatoio: “La sconfitta di Cosenza non l’abbiamo digerita. Io, l’area tecnica e dirigenziale ed i tifosi. Eravamo tutti arrabbiati per la modalità. Abbiamo perso male in una partita importantissima”. Il tecnico biancorosso racconta anche di una discussione dai toni duri avvenuta tra lui e la squadra al termine della partita. Di lì in poi, evidentemente, lo spogliatoio si è rotto e non è stato più possibile fare inversione di rotta.

Il ritorno di Longo non è dettato dall’obbligo di presenza per i vincoli contrattuali, anzi, a suo dire sarebbe stata una scelta consapevole e ponderata sulla base delle garanzie fornite dal Presidente in uno dei confronti avvenuti tra le parti. Verba volant scripta manent, direbbero gli antichi. La speranza è che questi progetti trovino quanto prima un fondamento così da fornire alla squadra maggiore stabilità ed equilibrio tattico: “Noi dobbiamo diventare una squadra ma non vincolo nessuno a rimanere. Chi è uomo mi deve dire che non se la sente di abbracciare la causa. Così come non voglio gente che venga qui a caso. Caserta e Vivarini non sono due scemi”.

Le lusinghe circa le storie sportive dei predecessori hanno ceduto il passo al clima trovato a Bari al suo arrivo: “Qui ho trovato disponibilità – dichiara Longo – e quando si arriva in un posto si cerca di prendere informazioni. Al momento queste informazioni mi dicono che spesso questi ragazzi si sono allenati bene senza ottenere il risultato. Io credo che oggi sia il momento in cui le parole stanno a zero. Penso che tutti siate stufi di sentirle. Occorre concretezza che possa tramutare la situazione in punti. Se oggi dovessi barattare la bruttezza di fare punto con la bella prestazione sceglierei la prima opzione. Oggi questa squadra deve capire cosa vuol dire lavorare per ottenere punti”.

 

Salvare un Bari malato, la missione di Moreno Longo: segui la conferenza live e la presentazione bis – VIDEO

Sarà presentato oggi alle ore 15:00 il nuovo, o quasi, tecnico del Bari. Moreno Longo richiamato dopo la disfatta dell’ex Vivarini ha ripreso la guida dei biancorossi in un momento molto delicato della stagione. Se pur vero che la tempra dell’allenatore piemontese sembri calzare a pennello in una squadra che sino ad ora non ha mostrato alcun tipo di identità, quello che è stato richiesto a Longo è da considerarsi un miracolo o cosa? Il dato certo è che dal primo allenamento sino ad oggi c’è stata la supervisione del Presidente Luigi De Laurentiis. Il vertice della Filmauro parrebbe essere preoccupato per la situazione nella quale la sua squadra naviga.

Questa conferenza si presenta anche come pre-match di Cesena-Bari. Difatti, sabato alle ore 15:00 i biancorossi affronteranno i cavallucci dell’ex allenatore dei pugliesi Michele Mignani. Un’ardua sfida considerando che gli emiliani vorranno farsi rivalere rispetto al girone d’andata. In quella circostanza il Bari era riuscito a battere gli avversari con l’unica azione creata.

Bari, ufficiale il ritorno di Moreno Longo: nessuna clausola di rinnovo

E’ ufficiale. Moreno Longo sarà il terzo tecnico della stagione 2025/2026 del Bari. L’allenatore, già al timone dei biancorossi nella passata stagione sportiva, aveva concluso i suoi rapporti con il club pugliese lo scorso maggio dopo aver sfiorato l’obiettivo playoff. Nona posizione a quota 48 punti in quella circostanza. Longo è ora chiamato in causa per risollevare gli animi e le prestazioni di una squadra che milita nei bassifondi della classifica del campionato di Serie B. Non presente alcuna clausola di rinnovo ad oggi. Di seguito, la nota del club circa l’ufficialità:

“SSC Bari rende noto di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Moreno Longo, già alla guida dei biancorossi nella passata stagione; in fase di definizione le pratiche burocratiche del caso. Il suo staff sarà composto dall’allenatore in seconda Dario Migliaccio, da Paolo Nava in qualità di preparatore atletico e da Luca Ceccarelli come collaboratore tecnico; con loro Francesco Cosentino (pre. atletico), Nicola Fiorentino (coll. tecnico), Giuseppe Scalera (coll. tecnico), Filippo Giordano (match analyst) e Roberto Maurantonio (all. dei portieri).

Bentornato Mister !”

Foto: SSC Bari

Ribaltone al Bari, doppio addio: ai saluti Vivarini e Magalini. Il ds Di Cesare richiama Longo

Il Bari parrebbe aver deciso: via il Direttore Sportivo Giuseppe Magalini ed il tecnico Vincenzo Vivarini. La società biancorossa, secondo quanto riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, avrebbe vagliato per tutta la domenica l’opzione di un ribaltone totale. Ai saluti quindi non ci sarebbe solo l’allenatore ma anche il principale responsabile di un calciomercato privo di idee, il DS Magalini.

I biancorossi dopo la sconfitta rimediata nella giornata di ieri contro la Juve Stabia per 0-1 occupano la penultima posizione nel campionato di Serie B. Un disonore per la piazza ma una presa in giro anche nei confronti degli obiettivi stagionali prefissati dal presidente Luigi De Laurentiis.

Per riprendere il controllo della situazione è stata chiamata una vecchia conoscenza in casa Bari, Moreno Longo. Il tecnico arriverà in Puglia nella giornata di domani per poter conoscere la squadra e gestire il primo allenamento previsto nel pomeriggio.

 

 

Il Bari sprofonda, Leccese contro i De Laurentiis: “Retrocessione sarebbe umiliazione. Bisogna investire sul mercato”

“Se non si interviene rapidamente con risorse adeguate e una visione chiara per il futuro, non potremo trarre altra conclusione se non questa: a questa proprietà non interessa davvero il destino sportivo della squadra o il rispetto dei tifosi, e che l’unica prospettiva sarà quella di una umiliante retrocessione, con tutte le conseguenze, emotive ed economiche che ne deriverebbero per la nostra comunità. Questo è un esito che Bari, i suoi cittadini e i suoi tifosi non meritano, né sotto il profilo sportivo, né sotto quello del valore simbolico che la maglia biancorossa rappresenta per la città”.

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, usa parole pesanti e manda un messaggio alla famiglia De Laurentiis dopo la sconfitta rimediata ieri sera dal Bari al San Nicola contro la Juve Stabia. La squadra biancorossa si trova al penultimo posto della classifica di Serie B.

“La squadra di calcio di una città non è un bene privato come gli altri. È un patrimonio collettivo che rappresenta l’orgoglio, la passione e l’identità di una comunità intera – aggiunge -. Come sindaco di Bari non posso restare indifferente davanti a una situazione che sta umiliando la passione di un’intera città e mettendo a rischio un patrimonio sportivo e sociale che appartiene a tutti noi. Ci sono stati errori gestionali, i risultati sul campo e il clima di profonda insoddisfazione della tifoseria testimoniano una stagione drammatica sotto ogni punto di vista sportivo”.

“Bisogna provare a risalire la china investendo seriamente sul mercato di gennaio per rinforzare la squadra e dare nuova linfa a un progetto calcistico che oggi appare sfilacciato e senza direzione chiara. Si è perso già troppo tempo. Del resto le dichiarazioni dello stesso presidente del club hanno indicato chiaramente l’importanza di investimenti per ottenere risultati e riaccendere passioni. Ma dalle parole bisogna passare ai fatti”, ha concluso.

Serie B. Bari-Juve Stabia 0-1: buio senza fine per i biancorossi ennesimo ko al San Nicola

Termina con una sconfitta la ventesima giornata di campionato. Al San Nicola la Juve Stabia di Ignazio Abate, espulso al 60′, fa bottino pieno. Una partita dal ritmo costante solo per gli ospiti e priva di battiti da parte dei biancorossi. Il Bari espone idee confuse e poco concrete dimostrandosi ancora una volta la squadra meno temibile del campionato. A segno dal dischetto Candellone al 37′.

Soporifero. Questo è  l’aggettivo che incarna nel miglior modo l’approccio del Bari in un primo tempo sterile e privo di fondatezza. Se da un lato Vivarini aveva presentato la partita parlando di una squadra determinata ed oramai matura dall’altro ci ha pensato il campo a fornire le opportune risposte: nessun cambiamento all’orizzonte. Il Bari rimane inerme ad osservare la Juve Stabia sviluppare il suo gioco con ordine e pressing costante. La squadra di Ignazio Abate semina per più della metà del primo tempo e poi raccoglie. Difatti, gli ospiti erano in procinto di portarsi in vantaggio già dal 16′ con una papera di Cerofolini. Il portiere biancorosso su tiro dalla distanza non blocca il pallone lasciando che quest’ultimo scorra tra i piedi di Piscopo che per poco non segna. Al 36′ la svolta. Il direttore di gara concede il calcio di rigore alle vespe in seguito ad un fallo di braccio nell’area piccola commesso da Braunoder su deviazione. Rete segnata da Candellone in una partita che nel primo tempo appare ad unico senso.

Ripresa coerente e costante. Il Bari si presenta più propositivo rispetto ai precedenti quarantacinque minuti ma la confusione è lampante. Vivarini propone dei cambi: Rao su Nikolaou, Bellomo e Pagano su Antonucci e Maggiore, Meroni su Pucino. Anche in questo caso l’epilogo non è differente. La Juve Stabia continua imperterrita a sviluppare il suo gioco mentre Candellone da prova a Gytkjaer di cosa voglia dire interpretare il ruolo di attaccante. Il calciatore danese è pargonabile ad una presenza evanescente nel campo.

Foto: SSC Bari

Vivarini alla vigilia di Bari-Juve Stabia: “Il direttore non sta dormendo la notte. Il mercato offre poco”

Che girone di ritorno sia. Domani alle ore 19:30 il Bari scenderà in campo allo Stadio San Nicola per la ventesima giornata di campionato. Avversaria la Juve Stabia di mister Abate, una squadra giovane e competitiva pronta a disputare la migliore prestazione per ritornare in Campania con il bottino pieno.

All’ora di pranzo l’abituale conferenza stampa pre partita di mister Vincenzo Vivarini: “È un periodo importante per tanti aspetti dove ci vuole risultato. Occorre vincere per continuare la crescita che stiamo avendo. I ragazzi lavorano bene ed ora hanno trovato il giusto equilibrio”.

Per il tecnico oltre alla componente del lavoro e dell’impegno, la fortuna riveste un ruolo chiave e determinante per svoltare la situazione del Bari. Per Vivarini, inoltre, la società sta offrendo il suo massimo supporto per andare a rafforzare il roster biancorosso: “La società sta facendo di tutto per levar via la preoccupazione. Il mercato sta offrendo veramente poco ed il direttore non sta dormendo la notte per monitorare i giocatori in uscita. Da parte del presidente massima libertà”. 

Molto ragazzi non riuscivano ad esprimersi, sostiene Vivarini, ma con la costanza e l’impegno il fattore crescita individuale e collettiva per il tecnico c’è: “Ora vedo molta più chiarezza su quello che loro devono fare in campo. Nelle prime partite si scappava sempre indietro, a Carrara no. I ragazzi adesso sbagliano poco anche in allenamento e la scelta inizia ad essere per me difficile”.

Un glow up, quello di cui parla Vivarini, che si potrà riscontrare solo sul manto verde. Campo parla, si potrebbe dire: “Con una vittoria cambia tutto. Ci vuole quella svolta completa che mi aspetto domani così da poter cambiare marcia”.

Tra chi ha dimostrato personalità anche il barese Colangiuli e Kassama: “Rao, Kassama sono ragazzi che hanno energia, forza ed esuberanza fisica. Manè riesce a fare tanti chilometri sulla profondità ma deve affinare la tecnica. Io ho sempre creduto nei giovani”.

Assente a causa di un infortunio Gaetano Castrovilli: “Noi questa settimana abbiamo concentrato l’attenzione sulla fase di sviluppo, la ricerca di profondità. Lì ci aspettiamo qualcosa in più. Noi guardiamo le caratteristiche individuali dei ragazzi che abbiamo. Se mettiamo dei giocatori che hanno le stesse qualità non riusciamo a fare le cose in maniera corretta. Cambieremo qualcosa ma sempre nell’ottima di guadagnare campo”.

Le idee sembrerebbero essere chiare, i fatti son da riscontrare. Vivarini racconta di una squadra positiva ed unita. Sul ritorno di Dorval: “Viene dall’esperienza in Nazionale ed ha avuto modo di allenarsi solo un giorno con noi”. Entusiasmo, voglia di rivalsa e caparbietà sono gli aspetti su cui il tecnico biancorosso ha fatto principale leva durante la conferenza, eppure..: “Lo so che le chiacchiere vanno via con il vento ma a noi serve la vittoria proprio per dimostrare che la squadra è viva”.

Circa i nuovi arrivi parole di appoggio e totale fiducia. Cistana, Stabile e De Pieri: “Nessuno dei giocatori a Bari ha chiesto di andare via. Stabile e De Pieri sono due giocatori giovani, validi e promettenti. Abbiamo scelto caratteristiche differenti dai giocatori che già abbiamo”.

Tanti aspetti negativi trovati all’arrivo del tecnico dopo l’esperienza del suo predecessore Caserta, una situazione che secondo Vivarini ha faticato a gestire: “Io lo so che le mie parole possono risultare senza fondamento perché non ho vinto. Quando dico che la mia è una squadra viva è perché ci stiamo credendo. Noi dobbiamo essere bravi a reagire. Il mercato sta offrendo veramente poco”.

118 anni di storia, una festa senza dimenticare il presente: “Oggi come ieri la Bari siamo noi”

Giovedì 15 gennaio Bari ha celebrato il compleanno della sua squadra. 118 anni di storia omaggiati con una giornata ricca di appuntamenti culturali, sportivi e solidali ospitati negli spazi dell’Ex Tesoreria Comunale, in via Roberto da Bari. Via in cui tutto iniziò.

La manifestazione organizzata da CasaBari in collaborazione con diverse realtà del territorio si è svolta dalle 10 alle 21 culminando con il simbolico taglio della torta “La Bari siamo noi”  e Brindisi sotto la storica targa.

Il programma ha preso il via alle 16.30 con la presentazione del calendario 2026 CasaBari, alla presenza del vicedirettore sportivo della SSC Bari Valerio Di Cesare che ha incontrato il pubblico per firma copie e dialogo con i tifosi.

Alle 17 spazio alla solidarietà con la presentazione dell’accordo tra UNICEF e CasaBari: presente la presidente UNICEF Bari, Emanuela Lassandro, per illustrare i contenuti dell’iniziativa. Alle 17.30 riflettori puntati sul futuro con la presentazione del progetto ASD Bari 93, alla presenza di Alfonso Cacciapuoti, Max Tangorra e Michele Andrisani.

Dalle 18.30 in poi la presentazione del libro “Il sole del Bari”, con l’autore Gianpiero Spinelli e moderatore Massimo Longo e successivamente la scoperta del fumetto “La favola dei Galletti Biancorossi”, firmato da Vito Ladisa su idea CasaBari e edito da Gelso Rosso, con la moderazione di Michele Salomone. Accesso libero per l’esposizione delle opere di Vito Ladisa, la mostra delle maglie storiche del Bari e dei suoi trofei.

CasaBari ha organizzato una festa che va oltre il calcio, capace di raccontare Bari attraverso la sua squadra, la sua gente e il suo cuore. Perché, oggi come ieri, “la Bari siamo noi”.

Bari, 118 anni di passione biancorossa: una storia di calcio, popolo, cadute e rinascite infinite

Il calcio a Bari non è solo calcio. È vita. La Bari compie 118 anni di storia e lo fa avendo alle spalle peso e orgoglio di un vissuto che va ben oltre il manto verde. Dal 1908 a oggi, il calcio nel capoluogo pugliese è stato identità, appartenenza, sofferenza (molta) e riscatto. Una fede popolare che ha resistito a fallimenti, rinascite, promozioni esaltanti e cadute dolorose, senza mai spegnersi. Nonostante tutto i tifosi son stati sempre al fianco della Vecchia Stella del Sud. Tra contestazioni e condivisioni di attimi di gioie gli anni son trascorsi con la speranza che presto la squadra sarebbe potuta ritornare nel campionato di massima serie. Lì, dove tutti l’attendono. Lì, dove è giusto che stia una piazza storica e passionale.

La storia inizia nel lontano 15 gennaio 1908 con la fondazione del Foot-Ball Club Bari caratterizzata, oltre che dall’apporto di sportivi locali, dalla partecipazione di alcuni forestieri: Floriano Ludwig, Gustavo Kuhn, Giovanni Tiberini. Tutto avvenne in un retrobottega sito in Via Roberto da Bari 4. Da subito il pallone diventa linguaggio comune, elemento di aggregazione. Negli anni Venti e Trenta il club prende forma, si struttura e trova una sua dimensione nazionale, fino a diventare una presenza stabile nel panorama calcistico italiano.

Il vero salto di qualità arriva nel dopoguerra. Il Bari diventa una realtà riconosciuta, capace di alternare Serie A e Serie B. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono quelli della crescita e della dignità sportiva, mentre gli anni Ottanta segnano una nuova centralità del club, con il ritorno nella massima serie e un entusiasmo cittadino sempre più travolgente. Indimenticabili gli anni Novanta. Questo, il periodo più iconico per un’intera generazione di tifosi. Il San Nicola, inaugurato nel 1990 per i Mondiali, diventa la nuova casa di un Bari capace di entusiasmare l’Italia calcistica. È il Bari che gioca, lotta e spesso sorprende. Emozioni oramai sconosciute.

Arrivano le difficoltà. Crisi societarie, retrocessioni, fino al fallimento del 2018: uno dei momenti più bui della piazza dopo il calcioscommesse. Ma i baresi sanno rialzarsi. La rinascita parte dai campi della Serie D passa per la ricostruzione societaria e culmina con il ritorno nel calcio che conta. Un percorso che ha dimostrato, ancora una volta, come il legame tra squadra e città sia più forte di qualsiasi categoria.

Oggi la Bari è una società che fatica a guardare avanti. Troppe sono stati gli scivoloni della società biancorossa negli ultimi tre anni. Non ultimo l’attuale timore di una retrocessione che pesa come un macigno. I 118 anni non devono essere solo un numero, ma la misura di una fedeltà rara, di una passione che si tramanda di padre in figlio, di una curva che non ha mai smesso di cantare. In un calcio sempre più veloce e globalizzato, il Bari resta una certezza emotiva.