Taranto, fa togliere la sciarpa del Bari a studenti in gita: daspo di 2 anni per tifoso arrivato dal Medioevo

Una scena tipica del Medioevo. Un tifoso tarantino di 44 anni, nei vicoli della città vecchia, si scaglia e minaccia alcuni studenti baresi in gita e il loro professore perché indossano le sciarpe biancorosse. Costringe loro a togliersele, dopo averne presa una dalle mani di uno studente e lanciata per terra. Il motivo? Non è “rispettoso” per la città di Taranto circolare con le sciarpe del Bari.

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Taranto, class action contro l’Ilva di 10 cittadini e bimbo con malattia rara: decisione Corte Ue il 25 giugno

La Corte di Giustizia europea ha fissato per il 25 giugno (ore 9.30) l’udienza pubblica per la pronuncia della sentenza in merito all’azione inibitoria collettiva contro l’ex Ilva promossa da 10 cittadini aderenti all’associazione Genitori Tarantini e da un bambino di 11 anni affetto da una rara mutazione genetica. Successivamente sono state raccolte le firme di oltre 130 cittadini anche per una class action risarcitoria.

Era stato il Tribunale delle imprese di Milano, nel settembre 2022, a sospendere la causa sull’inibitoria trasmettendo gli atti alla Corte del Lussemburgo per porre sostanzialmente tre quesiti concernenti l’interpretazione della normativa europea in materia di emissioni inquinanti di impianti industriali in relazione alle norme italiane. I ricorrenti chiedono innanzitutto la “cessazione delle attività dell’area a caldo” dell’ex Ilva, la “chiusura delle cokerie, l’interruzione dell’attività dell’area a caldo fino all’attuazione delle prescrizioni” dell’Aia e la “predisposizione di un piano industriale che preveda l’abbattimento delle emissioni di gas serra di almeno il 50%”.

L’azione inibitoria è stata presentata dall’associazione Genitori Tarantini tramite gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, la Regione Puglia si è costituita in giudizio ad adiuvandum. L’avvocato generale della Corte Ue Juliane Kokott nell’udienza del 14 dicembre scorso ha sostenuto che “in base alle direttive Ue, un impianto industriale non può essere autorizzato se causa eccessivi danni alla salute e solo in circostanze particolari è possibile un differimento delle misure per la riduzione dell’impatto ambientale”.

Orrore a Taranto, abusi sulla fidanzatina del figlio di 12 anni: arrestato farmacista 46enne

Un farmacista di 46 anni è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver abusato sessualmente della fidanzatina del figlio di soli 12 anni. I rapporto infatti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero avvenuti contro la volontà della ragazzina che ha trovato il coraggio di raccontare e denunciare il molestatore ad una maestra e alla Polizia.

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Impianto di pescicoltura scaricava in mare e nel suolo, 5 indagati a Taranto: “Alterato l’ecosistema marino”

Sono 5 le indagate a Taranto per aver immesso sia in mare sia direttamente nel suolo le acque di scarico di un importante impianto di pescicoltura: lo avrebbero fatto per risparmiare circa 360mila euro, ma avrebbero inquinato un’intera area sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici e demaniali e caratterizzata dalla presenza di numerosi impianti di allevamento di mitili e vongole.

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Fuorionda hot durante il consiglio comunale di Taranto: “Ho 71 anni non posso fare sesso durante la riunione”

“Siccome purtroppo c’è una situazione politica per cui ogni vicenda è oggetto di mistificazione, presumo che anche questa rientra in questa categoria. Ho 71 anni, due cose in una non le posso fare. Fosse così come dicono loro sarei anche pieno di gioia, pensando che posso fare ancora due cose nello stesso momento”. Queste sono le parole che Michele Patano, consigliere comunale di Taranto e del partito Italia Viva, ha utilizzato per rispondere alle polemiche delle ultime ore.

Ha 71 anni ed è lui il protagonista incriminato del fuorionda hot che si è consumato durante il Consiglio Comunale di Taranto del 7 maggio. Patano si è dimentica il microfono acceso e per diversi secondi in aula si sono sentiti gemiti riconducibili ad un momento intimo tra un uomo e una donna. Per una manciata di secondi, raccontano alcuni dei consiglieri collegati, si sono udite in maniera distinta voci che hanno creato non poco imbarazzo. Qualcuno ha provato a chiamare il consigliere protagonista del fuori onda ma ci ha pensato la segretaria della commissione a spegnere il microfono e a superare la situazione di impaccio e di disagio. E, a quanto si apprende, non sarebbe nuovo a simili prestazioni. In un’altra occasione, sempre durante una commissione consiliare da remoto, si lasciò sfuggire, secondo quanto riferito da altri consiglieri, perfino qualche frammento video. Alcuni colleghi ora lo invitano a dimettersi.

“È impossibile, perché quando facciamo le commissioni non c’è nessun tecnico e comunque il presidente non comanda l’apertura dei microfoni perché ci sono tutti i microfoni aperti e quindi non si capisce come mai è ricaduto su di me il problema – le parole riportate da Repubblica -. Poi si parla di gemiti, ma poteva essere una televisione aperta, poteva essere qualsiasi cosa. Anche oggi stavo cercando di registrare in commissione dei rumori che sono indecifrabili. Ma capisce bene che poi chi vuole fare di queste cose un’arma politica le usa come vuole. Tra l’altro non so se ero io: è vero che anch’io avevo la televisione accesa, ma in quel frangente io discutevo con il presidente della commissione parlando di un’organizzazione che stiamo facendo, e alle 11.36 ho fatto uno screen e l’ho inviato al presidente: insomma ero attivo in commissione. Ma c’è una situazione politica per cui anche il gossip va bene. Cioè – dice del fatto – non si può in commissione, è una cosa fuori dal mondo. Non si può su una cosa imprecisata montare il caso, chi lo dice che era quello che loro pensano? Ci sono dei lavori qui, mi dirà che il martello pneumatico ha certo un altro rumore, ma poi si mescola insieme ad altri rumori e quando arriva all’orecchio arriva anche in maniera distorta. Non ci sono registrazioni né niente: è solo la convinzione – chiude – di chi ha portato alla ribalta questo caso, una mente malata che ha pensato che fossero di altra natura”.