Da Armani a Calvin Klein e K-Way, scoperta filiera del falso a Barletta: 8 indagati e 100mila capi sequestrati

Piccole aziende in cui venivano lavorati capi di abbigliamento marchiati da noti brand della moda. Laboratori in cui a cucire, stirare, tagliare maglie e giacche erano lavoratori o irregolarmente impiegati o costretti in luoghi dalle condizioni igieniche precarie.

È quanto scoperto dai finanzieri del Comando provinciale di Barletta che hanno sequestrato 100mila capi su cui erano riportati marchi contraffatti di brand famosi nel mondo della moda come Emporio Armani, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e K-Way.

Otto le persone iscritte nel registro degli indagati con le accuse di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale e ricettazione.

Il provvedimento di sequestro ha riguardato anche le tre sedi di produzione e i macchinari usati per la lavorazione degli abiti. Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato la presenza di “lavoratori irregolari o sconosciuti al fisco, alcuni dei quali impiegati in condizioni igieniche precarie o in luoghi privi di qualsiasi attenzione alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, si legge in una nota.

Utili alle indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono stati gli appostamenti, la consultazione delle banche dati della guardia di finanza e i controlli eseguiti in alcuni negozi di Barletta in cui erano in vendita i capi di abbigliamento contraffatti. I finanzieri hanno anche ricostruito “la filiera del falso” individuando “i principali punti di stoccaggio e gli stabilimenti dove venivano realizzati e confezionati i capi di abbigliamento finiti, destinati alla vendita”. La merce sequestrata è stata donata alla Caritas della città.

Bari, sequestrati 30mila capi d’abbigliamento contraffatti: il carico dalla Turchia. Blitz della Finanza al Porto

La Guardia di finanza di Bari e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari hanno sequestrato circa 30mila pezzi di prodotti d’abbigliamento con marchi contraffatti trovati in un container proveniente dalla Turchia.

I prodotti avevano i loghi di Adidas, Ami Paris, Armani, Balenciaga, Burberry, Calvin Klein, Casablanca, Champion, Chanel, Dior, Disney, Dolce e Gabbana, Fendi, Fred Perry, Gant, Gucci, Guess, Hugo Boss, Karl Lagerfeld, King Brus, Lacoste, Louis Vuitton, Nike, Oz Bebe, Parajumpers, Prada, Puma, Ralph Lauren, Stone Island, Tommy Hilfiger, Versace, Victoria’s Secret, Zara.

La merce è stata sottoposta a perizia dai tecnici delle aziende titolari dei marchi che hanno confermato la contraffazione dei prodotti e dei segni distintivi, tutelati dai diritti di proprietà intellettuale. Le operazioni hanno portato al sequestro dell’intero quantitativo di merce, con la contestazione del reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni mendaci.

Altamura, svaligiato negozio di abbigliamento: il video del colpo diventa virale. Paolicelli (PD) scrive al Prefetto

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Dopo l’ennesimo furto ai danni di una nota attività commerciale di abbigliamento, avvenuto la scorsa notte, il presidente della Commissione regionale Sviluppo Economico, Francesco Paolicelli (PD), ha inviato una nota al prefetto di Bari, dott. Francesco Russo, per chiedere l’immediata convocazione del Tavolo di ordine e sicurezza pubblica con all’ordine del giorno l’emergenza fenomeni delinquenziali e furti nel territorio di Altamura.

“Ritengo che questa serie di episodi inizi ad assumere i tratti di una vera e propria emergenza, che per essere arrestata ha bisogno dell’intervento congiunto di tutte le istituzioni locali – dichiara Paolicelli. – Ad Altamura, si allunga la lista degli imprenditori costretti a subire ingenti danni economici e in alcuni casi anche violenze da veri e propri commandi armati che agiscono impuniti”.

“Al signor Prefetto – prosegue Paolicelli – chiederemo di analizzare la situazione, coinvolgendo anche le forze di polizia del territorio, e al contempo, valutare, in tale sede, l’adozione di misure di sicurezza e di contrasto a questi fenomeni criminosi. Serve un’azione congiunta, decisa e risolutiva perché non possiamo lasciare che Altamura, che dovrebbe essere nota solo come una splendida città sulla Murgia, finisca nelle mani della criminalità”.

Dai debiti agli abiti mondiali. Il tormentone di Walter su Instagram: “Buongiorno vieni vieni”

Cantiere 26 è un piccolo negozio di abbigliamento ad Adelfia che grazie ai social però arriva in tutto il mondo. L’attività si occupa anche di spedizioni a Tokyo, Dubai, New York, Miami e Los Angeles grazie all’intuizione di Walter che, tramite il tormentone “Buongiorno vieni vieni”, è riuscito a spopolare su Instagram e TikTok.

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