Prime quote di AQP ai Comuni, parte la gestione in house. Emiliano: “Salva l’acqua pubblica in Puglia”

Con l’ingresso dei primi sei Comuni nella quota azionaria, parte la gestione in house per i prossimi 20 anni di Acquedotto pugliese. Un passaggio che in molti definiscono storico per il servizio idrico integrato, perché (come stabilito dal decreto legge 153 del 2024 e dalla legge regionale pugliese n.14 del 2024), la Regione trasferisce a titolo gratuito una quota del capitale sociale (fino a un massimo del 20% complessivo) agli enti locali, trasformando i Comuni da semplici utenti a ‘comproprietari’ del gestore idrico.

Il passaggio delle quote, assieme all’elezione dei sindaci di Puglia nel Comitato di Coordinamento e Controllo di AQP, avvenuta ieri, sono le condizioni necessarie affinché l’Autorità Idrica Pugliese-AIP possa perfezionare l’affidamento del servizio ad AQP mediante il modello dell’in house providing, evitando il ricorso a procedure di gara.

Il trasferimento delle azioni di AQP in favore dei Comuni di Bari, Mesagne, Cellamare, Minervino Murge, Crispiano e San Marco in Lamis è stato firmato oggi dal presidente uscente della Regione Puglia Michele Emiliano, dinanzi ad un notaio.

“Ho la soddisfazione di poter chiudere definitivamente il percorso di messa in sicurezza dell’Acquedotto Pugliese, che resterà interamente di natura pubblica – ha detto il presidente Emiliano -. Stiamo dando concreta attuazione alle finalità espresse dal referendum sull’acqua pubblica. Un risultato reso possibile anche grazie al contributo del Governo e del ministro Fitto, che nel corso del tempo ha riconosciuto la fondatezza della nostra posizione. Con questa operazione si consentirà ai sindaci pugliesi di poter dire ai propri cittadini di essere comproprietari non di un acquedotto qualunque, ma del più grande acquedotto d’Europa. Questo risultato mi riempie di soddisfazione e rappresenta un significativo regalo di fine mandato”.

“Oggi – ha dichiarato Gianluca Vurchio, presidente dell’Autorità Idrica Pugliese – non firmiamo solo un passaggio di azioni, ma sanciamo l’inizio di una nuova era per l’acqua pubblica in Puglia. Restituiamo ai Comuni e ai cittadini il potere decisionale su un bene primario, assicurando al contempo la continuità operativa di un’eccellenza come Acquedotto Pugliese”.

Manca l’acqua, in Puglia Aqp riduce pressione su rete idrica a partire dal 20 ottobre: “Contenere i consumi”

A partire da lunedì 20 ottobre Acquedotto Pugliese attuerà ulteriori riduzioni di pressione su tutta la rete per “allontanare il rischio di emergenza idrica che comporterebbe restrizioni più dure come le turnazioni nell’erogazione”.

Lo comunica in una nota l’ente, evidenziando che quella in atto è “l’acqua a disposizione del potabile è sempre meno” e che è necessario “contenere il più possibile i consumi, tutelandosi con l’autoclave”.

Con i livelli attuali di prelievo (irriguo e industriale oltre quello per usi civili) e con i regimi di precipitazioni e temperature registrati a oggi, prosegue Aqp, “l’acqua a disposizione per il potabile è sufficiente a coprire l’intero fabbisogno garantito, oltre 4,3 milioni di persone, fino a gennaio. Le nuove riduzioni di pressione, insieme al risparmio di ognuno, possono allontanare questa scadenza, nell’auspicio di un miglioramento della tendenza climatica”.

L’ente evidenzia anche che “l’Osservatorio permanente dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale ha portato il livello di severità idrica al massimo. Oggi la disponibilità delle sorgenti è inferiore del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio e da queste dipende quasi un terzo dell’acqua potabile distribuita da Aqp”.

“Ancora più critica – prosegue – è la situazione degli invasi, che garantiscono i restanti due terzi del fabbisogno idrico: le loro riserve sono crollate del 61%. E meno della metà di quest’acqua è effettivamente destinata all’uso potabile, il resto viene assorbito da usi irrigui e industriali”. Le nuove riduzioni programmate si sommano a quelle in atto da fine 2024.

Titoli falsi per il bando di Aeroporti di Puglia, chiuse le indagini: Fiorella a rischio processo per falso e truffa

La Procura di Bari ha chiuso le indagini su Carmela Fiorella, moglie del consigliere regionale Filippo Caracciolo, e sulla laurea falsa presentata in occasione del concorso (poi vinto) per il posto di dirigente delle risorse umane di Aeroporti di Puglia.

Sono contestate tre ipotesi di reato e di due truffa nei confronti di AdP e di Acquedotto Pugliese. Secondo l’accusa Fiorella avrebbe falsificato la laurea in Scienze delle amministrazioni, rilasciata dall’Università di Bari nel settembre 2012, trasformandola in una laurea in Economia necessaria per partecipare al concorso presso Aeroporti di Puglia.

È stata la stessa società aeroportuale, dopo che la Gazzetta del Mezzogiorno ha svelato la falsità del diploma di laurea, a presentare denuncia in Procura. Fiorella si era poi dimessa dall’incarico e, in una nota, aveva chiesto scusa assumendosi “pubblicamente tutte le responsabilità di quanto è accaduto”.

Truffa da mezzo milione, sentenze false per intascare i risarcimenti: a Bari indagato ex dipendente di AQP

Il 49enne Giuseppe Petruzzelli è indagato con l’accusa dei reati di peculato, falso e accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio nell’inchiesta aperta dalla Procura di Bari.

L’ex dipendente dell’ufficio legale dell’Acquedotto Pugliese, licenziato nel 2023, secondo l’accusa sarebbe riuscito a intascare illecitamente circa mezzo milione di euro in tre anni grazie alla falsificazione di decine di sentenze di risarcimento danni, facendo accreditare i soldi su alcuni conti correnti intestati a prestanome.

Le indagini mirano anche a risalire ad eventuali complici. L’inchiesta è nata proprio in seguito ad una denuncia di Acquedotto Pugliese. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il 20% ai Comuni e ingresso del Governo nel CdA: Aqp si trasforma dopo l’accordo tra Regione Puglia e Fitto

Il 20% della società di Acquedotto Pugliese passa ai Comuni e il Governo entra nel CdA. Questo è alla base dell’accordo politico tra la Regione Puglia e il ministro Raffaele Fitto. Acquedotto Pugliese continuerà a gestire il servizio idrico per altri 30 anni, scongiurando così l’ipotesi di una gara d’appalto nel 2025, ma si trasformerà. La proprietà resta nelle mani della Regione Puglia, ma si andrà verso una nazionalizzazione con il Governo che avrà un ruolo operativo in tutte le scelte. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Palazzo Chigi, due mesi fa, aveva impugnato la leggere regionale che avrebbe consentito l’affidamento diretto, ieri è stato presentato un emendamento governativo alla Finanziaria che consente l’affidamento del servizio idrico secondo il modello delle società in house, superando i profili di illegittimità costituzionale che inficiavano la stessa legge regionale. “A seguito dell’approvazione dell’emendamento governativo la Regione Puglia provvederà ad adeguare la legge regionale in materia, consentendo così di evitare il pronunciamento della Corte costituzionale per il venir meno di tutti i profili di incostituzionalità originariamente denunciati dal Governo con il proprio ricorso”, si legge in una nota del Ministero.