Amtab, le verità di D’Amore in aula: “Assunte 26 persone vicine ai clan il fratello di Savinuccio decideva tutto”

In passato Massimo Parisi, fratello del boss Savinuccio del quartiere Japigia di Bari, è stato presidente del Cral di Amtab, il circolo ricreativo aziendale dei lavoratori che «gestisce i fondi che vengono versati sia dall’azienda sia volontariamente dai singoli dipendenti, e nel corso del tempo ha svolto una funzione assistenziale di finanziamento ai dipendenti che ne avevano necessità».

Lo ha riferito l’amministratore unico della municipalizzata dei trasporti barese, Luca D’Amore, che ieri in Tribunale a Bari è stato ascoltato in un’udienza del processo nato dall’inchiesta Codice interno di Dda e squadra mobile di Bari, che ha svelato i presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria in città.

Nel processo sono imputate 15 persone, tra cui lo stesso Parisi, l’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso e il padre, l’oncologo Vito. Nell’ambito dell’inchiesta (che portò a 130 arresti) fu anche disposta l’amministrazione giudiziaria per l’Amtab e D’Amore, nominato amministratore giudiziario dal Tribunale, è successivamente diventato amministratore unico su nomina del sindaco Vito Leccese.

Il Cral, ha spiegato D’Amore, «elargiva fondi ai dipendenti che ne facevano richiesta, prelevati dal fondo comune» sulla base delle «esigenze più disparate», da quelle «odontoiatriche all’acquisto di auto, ma anche esigenze familiari legate alle utenze domestiche».

Il rilascio delle somme era «autorizzato dal presidente del Cral» e quindi, per un periodo, anche da Massimo Parisi. Che, ha spiegato D’Amore, aveva versato nel tempo «quote significative» come «contributo volontario».

«I rappresentanti temporanei del Cral, in assenza del presidente dopo l’arresto, hanno detto di aver aperto dei conti correnti per Parisi» e per gli altri imputati «Lovreglio e De Tullio», ha sottolineato ancora D’Amore. Conti nei quali depositare le quote che questi avevano versato nel Cral.

Massimo Parisi fu assunto nell’Amtab nel 2013, e fino al 2022 è stato autista (ma aveva chiesto «per motivi familiari e di sicurezza» di guidare solo su determinate linee, e non nei quartieri San Paolo e Carbonara) e ha poi ricoperto i ruoli di operatore di rimessaggio e controllore. Recentemente è stato licenziato.

«La maggior parte dei soggetti intervistati» nell’Amtab «hanno ammesso il ruolo di spessore che Parisi, e altri dipendenti coinvolti nell’inchiesta, avevano in termini di peso nei confronti degli altri dipendenti. Tutti sapevano il peso criminale del signor Massimo Parisi, hanno ammesso di conoscere il signor Parisi e hanno ammesso i collegamenti con clan Parisi», ha aggiunto D’Amore. «La stessa presidente Donvito ha dichiarato di sapere chi fosse Massimo Parisi in termini di” vicinanza “a consorterie criminali baresi, unitamente a Tommaso Lovreglio e Michele De Tullio».

Rispondendo alle domande dell’avvocato di Parisi, Gaetano Sassanelli, D’Amore ha detto di «non aver riscontrato direttamente ipotesi di minacce o comportamenti indicativi di indici di mafiosità» da parte di Parisi nei suoi anni da dipendenti Amtab. L’unico elemento riscontrato, ha aggiunto D’Amore, è «una contestazione disciplinare a cui è seguita una sanzione per aver avuto una discussione con un soggetto apicale, legata allo svolgimento delle mansioni. C’è stata una discussione, poi una contestazione disciplinare e infine la sanzione». Il dirigente, ha spiegato D’Amore, non ha subito ritorsioni di alcun tipo.

L’amministratore unico ha poi riferito che è emerso che nella municipalizzata dei trasporti erano vi erano 13 persone assunte direttamente dall’azienda, a tempo determinato o indeterminato, legati da vincoli di parentela o di vicinanza con esponenti del clan Parisi di Bari. Altre 13, sempre in qualche modo vicini al clan, sono state assunte a tempo determinato attraverso le società interinali, e tra questi ci sono anche due figli di Massimo Parisi.

La gestione delle assunzioni nell’azienda, per D’Amore, nel corso degli anni ha «consentito l’ingresso di risorse assolutamente inidonee allo scopo e inserite su metodo clientelare», causando all’Amtab «un danno progressivo difficilmente stimabile». Ci sono poi, ha aggiunto D’Amore, dei «danni derivanti dal fenomeno infiltrativo, come nel caso della vigilanza: prima dell’ingresso dell’amministrazione giudiziaria l’Amtab era terra di nessuno, si poteva entrare e uscire senza alcun tipo di controllo. Il personale che avrebbe dovuto controllare era della società che aveva ottenuto la vigilanza, che di fatto però non svolgeva le attività» per cui aveva ottenuto l’appalto. Per questo, nei confronti di questa società, si aprirà «un contenzioso» civile dato dalla «risoluzione in danno» del contratto.

Nel corso dell’udienza D’Amore ha parlato anche delle misure prese per «escludere i rischi di infiltrazione criminale in tutte le funzioni aziendali», che «non è solo nelle assunzioni, ma anche negli appalti, nella gestione aree di sosta, della gestione dei turni degli operatori d’esercizio. Questa situazione ha necessitato di un approccio a 360 gradi, costringendoci ad esborsi ulteriori per attività che prima l’Amtab non aveva mai fatto e che oggi è costretta a fare, perché oggi i soldi sono usati in maniera diversa».

L’esempio è quello della società che aveva in appalto la vigilanza: «Se uso soldi per pagare aziende che non fanno il loro lavoro, non posso usarli per fare la manutenzione». Tutte queste pratiche, per D’Amore, hanno causato un «danno reputazionale» di grande rilievo per l’azienda, «perché i fatti mediatici collegati all’inchiesta stanno determinando un problema di rating verso gli stakeholders» dell’Amtab, «in particolari quelli bancari». «I principali istituti di credito – ha detto D’Amore – manifestano criticità nella prosecuzione dei rapporti e l’azienda rischia di perdere affidamenti per circa 7 milioni di euro».

Amtab, consulenze da 250mila euro per 22 anni al commercialista Pierno. Caso archiviato: “Non c’è danno erariale”

La Procura Regionale della Corte dei Conti ha archiviato il procedimento a carico degli ex presidenti dell’Amtab Pierluigi Vulcano, Angela Donvito e Sabino Persichella, dell’ex dg Francesco Lucibello e dell’ex membro del CdA, Michele Fusaro.

Il danno erariale da 259mila euro nei confronti dell’Amtab, in seguito alle consulenze affidate per 22 anni al commercialista Ruggiero Pierno, non c’è stato. Solo nei confronti di Vulcano era ipotizzato un danno da 137mila euro.

L’inchiesta era nata in seguito ad alcune verifiche sugli incarichi affidati a Pierno. Per le motivazioni dell’archiviazione bisognerà attendere ancora qualche giorno.

Bari, festa di San Nicola 2025: il piano Amtab per giovedì 8 e venerdì 9 maggio

L’Amtab, d’accordo con l’amministrazione comunale, ha predisposto un piano di potenziamento del servizio di trasporto pubblico, delle aree di sosta e delle navette, in occasione delle celebrazioni per la Festa di San Nicola nei giorni 8 e 9 maggio.

Per le due giornate sono state predisposte:

  • variazioni di percorso delle linee: 1, 2, 2/, 4, 10, 12, 14, 22, 27, 42 e 50. Le variazioni saranno attive giovedì 8 maggio da inizio sino a fine servizio, venerdì 9 maggio dalle ore 16 fino a fine servizio;
  • posticipo delle ultime partenze alle ore 24 delle linee: 1, 2, 2/, 3, 4, 6, 7, 10, 11, 11/, 12/, 13, 19, 20, 21, 22, 27 e 53;
  • attivazione straordinaria e modalità di fruizione delle navette “A”, “B” e “C” con posticipo ultime partenze alle ore 02;
  • soppressione navetta “AB”;
  • attivazione straordinaria aree di sosta “Pane e Pomodoro” (corso Trieste – lato mare e lato terra), “Largo 2 Giugno” (viale Della Resistenza), “Vittorio Veneto” (lato mare e lato terra). Le aree di sosta saranno attive dalle ore 05:15 alle ore 01:00 e comunque sino al termine delle esigenze. A esaurimento della disponibilità dei posti auto nell’area di sosta “Vittorio Veneto-lato terra”, verranno attivate le aree di sosta via Verdi nei pressi delle Piscine Comunali. Le aree saranno fruibili osservando la consueta formula del “Park & Ride”: 1 euro più 30 centesimi per ogni passeggero trasportato del mezzo lasciato in sosta, diverso dal conducente.

Tutti i dettagli sono consultabili sul sito dell’Amtab a questo link.

Festa di San Nicola a Bari: le variazioni delle linee Amtab fino all’11 maggio

Al fine di evitare rallentamenti degli autobus su corso Vittorio Emanuele II durante e nei giorni che precedono la festa dedicata a San Nicola, l’Amtab, in accordo con l’amministrazione comunale, ha disposto una serie di variazioni di percorso, fino al prossimo 11 maggio, delle linee 2/ e 42 e delle navette “A”, “B”, “AB” e “C”, come di seguito riportato:

linea 2/

· in partenza dalle Piscine Comunali: i bus giunti in piazza Massari, svolteranno a destra per corso Vittorio Emanuele II, a sinistra per via Quintino Sella, a sinistra per via Piccinni, corso Cavour, lungomare di Crollalanza, con ripresa del percorso ordinario;

· in partenza da via Conenna (Sant’Anna): i bus giunti in corso Cavour, svolteranno a sinistra per via Piccinni, a destra per via Cairoli, piazza Massari con ripresa del percorso ordinario;

linea 42

· in partenza dall’area di sosta “Pane & Pomodoro”: i bus giunti sul lungomare di Crollalanza svolteranno a sinistra per corso Cavour, a destra per via Piccinni, a destra per via Cairoli, piazza Massari con ripresa del percorso ordinario;

· in partenza dalle Piscine comunali: i bus giunti in piazza Massari svolteranno a destra per corso Vittorio Emanuele II, a sinistra per via Quintino Sella, a sinistra per via Piccinni, corso Cavour, lungomare di Crollalanza, con ripresa del percorso ordinario;

navetta “A”

in partenza dall’area di sosta “FBN”: i bus giunti sul lungomare Imperatore Augusto svolteranno a sinistra per corso Cavour, a destra per via Piccinni, a destra per via Cairoli, piazza Massari con ripresa del percorso ordinario (non transiteranno su Corso Vittorio Emanuele II);

navetta “B”

in partenza da piazza Massari: i bus svolteranno a destra per corso Vittorio Emanuele II, a sinistra per via Quintino Sella, a sinistra per via Piccinni, corso Cavour, lungomare di Crollalanza, lungomare Nazario Sauro, lungomare Perotti, corso Trieste, via Ballestrero, corso Trieste (area di sosta Pane Pomodoro), lungomare Nazario Sauro, lungomare di Crollalanza, corso Cavour, via Piccinni, a destra per via Cairoli, piazza Massari – capolinea (non transiteranno su Corso Vittorio Emanuele II);

navetta “AB”

in partenza dall’area di sosta ”Vittorio Veneto-lato terra”: i bus giunti in piazza Massari svolteranno a destra per corso Vittorio Emanuele II, a sinistra per via Quintino Sella, a sinistra per via Piccinni, corso Cavour, lungomare di Crollalanza, lungomare Nazario Sauro, lungomare Perotti, corso Trieste, via Ballestrero, corso Trieste (area di sosta Pane Pomodoro), lungomare Nazario Sauro, lungomare di Crollalanza, corso Cavour, via Piccinni, a destra per via Cairoli, piazza Massari con ripresa del percorso ordinario (non transiteranno su Corso Vittorio Emanuele II);

navetta “C”

in partenza dall’area di sosta “largo 2 Giugno”: i bus giunti in via Cognetti continueranno sulla stessa, poi a sinistra per corso Cavour con ripresa del percorso ordinario (non raggiungeranno la fermata presso la Camera di Commercio).

Sarà istituita una fermata provvisoria su via Cognetti (lato Petruzzelli).

Saranno effettuate tutte le fermate presenti lungo le suddette variazioni di percorso.

Ulteriori informazioni potranno essere richieste agli Operatori del numero Verde 800 450444.

Amtab a pezzi, audizione dell’Amministratore Unico in Commissione. Forza Italia Bari: “Situazione allucinante”

“L’audizione odierna in Commissione Trasparenza dell’Amministratore Unico dell’Amtab, ci consegna uno spaccato aziendale devastante”. Inizia così la nota di Forza Italia Bari.

“Assenza di formazione professionale del personale da anni; assenza di figure professionali essenziali nella gestione di un’azienda di trasporto pubblico; assenza totale di dirigenti a supporto dell’Amministratore Unico; proroghe ventennali di contratti di consulenza su materie di stretta competenza degli uffici interni; affidamenti di appalti all’esterno per servizi che ben potevano essere effettuati in house; carenza di controlli puntuali dell’organismo interno di vigilanza, in proroga da troppo tempo e che chiediamo venga subito rinnovato nei suoi componenti (taluni legati a personaggi politici del passato)”, si legge nel comunicato.

“Insomma un’azienda pubblica che dovrebbe assicurare un servizio importante alla Città, quale il trasporto urbano, che pare essere stata abbandonata per decenni, stanti le molteplici omissioni organizzative oggi riscontrate dal neo Amministratore Unico – conclude il partito -. Sicché è da chiedersi: chi ha svolto funzioni apicali all’interno di Amtab negli ultimi anni, oltre a occupare una sedia, che altro ha fatto? E chi doveva controllare l’operato degli amministratori dell’Amtab, perché non lo ha fatto?”.

Bari, c’è la proroga: Amtab in amministrazione giudiziaria per altri 6 mesi. Il rebus dei dipendenti sospesi

Arriva la proroga di 6 mesi per l’amministrazione giudiziaria dell’Amtab dopo la richiesta della Dda di Bari. Il Tribunale di prevenzione manterrà dunque il controllo rafforzato, è prevista un’altra eventuale proroga di altri 6 mesi che porterebbe ad un totale di 2 anni.

Alla proroga non si è opposto l’amministrazione giudiziario Luca D’Amore. Resta però un rebus la posizione dei quattro dipendenti sospesi, coinvolti nell’inchiesta Codice Interno. Ovvero Dario Loporchio, Tommaso Lovreglio, Massimo Parisi (fratello del boss Savinuccio) e Michele De Tullio.

Tutti, ritenuti vicini al clan di Japigia, hanno infatti impugnato i provvedimenti davanti al Consiglio di disciplina. La decisione è attesa a fine dicembre, i dipendenti potrebbero essere licenziati o reintegrati, ma tutti restano imputati nel processo Codice Interno che si concluderà entro l’estate.

In più contro Lovreglio, Parisi e De Tullio l’Amtab si è anche costituita parte civile, preannunciando una richiesta di risarcimento danni di 2,3 milioni di euro. Oggi sarà discussa davanti al gup Ronzino. È infatti in programma l’udienza destinata alle discussioni delle parti civili. Oltre l’Amtab ci sono Regione Puglia, Comuni di Bari e Altamura, ministeri dell’Economia e dell’Interno, associazione Libera. A riportarlo è La Repubblica.

Bari, Amiu e Multiservizi non commissariate. Nella Polizia Locale vigilessa sospesa: stop pistola per 10 agenti – FOTO

Il Comune di Bari non sarà sciolto e le due aziende municipalizzate Amiu e Multiservizi non saranno commissariate, a differenza dell’Amtab, già sottoposta alla misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria. Sanzioni in arrivo per diversi agenti della Polizia Locale.

Ecco le nuove anticipazioni del decreto in attesa della notifica. Per Amiu e Multiservizi sono “previste misure di tutoraggio del Prefetto dirette ad assicurare uno stretto controllo delle loro attività” sulla base dell’articolo 94 bis del Codice antimafia.

Per l’Amiu il Prefetto di Bari “adotterà la misura della prevenzione collaborativa per la durata di 12 mesi”, si legge nel provvedimento. La società “dovrà adottare provvedimenti organizzativi di risanamento al fine di rimuovere e prevenire le anomalie riscontrate” e attraverso il GIA (Gruppo Interforze Antimafia), istituito presso la Prefettura, “saranno verificate le transizioni societarie in entrata e in uscita, i conferimenti di incarichi professionali e ogni atto di amministrazione o gestione di valore non inferiore a 5000 euro”. Inoltre la società dovrà “utilizzare un conto corrente dedicato che consentirà la tracciabilità degli atti di pagamento e riscossione”.

Per la Multiservizi è prevista invece una misura di controllo, sempre per la durata di un anno, meno invasiva visto che il Comune ha già adottato procedure di bonifico. Infine sono state rese note anche le sanzioni alla Polizia municipale: sospesa una vigilessa per 3 mesi dal servizio, altri 10 non potranno più portare la pistola.

“Baguttelle” e incarichi d’oro: Pinuccio l’idraulico in pensione vs Pierno il super consulente Amtab

Torniamo ad occuparci del nuovo polverone che rischia di travolgere l’Amtab. La Corte dei Conti ha deciso di indagare e vederci chiaro sul contratto del superconsulente Ruggiero Pierno, scelto dal 2003 e sempre confermato nel corso dei 22 anni. Ne abbiamo parlato con un ospite davvero speciale. 

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Bufera Amtab, la Corte dei Conti indaga sul contratto del superconsulente Pierno: nei guai 5 ex amministratori

Nuova bufera sull’Amtab. La Corte dei Conti ha deciso di indagare e vederci chiaro sul contratto del superconsulente Ruggiero Pierno, scelto dal 2003 e sempre confermato nel corso dei 22 anni.

Il procuratore regionale Carmela De Gennaro, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, ha notificato un invito a dedurre (chiusura delle indagini) a cinque persone, a quattro ex amministratori (gli ex presidenti Pierluigi Vulcano, Sabino Persichella e Angela Donvito con il consigliere Michele Fusaro) e all’ex direttore generale dell’Amtab (Francesco Lucibello). Viene contestato un danno erariale di 259mila euro.

Il fascicolo della Procura contabile è stato aperto in seguito ad un articolo pubblicato dal Quotidiano di Puglia che risale a marzo 2024. Nel contratto di consulenza stipulato con Pierno c’è di tutto: assistenza al consiglio di amministrazione, alla contabilità generale, alla redazione di relazioni previsionali, al budget, ai bilanci, alle dichiarazioni fiscali, alle operazioni straordinarie, ai piani industriali.

Acquisendo i documenti però sono state scoperte alcune irregolarità, come ad esempio i sette incarichi ricevuti da Pierno nel corso degli anni senza soluzione di continuità. Nel mirino ci sono proprio gli ultimi 5 anni dell’azienda. Luca D’Amore, amministratore unico dell’Amtab e amministratore giudiziario nominato dal Tribunale dopo l’inchiesta Codice Interno che ha travolto anche l’azienda di trasporto pubblico locale barese, ha scritto alla Corte dei conti annunciando che da febbraio il pagamento dei compensi a Pierno, circa 4.500 euro lordi al mese, è stato sospeso.

“L’incarico non solo è stato conferito in modo illegittimo, ma anche successivamente prorogato in modo altrettanto illegittimo”, la tesi della Corte dei Conti. Anche e soprattutto perché una consulenza fiscale, secondo anche quello che il regolamento interno dell’Amtab, è legata alla mancanza di figure professionali adeguate tra i dipendenti interni. Nell’Amtab però c’è un dirigente per contratti e appalti, un altro per l’area amministrativa con tanto di funzionari e operatore di ufficio al suo fianco. I cinque potranno chiedere alla Corte dei conti di essere sentiti o in alternativa potranno presentare memorie difensive per dimostrare la legittimità delle loro decisioni.