Case popolari, riparati i bagni da incubo. L’ex dipendente Arca: “Venuti due giorni dopo il video”

Vi ricordate della casa popolare di via Volpe, situata nella palazzina al civico 1 B, e la storia del 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello?

Ebbene sì, pochi giorni dopo la pubblicazione del primo servizio, nella palazzina sono arrivati gli operai che hanno sistemato il bagno da incubo nell’abitazione della signora situata al piano superiore in cui era generata la perdita.

C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni, era costretto a salire sulla scala, a prendere i secchi pieni d’acqua, a svuotarli e sistemarli dove c’er la perdita d’acqua per aiutare l’altro Michele. A rendere più surreale questa vicenda è che l’ex aiutante è anche un ex dipendente Arca. Nella stessa palazzina però bisogna fare i conti anche con il guasto dell’ascensore tra bimbi piccoli, anziani e disabili.

Bari, allarme all’Università: “C’è un uomo che insegue le studentesse in bagno e tenta di molestarle”

Paura e preoccupazione all’Università di Bari per la presenza di un uomo che ha importunato alcune studentesse al terzo piano dell’Ateneo, dall’entrata di via Crisanzio.

L’allarme è stato lanciato sui social e sono diverse le segnalazioni. In particolare quella dell’associazione studentesca UniVerso Studenti. Nella denuncia si parla di un “un uomo che ferma le ragazze, tenta di parlarci, le segue nei bagni e prova a toccarle”.

La descrizione fornita è quella di un uomo di bassa statura, con capelli brizzolati o bianchi e denti sporgenti. Il personale addetto alla vigilanza sarebbe già stato informato della situazione.

“In attesa di verifiche più approfondite, si suggerisce di muoversi in coppia o in gruppo all’interno della sede, soprattutto nelle zone meno frequentate”, conclude l’associazione.

Infissi rotti, bagni sporchissimi e invasi da mozziconi di sigarette: sciopero degli studenti del De Lilla a Bari

Sciopero questa mattina da parte degli studenti della sede dell’istituto socio-sanitario Santarella-De Lilla situata in via Celso Ulpiani a causa delle condizioni del plesso scolastico.

“Dobbiamo convivere tra blatte, muri cadenti e sporcizia ovunque. La scuola è pericolante”, lamentano gli studenti. Immagini e video arrivati in redazione denunciano una precaria e sconcertante condizione igienico-sanitaria soprattutto dei bagni, sporchissimi e pieni di mozziconi di sigarette.

Ma non solo. “Anche gli infissi sono rotti e le tapparelle non funzionano”, aggiunge qualcuno. “In una scuola dove studiano igiene e cultura si possono avere dei bagni in questa situazione? Le ragazze non possono neanche andare a fare la pipì a rischio di infezioni”, conclude.

“Viva Turetta”, scritte choc nei bagni del liceo a Barletta. Studenti in protesta: “Tragico e abominevole”

“Quella scritta per me è stata un pugno nello stomaco, una grandissima vergogna leggerla. Non come studente, né come uomo ma come essere umano mi sono sentito colpito e mi fa male solo immaginare cosa abbiano provato le mie compagne di scuola. È davvero vergognoso quanto accaduto”.

Francesco è uno dei rappresenti d’istituto del liceo classico, musicale e di scienze sociali ‘Casardi’ di Barletta dove nei bagni delle studentesse chissà chi, nei giorni scorsi, ha scritto parole volgari e offensive nei confronti delle donne e ha inneggiato a Filippo Turetta, reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata, Giulia Cecchettin.

Questa mattina davanti alla scuola, il corpo studentesco ha deciso di organizzare un sit in per condannare quanto successo e urlare il no alla violenza di genere. “È tragico, inaccettabile e abominevole: quelle offese e quel ‘W Turetta’ sono inqualificabili”, aggiunge una studentessa che tra le mani stringe un cartello in cui si ricorda che “il rispetto incomincia tra i banchi di scuola”.

“Sono indignato – dice con voce ferma uno studente di 17 anni – Siamo in una scuola che dovrebbe mettere educazione e rispetto al primo posto. La nostra voce si deve fare sentire però le Istituzioni devono supportarci”.

“Condanno fermamente quanto accaduto nei bagni dell’istituto: deturpare le porte dei bagni con questi contenuti è un atto vile che offende la dignità della nostra comunità”, sostiene Serafina Ardito dirigente scolastico del liceo convinta che “l’autore di questo gesto potrebbe essere una anche persona esterna alla scuola perché le scritte sono comparse dopo l’apertura al pubblico per la notte dei licei”. “Ho intenzione di promuovere incontri di sensibilizzazione contro violenza di genere”, annuncia Ardito. “Mi sento in dovere di dissociare la comunità scolastica da questo episodio orribile e mi auguro che non si ripeta mai più”, conclude Valeria l’altra rappresentante di istituto.

Ragazzina abusata nei bagni della stazione dall’amico del fidanzatino: arrestato 15enne in Salento

Un quindicenne è stato arrestato con l’accusa di aver abusato di una coetanea nei bagni della stazione ferroviaria di Maglie, in provincia di Lecce, mentre il ragazzino con il quale l’adolescente aveva una relazione e che le aveva dato appuntamento aspettava in un locale adiacente.

L’episodio risale al 28 luglio scorso ma si è saputo solo ora. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 15enne per l’accusa di violenza sessuale aggravata in concorso. Il ragazzino è stato messo in una comunità educativa penale minorile mentre sono in corso ulteriori accertamenti sul fidanzatino.

L’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip del tribunale per i minori di Lecce su richiesta del procuratore per i minorenni Simona Filoni, e del sostituto procuratore Paola Guglielmi. Le indagini sono partite in seguito alla denuncia sporta dalla madre della vittima. La donna, allarmata dal fatto che la figlia non rispondeva al telefono, era andata a cercarla per riprenderla.

E alla stazione l’avrebbe trovata nel bagno mentre veniva abusata. La 15enne – secondo quanto ricostruito – aveva appuntamento in stazione con il ragazzino con il quale aveva una relazione: questi non avrebbe partecipato agli abusi ma sarebbe rimasto in un locale adiacente, come avrebbe dichiarato agli inquirenti.

Soccorsa dalla madre, la ragazzina è stata poi portata in ospedale dove i sanitari hanno rilevato l’esistenza di lesioni compatibili con gli abusi e ulteriori prove della violenza subita. Fondamentale è stata anche l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati, dai quali è emerso come gli indagati avessero chiesto alla vittima e alla madre più volte di non sporgere denuncia.