Femminicidio ad Andria, Vincenza Angrisano uccisa dal marito davanti ai figli: chiesto l’ergastolo per Luigi Leonetti

La Procura di Trani ha chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per Luigi Leonetti, l’uomo di 53 anni reo confesso dell’omicidio della moglie, la 42enne Vincenza Agrisano, uccisa il 28 novembre di due anni fa mentre si trovava sull’uscio della porta del bagno dell’abitazione a tre chilometri dal centro abitato di Andria.

In casa c’erano anche i due figli della coppia che all’epoca avevano 6 e 11 anni. La richiesta è stata formulata nell’ambito del processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Trani. L’uomo è accusato di omicidio volontario con l’aggravante di aver compiuto il fatto ai danni del coniuge.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, l’uomo avrebbe sferrato tre fendenti alla vittima: quello mortale l’ha raggiunta al petto. La donna, che si occupava della vendita di prodotti per la casa, da quanto emerso dall’autopsia sarebbe morta in poco tempo tanto che al suo arrivo, il personale del 118 chiamato dal marito, ne constatò solo il decesso. La prossima udienza è prevista per l’11 luglio.

Femminicidio nel Salento, spara in testa alla moglie: l’82enne Quarta resta in carcere. Non ha un posto dove andare

Resta in carcere Luigi Quarta l’82enne che domenica scorsa a Lecce ha ucciso nel sonno la moglie malata Amalia Quarta di un anno di più anziana con un colpo di pistola alla testa.

Il gip Stefano Sala al termine dell’interrogatorio di convalida ha confermato la custodia cautelare in carcere, ma solo perché l’uomo non ha parenti e una abitazione in cui vivere.

La casa in cui è avvenuto il delitto, infatti, è ancora sotto sequestro e non c’è un luogo idoneo in cui disporre i domiciliari che erano stati chiesti anche dal pm in virtù dell’età. In queste ore si sta cercando la disponibilità di un istituto che possa accoglierlo.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia alla presenza del proprio legale Augusto Pastorelli, l’anziano ha confermato quanto raccontato già ai carabinieri.

Lamentando come fosse diventato insostenibile per lui accudire la moglie e convincerla ogni giorno a seguire la terapia per il diabete a cui lui era l’unico a provvedere. Una malattia che aveva cambiato anche il carattere della donna rendendola “aggressiva e suscettibile”.

Da qui i continui litigi. L’82enne avrebbe anche riferito di essersi rivolto in passato ai servizi sociali per chiedere aiuto, e di essersi recato in Questura ma le sue lamentele a suo dire non sarebbero state ascoltate.

Femminicidio nel Salento, spara alla testa della moglie e la uccide. La confessione: “Non voleva prendere i farmaci”

Ha confessato. Ha ammesso subito di aver sparato alla moglie mentre dormiva. Ha spiegato di essere esasperato perché la convivenza era diventata difficile perché lui e la moglie litigavano spesso. E ha aggiunto: lei soffriva di diabete e si rifiutava di prendere i farmaci che le erano stati prescritti.

Si è giustificato più o meno così con gli inquirenti l’82enne che ieri mattina ha impugnato la pistola che deteneva legalmente, l’ha puntata alla testa della moglie e ha fatto fuoco. La donna è morta sul colpo, ferita alla tempia da un proiettile che non le ha dato scampo. La vittima è Amalia Quarta, ex rappresentate di argenti di 83 anni. Ad ucciderla è stato il marito, Luigi Quarta, elettricista di 81.

E’ stato l’uomo, che ha lo stesso cognome della moglie, a chiamare il 118 attorno alle 12.20 e a lanciare l’allarme: “Fate presto, ho sparato in testa a mia moglie”. Il femminicidio è avvenuto al piano terra di una villetta in via Bernardino Bonifacio 35, nel quartiere San Pio di Lecce. Il corpo della donna era in camera da letto.

Sul posto, oltre ai carabinieri che hanno arrestato e portato il pensionato in caserma per l’interrogatorio, anche il pm Alessandro Prontera. Il magistrato ha disposto il sequestro dell’abitazione e dell’arma e nelle prossime ore disporrà l’autopsia. L’accusa per il pensionato, portato in carcere dopo circa tre ore di interrogatorio, è di omicidio volontario. Il pm ha delegato ai carabinieri accertamenti per verificare la sua confessione. Il pensionato ha detto che stamattina, dopo l’ennesima lite con la moglie legata al rifiuto di assumere la terapia farmacologica, è uscito per fare la spesa. Tornato a casa, ha trovato la moglie a letto che dormiva. Ha quindi impugnato la pistola e l’ha ucciso nel sonno. L’arma era legalmente detenuta dall’82enne perché la donna in passato era stata agente di commercio di argenteria e lui la tutelava.

“Erano persone perbene, una coppia tranquilla. Non abbiamo mai sentito litigi o avuto segnali di attriti tali da giustificare un epilogo di questo tipo”, raccontano alcuni vicini che si dicono “increduli e sconvolti” per l’accaduto. Nemmeno alle forze di polizia risultano denunce per precedenti liti o dissidi.

Femminicidio nel Leccese, spara in testa alla moglie di 83 anni e la uccide: fermato 81enne

Un uomo di 81 anni ha sparato alla testa alla moglie, uccidendola.

L’omicidio, compiuto con un’arma da fuoco, è stato compiuto poco fa a Lecce, in via Bonifacio.

L’anziano è stato bloccato dai carabinieri e portato in caserma, dove viene ascoltato. 

La vittima è Amalia Quarta, di 83 anni. Ad ucciderla con un colpo di pistola sparato alla testa il marito, Luigi Quarta. E’ stato l’uomo, che ha lo stesso cognome della moglie, a chiamare il 118. Sul posto è giunto il pm di turno del Tribunale di Lecce, Alessandro Prontera.

Il femminicidio è avvenuto al piano terra di una villetta in via Bernardino Bonifacio 35, nel quartiere San Pio di Lecce. Stando ai primi accertamenti la donna sarebbe stata uccisa in camera da letto con la pistola che il marito deteneva legalmente.

La parola femminicidio cancellata, offesa la memoria di Ilaria Sula: lo sconcerto dell’Università del Salento

Un foglietto attaccato sullo schienale che dedica un posto di un’aula dell’Università del Salento a Ilaria Sula, “uccisa per femminicidio”, parola quest’ultima cancellata però da ignoti con un tratto di penna.

Il fatto è stato denunciato e condannato in un post su Facebook dal dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento che “esprime sconcerto e ferma disapprovazione per i gravi fatti occorsi in mattinata presso un’aula dello Studium 6”.

“Questo posto è riservato a Ilaria Sula, uccisa per femminicidio. oggi sarebbe dovuta essere a lezione anche lei”, era scritto sul foglio, ma la parola femminicidio è stata cancellata a penna.

“Un gesto che offende la memoria di Ilaria Sula e di tutte le vittime di violenza – è scritto nel post del dipartimento – e contrasta profondamente con i valori di rispetto, inclusione e responsabilità civile che ispirano quotidianamente le nostre attività di ricerca, didattica e terza missione. Ricordiamo che la lotta contro ogni forma di violenza di genere è per noi un impegno concreto, non solo teorico, e il Dipartimento, per il tramite di tutte le sue componenti, continuerà a promuovere consapevolezza e responsabilità attraverso iniziative, studi e spazi di confronto”.

“Il Disus rinnova il proprio impegno nella difesa dei diritti fondamentali e nella costruzione di una comunità universitaria sempre più attenta, solidale e libera da ogni forma di discriminazione”, conclude la nota.

Femminicidio a Bitonto, Vincenzo Visaggi resta in carcere. La giudice: “Potrebbe vendicarsi sui figli”

Vincenzo Visaggi, il 75enne che ha ucciso con 22 colpi di forbici la moglie 74enne Lucia Chiapperini, la mattina de 18 aprile nella loro abitazione a Mariotta (frazione di Bitonto), deve restare in carcere perché potrebbe estendere la sua vendetta anche ai figli.

A stabilirlo è la giudice Antonella Cafagna. All’origine dell’omicidio, oltre a questioni economiche legate all’eredità, anche l’ossessione da parte dell’uomo per i presunti tradimenti della moglie. Tale da pensare che i figli non fossero suoi. Tesi ribadita dallo stesso Visaggi davanti alla pm Angela Morea.

Accuse ripetute alla donna anche durante l’aggressione mortale, ripresa dalle telecamere dell’abitazione. Visaggi ha poi chiesto aiuto al numero di emergenza confessando di aver assassinato la moglie e di aver provato a togliersi la vita colpendosi al petto. Nei frame contenuti nel provvedimento di arresto dell’uomo, si vede la donna tornare a casa, discutere animatamente con il marito che poi la colpisce almeno 20 volte con delle forbici appuntite.

La 75enne ha provato a difendersi dalla furia del marito come testimoniato dalle lesioni sulla mano sinistra, con la quale probabilmente ha tentato di proteggersi dai fendenti. La vittima ha chiesto anche aiuto ma lui avrebbe solo atteso la sua morte. “Muori” dice alla moglie offendendola in modo volgare “non meriti neppure compassione”. Al loro arrivo, i carabinieri hanno trovato in bagno il cadavere della donna, mentre il 75enne era in camera da letto con gli abiti e le mani sporchi di sangue.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i due litigavano spesso nelle ultime settimane. Discussioni violente che avrebbero spinto la donna a trasferirsi da qualche giorno a casa di uno dei suoi figli. A spaventarla, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato l’atteggiamento del marito che durante un litigio, brandendo dei coltelli, l’avrebbe minacciata di morte. Nella abitazione della coppia, nascosti dietro un armadio, sono stati trovati quasi 13mila euro in contanti: il 75enne li avrebbe messi lì per evitare che la moglie li prendesse.

“L’omicidio non è stato frutto di un impeto ma un gesto predeterminato. Un gesto che potrebbe essere ripetuto considerato il cieco risentimento che Visaggi ha manifestato più volte nei confronti dei figli, accusandoli di averlo abbandonato”. La gip ha ritenuto che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza che giustificano l’applicazione della custodia in carcere perché non è da escludere che l’uomo possa commettere altri delitti “per finalità punitive nei confronti del resto della famigli”.

Femminicidio a Bitonto, uccisa a forbiciate da marito dopo lite: Lucia ha provato a difendersi. Attesa per l’autopsia

Le fasi della lite tra marito e moglie e del femminicidio di Mariotto sono state registrate dalle telecamere sistemate all’interno dell’abitazione. Immagini e audio che raccontano gli ultimi 7 minuti di vita di Lucia Chiapperini, la donna di 75 anni uccisa la mattina del 18 aprile a colpi di forbici dal marito che ha poi ammesso il delitto avvenuto nella loro abitazione della frazione di Bitonto.

L’uomo, Vincenzo Visaggi 75enne nato a Terlizzi, ha chiesto aiuto al numero di emergenza confessando di aver assassinato la moglie e di aver provato a togliersi la vita colpendosi al petto. Nei frame contenuti nel provvedimento di arresto dell’uomo, si vede la donna tornare a casa, discutere animatamente con il marito che poi la colpisce almeno 20 volte con delle forbici appuntite.

La 75enne ha provato a difendersi dalla furia del marito come testimoniato dalle lesioni sulla mano sinistra, con la quale probabilmente ha tentato di proteggersi dai fendenti. Altri dettagli arriveranno dall’autopsia che sarà eseguita nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari dalla dottoressa Maricla Marrone.

La vittima ha chiesto anche aiuto ma lui avrebbe solo atteso la sua morte. “Muori” dice alla moglie offendendola in modo volgare “non meriti neppure compassione”. Al loro arrivo, i carabinieri hanno trovato in bagno il cadavere della donna, mentre il 75enne era in camera da letto con gli abiti e le mani sporchi di sangue.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i due litigavano spesso nelle ultime settimane per motivi economici, soprattutto dopo la morte del padre di lei. Discussioni violente che avrebbero spinto la donna a trasferirsi da qualche giorno a casa di uno dei suoi figli. A spaventarla, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato l’atteggiamento del marito che durante un litigio, brandendo dei coltelli, l’avrebbe minacciata di morte. Nella abitazione della coppia, nascosti dietro un armadio, sono stati trovati quasi 13mila euro in contanti: il 75enne li avrebbe messi lì per evitare che la moglie li prendesse.

 

Femminicidio a Mariotto ripreso in casa, il killer Vincenzo alla moglie: “Muori non meriti compassione”

Le fasi della lite tra marito e moglie e del femminicidio sono state registrate dalle telecamere sistemate all’interno dell’abitazione. Immagini e audio che raccontano gli ultimi minuti di vita di Lucia Chiapperini, la donna di 75 anni uccisa ieri mattina a colpi di forbici dal marito che ha poi ammesso il delitto avvenuto nella loro abitazione della frazione di Mariotto, a Bitonto, nel Barese.

L’uomo, Vincenzo Visaggi 75enne nato a Terlizzi, ha chiesto aiuto al numero di emergenza confessando di aver assassinato la moglie e di aver provato a togliersi la vita colpendosi al petto.

Nei frame contenuti nel provvedimento di arresto dell’uomo, si vede la donna tornare a casa, discutere animatamente con il marito che poi la colpisce almeno 20 volte con delle forbici appuntite.

La 75enne ha provato a divincolarsi dalla furia del marito, ha chiesto anche aiuto ma lui avrebbe solo atteso la sua morte. “Muori” dice alla moglie offendendola in modo volgare “non meriti neppure compassione”. Al loro arrivo, i carabinieri hanno trovato in bagno il cadavere della donna, mentre il 75enne era in camera da letto con gli abiti e le mani sporchi di sangue.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i due litigavano spesso nelle ultime settimane per motivi economici, soprattutto dopo la morte del padre di lei. Discussioni violente che avrebbero spinto la donna a trasferirsi da qualche giorno a casa di uno dei suoi figli. A spaventarla, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato l’atteggiamento del marito che durante un litigio, brandendo dei coltelli, l’avrebbe minacciata di morte. Nella abitazione della coppia, nascosti dietro un armadio, sono stati trovati quasi 13mila euro in contanti: il 75enne li avrebbe messi lì per evitare che la moglie li prendesse.

Femminicidio a Bitonto, arrestato il 75enne Vincenzo Visaggi: ha ucciso la moglie Lucia Chiapperino a forbiciate

Il 75enne Vincenzo Visaggi, operaio in pensione, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie, la 74enne Lucia Chiapperino, dopo aver afferrato un paio di forbici e averla colpita ripetutamente per almeno 20 volte.

L’arresto è avvenuto a seguito dell’interrogatorio del pubblico ministero Angela Maria Morea che ha avviato un’indagine per omicidio volontario. L’uomo ha confessato l’omicidio. “Portatemi in carcere, perché me lo merito”, le sue parole.

L’omicidio si è compiuto ieri mattina nel centro storico di Mariotto, frazione del Comune di Bitonto, e sarebbe arrivato dopo l’ennesima lite con la famiglia. L’uomo ha poi ha chiamato i Carabinieri, si è chiuso in bagno e ha provato a togliersi la vita con la stessa arma, senza riuscirci.

Quando i militari sono arrivati hanno trovato il cadavere della donna riverso sul pavimento e l’uomo barricato in bagno. Minacciava di farla finita, urlava, ma dopo una breve trattativa si è lasciato immobilizzare dai militari. Sulla scena del delitto c’erano anche le forbici, che sono state sequestrate.

I due avevano tre figli, uno dei quali è un operaio come il genitore. Il padre di lei è morto la scorsa settimana all’età di 99 anni. Una perdita che per la donna e i suoi figli è stata colma di sofferenza, tant’é che nessuno aveva ancora avuto il tempo di metabolizzare il dolore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche, il medico legale e la pm di turno del Tribunale di Bari, Angela Morea.

Dal racconto dei primi testimoni ai carabinieri è emerso che il 75enne era facilmente irritabile e poco incline a raggiungere compromessi con chi non andava d’accordo. È ricoverato al Policlinico di Bari dove è piantonato dai militari. Sul suo corpo i medici hanno diagnosticato ferite lievi.

“Sembrava una coppia tranquilla – dicono i vicini -, ma non abbiamo mai conosciuto le dinamiche interne alla famiglia. Lui è sempre sembrato un tipo un po’ strano, non era molto socievole, ma nessuno avrebbe mai immaginato una cosa del genere”. “Era una famiglia benestante, il padre di lei è morto una settimana fa e, oltre ad alcuni appartamenti, avevano anche delle proprietà in campagna”, sottolinea un uomo presente sulla scena del delitto. Le indagini dovranno accertare anche il movente del delitto, per capire se la lite possa essere dipesa da motivi futili o se sia attribuibile ai beni lasciati in eredità dal padre alla donna.

“Era una coppia apparentemente serena – precisa il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci -, non abbiamo avuto segnalazioni dai servizi sociali. Sono qui per portare solidarietà e vicinanza in un momento tristissimo, la nostra comunità è sgomenta e si stringe al dolore dei familiari”. L’arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, parla di “altro sangue innocente versato tra la nostra gente” ed esprime “vicinanza e preoccupazione” per il femminicidio. “La violenza contro le donne – conclude – è una piaga da combattere con fermezza e solidarietà, promuovendo la cultura del rispetto dell’altro. Siamo stanchi di assistere impotenti alla morte di tante sorelle”.