Flotilla, l’attivista barese Tony La Piccirella denuncia Israele per tortura: “Diritti umani violati”

Una nuova denuncia è stata presentata alla Procura di Roma da Antonio La Piccirella, appartenente alla Global Sumud Flotilla, in cui si ipotizza, tra gli altri, il reato di tortura da parte delle autorità israeliane dopo l’abbordaggio e il trasferimento degli attivisti nel porto di Ashold. Nell’incartamento, redatto dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, si ricostruiscono le fasi successive al «fermo».

«Al porto si è perpetrata una completa violazione dei diritti umani – si legge-. I militari, armati, hanno identificato gli attivisti, circa 300, poi li hanno privati di tutti gli effetti personali, dopodiché li hanno perquisiti imprimendo gratuita violenza fisica, motivo per cui ad alcuni attivisti è stato rotto un braccio».

Alcuni giorni fa anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aveva denunciato Israele «per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla”».

Nella denuncia di 17 pagine si afferma che «i militari hanno ammanettato gli attivisti dietro la schiena con delle fascette di plastica molto strette e li hanno obbligato gli stessi a stare piegati, faccia a terra» per poi portarli «verso un piazzale assolato» e «costringendo gli equipaggi a stare in ginocchio con i bagagli dietro le spalle e a guardare sempre in basso, impedendogli di muoversi e di parlare, dando dei colpi sulla testa a chi si rifiutava». Nell’atto si fa riferimento anche al trasferimento nelle celle dove gli è stato dato «cibo rancido» con «pezzi di metallo nel pane».

La Piccirella afferma di essere stato portato assieme ad altre 11 persone in una stanza in cui erano presenti «solo sei letti». «Durante la prima notte – scrive il legale – è stato privato del sonno, e sottoposto a pratiche della deprivazione sensoriale. Verso le 3 del mattino, il La Piccirella è stato nuovamente chiamato fuori la cella dove una donna, verosimilmente un funzionario dell’Ambasciata italiana, gli ha nuovamente proposto, al cospetto anche di funzionari israeliani, che se avesse firmato il foglio che gli era stato sottoposto all’Ufficio Immigrazione, sarebbe stato rimpatriato la mattina seguente».

La Piccirella ha nuovamente rifiutato di sottoscrivere il documento «in considerazione del fatto che la firma avrebbe significato una legittimazione a posteriore dei gravi reati di cui era stato vittima, perpetrati in acque internazionali per di più prospicienti la costa di Gaza, e quindi acque territoriali palestinesi, e non quella israeliana».

Nella denuncia, che integra quella presentata nelle scorse settimane, La Piccirella chiede ai pm di Roma di accertare anche «eventuali responsabilità del governo italiano per essersi sottratto all’obbligo giuridico di proteggere i propri cittadini, nella misura in cui già a Tunisi e a sud di Creta c’erano stati attacchi con i droni in conseguenza dei quali il governo aveva inviato a protezione una fregata – si legge-, e poi senza alcuna giustificazione, ovvero senza nemmeno arrivare in prossimità delle acque territoriali su cui Israele esercita illegalmente il blocco navale, lo stesso è venuto meno alla posizione di garanzia assunta, quando era ormai noto che Israele avrebbe agito nonostante le imbarcazioni fossero a 70/80 miglia marittime dalla costa».

Flotilla, cori e applausi in stazione a Bari per il rientro di Tony La Piccirella: “Dal governo italiano nessun sostegno”

È arrivato ieri pomeriggio in treno a Bari, proveniente da Roma, Antonio La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla fermato nei giorni scorsi a largo di Gaza e trattenuto in Israele.

Ad accoglierlo i genitori, il fratello, una delegazione del Comune e diversi sostenitori della causa di Gaza. All’arrivo del treno sono partiti applausi e cori come “Palestina libera”.

“Non sono ancora riuscito a riposare – le primissime parole -. Abbiamo ancora delle persone lì quindi stiamo facendo pressione perché vengono rilasciate il prima possibile. Questo è anche uno dei motivi per cui non abbiamo firmato il rimpatrio. Volevamo rimanere e avere un occhio su quello che accadeva, soprattutto alle persone provenienti dai Paesi più a sud che molto spesso non riconoscono Israele o hanno tagliato ogni rapporto economico”.

“Siamo nelle fasi conclusive di questo genocidio, della svendita totale della Palestina agli Stati Uniti. Queste condizioni di resa spaventano molto e quindi c’è da stare attenti, c’è da dare rilievo a come oggi vengono trattati dei diritti che dovrebbero essere inalienabili e invece vengono usati come merce di scambio per sottomettere popolazioni e vendere le loro terre – ha aggiunto – Con noi c’erano anche molti europarlamentari e parlamentari di Portogallo, Spagna e Francia che adesso attiveranno tutte le procedure per denunciare quello che è successo lì”.

“Dal governo italiano «non abbiamo avuto sostegno. Non ci hanno pagato neanche il volo di ritorno – ha concluso -. Ne sono contento perché non avrei voluto che si lavassero la coscienza pagando cento euro. Non è questa la protezione che chiedevamo, ma la protezione del diritto internazionale. Non vogliamo essere strumentalizzati e paternalizzati da un governo irresponsabile”.

Flotilla, il Consiglio della Regione Puglia denuncia il governo israeliano: “Atti di violenza e reati gravissimi”

La Regione Puglia denuncia il Governo israeliano per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla” in seguito all’illegale sequestro e arresto da parte della forze armate israeliane di cittadini italiani, fra i quali almeno tre pugliesi, impegnati a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza su piccole barche battenti bandiera italiana in acque internazionali.

“La consumazione di atti di violenza a bordo di imbarcazioni italiane e in danno di concittadini inermi, arbitrariamente sequestrati e condotti nelle carceri israeliane, assieme al sequestro e successivo affondamento delle stesse imbarcazioni, configurano reati gravissimi che ledono i valori e i principi fondamentali dello Statuto della Regione Puglia che è persona offesa e danneggiata dalle azioni criminali del governo di Israele”, le parole di Emiliano. 

Flotilla, l’attivista Tony La Piccirella torna a Bari. Arrivo alle 19.10 in stazione: “Molto presto vi dirò tutto”

“Ieri ho fumato tante sigarette e abbracciato compagni e cuori fino a tardi. Mi fa male la gola, ma mi stanno prendendo cura. Stasera alle 19:10 arrivo alla stazione di Bari. Domani proverò a cercare un nuovo telefono”.

Inizia così il post pubblicato sui social da Tony La Piccirella, l’attivista barese accolto ieri con applausi, bandiere e cori pro Pal all’aeroporto di Fiumicino, assieme ad altri quattro attivisti della Global Sumud Flotilla.

“Siamo stati deportati con la forza e non potevamo restare per assicurarci che tutti uscissero, ma secondo le trattative, chiunque fosse ancora dentro dovrebbe essere portato al confine con l’autobus entro questa mattina. Con loro ci sono Thiago, Suayb e Mandela. Fate rumore a canone più giorni, e poi riorganizziamoci per la prossima irresponsabile provocazione globale”, aggiunge.

“Eravamo in una prigione al confine con Gaza — nell’ala accanto a noi c’erano i nostri fratelli e sorelle palestinesi, e il nostro avvocato ci ha detto che potevano sentire le canzoni, i canti, il casino che stavamo facendo. E che ha rotto il loro isolamento e ha portato un po’ di speranza – racconta -. Non potevamo sentirli perché non gli è permesso cantare. Abbiamo sentito solo i caccia volare sopra le nostre teste, mentre andavano a bombardare la loro terra. Molto presto vi dirò tutto. Palestina libera. Liberate tutti”.

Flotilla, l’attivista barese Tony La Piccirella presto in Italia. L’annuncio del sindaco Leccese: “Ho sentito Tajani”

Tony La Piccirella, attivista barese della Global Sumud Flotilla, rientrerà via Atene in tempi rapidissimi. Lo ha annunciato il sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo aver sentito direttamente il ministro Antonio Tajani e il suo capo di Gabinetto.

“Ho incontrato il padre di La Piccirella -che fa parte del secondo gruppo di persone fermate. Era molto preoccupato perché non aveva notizie da nessuna delle nostre autorità. Poi ho sentito direttamente io il ministro. Certamente lo incontrerò come ho fatto anche la scorsa volta. Questo perché Antonio La Piccirella è una persona molto impegnata nel campo sociale, a favore della pace e delle missioni umanitarie”, ha poi aggiunto il primo cittadino barese.

Quanto alle manifestazioni degli scorsi giorni, il sindaco ha detto che “dobbiamo pensare all’essenza stessa di quella manifestazione, come atto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese che continua a essere sottoposto a un annientamento sistematico da parte del governo di Netanyahu”. Quanto ai negoziati per la pace in Egitto, Leccese ha concluso che “tutti abbiamo il cuore pieno di speranza”

Flotilla, il papà dell’attivista barese La Piccirella dal sindaco Leccese: “Non ho notizie di Tony da giorni”

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha ricevuto ieri nella sede del Comune Matteo La Piccirella, il padre di Antonio, uno degli attivisti parte dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla, trattenuto in Israele dopo l’abbordaggio da parte della marina militare.

La Piccirella ha manifestato al sindaco preoccupazione «non avendo da giorni notizie di suo figlio», spiega una nota del Comune. Il sindaco, prosegue l’amministrazione, «ha già sentito la Farnesina, ricevendo rassicurazioni sul fatto che si sta lavorando per far rientrare gli italiani, al momento trattenuti in una struttura detentiva, il più presto possibile in Italia. Tra questi anche Tony».

Antonio La Piccirella è uno dei tre baresi impegnati nella missione. Gli altri sono Lorenzo D’Agostino, anche lui fermato, e Francesca Amoruso, che ieri ha annunciato il ritiro per problemi con la nave madre.

“Siamo costretti a fermarci, lo facciamo con rammarico. Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma non potremmo proseguire in sicurezza il nostro viaggio e questo significherebbe mettere a rischio la nostra barca e la nostra vita, coinvolgendo moltissime altre persone. Siamo responsabili e riteniamo di doverci fermare”, le parole sui social dell’attivista Francesca Amoruso, a bordo di Al-Awda, una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Italia in rotta verso Gaza.

“Ci fermiamo in mare – prosegue – consapevoli di aver sollevato un moto di sdegno e indignazione nei confronti dell’azione del governo di Israele, ma torniamo convinti di non fermarci. Vogliamo ricongiungerci a tutti gli equipaggi di terra per continuare a lottare per una Palestina libera e per la fine di questo genocidio”. Amoruso era partita da Otranto (Lecce) lo scorso 25 settembre.

“La nostra nave di appoggio Ghassan Kanafani ha subito due avarie – racconta – ed è stata sottoposta a fermo dalla polizia portuale greca, adesso è a Heraklion (a Creta, ndr) sotto sequestro”.

“Noi – prosegue – eravamo più avanti come rotta, ma siamo stati abbordati dalla Capitaneria di porto greca in assetto antisommossa e siamo stati sottoposti a un controllo molto lungo. In questo modo abbiamo perso la possibilità di ricongiungerci con le altre navi della Flotilla e siamo stati costretti a fermarci per poi decidere di tornare a prestare soccorso alla nostra nave madre”.

“Questo – conclude l’attivista – ci ha fatto capire che non è possibile proseguire. Responsabilmente, senza nave di appoggio, abbiamo capito che in solitaria non è possibile andare avanti verso l’obiettivo ultimo, che è Gaza”.

Sciopero generale, a Bari corteo per Gaza e la Flotilla: tra i manifestanti Caparezza. Cgil: “In piazza 8mila persone”

Si è conclusa in largo Sorrentino, alle spalle della stazione centrale, la manifestazione organizzata a Bari nella giornata dello sciopero generale per Gaza e per la Global Sumud Flotilla.

Secondo la Cgil i manifestanti sono stati circa 8mila. Il corteo dei sindacati di base e degli studenti, dopo essersi fermati  ha attraversato il sottopasso Sant’Antonio dove sono stati accesi alcuni fumogeni e intonati colori per la Palestina. Non sono mancati i momenti di tensione davanti al consolato di Israele. I manifestanti hanno poi proseguito pacificamente lungo il percorso autorizzato fino alla conclusione.

Tra i manifestanti anche Caparezza. “Manifestiamo perché ci sia giustizia a Gaza. Ognuno di noi può fare la propria parte – le sue parole -. L’importante è che non si spengano i riflettori e che non si ceda a queste continue demonizzazioni politiche su azioni che invece sono necessarie. Oggi c’è una grande partecipazione qua a Bari, come anche la scorsa volta e spero sempre ci sia”.

Sciopero generale, in 4mila in piazza per Gaza e la Flotilla. Il sindaco Leccese: “Bari c’è ancora una volta” – FOTO

“Bari c’è, ancora una volta, e lo ha dimostrato in tutti questi mesi e lo fa anche oggi”. Queste le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese, in occasione del corteo organizzato nel giorno dello sciopero generale per la Global Sumud Flotilla e il popolo palestinese.

“Anche oggi Bari si è mobilitata per essere accanto al popolo palestinese e chiedere a gran voce il cessate il fuoco, la pace e il riconoscimento dello Stato di Palestina”, ha aggiunto il primo cittadino.

Sono migliaia le persone, fra le quali tantissimi studenti, che si sono riuniti questa mattina davanti al centralissimo molo San Nicola, a Bari, per la manifestazione. In tantissimi indossano la kefiah e issano bandiere della Palestina.

Presenti anche l’eurodeputato e candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e una delegazione di consiglieri comunali, assessori e rappresentanti del Municipi. Il corteo sta attraversando il centro della città. Fra gli slogan urlati dalla folla ‘Palestina libera’ e ‘chi non salta è sionista’. Il corteo passerà anche da via Calefati, dove si trova la sede del Consolato di Israele. Secondo gli organizzatori al momento ci sono circa quattromila persone.

Flotilla, il papà dell’attivista barese La Piccirella: “Grazie ai manifestanti non vedevo da anni una partecipazione così”

“A questi ragazzi”, che manifestano in favore della Flotilla, “non posso fare altro che che dirgli grazie, veramente grazie, perché finalmente vedo una partecipazione, un prendersi carico di una situazione: non vedevo da anni qualcosa del genere, quindi mi sento supportato, lo devo dire ad alta voce. Sono contento che i ragazzi non si girano dall’altra parte e non vanno solo a fare solo l’apericena come diceva qualcuno”.

Lo ha detto conversando con l’ANSA Matteo La Piccirella, padre di Tony, l’attivista barese a bordo di una delle navi della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza e abbordate ieri da Israele. La Piccirella a luglio fu già arrestato dagli israeliani mentre tentava di raggiungere la Striscia via mare. Quanto al rientro di Tony, il papà spiega che “le uniche notizie che ho sono quelle che mi hanno dato all’unità di crisi della Farnesina: sembra che il rientro avverrà tra lunedì e martedì, il rientro di tutti”.

Sulla possibilità che Tony possa ritentare per la terza volta di raggiungere Gaza, Matteo La Piccirella dice: “Come padre pero proprio di no: penso che comunque abbiano fatto già tanto e spero che non ci sia più bisogno, che si aprano dei canali. Penso che la gente abbia capito diverse cose”.

Flotilla abbordata da Israele, arrestati 22 italiani: tra loro due baresi. Saranno espulsi rientro tra 72 ore

Sono 19 le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che risultano intercettate dalla marina israeliana a meno di 70 miglia dalla costa. Questo è quanto è emerso da questa mattina dal sito della Flotilla che dà le rotte in tempo reale. Tra le navi che risultano intercettate c’è anche la ‘Morgana’, sulla quale, sempre secondo gli attivisti, viaggiavano il senatore M5s Marco Croatti e la europarlamentare Avs Benedetta Scuderi.

Sono 22 gli italiani che risultano a bordo delle navi intercettate e che sono stati arrestati e bloccati. Tra loro potrebbero esserci anche due baresi, il giornalista Lorenzo D’Agostino e l’attivista Tony La Piccirella.

Saranno tutti trasferiti nel porto di Ashdod ed espulsi. Dovrebbero far rientro in Italia nel giro di 2-3 giorni. Su 44 barche della missione, 23 risultano tuttora in navigazione verso la Striscia di Gaza, mentre 2 sembrano aver cambiato rotta puntando verso nord, apparentemente in direzione Cipro.

“Al momento sarebbero 22 gli italiani fermati. Continuiamo a monitorare la situazione. Su mie istruzioni, il Consolato a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio. Già da questa notte i due Consolati sono in contatto con i legali dei cittadini italiani imbarcati. Secondo le informazioni disponibili, raccolte attraverso l’Unità di Crisi, che sta seguendo passo dopo passo la situazione, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni”, le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera parlando degli attivisti italiani della Flotilla.

“Avevo ripetutamente parlato con il Ministro israeliano Sa’ar, chiedendo di evitare azioni aggressive. Sono sollevato dal constatare che le regole di ingaggio siano state rispettate e che fino a questo momento non si registrino atti di violenza o complicazioni nelle operazioni delle forze israeliane. Già da venerdì potrebbero avvenire prime partenze, soprattutto per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele. Per chi rifiuterà l’espulsione immediata, sarà necessario attendere il provvedimento di respingimento dell’Autorità giudiziaria israeliana, che potrebbe richiedere 48-72 ore”, ha aggiunto Tajani.