Mafia e politica, Antonio su arresto Olivieri: “L’amico di tutti cinico e sempre in vendita”

“La cosa che non riesco a capire è come faccia Olivieri a essere un uomo libero”. In tanti, tra i pochi che non avevano rapporti con lui, si domandavano come facesse l’ex consigliere regionale a non avere ancora seri problemi con la giustizia. Del resto, che Giacomo Olivieri fosse sempre in vendita, pronto ad accasarsi con il vincitore di turno, era noto a tutti. L’ho scoperto sulla mia pelle quando più di 10 anni fa comprò il Quotidiano Italiano sotto le mentite spoglie della” Comunicare srl”. È stato amico di Decaro, di Emiliano, di Cassano e di decine di altri rappresentati del centrosinistra e del centrodestra, forse lo è ancora anche se, tanti di quelli che hanno “comprato” i suoi voti e le sue prestazioni, adesso diranno di non averci mai avuto a che fare e di aver sempre contrastato il “metodo Olivieri”.

Il periodo peggiore è stato il 2019, in concomitanza con le elezioni comunali, principale oggetto dell’inchiesta della Dia che ha portato al suo arresto e a quello di tutte le altre persone coinvolte, tra cui anche la moglie consigliera comunale uscente, Maria Carmen Lorusso. Spingeva sul cavallo perdente e intanto si accordava già su come rientrare in pista. Da quando è in politica lo ha sempre fatto, vendendosi al miglior offerente, salvo poi scoprire che nel pacchetto erano evidentemente inclusi anche i voti della malavita. “Aveva contatti con tutti i clan”, ha detto oggi in conferenza stampa il Procuratore Roberto Rossi.

Nel video editoriale racconto alcuni passaggi inediti rispetto alla mia esperienza alla direzione del Quotidiano Italiano, anche quando ad esempio mentre ricattava la Banca Popolare di Bari per un debito da 1,1 milioni di euro, contratto dalla fondazione Maria Rossi, diceva che il Quotidiano Italiano falliva perché la stessa Banca aveva rifiutato una sponsorizzazione promessa nelle settimane precedenti. Eppure, nell’elenco dei 137 indagati, il mio nome e quello degli altri colleghi non ci sono, perché in quel periodo abbiamo cercato di mantenere comunque la barra dritta. È mancato poco, che l’amico di tutti, l’esempio più incalzante della politica moderna, mi rovinasse la vita umana e professionale. Nemmeno quando ha venduto il Quotidiano Italiano ha pensato di risarcirmi parte del debito di circa 40mila euro che aveva accumulato nei confronti: spese di gestione, fatture non pagate, l’onorario dell’avvocato e almeno 10 mesi di “stipendio”. Questo per me e per tanti altri è stato Giacomo Olivieri, un trasformista senza scrupoli, sempre in vendita al miglior offerente.

“Vi faccio spaccare il c**o dal Quotidiano Italiano”: il ricatto di Olivieri alla Banca Popolare di Bari

Giacomo Olivieri avrebbe utilizzato il giornale “Il Quotidiano Italiano di Bari”, a lui riconducibile, per escogitare un’estorsione con l’obiettivo di non procedere all’atto di precetto e impedire il recupero del credito di oltre un milione di euro nei confronti della Fondazione Maria Rossi Olivieri che Popolare aveva ceduto a Cerved spa.

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Bari, Olivieri procacciatore di voti per la moglie consigliera: “Accordi con la malavita e promesse di assunzioni”

Maria Carmen Lorusso era inserita nella lista “Di Rella Sindaco”, prima di passare nella lista Sud al centro e nella maggioranza di centrosinistra. Suo marito, Giacomo Olivieri, è finito in carcere, lei ai domiciliari, così come il padre Vito, l’ex primario dell’Oncologico, già arrestato la scorsa estate per lo scandalo delle estorsioni ai pazienti dell’Irccs di Bari.

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Caso Olivieri-Lorusso, si fingono insegnante e malato per anticipare vaccino Covid: bufera sulla coppia

Polemiche attorno all’avvocato barese, ex consigliere regionale ed ex presidente della Multiservizi di Bari, e a sua moglie, consigliere comunale di Bari (Sud al Centro). Il tutto è emerso da alcune intercettazioni telefoniche sul padre di lei, l’ex primario Vito Lorusso, arrestato a luglio con le accuse di concussione e peculato.

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