Gravina, runner azzannato da due pitbull mentre fa jogging nel bosco: risarcimento da 31mila euro dopo 10 anni

Va a fare jogging nel bosco di Difesa Grande e viene aggredito da due pitbull del proprietario di una masseria a Gravina. A distanza di 10 anni ottiene un risarcimento da 31mila euro.

Il 23 marzo 2015 l’uomo fu azzannato alle gamba, al collo e alle braccia dai due cani. Il tutto durò 20 minuti, come raccontato dalla stessa vittima in aula. L’aggressione fu fermata da un automobilista di passaggio che riuscì a mettere in fuga i pitbull.

Il proprietario dei cani non era presente quel giorno in masseria e, dopo aver raccontato che i cani erano di proprietà del figlio, alla fine ha ammesso che erano suoi.

Terrore a Gravina, 30enne minaccia di buttarsi giù dalla gravina: Vigili del Fuoco e mediatore la salvano

Attimi di tensione e paura questa mattina a Gravina dove una ragazza di 30 anni, dalle ore 10, è seduta su uno dei margini più ripidi della gravina a Gravina minacciando di buttarsi giù. Sul posto sono intervenuti il 118 e i Vigili del Fuoco con un mediatore nel tentativo di farla desistere.

Pare che la 30enne sia in una situazione di disagio sociale e precarietà di risorse. Si è seduta e non ha intenzione di spostarsi, è arrivato il negoziatore e i vigili si stanno imbracando con la fune legata ad una roccia per tentare di avvicinarsi e prenderla con la corda dalle spalle.

AGGIORNAMENTO ORE 13 – La ragazza è stata salvata grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco e del mediatore. 

Cocaina in casa, 69enne di Gravina arrestato: “Spaccio perché mia moglie è malata e la pensione non basta”

“Spaccio perché mia moglie è malata e non riesco ad andare avanti con la pensione”. Così si è giustificato, davanti ad un giudice del Tribunale di Bari, un 69enne di Gravina arrestato nei giorni scorsi dopo essere stato trovato in possesso di 85 grammi di cocaina.

La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata sostituita con l’obbligo di dimora nel comune di residenza e con il divieto di allontanarsi da casa nelle ore notturne.

Gravina, pitbull trovata morta senza code e orecchie. Il Comune precisa: “Nessuna tortura è stata investita”

“In merito alla vicenda riguardante il cane di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi, corre l’obbligo di fare di seguito doverose precisazioni. In seguito alle indagini condotte dalla Polizia Locale, coadiuvate dai professionisti dell’equipe Asl Siav C, si deve escludere categoricamente quanto riportato, anche sui canali di comunicazione comunali, circa l’uccisione dell’animale con annessi, presunti atti di tortura, riportati sui social in termini tanto macabri e truculenti quanto non corrispondenti alla luce degli accertamenti effettuati”.

Inizia così il comunicato stampa del Comune di Gravina sul caso della piccola Tequila, la pitbull trovata morta nei giorni scorsi. “L’esame obbiettivo generale ha infatti evidenziato ferite compatibili con l’investimento stradale; soprattutto nessuna delle lesioni riscontrate risultava di una gravità tale da causare la morte dell’animale”, si legge nella nota.

“Tale referto permette di fare chiarezza in modo definitivo, smentendo ogni voce circa un efferato gesto di crudeltà commesso ai danni del cane. L’Ente Comunale, chiamato per legge a difendere il benessere e i diritti degli animali, si è doverosamente interessato alla vicenda sulla scorta della denuncia della locale sezione della Lega del Cane, stante una lunga, proficua e reciproca collaborazione sul tema del contrasto al randagismo – precisa il Comune -. Alla luce delle indagini, va però stigmatizzato l’atteggiamento adottato in questo caso da un’associazione che pure si è distinta meritoriamente in molte occasioni. Nel fare ammenda per quanto di competenza dell’amministrazione, ci si aspetta altrettanto e soprattutto da parte di chi per primo ha rilanciato acriticamente la notizia. Contro tali ricostruzioni infondate, che tanto e comprensibile sdegno e allarme hanno procurato nella cittadinanza, si sottolinea con forza che in tale circostanza non si sono consumati i crimini di cui si è diffusamente parlato e pertanto sono assolutamente inopportune le taglie in denaro per chi dovesse scoprire gli eventuali colpevoli”.

“Abbiamo letto che in base alle indagini della polizia locale di Gravina la piccola Tequila non sarebbe stata seviziata ed uccisa ma sarebbe morta a causa di un investimento stradale. Sapere che a Gravina non eisisterebbe un mostro umano torturatore ed assassino ci fa piacere. Ora però vorremmo capire primo da dove vengono quindi le informazioni su quella che oggi possiamo definire solamente come le presunte sevizie e la uccisione violenta della cagnolona. Chi ha diffuso e perchè queste notizie orribili che stando a quanto letto sarebbero completamente infondate? Ci auguriamo poi che la polizia locale riesca a prendere e mandare a processo il responsabile dell’investimento perchè seviziata o investita per Tequila il risultato finale è lo stesso:è morta. Per il momento inoltre la taglia rimane al suo posto in quanto investitore o seviziatore chi ha ammazzato Tequila rimane sempre un assassino e come tale da perseguire.” Questo il comunicato dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente sulla vicenda della morte della pitbull Tequila dopo le precisazioni del comune di Gravina.

Gravina, pitbull trovata morta senza code e orecchie. AIDAA: “Taglia da 3mila euro per trovare il responsabile”

Una taglia da 3000 euro è stata istituita dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente sulla testa del responsabile o dei responsabili delle torture che hanno portato alla morte della piccola Tequila, una pitbull buonissima che scomparsa da casa alcune settimane fa è stata ritrovata scuoiata, con le orecchie tagliate e la coda strappata a Gravina. Segni inequivocabili del fatto che la cagnolona è stata brutalmente torturata e seviziata.

“Non ci sono parole, ma solo lacrime e rabbia per questo crimine compiuto nei confronti della povera Tequila. È chiaro- scrivono in un breve comunicato gli animalisti-che la pitbulina ha subito torture e sevizie indicibili per questo chiediamo che si dia la caccia, ma una caccia vera e instancabile per assicurare i responsabili alla giustizia”.

“Dal canto nostro abbiamo deciso di offrire una ricompensa di 3.000 euro a chi con la sua denuncia formale rilasciata alle autorità che stanno indagando permetterà il riconoscimento e l’incriminazione e poi con la propria testimonianza permetterà la condanna in via definitiva di questi mostri che chiamare umani risulta essere molto difficile”, concludono.

Paura a Gravina, fiamme nell’appartamento: salvate 4 persone. Mamma e figlia intossicate finiscono in ospedale

Una squadra di Vigili del fuoco di Bari, con il supporto dell’autoscala, è intervenuta ieri mattina a Gravina in Puglia per un incendio divampato in un appartamento al terzo piano di una palazzina di tre piani.

Nell’incendio sono rimaste coinvolte quattro persone di cui due, madre e figlia, sono state liberate dai Vigili del Fuoco tramite per poi essere trasportate in ospedale per intossicazione da fumi di combustione. L’immobile non ha rimediato danni strutturali, ma solo distruzione di arredi e distacco di intonaco.

Gravina, precipitò e fece scoprire i corpi di Ciccio e Tore: Michele Di Nardo sarà risarcito dopo 17 anni

La Corte D’Appello Civile di Bari ha condannato la Edilarco a risarcire con 130mila euro Michele Di Nardo, il 12enne caduto il 25 febbraio 2008 nel rudere del centro di Gravina in Puglia.

I Vigili del Fuoco riuscirono a salvarlo, trovandosi poi davanti i due cadaveri mummificati di Ciccio e Tore, i fratellini scomparsi un anno e mezzo prima nel giugno del 2006.

La condanna alla società proprietaria di quel rudere è arrivato 17 anni dopo. In primo grado il Tribunale diede ragione alla società, la Corte d’Appello ha ribaltato l’esito della sentenza.

Il ragazzo, oggi 29enne, quel giorno riuscì ad entrare nel rudere utilizzando una porta completamente aperta da giorni. Era lì per giocare con gli amici, cadde nello stesso punto in cui caddero Ciccio e Tore.  

Muore a 28 anni, Gravina piange la carabiniera Laura Grillo: era comandante della Forestale a Siena. Ipotesi suicidio

Gravina piange la 28enne Laura Grillo, maresciallo e comandante del Nucleo Forestale dell’Arma a Siena. La giovane è deceduta ieri, l’ipotesi è quella del suicidio. Sua mamma è morta due mesi fa prematuramente a causa di un male incurabile all’età di 50 anni.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha espresso profondo cordoglio per la tragica scomparsa. “Laura era una giovane carabiniera di grande valore, stimata per la sua professionalità, il senso del dovere e l’impegno quotidiano nella tutela del territorio e della legalità. La sua morte rappresenta una perdita dolorosa per tutta la comunità dell’Arma – le parole del segretario nazionale Vincenzo Incampo -. In attesa che le autorità competenti chiariscano le circostanze dell’accaduto, rinnoviamo l’impegno nel promuovere una maggiore attenzione al benessere psicologico del personale, affinché nessun collega si senta mai solo di fronte alle difficoltà”.

“Alla famiglia di Laura, ai suoi colleghi e a tutti coloro che le hanno voluto bene va il nostro pensiero più sincero e la massima vicinanza in questo momento di immenso dolore”, ha concluso Incampo.

Gravina, scivola in un canale e non riesce a uscire fuori: puledro salvato dai Vigili del Fuoco

I Vigili del Fuoco sono intervenuti questa mattina in una piccola azienda agricola nel comune di Gravina. A chiamarli il titolare dopo aver perso un puledro.

Per circa un ora i vigili del fuoco hanno ispezionato il suolo e proprio quando stavano per chiamare i rinforzi aerei, come droni ed elicottero, hanno visto una grossa figura nera in mezzo all’erba alta appena visibile.

L’animale era scivolato in un canale semi coperto dall’erba e non riusciva più a uscire perché le piogge di ieri avevano reso viscido il suolo. I Vigili del Fuoco hanno così tentato il recupero imbragando l’equino e cercando di tirarlo. L’operazione non è stata possibile a causa delle dimensioni dell’animale.

Dopo diversi tentativi falliti, il puledro ha deciso di collaborare e di dare una grossa mano ai Vigili del Fuoco che lo hanno tirato fuori dalla buca con forza, prima di metterlo in salvo.