Choc a Lecce, bambina disabile di 10 anni maltrattata e presa in giro a scuola: indagate due maestre

Due insegnanti di un istituto comprensivo del nord di Lecce sono indagate per presunti episodi di umiliazione ai danni di una bambina di 10 anni affetta da diparesi spastica. Una maestra di sostegno è accusata di abuso dei mezzi di correzione, mentre una docente di matematica di maltrattamenti.

Secondo la denuncia dei genitori, le due insegnanti avrebbero deriso pubblicamente la bambina davanti ai compagni, sottolineandone le difficoltà di apprendimento e, in alcuni casi, senza fornirle il necessario supporto. Tra gli episodi contestati anche il divieto di andare in bagno, richiami dai toni offensivi e la realizzazione di video della studentessa in difficoltà, senza che la famiglia ne fosse a conoscenza.

La vicenda è emersa dopo un progressivo malessere della bambina, culminato a giugno in uno svenimento durante le lezioni, che ha reso necessario il ricovero in ospedale. Da allora la studentessa non ha più frequentato la scuola.

La bambina ha recentemente confermato gli episodi durante un incidente probatorio protetto. È inoltre prevista una perizia sulla sua capacità di testimoniare. Nel frattempo, ha ottenuto il trasferimento in un altro istituto.

“Non tornare a scuola o ti picchiamo”, indagine choc a Gallipoli: 12enne vittima di bullismo. Indagate 4 minorenni

Una ragazzina di 12 anni sarebbe stata perseguitata, minacciata e aggredita per mesi da alcune compagne di classe, dentro e fuori la scuola. La vicenda, avvenuta a Gallipoli, è ora al centro di un’inchiesta della Procura per i minorenni di Lecce.

Secondo le accuse, la studentessa sarebbe stata vittima di episodi di bullismo e violenza psicologica e fisica. Un episodio particolarmente grave sarebbe avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Gallipoli, dove la 12enne sarebbe stata picchiata. Successivamente avrebbe ricevuto minacce telefoniche da altre compagne, che le avrebbero prospettato nuove aggressioni al rientro a scuola.

La situazione sarebbe poi proseguita all’interno dell’istituto comprensivo Polo 2. Il 4 maggio, durante l’ora di educazione fisica, la ragazza sarebbe stata aggredita da una compagna con calci e pugni, anche dopo essere caduta a terra. L’episodio sarebbe avvenuto davanti ad altri studenti, uno dei quali avrebbe persino contato i colpi. La 12enne avrebbe riportato diverse contusioni, giudicate guaribili in circa una settimana.

Dopo l’ennesimo episodio, la madre ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri. Nel fascicolo sono state ipotizzate, a vario titolo, accuse di stalking, lesioni e minacce aggravate. Gli investigatori starebbero inoltre verificando l’eventuale esistenza di video relativi alle presunte molestie e aggressioni.

Le compagne coinvolte, tutte coetanee della vittima, hanno respinto le accuse durante gli interrogatori, sostenendo di non aver compiuto alcuna aggressione e affermando che la ragazza si sarebbe sentita perseguitata.

La vittima, intanto, starebbe vivendo una situazione di forte disagio: da tempo soffrirebbe di attacchi d’ansia e di panico e, per paura di nuove aggressioni, avrebbe anche smesso per settimane di frequentare la scuola e di partecipare alle attività con i compagni.

Sul piano giudiziario pesa però l’età delle presunte responsabili: a 12 anni sono infatti non imputabili penalmente, essendo inferiore ai 14 anni la soglia della responsabilità penale. L’indagine della Procura minorile è quindi destinata, sul piano penale, all’archiviazione. Potrebbero tuttavia essere coinvolti i servizi sociali, con un percorso di monitoraggio e accompagnamento delle minori.

Al momento non risulta invece aperto un procedimento presso la Procura ordinaria nei confronti di eventuali adulti per presunte responsabilità o complicità nella vicenda.