Bari, choc nella mensa scolastica a Poggiofranco. Pezzo di ferro nella pasta al sugo: “Tragedia sfiorata”

“Un pezzo di materiale presumibilmente ferroso spiraliforme e o/ elicoidale” nel piatto di pasta al sugo preparato per la mensa della scuola elementare. È accaduto a Poggiofranco, nel plesso Emanuele Loi in via Bartolo.

Protagonista un alunno di terza elementare. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, tutto è avvenuto sotto gli occhi degli insegnanti e di un genitori del “comitato assaggio”. Prontamente il caso è stato denunciato ai Carabinieri del Nas, il servizio della mensa scolastica è affidato alla Ladisa Ristorazione, ma anche al Comune e alle commissioni consiliari Qualità dei Servizi e Trasparenza, entrambe presiedute da due consiglieri di centrodestra.

È stata richiesta la verifica dei “macchinari obsoleti o usurati da cui possono derivare gli oggetti ferrosi che potrebbero contaminare i pasti somministrati anche nei prossimi giorni”.

“Considerando che il medesimo istituto scolastico comprende anche le classi dell’infanzia e che il servizio di refezione scolastica è garantito anche agli alunni di età inferiore (fino ai tre anni), si sarebbe sfiorata la tragedia”, si legge nella denuncia.

Finanziamento illecito per primarie PD: dopo Emiliano assolti anche Stefanazzi e Ladisa

La Corte d’appello di Torino ha assolto “perché il fatto non sussiste” l’ex capo di gabinetto della Regione, Claudio Stefanazzi, e l’imprenditore barese Vito Ladisa.

I due erano stati condannati in primo grado nel 2023 a 4 mesi e 20mila euro di multa (con pena sospesa e non menzione) in relazione alla violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti nelle primarie nazionali Pd del 2017.

L’inchiesta, partita da Bari, ruotava attorno a somme di denaro versate a una società di comunicazione di Torino, la Eggers, che curava la campagna elettorale di Emiliano alle primarie del 2017 del Pd. In primo grado era finito a processo lo stesso governatore pugliese, assolto “per non aver commesso il fatto”.

Bari, omicidio Ladisa al Libertà: il 36enne Daniele Musciacchio condannato a 18 anni e 6 mesi

La Corte d’Assise di Bari ha condannato a 18 anni e 6 mesi di reclusione il 36enne Daniele Musciacchio, finito a processo per l’omicidio di Nicola Ladisa, ucciso a Bari il 28 dicembre 2023 con sette colpi di pistola.

La Corte ha concesso le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti contestate e ha condannato Musciacchio a risarcire la moglie e la figlia della vittima, costituite parte civile e nei cui confronti è stata prevista una provvisionale da 50mila euro a testa. La Procura aveva chiesto la condanna a 21 anni.

L’omicidio avvenne la mattina di quel giorno in via Canonico Bux, nel quartiere Libertà di Bari. Ladisa, 42 anni, era il cognato del suo presunto killer, e il movente del delitto sarebbe legato a dissapori di natura economica relativi a un’eredità lasciata ai figli dal padre della vittima, morto qualche settimana prima. Musciacchio fu arrestato poche ore dopo il delitto.

Bari, omicidio Ladisa al Libertà: la Procura chiede 21 anni per il cognato killer Daniele Musciacchio

La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 21 anni di reclusione per Daniele Musciacchio, il 35enne a processo per l’omicidio di Nicola Ladisa, ucciso con sette colpi di pistola il 28 dicembre 2023 in via Canonico Bux, nel quartiere Libertà di Bari. La richiesta è arrivata oggi al termine dell’udienza svolta in Corte d’Assise di Bari, la Procura ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche per Musciacchio.

Ladisa, 42 anni al momento dell’omicidio, era il cognato del suo presunto killer, e il movente del delitto sarebbe legato a dissapori di natura economica relativi a un’eredità lasciata ai figli dal padre della vittima, morto qualche settimana prima di quel 28 dicembre. Poco prima, tra l’altro, Musciacchio sarebbe stato schiaffeggiato da un parente particolarmente vicino a Ladisa. La discussione della difesa di Musciacchio avverrà nella prossima udienza del 16 dicembre.

Mense scolastiche, caos a Bari. Il Consiglio di Stato: “La gestione resta a Ladisa fino agli appelli”

La terza sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che le mense scolastiche baresi saranno gestite dalla società Ladisa fino a quando si discuteranno gli appelli dopo le recenti pronunce del Tar della Puglia. Dunque è stato accettato il ricorso presentato dalla stessa azienda contro il Comune e la cooperativa Solidarietà e Lavoro.

I giudici hanno ritenuto “prevalente l’interesse dell’utenza scolastica alla continuità del servizio e dunque alla sua prosecuzione in capo all’attuale gestore (cioè Ladisa) fino all’imminente definizione degli appelli proposti”.

Mense scolastiche a Bari, continua il ping pong. Nuovo stop per il primo lotto: la gestione torna a Ladisa

Continua l’eterna sfida a ping pong tra Ladisa e Vivenda per la gestione del servizio delle mense scolastiche a Bari. Il Consiglio di Stato ha nuovamente sospeso l’aggiudicazione del primo lotto a Vivenda, con un decreto monocratico urgente chiesto da Ladisa che sarà valido fino alla camera di consiglio in programma il 7 novembre. La gestione della mensa scolastica nel lotto 1 resta dunque a Ladisa fino a quel giorno, nonostante la precedente sentenza del TAR, giudicata dallo stesso Consiglio di Stato ricca di contraddizioni e con un potenziale conflitto di interessi nella nomina della Commissione di gara.

Il Consiglio di Stato ha dunque accolto l’istanza cautelare di Ladisa, sospendendo i provvedimenti impugnati e mantenendo l’attuale gestore del servizio fino alla discussione del ricorso, fissata per il 7 novembre 2024. Bisognerà aspettare invece il 5 novembre per la sentenza del Tar sul ricorso presentato, sempre dalla Ladisa, ma sul secondo lotto.

Caos mense scolastiche, continua il ping pong a Bari. Stop Ladisa: Vivenda torna a gestire l’appalto nel lotto 1

Alla luce del nuovo provvedimento del TAR Puglia, la ripartizione comunale competente sta ponendo in essere tutte le procedure tese a garantire la continuità del servizio di refezione scolastica nelle scuole del Lotto 1, con la ditta aggiudicataria, a partire dal prossimo lunedì 21 ottobre, fatti salvi nuovi e non prevedibili risvolti giudiziari.

“Il provvedimento odierno del Tribunale Amministrativo Regionale chiarisce, in attesa delle prossime tappe del contenzioso, che il servizio di refezione scolastica deve essere garantito anche nei prossimi giorni – dichiara l’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola -. Questa per noi è l’indicazione utile affinché gli uffici predispongano tutto il necessario per garantire ai bambini e alle famiglie la mensa nelle scuole. Per il resto, come abbiamo fatto fino ad oggi, attendiamo l’evoluzione del giudizio che definirà l’esito finale del contenzioso, assicurando la massima volontà del Comune di orientare le proprie decisioni solo e unicamente in base alle indicazioni della magistratura amministrativa”.

Mense scolastiche, caos a Bari. Ping pong tra Vivenda, Ladisa, Comune e Tar: il lotto 1 torna “sul mercato”

Il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla Ladisa sull’affidamento dell’appalto delle mense del Comune al rti Vivenda Solidarietà e Lavoro per il lotto 1 dopo che aveva accolto la sua richiesta di sospensiva cautelare urgente. Il Comune aveva affidato il servizio temporaneo a Ladisa fino al 18 ottobre, la prossima udienza è in programma a dicembre. Chi gestirà ora il servizio dal 21 ottobre?

Continue reading