Bari-Pisa, papà pestato davanti al figlio. Leccese: “Un aggressore è stato identificato”. Poi l’appello ai tifosi

“Sono sconcertato dalla brutalità dell’aggressione perpetrata ai danni di un tifoso all’esterno dello stadio San Nicola. Niente può giustificare la violenza, mai, a maggior ragione in contesti di aggregazione e sport. Questi bruti, capaci di accanirsi con violenza e totale sprezzo di ogni regola del vivere civile contro un uomo solo, per giunta in compagnia di un bambino, sono nient’altro che ignobili”.

Inizia così il messaggio di condanna del sindaco Vito Leccese per l’aggressione violenta ai danni di un tifoso all’esterno dello stadio San Nicola. “Per me questo non è tifo, e non può trovare alcuno spazio nella nostra comunità – aggiunge il primo cittadino -. Sono episodi da condannare con forza, lo dico anche a chi frequenta lo stadio e che magari ha assistito a questa barbarie: dobbiamo isolare i facinorosi, denunciando i responsabili di qualsiasi gesto violento”.

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“Vanno allontanati anche dal tifo organizzato. Uno di loro è già stato identificato, mi auguro che le Forze dell’ordine possano rintracciare al più presto anche gli altri – conclude -. Alla vittima dell’aggressione e a suo figlio giunga l’abbraccio mio personale e della città di Bari, composta per la quasi totalità di persone da gente per bene”.

Bari, il discorso del sindaco Leccese per il 25 aprile: “Sia festa di pace nel solco delle parole di Papa Francesco”

Questa mattina, presso il Sacrario militare dei Caduti d’Oltremare, la Città di Bari e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia hanno celebrato l’80° anniversario della Liberazione nazionale con una cerimonia commemorativa, alla quale hanno partecipato il sindaco di Bari.

Di seguito il testo dell’intervento:

“Autorità civili e militari, cittadine e cittadini, sono emozionato e onorato di indossare, per la prima volta, la fascia tricolore, qui, oggi per celebrare insieme a voi la giornata della Liberazione.

Vorrei dedicare questa emozione non solo al partigiano Zef della 18ma brigata Kukes che mi ha trasmesso i valori dell’antifascismo ma a tutti coloro che come lui l’8 settembre del 1943 non esitarono a fare una scelta di campo.

Non esitarono a mettere a disposizione la propria vita per conquistare la libertà e la democrazia. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Perché il 25 aprile segna l’esito di quella scelta. Perché il 25 aprile, da ottant’anni, celebra la liberazione dal nazifascismo perché migliaia di donne e di uomini si sono sacrificati per consegnare a noi tutti un Paese libero, democratico e antifascista.

Condizione che oggi ci sembra naturale come l’aria che respiriamo ma che un tempo non lo era affatto.

“Avevo dentro di me la sensazione di fare cosa proibita, non potevo ancora abituarmi all’idea che in Italia, ormai, ognuno poteva fare e dire quel che voleva; mi guardavo intorno temendo che d’improvviso, all’uscita, gente vestita di nero ci aspettasse per condurci in prigione. Ma le persone che vidi attorno mi assicurarono: non avevano l’aria di cospiratori, era tutta gente tranquilla dall’aspetto perbene, come di solito si immaginano gli insegnanti o gli scienziati. Lungo i palchi, tra gli angioletti musicanti, correvano alcune scritte recanti frasi che una volta si avrebbe avuto paura soltanto a pensare. Dicevano “viva quello o quell’altro”, ma tutte, insomma significavano: “viva la libertà”.

Con queste parole Alba De Cèspedes, scrittrice, poetessa, partigiana italiana, la Clorinda della storica voce di Radio Bari, descrisse l’ebbrezza della libertà nelle giornate del Congresso di Bari che si svolse nel teatro Piccinni il 28 e il 29 gennaio del 1944.

Parole di libertà, che finalmente non avevano più paura di uscire dalle bocche di chi aveva visto morire i propri fratelli, i propri figli, i propri mariti. Parole che finalmente avevano il suono della vita e non più quello della morte. Parole che avrebbero voluto pronunciare anche i ragazzi trucidati nella strage del 28 luglio del 1943, a Bari, in via Niccolò dell’arca.

Parole che per tanti sono state testimonianza di sacrificio. Penso al generale Bellomo, a Michele Romito e ai ragazzi della città vecchia che, opponendosi all’avanzata di una colonna di carri armati tedeschi, difesero strenuamente il porto di Bari dalla distruzione il 9 settembre dello stesso anno.

Ricordi che restano indelebili nella storia della città di Bari, impressi in quella medaglia d’oro al merito civile consegnata alla nostra città nel 2007.

Un riconoscimento al ruolo di Bari e dei suoi cittadini, che seppero unirsi a questo grido di libertà che dai palchi del Teatro Piccinni risuonò in tutta Europa aprendo le porte ad una stagione nuova che non lasciava spazio a dubbi né a indecisioni.

Perché l’Italia aveva già pagato caro il prezzo della sua debolezza, della sua accondiscendenza agli orrori del nazifascismo.

E da quella lezione noi oggi dovremmo saper trarre insegnamenti promettendo a noi stessi di non cadere più in tentazione, perché troppo spesso oggi le nostre libertà vengono date per scontate e messe in discussione sulla scia di rigurgiti neofascisti.

Ed ecco che torna, prepotente, l’esigenza dell’essere qui oggi, tutti insieme, sventolando il tricolore per ricordare a tutti che quella bandiera, la bandiera italiana, lo stesso tricolore che noi sindaci indossiamo sul cuore, non è un vessillo di parte ma rappresenta lo Stato Italiano che nel suo atto fondativo più importante, la nostra Costituzione, si è dichiarato antifascista.

Qualcuno ci chiede sobrietà ma io non conosco altri modi di sventolare la nostra bandiera se non con orgoglio e vigore. Perché è in quella bandiera che c’è la nostra storia. Basta con i se e con i ma: abbiamo permesso per troppo tempo che si indugiasse con parole ambigue.

Perché, come disse il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, “Il fascismo non è un’opinione: è un crimine”.

Purtroppo però, di tentativi maldestri di riscrivere la storia ce ne sono tanti. Ne leggiamo di continuo.

E ad ognuno di questi dobbiamo avere la forza di reagire. È accaduto qualche settimana fa per il manifesto di Ventotene. Eppure non credo ci sia un lascito più meraviglioso di un seme piantato per far crescere il futuro. Perché di questo si è trattato. Questo è il dono che vollero fare a noi Europei Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni con quel documento.

Ma chi disconosce la portata e il valore di quel manifesto forse ha dimenticato che sono altri i manifesti di cui vergognarsi. E che non furono scritti in tempi troppo lontani. Perché se a Ventotene si scrisse il futuro nonostante l’isolamento e le restrizioni dell’esilio, solo qualche anno prima in Italia c’era chi scriveva il manifesto della razza.

Questa è la storia e con questa storia noi dobbiamo fare i conti, perché solo guardando in faccia i nostri errori sapremo rinascere. Anche oggi, quando il mondo sembra aver smarrito la ragione, dobbiamo ricercare nel sacrificio delle donne e degli uomini che fecero il 25 aprile 1945 la forza e il coraggio di ritrovare la strada del dialogo, dei diritti, delle libertà e della pace.

Come disse, proprio a Bari nel luglio del 2018 quello straordinario Pastore di cui oggi tutti piangiamo la scomparsa, Papa Francesco, “Non si può alzare la voce per parlare di pace mentre si perseguono sfrenate corse al riarmo. È una gravissima responsabilità che pesa sulle coscienze delle nazioni, in particolare di quelle più potenti”.

Ho voluto ricordare nella giornata della resistenza e della liberazione queste parole affinché noi oggi tutti avvertissimo la responsabilità della nostra storia, passata, presente e futura. Una storia di cui dobbiamo farci artefici e non spettatori. Proprio come lo furono loro, le donne e gli uomini dell’Italia liberata! Viva la Liberazione, Viva la Repubblica, Viva l’Italia!”.

Bari Costa Sud, via libera al progetto di Parco Valenzano. Leccese: “Onda verde collegherà la citta al mare”

Questa mattina il sindaco e il direttore della ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio Pompeo Colacicco hanno consegnato ufficialmente le aree di cantiere del lotto 4 “Bari Costasud, parco costiero della cultura, del turismo, dell’ambiente” – parco Valenzano.

Alla sigla del verbale di consegna presenti gli assessori della giunta comunale coinvolti nella realizzazione dell’opera, la presidente del I Municipio e i responsabili dell’ATI esecutrice dei lavori, composta da Euroambiente S.p.a.(Mandataria) e Imprendo Italia S.r.l. (Mandante). La progettazione, invece, è stata curata da R.T.P. LAND ITALIA S.R.L. – FINEPRO S.R.L. – M+M Architetti Associati – TECHIN S.R.L. – GIRARDI.

L’importo complessivo previsto per l’opera, come da quadro economico, è di 12.605.919,89 euro. La fine dei lavori è prevista entro il 31 dicembre 2026.

“Il progetto del lotto 4 è l’esempio naturale di alcune delle direttrici che hanno ispirato il programma di Costa sud e che rappresentano i punti fermi che andremo a inserire nel nuovo PUG, la rinaturalizzazione del sistema delle lame che diventano corridoi in grado di unire la città esistente al mare – spiega il sindaco -. Il cosiddetto parco Valenzano nella sua composizione ci permetterà di creare un parco lineare lungo i due argini della lama e un parco reticolare nell’area a monte, che di fatto confluiranno in una grande onda verde che sfocerà nel nostro mare. Sono particolarmente contento di poter dire che anche in questo lotto l’impronta verde sarà dominante: è prevista, infatti, la piantumazione di circa 1.800 alberi a medio e alto fusto che avranno un impatto importante nell’ecosistema della zona, con un forte effetto di ombreggiamento che, soprattutto nelle nostre aree dove il clima si va surriscaldando, è fondamentale. Oggi, infatti, siamo chiamati a ripensare i nostri stili di progettazione urbana che dal classico “giardino all’Italiana” deve virare più su veri e propri rifugi climatici che servono non solo per il riparo dalla calura ma anche per la creazione di ossigeno, e quindi a contrastare l’inquinamento atmosferico. Questo intervento, che sta per partire a breve, insiste su un’area fortemente degradata, per decenni percepita negativamente dai cittadini sia per lo stato di abbandono in cui versa sia per la sua naturale propensione alla separazione di due porzioni della città. Una percezione cha da sempre ha oscurato quella che è la funzione di sicurezza idraulica della lama, fondamentale per la città. Un ulteriore elemento di valore di questo lotto per noi è rappresentato dall’essere riusciti a integrare in toto anche l’esperienza di Orto gentile che, in maniera innovativa per Bari, ha incarnato lo spirito di quel patto città-campagna verso cui lo sviluppo della città in alcune zone è oggi orientato”.

IL PROGETTO

Il sito del lotto 4 si sviluppa su una superficie di circa 21 ettari e prende il nome dal canale Valenzano, prosecuzione canalizzata di una lama che sfocia nel mare Adriatico. L’area attualmente ospita svariati manufatti e architetture, tra cui il Sacrario militare dei Caduti d’oltremare e si identifica come un’area di rilevanza per la fauna migratoria, essendo un sito di nidificazione del fratino.

Il canale Valenzano, parte del sistema delle lame del barese, appare ora come un elemento urbano divisorio, in quanto crea una discontinuità urbana tra la sponda sinistra e il quartiere Japigia, la sponda destra con il parco agricolo e le zone periurbane e nella sua continuità verso il mare privo di opportunità di riconnessione verso gli elementi e le eccellenze ambientali poste trasversalmente all’andamento della costa. La rilettura della localizzazione dell’intervento, pertanto, si focalizza su tre temi principali:

– Natura: la riconnessione del tessuto ambientale dall’entroterra e dal Parco delle Murge al mare Adriatico attraverso i sistemi delle lame e, in particolare, la lama e il canale Valenzano;

– Città: attraverso la riconnessione del tessuto urbano e la massimizzazione degli attraversamenti del canale Valenzano;

– Cultura: attraverso l’incremento della biodiversità e lo sviluppo della connessione tra i servizi esistenti.

Il progetto, quindi, si identifica in un’”Onda Verde”, un nuovo collegamento trasversale alla linea di costa e parallelo al canale Valenzano che sfrutta le due sponde del canale per creare un nuovo corridoio di biodiversità e di riforestazione urbana che massimizzi la potenzialità di un collegamento ecologico verso il mare.

L’intervento rafforza e sviluppa localmente la qualità e la quantità di verde fruibile, andando così a costituire un sistema verde diffuso per concentrazione di interventi, ma contemporaneamente unitario per percezione, di grande importanza per la valorizzazione ambientale, ecologica e sociale della zona.

Leitmotiv è il verde, che diventa il vero elemento di coesione tra città e fiume, rafforzando la relazione uomo-natura ed evidenziando i benefici che il verde può garantire all’uomo.

Nelle differenti fasi progettuali sono state accolte una serie di prescrizioni fornite dagli enti coinvolti in sede di conferenza di servizi e, come richiesto dal Comune, nella progettazione esecutiva sono state introdotte delle richieste di integrazione effettuate dall’associazione Orto gentile, per cui parte del parco è stato rispristinato allo stato attuale per permettere la sopravvivenza di questa esperienza agricola sull’area. In particolare, sono stati stralciati dei percorsi pedonali e ciclabili e una pozione di opere a verde nell’area sud del Parco.

Il nuovo parco Valenzano, che ha come obiettivo la massimizzazione dei collegamenti ecosistemici e urbani, è quindi diviso nei seguenti ambiti di intervento: il Canale Valenzano con le sue sponde, il nuovo parco di riforestazione urbana come struttura principale del progetto. Questo vede la piantumazione di circa 1.800 nuovi alberi di medie e grandi dimensioni e include percorsi pedonali, ciclopedonali e ciclabili tra cui anche due fasce lungo il canale che hanno la duplice funzione di percorso sul “lungo canale” e percorsi di accesso per i mezzi di manutenzione. Sarà integrato anche un sistema di piazze come punti di arrivo e partenza dei percorsi. Questo sistema di piazze consentirà anche di superare i limiti delle preesistenze infrastrutturali (come la ferrovia), creando dei punti di arrivo che separano il parco dalla percorrenza continua del sistema degli assi urbani e infrastrutturali.

Il parco lungo il canale ha l’obiettivo di creare continuità tra le due sponde generando un sistema di spazi, ambienti di sosta e nuovi attraversamenti che abbiano rispondenza tra i due lati del Valenzano, mettendo in stretta correlazione il quartiere di Japigia con la sponda destra. Verranno inclusi anche un nuovo attraversamento ciclopedonale a mezzo di un ponte in legno lamellare che estenderà l’asse di via Peucetia verso via Martiri di Marzabotto e via Giuseppe Papalia e una rivisitazione della viabilità del ponte di via Gentile per inserire dei percorsi ciclabili e pedonali in sede propria che consentano l’attraversamento in sicurezza.

Come anticipato, all’interno del parco verrà mantenuta e integrata la realtà di agroecologia sostenibile, Ortogentile. Quest’area manterrà, quindi, la sua vocazione orticola nonché la gestione da parte di associazioni. È previsto il mantenimento della cascina, degli alberi esistenti e di un’area dedicata all’apicoltura. Verrà realizzata, in accordo con la committenza, un’area pavimentata in terra battuta nei pressi della cascina e realizzato un filare alberato di completamento lungo il lato del canale. Il parco reticolare si sviluppa come una rete di percorsi e piccole piazze di aggregazione che massimizzano la porosità urbana e consentono di attivare gli spazi agricoli ora in disuso o sottoutilizzati. Si configura anche come luogo di aggregazione della comunità locale, identificando e creando nuovi spazi di sosta che definiscono queste aree come un parco “agro-sociale”. Il parco reticolare si interfaccia con il parco Valenzano attraverso una serie di landing che consentono di legare i due ambiti definendo degli spazi di sosta e sarà affiancato e supportato, nella sua definizione agronomica e paesaggistica, da filari alberati da frutto che attiveranno anche gli spazi di margine delle aree agricole. I “giardini urbani” promuoveranno e svilupperanno il contesto esistente, attraverso l’integrazione di nuovi alberi che re-inverdiranno gli ambiti esistenti, promuovendo una nuova natura. I giardini urbani integreranno funzioni disparate, tra cui zone di aggregazione e sosta e zone attrezzate per usi sportivi, piste ciclabili e un’area camper a diretto contatto con il parco Valenzano. Verranno inoltre valorizzati i parcheggi esistenti, che contano circa un centinaio di posti auto, che saranno integrati con una vegetazione coerente al nuovo parco.

La paletta di vegetazione è stata scelta per svariate ragioni, sia climatiche che di contesto. In primo luogo, è stato considerato in termini temporali il medio e il lungo termine e la necessità di selezionare vegetazione che possa resistere ai cambiamenti climatici e a lunghi periodi di siccità. In secondo luogo, l’attenta selezione della vegetazione consente di garantire continuità attraverso i diversi ambiti progettuali. La scelta delle specie vegetali è una delle azioni principali per rispettare i caratteri naturalistici del luogo, dona una specifica identità a ogni singolo ambito attraversato, pur nel rispetto dell’armonia complessiva, vertendo principalmente la scelta su specie autoctone e caratteristiche del contesto di riferimento localmente reperibili ed escludendo specie allergeniche o soggette ad attacco di parassiti.

Le diverse tipologie di verde da irrigare saranno servite da settori separati così da adeguare l’adacquamento e la tipologia di erogazione all’effettivo fabbisogno idrico. Il funzionamento dell’impianto sarà completamente automatico, in quanto comandato da centralina di programmazione elettronica. Attraverso la programmazione delle elettrovalvole sarà possibile regolare il volume d’acqua erogato nelle varie zone, a seconda delle esigenze della vegetazione. La scelta dell’impianto di irrigazione per le differenti aree trattate a verde è stata progettata prendendo in considerazione i loro fabbisogni.

ARREDI URBANI

All’interno del parco lineare si collocheranno due tipologie di aree attrezzate. Sul lato sinistro, dove la fascia di parco è più stretta, verranno realizzati dei playground per l’attività sportiva e l’allenamento all’aria aperta. La conformazione di questi campi sarà piuttosto geometrica: andranno a ritagliare le aree di gioco come se fossero delle radure all’interno della trama vegetazionale e verranno collocati in serie, in modo da essere raggiunti facilmente dal percorso ciclo-pedonale che costeggia il canale. Si prevedono:

1. un campo di calcetto;

2. un campo di street basket;

3. un campo di pallavolo;

4. un’area per il fitness outdoor.

Sul lato destro, invece, le aree ludiche assumeranno conformazioni più libere, definite dalla rete dei percorsi presenti nel parco.

Le aree ludiche, partendo dalla linea di costa, saranno così caratterizzate:

1. area con giochi di sabbia per i più piccoli, che richiami dal punto di vista materico e tematico la vicinanza con la spiaggia;

2. area per la scoperta, per bambini più piccoli e ragazzini, che propone sfide fisiche e interattive;

3. area con altalene, in cui il tema del dondolio è caratterizzato con attrezzature di vario tipo;

4. area intergenerazionale, in cui vi sono attrezzature per la ginnastica dolce e giochi in cui persone di varia età possano giocare insieme o contemporaneamente in armonia.

PADIGLIONE MULTIFUNZIONE

Nella piazza campestre presente all’interno del parco reticolare si prevede la realizzazione di un padiglione multifunzione, con superficie di circa 200 mq. Il padiglione è costituito da un parallelepipedo che, con la sua geometria regolare, richiama le linee pure delle architetture locali. Il padiglione ospiterà un bar, una sala polifunzionale, servizi igienici, depositi e spazi tecnici a servizio del parco. Il padiglione avrà una terrazza coperta in prossimità del chiosco. Sarà realizzato in x-lam e le pareti esterne saranno caratterizzate dall’alternanza del tinteggio bianco e di un rivestimento dogato in listelli di alluminio effetto legno.

STRUTTURE

Gli aspetti di natura strutturale delle opere previste riguardano principalmente un padiglione, tre torrette belvedere (e birdwatching) e una passerella in forma di ponte ciclo-pedonale, localizzata in attraversamento del canale Valenzano, quale collegamento tra via Peucetia e l’argine alla destra idraulica corrispondente nell’area d’intervento ove sarà realizzato il bosco detto “Onda verde”.

Il padiglione è localizzato in un’area già urbanizzata e sistemata a parcheggio pavimentato in conglomerato; ha dimensioni in pianta pari a circa 257 mq di ingombro strutturale, con un corpo parallelepipedo di 20 x 10 ml di lato e un’altezza utile interna di circa 3 ml e quindi in volume di circa 600 mc – accostato a un volume tecnico e gradonata con funzione di accesso alla terrazza panoramica praticabile, con dimensioni d’ingombro pari a 5 x 10 ml.

Le torrette belvedere si presentano come strutture semplici di pianta quadrata di lato 3×3 m poggiate su un graticcio di travi di fondazione in cemento armato. La sovrastruttura in elevazione è costituita da quattro pilastri d’angolo in legno che sosterranno le azioni di carico verticali di due impalcati lignei con tavolato di rivestimento. Il primo piano è accessibile attraverso una scala a rampa lignea. La struttura è inoltre progettata per portare anche azioni orizzontali (es. vento) attraverso un sistema di controventature in acciaio nelle zone prive di aperture.

La passerella è caratterizzata da due travi curvilinee in legno lamellare che trasmettono i carichi verticali e orizzontali a due basamenti di fondazione da realizzarsi in calcestruzzo armato. La passerella trasmetterà i carichi verticali su pilastrini lignei gravanti lungo lo sviluppo delle travi e poggerà su una doppia orditura di arcarecci lignei. La struttura nel complesso è anche in grado di portare carichi orizzontali attraverso un sistema di controventi realizzato attraverso tiranti in acciaio.

Divano abbandonato sul lungomare, la denuncia di Leccese: “Bari romantica ma non immaginavo fino a questo”

“Sapevo che Bari fosse una città romantica, ma non immaginavo fino a questo punto!”. Inizia così, con un pizzico di ironia, il post di denuncia del sindaco di Bari, Vito Leccese, sui social.

Il tutto è accompagnato dallo scatto di un divano abbandonato sui frangiflutti del lungomare di Bari, a poca distanza dall’acqua.

“Magari però la prossima volta, finito di ammirare l’alba, il divano riportatevelo a casa – aggiunge il primo cittadino -. Oppure chiamate l’800.011558, il numero di Amiu Puglia per il ritiro gratuito degli ingombranti: il vostro romanticismo non deve danneggiare la città”.

Bari invasa e paralizzata dai cantieri, Leccese incontra le aziende dei sottoservizi: “Ridurre i disagi per i cittadini”

Nella giornata di ieri, a Palazzo di Città, si è tenuto l’incontro convocato dal sindaco e dall’assessore alla Cura del territorio con i rappresentanti delle aziende dei sottoservizi per discutere delle attività di cantiere relative ai lavori di manutenzione a loro carico, a seguito delle numerose segnalazioni di cittadini che lamentano l’eccessivo numero di interventi e i disagi a essi correlati.

Dall’analisi dei dati forniti dalla ripartizione competente, emerge infatti un aumento esponenziale degli interventi classificati dalle aziende come interventi ‘urgenti’, che impediscono qualsiasi forma di programmazione dei lavori. Solo nel 2024 sono stati registrati 2.114 interventi ‘urgenti’, e nei primi tre mesi del 2025 sono già 490. Questi si aggiungono alle normali autorizzazioni calendarizzate standard e alla programmazione dei cantieri di altra natura.

La città si prepara ad affrontare un complesso periodo di cantierizzazioni legate al PNRR, il che impone una revisione profonda delle modalità di attivazione e svolgimento degli interventi da parte dei gestori dei sottoservizi per non aggravare ulteriormente i disagi alla cittadinanza.Per questo nei prossimi giorni l’amministrazione comunale assegnerà ai responsabili dei cantieri tempi stringenti per comunicare la programmazione dei lavori. Nel contempo, i gestori saranno chiamati a normalizzare le comunicazioni sull’andamento e la fine dei lavori sui sottoservizi, anche per consentire le attività di controllo. L’amministrazione ha anticipato che, in caso di mancato adeguamento a tali prescrizioni, ha in programma di sospendere tutte le autorizzazioni.

“Non è più ammissibile che gli scavi stradali vengano eseguiti senza consentire agli uffici comunali un’adeguata programmazione e i relativi controlli – spiega il sindaco -. Siamo arrivati al paradosso che gli interventi di urgenza con le procedure straordinarie siano diventati quasi il triplo degli interventi eseguiti in modo ordinario. Non è più possibile andare avanti così, perché l’interruzione improvvisa e non gestita della circolazione stradale determina disagi intollerabili per i cittadini, senza considerare i problemi per la sicurezza stradale. Ho chiesto ai responsabili delle aziende presenti un netto cambio di registro, altrimenti saremo costretti a richiamare tutti alle proprie responsabilità”.

Freddo a Bari, ordinanza di Leccese: termosifoni accesi fino al 12 aprile per massimo 4 ore

Il sindaco di Bari ha firmato questa mattina un’ordinanza con la quale dispone, con decorrenza immediata, l’ampliamento del periodo di esercizio degli impianti termici sul territorio comunale fino al prossimo 12 aprile, con una durata di attivazione giornaliera degli stessi non superiore alle 4 ore.

Il provvedimento, che risponde alle numerose richieste pervenute dai cittadini, nasce dall’esigenza di assicurare condizioni più confortevoli, soprattutto alle persone anziane, ai bambini e a coloro che versano in uno stato di fragilità, in considerazione delle attuali condizioni metereologiche, nonché delle previsioni per i prossimi giorni, particolarmente rigide rispetto alla media stagionale.

Bari, un Parco della Rinascita sul suolo dell’ex Fibronit: cantiere aperto con Emiliano, Decaro, Leccese e Vendola

Tra 330 giorni, dove un tempo sorgeva una fabbrica di elementi per l’edilizia in amianto, ci sarà un parco urbano che abbraccerà tre quartieri di Bari rappresentando un enorme polmone verde.

Il cantiere del Parco della Rinascita, sui suoli della ex Fibronit bonificati, è stato inaugurato oggi. Entro la primavera del 2026, grazie al co-finanziamento del Pnrr, diventerà un’area verde aperta a tutta la città, con spazi di socializzazione, aree per lo sport e per i bambini, servizi e un imponente progetto di forestazione urbana.

Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’eurodeputato Antonio Decaro, il presidente di Sinistra Italiana Nichi Vendola, il sindaco Vito Leccese e il presidente del Comitato cittadino ex Fibronit, Nicola Brescia.

“Questo parco non restituirà serenità alle famiglie colpite – ha detto Leccese – ma il compito di noi amministratori è seminare speranza, e oggi quei semi cominciano a germogliare”. L’area, ha aggiunto, “diventerà “un luogo di vita, rinascita, rigenerazione urbana”.

Emiliano ha ricordato che il progetto rappresenta “una delle rarissime varianti da area edificabile ad area a verde, ci siamo arrivati partendo dal basso, con la collaborazione dei cittadini”. E ha inoltre evidenziato che in Puglia “75 milioni di euro serviranno a rimettere in sicurezza le discariche”, senza dimenticare la “battaglia per la salute dei cittadini di tarantini. Il ministro Urso ci ha promesso che la siderurgia italiana sarà decarbonizzata a questo è un risultato straordinario”.

Brescia ha sottolineato che “per il Comitato questo cantiere rappresenta il raggiungimento dell’ultimo obiettivo, ora saremo presenti per verificare che tutto vada nel modo giusto”, per la città invece rappresenta “una rinascita morale e civile, perché è un risarcimento minimo per il dolore subito dalle famiglie”.

Ristoro per azionisti e risparmiatori dell’ex Banca Popolare di Bari: il sindaco Leccese scrive al ministro Giorgietti

Come da impegni presi a seguito dell’incontro svoltosi lo scorso 29 marzo tra il sindaco di Bari Vito Leccese e numerosi piccoli azionisti della ex Banca popolare di Bari, che hanno visto annullarsi o ridursi significativamente il valore di propri investimenti, a causa delle note vicende, anche giudiziarie, che hanno travolto la banca, il sindaco ha inviato una nota ufficiale al ministro dell’Economia Giorgetti per rappresentare la richiesta di gran parte dei 70.000 soci ex BPB, di poter disporre, come avvenuto in altre situazioni simili, di una misura di ristoro.

“Alla luce del comprensibile disagio che sta vivendo la comunità metropolitana, a cui gran parte dei piccoli soci appartiene. – si legge nella nota – Le sarei grato se potessimo incontrarci per rappresentarLe personalmente le ragioni di un intervento necessario da parte del Governo e Parlamento, anche perché si tratta di cittadini che hanno investito i risparmi di una vita non per fini speculativi ma previdenziali, ”.

I Presidenti di AssoAzionisti BPB, Giuseppe Carrieri, e del Comitato Indipendente BPB, Saverio Daddario, nel prendere atto dell’ ulteriore nota inviata quest’oggi al Ministro Giorgetti, ringraziano il sindaco Leccese per il rispetto degli impegni assunti e chiedono, con forza, ai parlamentari baresi e pugliesi di agevolare l’incontro richiesto. “Siamo pronti a mobilitarci a sostegno dell’ulteriore iniziativa assunta dal sindaco di Bari”.

Bari, sopralluogo del sindaco Leccese nel cantiere del Teatro Margherita: “Presto tornerà ad affascinare il mondo”

Questa mattina il sindaco di Bari Vito Leccese e l’architetto Maria Piccarreta, Segretario regionale del Ministero della Cultura per la Puglia, hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere del Teatro Margherita dove sono in corso i lavori di restauro a cura del Ministero per il completamento dell’ultimo lotto previsto entro la fine del 2025. Al sopralluogo ha partecipato l’assessora alle Culture del Comune di Bari, Paola Romano, i tecnici comunali e il direttore dei lavori l’arch. Lucia Patrizia Caliandro, funzionaria della Soprintendenza di Bari.

Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) è l’arch. Francesco Longobardi, funzionario della Direzione Musei della Puglia.

L’intervento prevede lavori di restauro architettonico, opere di restauro storico-artistico, la realizzazione degli impianti elettrici interni, termici di condizionamento e idrico-sanitari. L’importo complessivo dell’appalto è di 1.484.509,89 euro, fondi rivenienti dalla Programmazione 2007-2013 Annualità 2017.

L’arch. Piccarreta ha illustrato al sindaco lo stato dei lavori che sta effettuando l’impresa ‘Edil Co.’ di Matera, vincitrice dell’appalto, che in questo momento sono incentrati nella Torre Scenica e nella Sala, oltre che nella zona del foyer e negli spazi ad esso annessi. Il teatro sarà dotato di 2 nuove ascensori con una nuova distribuzione funzionale delle salette al livello della balconata e degli ambienti destinati al caffè letterario.

“Contiamo con questi ultimi lavori previsti all’interno del nostro Teatro Margherita di rendere al più presto totalmente funzionale questo spazio incredibile che potrà davvero fare la differenza nell’offerta culturale cittadina – ha commentato il sindaco Vito Leccese a margine del sopralluogo -. I responsabili del cantiere, che ringrazio, ci hanno confermato la fine dei lavori entro il 2025 e la piena fruibilità di tutti i luoghi del teatro, il cui progetto di restauro è stato pensato all’insegna della contaminazione tra arte, città e culture. Al termine dei lavori il Teatro Margherita tornerà ad aprirsi alla città e a mostrare al mondo il fascino straordinario che lo ha reso unico nel tempo. È nostra intenzione lavorare per costruire luoghi belli, funzionali, che siano fucina di talenti e casa per artisti di tutto il mondo. Qui, nel nostro teatro sul mare, l’arte contemporanea troverà il suo approdo più bello”.

“I lavori procedono celermente rispettando il cronoprogramma previsto e, quindi, il tempo di conclusione del cantiere alla fine del 2025 – dichiara l’arch. Maria Piccarreta -. Ci aggiorneremo con il sindaco tra un mese e mezzo, verso i primi di maggio, per rivisitare insieme il cantiere e fare un nuovo punto sui lavori. Terminata questa prima fase degli interventi, valuteremo la possibilità di aprire il cantiere del Margherita alla cittadinanza con delle visite guidate”.

“I lavori procedono in linea con il cronoprogramma e monitoreremo con appuntamenti cadenzati congiunti con il Segretariato per condividere anche con la città ogni dettaglio di questo luogo magico – spiega l’assessora Paola Romano -. L’obiettivo è lavorare insieme al Segretariato durante il cantiere, anche con la possibilità di organizzare insieme momenti di riflessione sull’uso dello spazio “artistico” e sul ruolo che l’arte contemporanea può assumere nello sviluppo urbano della città. Bari attende da troppo tempo uno spazio dedicato al contemporaneo dove creare un laboratorio per immaginare il futuro della città come grande capitale del mediterraneo”.

Crac Banca Popolare di Bari, incontro tra Leccese a azionisti truffati. Il sindaco: “Parlerò con il ministro Giorgetti”

“Siamo molto soddisfatti dell’assemblea odierna tenutasi nelle sale del Comune di Bari. Centinaia di soci hanno affollato la sala comunale e hanno seguito i vari interventi programmati per fare il punto sulla questione Banca Popolare di Bari. Molto applaudito e apprezzato intervento del Sindaco di Bari che ha comunicato che da oggi sarà al fianco dei soci della ex Popolare di Bari per portare a casa il ristoro che meritano”. Inizia così il comunicato congiunto di AssoAzionistiBPB e del Comitato Indipendente Soci BPB che si è tenuto nei giorni scorsi a Bari. Il primo cittadino ha annunciato che chiederà un incontro a ministro Giorgetti.

“Ugualmente apprezzati gli interventi dei parlamentari e consiglieri regionali intervenuti che hanno dato appuntamento a Roma ai delegati delle Associazioni dei Soci della Banca Popolare di Bari”, aggiungono le due associazioni.

“Da oggi per noi comincia un nuovo percorso nella nostra battaglia per risarcire i soci della BPB che incolpevolmente hanno perso tutti i loro risparmi – hanno dichiarato Saverio Daddario e Giuseppe Carrieri, presidenti delle Associazioni degli Azionisti BPB – Non ci sentiamo più soli e confidiamo che col supporto del sindaco Leccese e dei Parlamentari Baresi, potremmo risolvere una amara vicenda che si trascina ormai da troppi anni. Auspichiamo che quest’anno (dopo 6 anni) l’assemblea di approvazione del bilancio possa svolgersi in presenza, per manifestare anche agli attuali vertici di Banca del Mezzogiorno la necessità che il conflitto con i 70mila soci traditi si risolva definitivamente”.