Lupo ucciso nel Leccese, cacciatore a processo. LNDC si costituisce parte civile: “Gesto crudele e intollerabile”

LNDC Animal Protection annuncia che si costituirà parte civile nel processo a carico dell’autore della brutale uccisione di un lupo a Castiglione Andrano, in provincia di Lecce, all’inizio di ottobre scorso e per la quale aveva già sporto denuncia contro ignoti appena appreso il fatto.

L’uomo, un cacciatore, è stato incastrato grazie a un automobilista che passando in quella zona aveva notato l’animale a terra, pubblicando poi in rete la foto della scena: da qui erano successivamente partite le indagini dei Carabinieri forestali di Tricase. Nonostante il corpo fosse stato rimosso dal cacciatore, sono state sufficienti le tracce di pelo e sangue rimaste sul terreno per capire che si trattava di un lupo e, con l’avanzamento delle ricerche, è stato possibile poco dopo risalire anche all’autore del gesto, ora sottoposto a indagine e rinviato a giudizio.

“Un gesto di crudeltà gratuita e intollerabile per il quale speriamo ci possa essere una condanna esemplare”, ha affermato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection: “La violenza contro gli animali è un sintomo di una società che ha perso il rispetto per l’altro, che sia animale o umano. Faremo tutto ciò che è in nostro potere perché questa persona abbia una pena congrua ai reati commessi. Ci stiamo battendo, anche in sede Europea con un ricorso tuttora pendente davanti al Tribunale dell’Unione Europea e già pubblicato nella gazzetta Ufficiale, perché sia annullato il declassamento del lupo per insussistenza di dati scientifici”.

LNDC Animal Protection, infatti, si batte da numerosi anni e in diverse sedi in difesa del lupo, sostenendo con fermezza come le scelte politiche debbano essere basate su dati scientifici e non sugli interessi economici a breve termine di alcuni settori, che rappresentano una minoranza della cittadinanza. L’associazione ha sottolineato più volte come le misure di protezione verso i lupi dovrebbero essere potenziate e non ridotte come invece accade, facendo pressione perché si attuino politiche di gestione che bilancino le esigenze degli agricoltori con la necessità di preservare la fauna selvatica.

Anche l’associazione animalista OIPA ha partecipato come parte civile nel processo penale, instauratosi proprio grazie all’opposizione dell’associazione alla iniziale richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero. L’associazione esprime soddisfazione per questa sentenza, che certamente non potrà restituire la vita al povero cane coinvolto, ma è un riconoscimento importante della drammaticità della situazione.

“La detenzione di un cane sul balcone, o comunque in condizioni non naturali, può comportare episodi gravi come quello che si è verificato in questo caso, tanto da causare una caduta del disperato cane dal terzo piano dell’abitazione. Ancora una volta la giurisprudenza riconosce condotte illecite di questo tipo. L’OIPA continuerà a battersi in prima linea per far riconoscere anche in sede giudiziaria la tutela legale agli animali come esseri senzienti”, le parole dell’Avv. Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA Italia.

 

Bari, barboncino trovato senza vita in mare. LNDC denuncia in Procura: “Inaccettabile il responsabile deve pagare”

Torniamo ad occuparci della notizia del barboncino trovato morto nelle acque del lungomare di Bari. L’associazione LNDC Animal Protection ha scritto al Comandante della Polizia Locale, intervenuta sul posto, per avere maggiori informazioni e per chiedere se fosse stato disposto l’esame necroscopico.

“Da quanto risulta, il cagnolino era microchippato e a lanciarlo in mare sarebbe stata proprio quella che doveva essere la sua compagna di vita umana, la sua proprietaria. Non è ancora chiaro se il povero animale fosse ancora vivo prima di questo gesto disumano – si legge nel comunicato -. LNDC Animal Protection ha scritto al Comandante della Polizia Locale per chiedere maggiori informazioni e per accertarsi che sia stato richiesto l’esame necroscopico, al fine di accertare le cause di morte e verificare se il cane fosse già morto prima di essere buttato in mare o meno. L’associazione sporgerà denuncia presso la Procura della Repubblica di Bari, chiedendo che vengano svolte indagini approfondite per perseguire penalmente la persona colpevole”.

“Questo ennesimo episodio di crudeltà contro un animale indifeso è inaccettabile e deve essere condannato con la massima fermezza”, dichiara Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection -. È fondamentale che le autorità competenti facciano luce su quanto accaduto e assicurino alla giustizia il responsabile di questo atto crudele. Se anche dovesse risultare che il cane è stato gettato in mare post-mortem, rimane comunque un gesto orribile di assoluto disprezzo per la vita”.

“Purtroppo, episodi simili non sono isolati. In passato, sono stati segnalati casi di animali maltrattati e abbandonati in condizioni disumane. LNDC Animal Protection sottolinea l’importanza di una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema del benessere animale e della necessità di pene più severe per chi si macchia di reati contro gli animali – conclude l’associazione -. LNDC Animal Protection continuerà a monitorare da vicino l’evolversi della situazione, offrendo pieno supporto alle autorità nelle indagini e promuovendo iniziative volte a prevenire simili atrocità in futuro”.

Cane legato all’auto e trascinato per metri, denunciati padre e figlio a Cassano. LNDC: “Crudeltà inaudita”

“LNDC Animal Protection condanna con fermezza l’episodio avvenuto a Cassano delle Murge dove un cane è stato legato a una macchina e trascinato per metri a Cassano e annuncia denuncia. Grazie alla segnalazione tempestiva di alcuni cittadini, le forze dell’ordine sono intervenute salvando l’animale, che ora è affidato alle cure veterinarie”.

Inizia così il post di denuncia pubblicato sui social da LNDC Animal Protection. Padre e figlio sono stati individuati e denunciati, mentre il cane verrà dato in adozione una volta guarito.  “Questo episodio è di una crudeltà inaudita. Ancora una volta, questo episodio dimostra quanto sia fondamentale non voltarsi dall’altra parte davanti a casi di maltrattamento. Solo denunciando possiamo fermare simili atrocità e chiedere giustizia per le vittime innocenti – si legge ancora nel post -. LNDC seguirà da vicino la vicenda affinché i responsabili rispondano delle loro azioni. Gli animali non sono oggetti, ma esseri senzienti che meritano rispetto e protezione”.

Orrore a Gravina, gattina presa a sassate e infilzata con stecchini di legno. LNDC: “Aiutateci a trovare il colpevole”

“Ennesimo episodio di violenza nei confronti di una gattina, vittima di una brutale aggressione nei pressi di un agriturismo di Gravina in Puglia”. Inizia così la denuncia social di LNDC Animal Protection. Si chiamava Rò ed era la mascotte di Tenuta Capotenda.

“La micetta sarebbe stata percossa o addirittura presa a sassate perché il corpo era tumefatto. Ma il particolare più inquietante è che sarebbe anche stata infilzata con degli stecchini di legno – si legge nel post -. Noi di LNDC abbiamo sporto denuncia e chiediamo collaborazione per identificare il colpevole: per arrivare a commettere atrocità di questo genere, vuol dire che si tratta di una persona che deve essere fermata e aiutata, prima di diventare un pericolo ancora maggiore”.

Orrore a Gravina, volpino bruciato vivo e abbandonato in strada. LNDC: “Caramello merita giustizia aiutateci”

Caramello è un piccolo combattente e sta lottando per vivere. È vigile e, per quanto possibile nelle sue condizioni, attivo. Mangia da solo e ce la sta mettendo tutta per guarire. Non è ancora fuori pericolo, ma gli attivisti di LNDC Animal Protection Gravina faranno tutto il possibile per farlo stare meglio

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Orrore a Monte Sant’Angelo, cucciolo ucciso brutalmente da un uomo in pieno giorno: LNDC chiede l’autopsia

“Circa due settimane fa, a Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia, si è verificato un episodio di una crudeltà impressionante. Un uomo, in pieno giorno e al centro del paese, ha lanciato un cucciolo dalla strada facendolo precipitare lungo la scalinata sottostante. Nel vedere questa scena, un’attivista vicina alla Sezione locale di LNDC Animal Protection è scesa dall’auto e ha iniziato a gridare contro l’uomo che nel frattempo era sceso per la scalinata e aveva iniziato a sbattere con forza il povero cucciolo a terra, prima di scappare con il corpicino in braccio lasciando tracce di sangue sui gradini”. Inizia così la nota di LNDC Animal Protection.

“L’attivista e testimone oculare di questa brutalità ha chiamato le forze dell’ordine e dopo poco tempo sono arrivati i vigili urbani, ma le ricerche del cagnolino non hanno dato alcun risultato. Il corpo è stato ritrovato il giorno seguente e, nonostante fosse già stata sporta denuncia per la sua uccisione, sarebbe stato inviato allo smaltimento se la Presidente nazionale di LNDC Animal Protection non avesse scritto una lettera alla ASL di Foggia, ai Carabinieri e alla Polizia Municipale di Monte Sant’Angelo chiedendo di procedere con l’esame autoptico necessario ai fini della denuncia e pertanto di non procedere con lo smaltimento di quello che era a tutti gli effetti il corpo del reato. LNDC Animal Protection sollecita quindi le autorità preposte a fare quanto necessario per dare il giusto corso alle procedure investigative necessarie per circostanziare la denuncia già formalmente depositata a carico dell’uomo”, si legge nella nota.

“Da quanto ho appreso dai nostri attivisti locali, il corpo martoriato del povero cagnolino è stato depositato nel congelatore del canile convenzionato con il Comune di Monte Sant’Angelo. Tuttavia, a distanza di 10 giorni dalla mia lettera e dalla denuncia presentata dall’attivista locale e dalla sottoscritta, non si è ancora proceduto al trasferimento del corpo presso l’Istituto Zooprofilattico che dovrà effettuare la necroscopia, fondamentale ai fini probatori e dunque per accertare quanto accaduto. Premesso che era assurdo già dal principio pensare di smaltire la prova di un reato così efferato, è anche assurdo che debba passare tutto questo tempo prima di poter effettuare l’autopsia mentre l’assassino è libero di circolare e continuare a fare del male indisturbato., le parole di Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection.

Bari, maiali morti di stenti durante trasporto dall’Ungheria: scatta la denuncia di LNDC Animal Protection

Morti di stenti mentre venivano trasportati dall’Ungheria all’Italia, probabilmente per trovare comunque la morte. È stata questa la sorte di alcuni dei 100 maiali che erano in un camion fermato per controlli dalla Polizia stradale di Bari. All’interno del veicolo, gli agenti hanno constatato che mancavano i requisiti previsti dalla legge per trasporti di questo tipo, gli animali erano in sovrannumero rispetto a quello consentito e privi di cibo e acqua. I due autisti inoltre non avevano effettuato le pause necessarie. Gli agenti intervenuti hanno provveduto a elevare una sanzione di 8mila euro e hanno disposto il fermo del veicolo utilizzato. LNDC Animal Protection sporge denuncia a carico dei due autisti, di nazionalità polacca, per maltrattamento di animali.

“È ora di dire basta. Non è più accettabile che gli animali vengano sfruttati e torturati in questo modo. Gli animali non sono oggetti, gli animali soffrono e non ci si può più girare dall’altra parte davanti a tutta questa sofferenza. Ogni volta che si compra della carne ci si rende complici di comportamenti come questo, bisogna esserne consapevoli e non nascondersi dietro a un dito. Se poi si vuole continuare così nessuno lo vieta, ma bisogna avere la consapevolezza che dietro l’industria della carne c’è soltanto dolore e sofferenza al di là di quello che fanno vedere le pubblicità. Noi di LNDC Animal Protection abbiamo scelto di stare dalla parte dell’amore e del rispetto e per questo abbiamo scelto un’alimentazione a base vegetale, e invitiamo tutti a fare lo stesso. Soltanto così potremo mettere fine allo sfruttamento e alla crudeltà e mostrare realmente di amare gli animali, tutti gli animali, senza distinzione tra serie A e serie B”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.