Bari, attraversa la strada con le cuffie e viene colpito in pieno da un’auto: ferito 35enne sul lungomare

Attimi di tensione e paura ieri sera a Bari dove un pedone è stato investito sul lungomare, all’altezza del Molo San Nicola, da un’auto. Secondo le prime ricostruzioni la vittima ha attraversato la strada non sulle strisce pedonali, aveva le cuffie e non si è accorto dell’arrivo della vettura.

Sul posto è intervenuto il 118, il 35enne è stato trasportato in ospedale dopo aver sfondato il parabrezza e aver rimediato varie contusioni. L’automobilista si è fermato per prestare soccorso.

Pesca il monopattino numero 21 in tempi record. Dino: “Nessun rispetto. Cerco calamita al neodimio”

Dopo la bella chiacchierata sulle scale del lungomare, incentrata sull’inciviltà nella città di Bari, questa volta con il nostro amico Dino Rizzi abbiamo scritto la storia. Abbiamo assistito con partecipazione al recupero del 21esimo monopattino al molo Sant’Antonio, il tutto a tempo di record: Dino ci ha impiegato un minuto e 20 secondi con il suo incredibile stratagemma.

“I love Bari” sulle scale del lungomare, Rizzi e il discorso sull’inciviltà: “Iè assà u chemmune”

Una lunga chiacchierata con il nostro amico Leonardo Rizzi sull’inciviltà. Abbiamo preso come ispirazione la scritta “I love Bari” apparsa sulle scale del lungomare e quell’odore inconfondibile di chemmune per denunciare tutti quei comportamenti che rovinano l’immagine di questa città meravigliosa, soprattutto in questo momento dove si registra un boom del turismo.

Bari, cambio look per i candelabri ornamentali del lungomare: prima tranche restyling entro San Nicola 2026

Sono partiti questa mattina, lunedì 29 settembre, gli interventi di manutenzione straordinaria e restauro dei candelabri ornamentali del lungomare di Bari, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità a uno degli elementi simbolo della città. I lavori (affidati alla Saulle Impianti S.R.L.) sono finanziati nell’ambito di due contratti attuativi di accordo quadro, per un importo complessivo di 2.200.00 euro a valere sul PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021-2027 – Azione 2.2.1.1 “Rinnovo Infrastrutture Pubbliche, Illuminazione Pubblica “ Smart Lighting” – Priorità 2 “Sostenibilità Ambientale” – Operazione Multi-Intervento BA2.2.1.1.A “Smart Lighting”.

Gli interventi sono partiti stamattina dai candelabri posizionati all’altezza della spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro, e riguarderanno, con modalità diverse per ogni singolo manufatto, tutti gli elementi esistenti sino al piazzale Cristoforo Colombo, in prossimità del porto.

Le operazioni di manutenzione straordinaria si concentreranno esclusivamente sui manufatti segnalati come maggiormente critici sotto il profilo della sicurezza e della stabilità, secondo quanto emerso dalle indagini e dalle valutazioni tecniche condotte negli scorsi mesi da due restauratrici specializzate, incaricate dal Comune di catalogare i candelabri, stabilendo una scala di urgenza rispetto agli interventi da realizzare. Come richiesto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, infatti, l’amministrazione ha individuato due professioniste qualificate, esperte rispettivamente nel restauro di “Materiali e manufatti in metallo e leghe” e “Materiali lapidei, musivi e derivati”, cui è stato affidato l’incarico di consulenza tecnica relativa ai candelabri oggetto di intervento, realizzati in metallo e posti su basamenti lapidei.

Sul totale dei 197 candelabri esistenti, per circa un terzo è stata individuata la necessità di procedere a una rifunzionalizzazione complessiva. Sui primi 24 sono state avviate le attività di smontaggio, catalogazione, trasporto, manutenzione straordinaria e successivo rimontaggio, oltre alla sistemazione dei basamenti in pietra. Nello specifico, ogni singolo candelabro considerato in condizioni critiche sarà smantellato, e le singole componenti (dalla base ai bracci) saranno valutate a seconda dello stato di deterioramento. Le parti recuperabili saranno restaurate, mentre le componenti da sostituire saranno inviate in fonderia e ricostruite fedelmente, grazie agli stampi dei lampioni monumentali a disposizione dell’amministrazione comunale. Per gli esemplari a rischio di staticità, sarà sostituita anche l’anima in ferro con un palo in acciaio, saldato al basamento in muratura.

Per quanto riguarda gli elementi considerati in condizioni migliori, si procederà con interventi di restyling non strutturale, a partire dalla verniciatura. Oltre al restauro dei lampioni in ghisa e dei basamenti in pietra, i lavori prevedono la sostituzione dei corpi illuminanti con lampade a led di ultima generazione, a risparmio energetico e telecontrollate. L’obiettivo è concludere la prima tranche di lavori su 24 candelabri entro la festa di San Nicola 2026. Gli interventi finanziati con i due contratti attuativi, nel complesso, termineranno ad aprile 2027.

LA STORIA DEI CANDELABRI

I 197 iconici lampioni del lungomare che adornano i tre chilometri di strada, dall’entrata del porto a Pane e Pomodoro, sono tra i simboli più noti di Bari, immortalati in cartoline, fotografie e dipinti d’autore. I lampioni, in ghisa nera, furono installati durante la costruzione del lungomare cittadino voluto da Araldo di Crollalanza. Quindi con i tufi provenienti dalla “cava del prete” fu creato il waterfront barese, che si andò pian piano a illuminare proprio grazie ai caratteristici candelabri.

I lavori durarono dal 1929 sino alla metà degli anni 30 e originariamente previdero un uso più esteso delle lanterne che arrivavano addirittura fino all’entrata monumentale della Fiera del Levante. Ma i baresi potettero godere del nuovo lungomare solo per poco tempo: durante la seconda guerra mondiale l’industria bellica fece man bassa di tutto ciò che era composto di metallo per costruire armi; così i lampioni vennero smantellati e la strada costiera dovette rimanere priva sino al termine del conflitto mondiale.

Nel 1949 si decise, però, di avviare una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari al ripristino degli amati lampioni. Ne furono subito costruiti 21, ma ci passò una decina d’anni prima di veder completati gli altri 176.

A partire dal 1962 i lampioni furono oggetto di un considerevole restyling: le lampade sferiche che li avevano caratterizzati fino ad allora vennero sostituite con quelle cilindriche odierne. A realizzarli fu l’azienda barese “Officina Fonderia F. Corazza”, il cui marchio è impresso in rilievo sul basamento di ognuno di essi. La fabbrica era diretta dal commendatore Francesco Carrozza.

La notte di Capodanno del 1980 il lungomare fu devastato da una mareggiata e i blocchi in pietra spostati, compresi i lampioni, di parecchi metri. Alcuni lampioni andarono distrutti e, grazie alla stessa fonderia Corazza che conservava ancora il calco originale, poterono essere riprodotti. I lampioni portano incisa la scritta “Officina Fonderia F. Corazza”.

Crisi del grano, protesta degli agricoltori a Bari. Trattori e corteo sul lungomare: “Stop import massiccio”

È partito dal Lungomare antistante la spiaggia cittadina di Pane e pomodoro il corteo degli agricoltori del grano, scesi in piazza anche a Bari per protestare contro il boom di importazioni dall’estero, a causa delle quali il prezzo del prodotto italiano è crollato.

Migliaia di agricoltori, provenienti da sei regioni del centro-sud, si sono radunati con in testa alcuni trattori. Prima dell’avvio del corteo, il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore, Pietro Piccioni, insieme ad altri vertici territoriali, si sono recati in Prefettura dove hanno consegnato al prefetto, Francesco Russo, un documento con le rivendicazioni della categoria.

Il corteo proseguirà sul lungomare Nazario Sauro arrivando fino alla sede della presidenza della Regione Puglia. È inoltre previsto un collegamento da remoto della piazza con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.

I manifestanti espongono cartelli che recitano, fra le altre cose, “Salviamo il grano italiano”, “Senza agricoltori non c’è cibo”, “Sos grano italiano in difesa del reddito degli agricoltori e della filiera”.

Bari, colpito da un uovo mentre corre: “Ho rischiato di perdere un occhio. Qualcuno ha ripreso la scena”

“Stavo correndo insieme a un gruppetto di amici. Erano all’incirca le sei del mattino. Io non mi sono assolutamente reso conto di quello che stava accadendo. All’improvviso ho sentito una botta violentissima che mi ha scaraventato a terra all’indietro. Sono caduto di spalle. Il colpo è stato di una violenza inaudita. È come se quando dormi arriva qualcuno e ti colpisce con una vanga. L’impatto è stato una cosa del genere”.

Inizia così il racconto di Vito Ancona, il podista 60enne che lunedì mattina è stato colpito da un uovo mentre si allenava sul lungomare. “Ero a terra, sentivo questo liquido che scendeva, non capivo cosa fosse, avevo paura – racconta ai microfoni de La Repubblica -. Quando gli amici si sono fermati per soccorrermi si sono resi conto che ero stato colpito da un uovo. Con cautela ho tolto la mano dall’occhio, ho cercato anche di aprirlo, ma non ce la facevo e così chi era con me ha chiamato il 118. È arrivata un’ambulanza che mi ha accompagnato al Policlinico d Bari”.

“C’è stata una ischemia temporanea dovuta alla botta, se fosse stata una ischemia più lunga l’avrei sicuramente perso. Per fortuna a parte il forte trauma non ci sono stati danni permanenti. Ora sono a casa, i medici mi hanno prescritto una terapia. Il dolore alla testa è passato. L’occhio è ancora gonfio e continua a lacrimarmi ma il peggio è passato – aggiunge -. I miei amici non si sono resi conto di nulla sino a quando io non ho gridato. Poi sul lungomare a quell’ora ci sono tantissime persone che corrono. E qualcuno ha raccontato di aver visto una seconda macchina dalla quale veniva ripresa la scena. Nessuno però è stato in grado di annotare il numero di targa”.

“Un mio conoscente, una persona che corre come me, ieri, dopo aver saputo di quello che mi era successo, mi ha scritto un messaggio e mi ha raccontato di un episodio simile – conclude -. Mi ha detto che lui, sempre lunedì mattina, mentre correva sul lungomare all’altezza della basilica di San Nicola, è stato colpito da un uovo ma all’altezza del bacino. Fortunatamente lui non ha riportato danni. Evidentemente le stesse persone che hanno lanciato l’uovo contro di me hanno proseguito nella stessa direzione e hanno colpito anche lui”.

Bari, uova lanciate da macchina in corsa sul lungomare: runner colpito all’occhio

Lancio di uova da una macchina in corsa sul lungomare di Bari. Questa mattina un runner di 62 anni è stato colpito ad un occhio ed è stato soccorso sul posto dal 118. Ha rischiato di perdere un occhio. Pare che non si tratti di un caso isolato, sono diverse le segnalazioni negli ultimi giorni.

“L’atleta era sul lungomare assieme ad altri runners della Bari Road Runners e atleti di altre società – spiega Rino Piepoli, presidente della Bari Road Runners -. All’altezza dell’Albergo delle Nazioni, è stato colpito da un uovo lanciato da un’auto in corsa. Al seguito dell’auto, un’altra vettura dalla quale complici filmavano quanto stava accadendo. L’uomo, colpito dall’uovo nell’occhio, è caduto sul marciapiede con l’occhio sanguinante: i runners della Bari Road Runners hanno chiamato il 118 e l’atleta non è stato ancora dimesso dall’ospedale.

“Non si tratta del primo caso segnalato in città – continua Piepoli -. E il sindaco Vito Leccese è già a conoscenza di quanto accaduto. Non possiamo accettare che chi fa sport all’aperto sia esposto a violenza e rischi permanenti. Chiediamo sicurezza e responsabilità; indagini rapide per individuare e punire i responsabili; più controlli sul lungomare e nelle zone frequentate da podisti e ciclisti e collaborazione di chi ha foto/filmati o informazioni per consegnarle alle forze dell’ordine. Invitiamo chi ha visto o ripreso qualcosa a contattare subito la Polizia Locale e a scriverci in privato – conclude Piepoli – ogni prova può essere decisiva. Non lasciamo che la paura ci tolga il diritto di fare attività all’aperto: uniamoci per chiedere sicurezza e rispetto”.

Baby gang a Bari, 20enne insultato e aggredito in piazza Diaz: indagini in corso

Attimi di tensione sabato sera a Bari dove un 20enne nordafricano è stato aggredito in piazza Diaz da un gruppo di minorenni. Il ragazzo sarebbe stato ferito lievemente da due fendenti di striscio, dopo essere stato insultato e preso di mira con sputi.

Sul posto è intervenuto il 118 che lo ha medicato sul posto prima di trasportarlo in ospedale dove gli sono stati applicati alcuni punti di sutura. Indagini in corso, al momento nessuna traccia dei componenti della baby gang, dileguata subito dopo l’aggressione.

 

Sul lungomare di Bari arriva la panchina della legalità: “La mafia è un fenomeno culturale da reprimere”

Una panchina tricolore con un messaggio chiaro: “Possiamo fare qualcosa”. Questa è la panchina della legalità, realizzata dall’artista Alberto Cramarossa e inaugurata oggi sul lungomare di Bari per ricordare le stragi di Capaci e via D’Amelio, le vittime innocenti della criminalità organizzata e richiamare i cittadini a un impegno attivo.

L’iniziativa è stata voluta dall’Associazione magistrati di Bari in collaborazione con il Municipio 1 del Comune. Presenti, fra gli altri, il procuratore Roberto Rossi, la presidente dell’Anm di Bari Antonella Cafagna, il prefetto Francesco Russo, l’assessore comunale alla Legalità Nicola Grasso e la presidente del Municipio 1, Annamaria Ferretti.

“Questa iniziativa – ha detto Cafagna – non è solo retorica, ma vuole ricordare che la mafia non è solo un fenomeno criminale da reprimere, ma un fenomeno culturale che richiede un impegno della società civile e dei giovani in favore della legalità”.

“Oggi – ha aggiunto – ricordiamo la strage di via D’Amelio (del 19 luglio 1992, ndr) ma non solo, ricordiamo tutte le vittime innocenti”. “La mafia – ha precisato – è un’educazione distorta alla violenza, al privilegio e al silenzio. Vogliamo dare un messaggio contrario, che si può praticare la legalità per contrastare il potere mafioso”.

L’assessore comunale alla Legalità, Nicola Grasso, ha evidenziato che il posizionamento della panchina nel centro della città “è una scelta felice, vuol dire che dobbiamo aprire lo sguardo e non rimanere chiusi nell’omertà e nella paura”. La panchina “deve diventare stimolo, per far capire ai cittadini che non bisogna mai rivolgersi alla criminalità ma alle istituzioni – ha detto -. L’antimafia sociale è fondamentale”.