Lecce, proiettile e minacce per Stefanazzi e Delli Noci: avvertimenti al deputato e all’assessore regionale

“Quello che sta accadendo in queste ultime ore a Lecce è quanto di più vile e vergognoso perché alla base delle campagne elettorali ci deve essere il confronto ma mai e poi mai si deve arrivare alle minacce. Come gruppo consiliare CON esprimiamo tutta la nostra solidarietà al collega Alessandro Delli Noci e all’on. Claudio Stefanazzi”. È quanto sostengono in una nota Alessandro Leoci (capogruppo), l’assessore Gianfranco Lopane ed il consigliere delegato Stefano Lacatena.

“Il collega Delli Noci era stato già oggetto di attacchi e minacce via social – prosegue la nota – ma ora si è oltrepassato il limite: nella lettera col proiettile fatta recapitare all’on. Stefanazzi si fa chiaro riferimento anche al nostro assessore, colpevole di cosa? Di aver portato avanti le proprie idee e quelle di una coalizione? Se qualcuno crede di intimidirci con questi messaggi intimidatori, hanno completamente sbagliato: noi di CON proseguiremo a portare avanti le nostre idee ed a batterci per la Puglia così come abbiamo sempre fatto. Restiamo basiti di fronte a questi episodi ed oltre ad esprimere la nostra vicinanza a Delli Noci e Stefanazzi confidiamo nelle forze dell’ordine che, siamo certi, riusciranno in tempi brevi a smascherare l’autore del vile gesto”./comunicato

Dal giudice Mariano alla pm Ruggiero, minacce anche al direttore Magistà di Telenorba: “Ti ammazzo”

È Pancrazio Carrino, 42 anni presunto appartenente alla Sacra Corona Unita, l’uomo raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto ritenuto responsabile e mandante di una serie di atti di violenza e minaccia, aggravati dal metodo mafioso, ai danni della giudice Maria Francesca Mariano e della pm Carmen Ruggiero, sotto scorta da settembre dopo aver firmato gli atti dell’inchiesta The Wolf contro la Sacra corona unita. Le minacce sarebbero state anche rivolte al giornalista Vincenzo Magistà, direttore di Telenorba. Il 42enne di San Pancrazio Salentino si trovava già detenuto nel carcere di Terni.

La gip presso il tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano e la pm antimafia Carmen Ruggiero nei mesi scorsi sono state destinatarie di lettere intimidatorie con minacce di morte, e anche di tentativi di aggressione durante gli interrogatori. A Mariano lo scorso settembre venne recapitata anche una testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello da macellaio, accompagnata da un biglietto su cui era scritto ‘Così’: la testa dell’animale fu lasciata davanti alla porta della sua abitazione.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda, Carrino il 21 novembre scorso avrebbe inviato una lettera direttore di Telenorba, Enzo Magistà, “al fine condizionare la sua attività professionale e di dissuaderlo dal dare ulteriore pubblicità ai fatti a suo carico fra cui la vicenda dello stupro della compagna del presunto mafioso”, si legge nelle carte.

“Sei sul tiro. Il vaso è colmo per inteso, fai cadere un ‘altra goccia e ti ammazzo. Oppure ammazzo chi ti è caro, o ancora un tuo collega del tuo T.G.”, o ancora “Ti spappolo il cervello”, “La vostra vita non mi costa niente”, “Per ora la priorità ce l’hanno i Magistrati, non posso avere tutto e subito, nella vita. Per ora campa e rifletti, prega Dio che la mia sete di vendetta si plachi con la sorte della Mariano e Procuratore Carmen Ruggiero, di solito sono uno che non si accontenta mai degli obiettivi che raggiunge”, le minacce riportate. 

“Lascia stare mio fratello morto ti spacco la testa”, Antonio è stremato: “Mi sono rotto i cog***ni”

Antonio ha ricevuto una telefonata da parte di una donna che si è identificata come la sorella di Christian Di Gioia, il 27enne morto il 22 giugno dopo essere rimasto coinvolto in un incidente con la sua moto a Japigia. Lo ha fatto dopo la notizia pubblicata sul nostro sito dell’arresto dell’altro fratello, Dennis, per spaccio di droga.

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“Sono Diomede togli il video di mio figlio”, la minaccia: “Vengo a casa e ti strappo i cogl**ni”

Uno dei protagonisti della rissa scoppiata al Demetra di qualche settimana fa, con tanto di pistola giocattolo puntata alla testa, è un Diomede. La mamma non ha gradito la pubblicazione del video e della notizia. Ha chiamato Antonio e, dopo essersi “presentata”, ha iniziato a inveire e minacciare pesantemente. Vi proponiamo la telefonata integrale. 

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