Minacce social ad Emiliano dopo lo stop ai rapporti con Israele: “Nazista faremo saltare in aria te e la tua Regione”

“Faremo saltare in aria te e quella Regione di m…”, oltre a definirlo “nazista” e “sionista”. Sono due messaggi privati arrivati sul profilo Instagram del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo la sua decisione, la prima di un governatore in Italia, di rompere i rapporti con il governo israeliano per il “genocidio” palestinese.

Per questo ora Emiliano potrebbe finire sotto tutela. Emiliano ha presentato denuncia in Questura allegando gli screenshot dei due messaggi ricevuti tra lunedì e martedì da un profilo all’apparenza anonimo e con una foto generica. Il caso è ora al vaglio della Digos e della Polizia postale, che dovranno accertare la provenienza e la reale pericolosità delle minacce.

Intanto, la questione potrebbe essere discussa nei prossimi giorni dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che potrebbe decidere eventuali misure di tutela.

“Vicinanza e sostegno al presidente Michele Emiliano vittima in queste ore di messaggi intimidatori dopo il suo provvedimento di invito ad interrompere i rapporti tra la Regione Puglia e il governo di Netanyau. Questo clima di tensione va condannato, così come va condannato quello che il governo israeliano sta compiendo a Gaza – le parole di Loredana Capone -. Come presidente del Consiglio regionale della Puglia sono convinta che il governo italiano debba assumere provvedimenti concreti per bloccare la strage che il Israele sta compiendo in Palestina. E per questo nei giorni scorsi in Consiglio regionale è stata presentata una mozione, che mi vede anche firmataria, che in parte chiede appunto al presidente Emiliano di assumere provvedimenti nei rapporti con Israele. Mozione che ci impegneremo a discutere nella prossima seduta consiliare prevista il 17 giugno”.

“Sento di esprimere tutta la mia solidarietà al presidente Emiliano, oggetto di un attacco violento e ingiustificabile per aver preso una posizione legittima, insieme al consiglio regionale pugliese, in merito alle politiche del governo di Netanyau, che da quasi due anni ammazza sistematicamente migliaia di civili inermi nella striscia di Gaza – commenta il sindaco Leccese -. Come sempre, le minacce sono anonime, ma confido che gli inquirenti possano individuare i responsabili, che nascosti dietro a una tastiera continuano ad alimentare un clima di odio insopportabile”.

Anche il segretario regionale del Partito Democratico della Puglia, Domenico De Santis, ha espresso solidarietà al presidente Michele Emiliano per le gravissime minacce ricevute in seguito alla sua posizione di interrompere i rapporti con il Governo dello Stato di Israele. “Le parole d’odio e le intimidazioni che hanno preso di mira il presidente della Regione Puglia – dichiara De Santis – sono un segnale allarmante della degenerazione del confronto pubblico. A chi tenta di avvelenare il dibattito con la violenza, noi rispondiamo con fermezza e con la forza della democrazia.”

Il Partito Democratico della Puglia ha condiviso la scelta del presidente Emiliano di sospendere i rapporti istituzionali con il Governo di Israele, in segno di protesta contro l’eccidio in corso a Gaza e per richiamare l’attenzione della comunità internazionale su una crisi umanitaria inaccettabile. Una presa di posizione netta, che riflette la volontà di difendere i valori della pace, del diritto internazionale e dei diritti umani. “Difendere il diritto alla vita e alla dignità del popolo palestinese – prosegue De Santis – non significa schierarsi contro qualcuno, ma dalla parte dell’umanità. La Regione si è schierata contro i Governanti non contro il Popolo Israeliano. Confidiamo sempre che si arrivi al riconoscimento dei due Stati in piena Pace e convivenza. Il nostro impegno come partito è quello di sostenere ogni iniziativa istituzionale che promuova la pace e la giustizia.”

Il PD Puglia condanna con forza ogni forma di intimidazione e si stringe attorno al presidente Emiliano, rinnovando l’impegno a lavorare per una società più giusta, aperta e libera dalla violenza, in ogni sua forma.

Minacce atroci dalla sorella: “Nana ti uccido dai i soldi a mamma”. Cinzia: “Siamo in pericolo”

Vi raccontiamo la storia di Cinzia, minacciata atrocemente da sua sorella in diverse occasioni. Via telefono, ma anche con violente aggressioni verbali in luoghi pubblici e sul posto di lavoro. Minacce ripetute anche nei confronti di sua figlia.

Siamo andati a trovarla, gli audio ascoltati sono davvero terrificanti. Sono state presentate diverse denunce, ma Cinzia lamenta di essere stata lasciata sola dallo Stato. Nel video allegato tutti i dettagli della vicenda.

Il delirio di Carolina: “Max ti faccio arrestare”. Dopo sei ore: “Gli voglio bene non arrestatelo”

La storia di Carolina e Max si arricchisce di un nuovo capitolo. Vi abbiamo mostrato quanto accaduto nella giornata di ieri tra urla e spintoni per strada, Carolina scappava da Max che l’ha inseguita. Tutto è stato documentato con video girati in redazione.

Ma anche dopo i momenti di tensione non sono mancati. Carolina era furiosa con Max, tanto da ammettere di volerlo fare arrestare, tra un’accusa e un’altra, salvo poi fare un passo indietro. Antonio si è precipitato sul posto, anticipando di qualche minuto Max, ma qui Carolina ha cambiato il suo atteggiamento e dopo 6 ore di minacce è tornato a casa con lui, prima di finire per strada e litigare di nuovo sul posto.

Max e Carolina, il legale diffida Antonio. Minacce dopo il commento: “Querelo Luciano e Maddalena”

Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina.

I nostri servizi di denuncia hanno creato parecchio scalpore. La donna inizialmente ha ammesso tutto dopo averla trovata in strada e la sua reazione era stata per noi scioccante. Abbiamo così deciso di andare a fondo, presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.

Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via da questo inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo. Ma anche questo tentativo non è andato a buon fine.

Abbiamo poi intervistato Maddalena, l’ex compagna di Massimo. Ci siamo messi in contatti con lei dopo la pubblicazione dei video che hanno creato parecchio scalpore, venendo a conoscenza di altri dettagli preoccupanti.

Purtroppo Massimo non si è fermato e continua a maltrattare Carolina, costringendola a prostituirsi per un pacco di sigarette, come raccontato da un testimone. Abbiamo così ingaggiato un inseguimento per le strade di Bari.

Il figlio Luciano ha deciso di denunciare Massimo Ranieri e ha rivolto un appello alla sua famiglia, ma purtroppo continuano ad arrivare segnalazioni. L’audio in cui si sente Carolina che viene picchiata e riempita di insulti, mentre implora la pietà, ha fatto parecchio scalpore. Nicolò poi ci ha mandato un video in cui racconta quanto accaduto un anno fa: Carolina gli chiese aiuto e di chiamare i Carabinieri. Un altro testimone ci ha raccontato quanto accaduto un anno fa. La conferma di come le aggressioni vadano avanti da diverso tempo.

Nella storia non sono di certo mancati i colpi di scena. Ci siamo ripresentati casa, i due sono usciti sorridenti e ci hanno chiesto aiuto per trovare un lavoro, affermando di aver chiarito tra loro e respingendo ogni tipo di accusa. Dopo un acceso confronto, siamo entrati nell’abitazione e abbiamo parlato a telecamera spenta, prima di ritrovarci davanti ad un altro colpo di scena. Max ha voluto esibirsi davanti a noi cantando un inedito dedicato al padre scomparso. Una situazione surreale.

Qualche giorno dopo abbiamo incontrato nuovamente Max e Carolina, il concertino non ha convinto nessuno e Antonio ha deciso di affrontare con decisione Max. Prima di mostrarvi la seconda parte del confronto, vi raccontiamo quanto accaduto nelle ultime ore. Siamo stati contattati da un legale che ci ha diffidato di presentarci nuovamente nella loro abitazione, dove sono intervenuti invece i Carabinieri.

Turi, minacce e offese all’ex convivente: 41enne di Conversano arrestato dai Carabinieri

Un 41enne di Conversano è stato arrestato venerdì scorso a Turi per aver perseguitato l’ex convivente. L’uomo, probabilmente sotto effetto di qualche sostanza, si è presentato a casa della donna per cercare di salvare in extremis la relazione interrotta, senza successo tra minacce e offese.

Sul posto intervengono i Carabinieri che cercano di calmare l’uomo. Il 41enne si allontana ma poco dopo fa ritorno continuando a inveire contro la donna e la sua famiglia, tutto condito da continue minacce.

Sul posto interviene una seconda pattuglia, a supporto della prima mai andata via, e così l’uomo è stato arrestato.

Sull’albero senza protezioni, minacciati dagli amici del boscaiolo: “Qua è diverso apri gli occhi”

“Qui è diverso”. “Apri gli occhi”. “Te la farò pagare”. “Mai ti devo trovare”. Queste sono alcune frasi proferite da uno degli amici di Angelo, il boscaiolo che si è arrampicato su un albero con una sega, ma senza dispositivi di protezione, a Cassano.

Aveva documentato la potatura ad alta tensione, prima di consegnarli l’Oscar della sicurezza di lavoro. Ecco l’incontro ravvicinato con chi ci ha minacciato.