Picchia la moglie e la minaccia con una pistola, lei riesce a scappare e a chiamare il 113: arrestato 64enne

Un 64enne è stato arrestato da carabinieri a San Giorgio Ionico per maltrattamenti a familiari. L’uomo è accusato di avere picchiato la moglie, al culmine di una lite per futili motivi, colpendola ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, arrivando anche a minacciarla con una pistola legalmente detenuta.

L’arma è stata sequestrata da militari dell’Arma. La vittima, approfittando di un momento di distrazione del coniuge, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi in un esercizio commerciale poco distante, da dove ha contattato il numero unico di emergenza 112.

Ai carabinieri la donna ha denunciato non soltanto l’aggressione appena subita, ma anche una lunga serie di episodi di violenza, fisica e verbale, che si sarebbero protratti negli anni e mai formalmente denunciati. Il 64enne dopo l’arresto è stato condotto nella casa circondariale di Taranto.

La Vita in diretta non basta, Nico u uève minaccia Antonio: “Quando finisco tutto ti uccido”

Anche La Vita in diretta ha acceso i riflettori su Nicola Macchi, conosciuto come Nico u uève, tornato alla ribalta dopo il colpo messo a segno nella farmacia Solazzo.

Come testimoniato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza è entrato all’interno dell’attività, ha preso diversi prodotti e poi li ha rivenduti in diretta su TikTok.

Siamo tornati a casa sua, ma anche questa volta nessuno ha aperto la porta. Ma non sono mancate le parolacce e le minacce.

Profilo social hackerato e minacce in chat, lascia la scuola per un anno: 16enne barese affidato ai servizi sociali

Decide di non andare più a scuola perché ha paura di incontrare di persona chi lo minaccia online. Protagonista un 16enne barese, il caso è attenzionato dal Tribunale dei Minori che ha affidato il ragazzo ai servizi sociali e che ha aperto un fascicolo per individuare i responsabili.

Al giovane è stato hackerato il profilo social, poi sono arrivate alcune minacce in chat. “Se non ti cancelli dal gruppo, ti facciamo arrivare gli assistenti sociali a casa”.

“Il minore ha sospeso la frequenza scolastica ed è vittima di un attacco informatico da parte di ignori che, oltre ad hackerare i suoi profili social, lo minacciano”, si legge nelle carte. Il Tribunale in precedenza aveva anche nominato un curatore speciale, prima di coinvolgere il consultorio e il centro servizi per le famiglie.

“L’obiettivo è quello di assicurare il necessario supporto psicologico al minore e valutare le capacità genitoriali avviando un percorso di sostegno alla genitorialità in loro favore”, si legge nel provvedimento.

Taranto, si barrica in casa e minaccia la moglie con un coltello: arrestato 49enne

Un 49enne è stato arrestato a Taranto dopo aver minacciato la moglie con un coltello. L’uomo si è barricato in casa e ha impedito l’uscita alla donna, dopo una lite. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, alla vista dei militari il 49enne ha trattenuto con forza la moglie continuandola a minacciare.

I Carabinieri fortunatamente sono riusciti ad entrare nell’abitazione e ad evitare il peggio. L’uomo è stato bloccato e arrestato con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e sequestro di persona. La donna è stata accompagnata in ospedale e ha raccontato di violenze e minacce continue che andavano avanti ormai da diverso tempo.

Giuseppe minaccia e chiede scusa, offende e ritratta. Antonio e Giammichele: “Un delirio. È finita”

La storia di Giuseppe è arrivata ai titoli di coda. Dopo aver chiesto scusa, ha ritrattato ogni sua parola e non ha cambiato atteggiamento, offendendo e minacciando tutti. Da qui la decisione di Giammichele di chiudere ogni contatto con lui e il rapporto lavorativo instaurato. Anche noi non abbiamo potuto fare altro. Giuseppe non tornerà a Melizzano e resterà a Bari, ma non ci occuperemo più di lui. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Da “Ti brucio la macchina” a “Scusa ho sbagliato”. Antonio perdona Giuseppe: “Metticela tutta”

Al netto delle congetture social e dei commenti dei soliti haters, l’avventura di Giuseppe nell’Edilizia Sannita è partita nel migliore dei modi. Siamo continuamente aggiornati su quanto sta accadendo e lentamente sta cercando di integrarsi nella nuova famiglia, non solo dal punto di vista lavorativo.

Giuseppe ha mandato anche un messaggio ad Antonio, scusandosi per le offese e minacce dei giorni scorsi. Abbiamo apprezzato il gesto e siamo convinti che questa possa rappresentare l’occasione giusta per voltare pagina. Vi aggiorneremo passo dopo passo.

Riduce la casa in discarica, Giuseppe offende e minaccia: “Bastardo fai un video e dì che è falso”

Giuseppe si è dimostrato completamente un’altra persona. Dopo la messa in onda del precedente servizio, in cui abbiamo documentato le condizioni pietose della casetta di Quinto Potere prima della sua partenza, ha inviato alcuni messaggi audio raccapriccianti.

Offese e minacce con la pretesa di ripulire la sua immagine da finto buonista e con la promessa di fare i conti una volta tornato a Bari.

Titoli di studio falsi, da truffa a ossessione. Catalano nel mirino: “Minacce e offese deliranti”

Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.

Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.

Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio e aver iniziato a parlare con Cianci del tribunale mediatico, questa volta parliamo del tribunale dei social con la dottoressa Catalano.

Esiste un gruppo Facebook dove i due vengono attaccati quotidianamente in particolare da Pietro Ricchiuti, una delle vittime della truffa, in post approvati dall’amministratore Guido Santilli.

Offese e insulti alla ricerca di una giustizia “privata” che si estendono anche all’intera famiglia dei due, coinvolgendo anche amici estranei e minori. Una vera e propria ossessione che si estende anche a messaggi privati inviati su WhatsApp ma non solo. Nel video allegato tutti i dettagli.

Taranto, insulti e minacce agli alunni in classe: professoressa di scuola media finisce a processo

Una professoressa di scuola media di Taranto è a processo con l’accusa di maltrattamenti. Tutto è partito dalla denuncia presentata dalla famiglia di una studentessa, ma non si tratterebbe di un caso isolato.

“Chi ti credi essere?”, “Sei una pappagalla”, alcune delle frasi rivolte dalla prof ai suoi alunni. Ma non solo. Secondo quanto è riportato nelle carte, gli studenti sarebbero anche stati minacciati. La docente avrebbe usato anche “turpiloquio per comunicare con gli alunni, ovvero frasi minatorie quali: Adesso vi faccio vedere io la stronza che sono”.

Si sarebbe così instaurato un clima di paura e intimidatorio tanto da indurre gli studenti in uno stato d’ansia costante. La 61enne avrebbe costretto anche altri alunni a interrogazioni ad occhi chiusi, con soli tre secondi per rispondere. Nessuno ha denunciato prima per paura fino alla denuncia della prima famiglia. Ora l’insegnante è rinviata a giudizio e la sua posizione è al vaglio del tribunale di Taranto.