L’utilizzo improprio del telefonino è sempre più frequente tra i più piccoli. La storia che vi raccontiamo è davvero agghiacciante, se pensiamo all’età dei protagonisti. Davide, il papà della piccola Nicole, ha voluto denunciare quanto accaduto a sua figlia, mostrandoci anche alcuni messaggi e screen che lasciano senza parole. Il bullismo, come emerge da questa storia, al giorno d’oggi si fa anche sui social e nelle chat WhatsApp.
Casa popolare occupata da 20 anni, minacce in tv al sindaco di Bitonto: obbligo di firma per il 50enne Cipriano
I carabinieri della Stazione di Bitonto hanno dato esecuzione all’ordinanza della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dal Tribunale di Bari – Ufficio GIP, nei confronti di Cipriano Antonio, cl. 1975, pregiudicato.
Il provvedimento trae origine dalle minacce rivolte dall’uomo nei confronti del Sindaco di Bitonto, pronunciate nel corso di un servizio giornalistico trasmesso lo scorso 21 settembre dalla nota trasmissione televisiva “Fuori dal coro” (Rete 4 – Mediaset). Nel corso dell’intervista, realizzata nell’ambito di un’inchiesta sulle occupazioni abusive di immobili comunali, l’uomo aveva pubblicamente proferito frasi minacciose nei confronti del Primo Cittadino, dichiarando la volontà di ucciderlo in caso di un rilascio forzoso dell’abitazione da lui occupata da circa vent’anni.
A seguito delle indagini delegate dall’A.G. alla Stazione Carabinieri di Bitonto, in relazione alla condotta del soggetto ritenuto responsabile del reato di minaccia a P.U., e della successiva richiesta della Procura della Repubblica di Bari, il G.I.P. – all’esito dell’interrogatorio dell’indagato – ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, Ricci Francesco Paolo, Sindaco di quel Comune, nonché ai luoghi da lui abitualmente frequentati. Poiché l’indagato ha negato il consenso all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, il Giudice ha altresì disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’attività testimonia la costante attenzione della polizia giudiziaria e della Procura nella tutela delle istituzioni e nel contrasto a ogni forma di minaccia o intimidazione nei confronti di quei rappresentanti.
È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contradditorio con la difesa dell’indagato.
Insulti e minacce, Nico u uève tiene duro: “Voglio lavorare. Ci sarà qualcuno disposto a credermi”
Prima la lite accesa in diretta su TikTok, poi la confessione di essere tornati insieme e il desiderio di cambiare vita. Nico u uève non si arrende e, dopo aver raccontato di aver smesso con i furti e di voler mettere la parola fine alle live su TikTok, chiede una possibilità per cambiare vita. Vuole lavorare ed è alla ricerca di qualcuno che possa credere in lui.
Donna fa la pipì davanti a tutti, provocazioni e minacce tra migrante e barese: sfiorata la rissa
Ogni volta che ci rechiamo in piazza Moro succede qualcosa. Stavamo registrando un servizio sui ritardi dei bus Amtab, quando ci siamo ritrovati nel cuore di un “arrago” tra un migrante e un barese. La lite, tra provocazioni e minacce, è scaturita a causa della pipì fatta da una donna vicino ad un albero e davanti a tutti. Il compagno è stato attaccato dal migrante che ha avuto qualcosa da ridire sul comportamento, l’intervento dei militari ha scongiurato il peggio. Anche noi abbiamo recitato la nostra parte.
“Finisci a piazzale Loreto”, minacce social a Gemmato: risarcimento donato alla famiglia del carabiniere Legrottaglie
Si è tenuta oggi, martedì 21 ottobre, dinanzi al Tribunale di Bari (giudice unico Antonietta Guerra), l’udienza del processo sulle gravi minacce rivolte nell’ottobre 2022 al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato attraverso Messenger. “Sei falso, dici bugie. Finisci a piazzale Loreto” il tenore delle frasi inviate all’esponente di Fratelli d’Italia.
L’imputato è un 58enne e i fatti avvennero pochi giorni dopo l’insediamento del sottosegretario. Grazie alle indagini degli agenti della Digos della questura di Bari, l’autore delle minacce venne identificato in poche ore. Nel corso dell’udienza, l’imputato ha presentato richiesta di “messa alla prova”.
Gemmato, difeso dall’avvocato Luciano Marchianò, ha scelto di devolvere l’intera somma ricevuta a titolo di risarcimento del danno alla famiglia del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso lo scorso 12 luglio durante un inseguimento nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie.
Il generale Iacopo Mannucci Benincasa, comandante della Legione Carabinieri Puglia, si è reso disponibile – a quanto viene riferito – per rendere possibile la donazione. Il processo è stato rinviato al 3 marzo 2026 per decidere sulla richiesta di messa alla prova.
Ruba e rivende su TikTok, dalle minacce alle scuse: le confessioni shock di Kekka e Nico u uève (2)
Non solo Nico u uève, anche la compagna Kekka ha voluto scusarsi con Antonio per le offese rivolte durante una delle ultime live su TikTok. I due hanno poi raccontato come è nata la loro storia d’amore e i progetti futuri, mentre Nicola ha poi voluto diffondere un appello perché desideroso di trovare un nuovo lavoro per voltare pagina e abbandonare le vendite su TikTok.
Ruba e vende la merce su TikTok, dalle minacce alle scuse: la confessione shock di Nico u uève (1)
Non immaginavamo mai, dopo i numerosi tentativi, di poter intervistare Nico u uève, il ladro rivenditore di TikTok. E invece è andata proprio così. Nel video precedente vi abbiamo parlato delle improvvise telefonate e della volontà di Macchi di incontrare e parlare con Antonio. Nonostante le preoccupazioni sollevate da Tino, ci siamo presentati all’incontro.
Ci siamo ritrovati davanti Nicola e la compagna Kekka. Dalle minacce alle scuse, in un contesto piuttosto disteso U uève ha fornito la propria versione dei fatti, chiedendo scusa alla farmacia Solazzo, annunciando di essere disposto anche al risarcimento della merce rubata ma soprattutto di essere pronto a voltare pagina e a vendere merce su TikTok comprata all’ingrosso.
Violenze e minacce, aggredisce il marito e lo ferisce con un coltello: 43enne arrestata nel Tarantino
I carabinieri di Palagiano (Taranto) hanno arrestato una 43enne, ritenuta responsabile di reiterate violenze e minacce nei confronti del marito.
L’intervento è scattato dopo l’ennesima lite segnalata al 112, durante la quale la donna, secondo le prime testimonianze, avrebbe aggredito il coniuge anche brandendo un coltello.
L’uomo, con lesioni al capo e agli arti, ha sporto denuncia confermando un quadro di violenze protratte nel tempo.
Già nei giorni scorsi la donna avrebbe ferito il marito con un oggetto da taglio, episodio che aveva fatto scattare le prime verifiche e l’attivazione del Codice Rosso. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, la 43enne è stata posta agli arresti domiciliari presso l’abitazione di una parente.
“Non sai contro chi ti stai mettendo se vai dai Carabinieri sei morto”: avvocato minacciato nel suo studio
L’avvocato Gianfranco Di Sabato, di Manfredonia, ha ricevuto minacce di morte gravissime, estese anche alla sua famiglia, da due persone che si sono introdotte nel suo studio e gli hanno intimato di rinunciare all’incarico avuto da alcune persone per l’acquisto di un’abitazione. “Non sai contro chi ti stai mettendo. Se vai dai carabinieri sei morto”, gli avrebbero detto.
L’avvocato ha presentato al Commissariato di Polizia di Manfredonia una denuncia-querela nei confronti degli autori. Immediata la solidarietà del presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, Gianluca Ursitti.
“Voglio esprimere la vicinanza dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e mia personale, all’avvocato Gianfranco Di Sabato per le pesantissime intimidazioni ricevute nell’esercizio del suo mandato – le sue parole -. Si tratta di un episodio gravissimo, che non può restare impunito. Ci auguriamo che i responsabili di questo gesto volgare e criminale vengano individuati in tempi rapidi e puniti con la massima severità. È necessario che sia chiaro a tutti: gli avvocati non possono né devono arretrare di fronte a simili atteggiamenti incivili. Saremo sempre al fianco del collega e di ogni professionista che dovesse subire minacce”.
Noleggiano furgone a un pregiudicato, lo inseguono e lo picchiano per riprenderselo: 4 indagati a Bitonto
Noleggiano un furgone a 9 posti ad un uomo arrivato a Bitonto dalla Campania, lo inseguono con due macchine e si riprendono il mezzo picchiandolo e minacciandolo con una pistola pensando che l’uomo, pregiudicato, volesse rubarlo e non restituirlo più.
Per questo il gip Nicola Bonante ha notificato l’obbligo di dimora a Bari e Bitonto nei confronti di quattro uomini incensurati, tra cui un carabiniere sospeso dal servizio perché coinvolto in un altro coinvolgimento penale e il titolare dell’azienda di autonoleggio, respingendo la richiesta di arresto in carcere presentata dalla Dda di Bari. Il piano dei quattro fu bloccato da una volante della Polizia allertata a colpi di clacson dalla vittima.










