“Bari contro la multiproprietà”, striscioni a Roma davanti alla sede Figc: oggi si elegge il nuovo presidente

Prima la protesta sotto la sede della Figc, poi davanti all’albergo che ospiterà l’elezione del nuovo presidente federale. Nella notte alcuni tifosi del Bari hanno esposto a Roma due striscioni lunghi 15 metri con la scritta “Bari contro la multiproprietà”, accompagnati da numerosi volantini con lo stesso messaggio.

L’iniziativa è stata promossa dai gruppi organizzati della Curva Nord biancorossa e prende di mira la normativa federale che consente alla famiglia De Laurentiis di controllare contemporaneamente Napoli e Bari.

Uno degli striscioni è stato affisso all’ingresso della sede della Figc in via Allegri, l’altro davanti al Rome Cavalieri, dove è in programma l’elezione del nuovo numero uno federale dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.

La protesta si inserisce nel clima di crescente tensione tra la tifoseria e la proprietà biancorossa, acuitosi dopo la retrocessione del Bari in Serie C dello scorso 22 maggio.

Con l’azione di questa notte, la contestazione dei sostenitori pugliesi si è spostata simbolicamente nella Capitale, tornando a puntare il dito contro il sistema delle multiproprietà nel calcio italiano.

Multiproprietà nel calcio, il candidato Abete risponde a Leccese sul Bari: “Nessuna proroga oltre il 2028/2029”

Il sindaco Vito Leccese ha ricevuto una lettera di risposta da Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della FIGC, in merito alla comunicazione inviata lo scorso 6 giugno ai candidati alla guida della Federazione sul tema delle multiproprietà nel calcio professionistico e, in particolare, sulla vicenda che interessa il futuro della SSC Bari.

Nella sua lettera, Abete ricorda come il tema sia stato già affrontato in sede federale nel 2022, quando fu portata all’attenzione del Consiglio Federale una proposta che prevedeva la scadenza della dismissione delle partecipazioni societarie in ambito professionistico entro la stagione sportiva 2028/2029.
Pur precisando che le decisioni in materia spettano agli organi collegiali federali e non al singolo presidente, Abete ribadisce la propria posizione personale, già espressa in passato, favorevole al rispetto del percorso già delineato dalla Federazione.

Nella lettera si legge infatti che gli attuali soggetti interessati dalle norme sulle multiproprietà “dovranno porvi fine entro e non oltre cinque giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della stagione sportiva 2028/2029”.

Abete aggiunge di seguire “con doverosa attenzione” le vicende che riguardano il futuro della società biancorossa. Nella lettera inviata il 6 giugno ai candidati alla presidenza FIGC, Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, il sindaco Leccese aveva chiesto un impegno chiaro sul rispetto del divieto di multiproprietà previsto dalle norme federali, sottolineando la necessità di garantire certezze ai tifosi e alla città di Bari sul futuro della squadra e sul percorso che dovrà condurre alla separazione degli asset societari entro i termini stabiliti.

Ssc Bari, Leccese scrive ai candidati alla presidenza FIGC: “Nessuna proroga al divieto di multiproprietà”

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha inviato oggi una lettera ai candidati alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, chiedendo un impegno chiaro sul rispetto della scadenza fissata al 1° luglio 2028 per il divieto di multiproprietà nel calcio professionistico.

L’iniziativa arriva al termine di una serie di confronti che il sindaco ha avuto nei giorni scorsi con i capigruppo del Consiglio comunale e con alcuni rappresentanti della tifoseria organizzata, dai quali è emersa la volontà condivisa di chiedere alla futura governance del calcio italiano certezze sul futuro della norma contenuta nell’articolo 16 bis delle NOIF.

Nella lettera, Leccese ricorda di aver già scritto lo scorso 15 dicembre al presidente della FIGC Gabriele Gravina per chiedere che la scadenza non venisse ulteriormente prorogata, valutando anzi la possibilità di anticiparla.

“Quanto sta accadendo alla SSC Bari rende quella richiesta ancora più urgente – scrive il sindaco -. La retrocessione in Serie C, maturata in anni di gestione che questa città ha vissuto come inadeguata e priva di progetto, è la dimostrazione concreta del danno che può causare una multiproprietà in cui uno dei due club finisce stabilmente ai margini delle priorità della proprietà comune”.

Il sindaco sottolinea come Bari non rappresenti un caso isolato o teorico, ma una comunità che chiede risposte sul futuro di un patrimonio sportivo e identitario che sente oggi in pericolo.

“Ho letto con preoccupazione dichiarazioni recenti che ipotizzano una revisione della norma per renderla meno rigida – prosegue Leccese -. Credo che i candidati a guidare il calcio italiano debbano dire chiaramente, prima del voto del 22 giugno, quale posizione intende tenere su questo tema”.

Nella missiva il sindaco evidenzia inoltre che l’intero Consiglio comunale di Bari, senza alcuna distinzione politica, gli ha conferito mandato di rappresentare la posizione della città e di chiedere formalmente ai candidati alla presidenza della FIGC di impegnarsi a non modificare tantomeno a prorogare la norma sulla multiproprietà, valutandone semmai un’anticipazione rispetto alla scadenza già fissata.

“Con questa lettera – conclude Leccese – interpreto il sentimento di una città che si sente in attesa, senza un progetto sportivo e senza certezze sul futuro. Una città che ha il diritto di sapere, prima del voto, da che parte stanno i futuri vertici del calcio italiano”.

Bari, in migliaia al corteo degli ultras: cori e striscioni contro i De Laurentiis e la multiproprietà

Un corteo per contestare la dirigenza del club del Bari calcio è stato organizzato dai tifosi della curva nord del San Nicola che oggi hanno manifestato nel centro della città – in migliaia secondo gli organizzatori – con striscioni, cori e fumogeni per esprimere il loro dissenso rispetto alla presidenza della famiglia de Laurentiis, e auspicare la fine della stagione della multiproprietà.

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