Serie B. Padova-Bari 1-1: un punto d’oro per una squadra senza infamia e senza lode

Giunge al termine la ventiseiesima giornata del campionato di Serie B con il Bari che pareggia a Padova in una partita importante per l’obiettivo salvezza. I biancorossi alternano momenti in cui si lasciano dominare dal gioco dei veneti ad altri in cui si dimostrano offensivi.  Per puntare all’effettivo mantenimento della categoria c’è bisogno di uno sforzo maggiore. A segno Di Mariano 13′ e Piscopo 45’+ 1′.

Padova padrona di casa e di campo. I veneti nei primi rintocchi dell’orologio attaccano la profondità sviluppando un gioco sulle fasce dinamico e rapido, tutto l’opposto dei pugliesi. La squadra di Longo subisce. Al 13′ il Padova si aggiudica il vantaggio con un cross di Buonaiuto per Di Mariano sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dormienti le retrovie biancorosse.

Gli attimi di batticuore non sembrano volersi placare. Dopo all’incirca dieci minuti Bortolussi scappa in contropiede arrivando faccia a faccia con Cerofolini. Miracoloso l’intervento del portiere biancorosso che devia il tiro con il braccio destro mandando la palla in calcio d’angolo. Negli attimi finali del primo tempo il Bari tenta di invertire la rotta. Dapprima Rao propone un tiro di destro  terminato di poco fuori ed in pieno recupero (46′) Piscopo trova la rete del pareggio su assist di Cavuoti.

Ripresa equilibrata tra due squadre con evidenti limiti tecnici. La qualità del gioco di Padova e Bari ne dimostra il piazzamento. I veneti, maggiormente precisi nella prima parte della partita, commettono innumerevoli errori nelle finalizzazioni sprecando palle gol. Se inizialmente la velocità era stata il tratto distintivo della squadra allenata da mister Andreoletti, nella ripresa la difficoltà nel riproporre offensività è evidente.

Il Bari si dimostra costante. Trascorre difatti i primi venti minuti del secondo tempo chiuso nella propria metà campo con un baricentro troppo basso rispetto al reale pericolo offensivo ma in chiusura i biancorossi tentano persino di svoltare la partita puntando al bottino pieno. Ennesima occasione persa, ma il punto vale d’oro.

Foto: SSC Bari

Orrore a Padova, neonata morta e gettata nel water: la madre 29enne agli arresti domiciliari a Bari

Sarà posta agli arresti domiciliari Melissa Russo, la madre 29enne accusata dell’ infanticidio della figlioletta, trovata morta poco dopo il parto nel bagno di un alloggio sopra a un night club di Piove di Sacco (Padova). Il tribunale di Padova ha accolto la richiesta del pm dell’inchiesta Sergio Dini. La giovane, accusata di omicidio volontario aggravato, si sarebbe avvalsa nell’interrogatorio di garanzia della facoltà di non rispondere.

La donna, una italo-brasiliana, è stata nel frattempo dimessa dall’ospedale di Padova e sarà accompagnata dai carabinieri, nelle prossime ore, nella residenza famigliare in Puglia. Si attende intanto l”autopsia sul corpicino della neonata, esame che verrà svolto domattina. Non vi sarebbero altri indagati nell’inchiesta e, dagli accertamenti svolti, la ballerina del ‘Serale Club’ di Piove di Sacco avrebbe agito da sola senza aiuti di terze persone. Sia l’appartamento che il locale notturno sono sotto sequestro, mentre proseguono le indagini del Nas e dei carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro anche per verificare la regolarità dei contratti di lavoro delle 7 ballerine del locale.

Orrore a Padova, neonata morta e gettata nel water. Fermata la madre: è una 29enne con residenza a Bari

Sarebbe l’annegamento la causa della morte della neonata scoperta ieri nel bagno di un appartamento di Piove di Sacco (Padova) poco dopo essere stata partorita dalla madre, Melissa Russo, una 29enne italo-brasiliana incensurata con residenza in provincia di Bari, ora in stato di fermo, in ospedale, per omicidio aggravato.

Lo spiega la Procura di Padova, in una nota in cui riepiloga le conclusioni dei primi accertamenti. “La neonata era stata trovata morta all’interno del water e appariva essere completamente formata” scrive la Procura. La donna avrebbe scaricato l’acqua del wc “in tal modo provocandone l’annegamento”.

Sul cadaverino, ad un primo esame, esterno non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. La donna non sarebbe stata ancora sentita dai militari né dal sostituto procuratore euganeo Sergio Dini che ha comunque fatto un sopralluogo nell’appartamento dove ha partorito la donna. Il fermo è stato notificato dall’Arma alla giovane, un’italiana di 29 anni, senza precedenti penali, all’ospedale di Padova dove è stata accompagnata per una serie di visite specialistiche, guardata a vista dai militari per tutto il giorno.