Stea premia i pensionati della Regione, bufera sull’assessore candidato: strafottenza elettorale

Polemiche sull’iniziativa di Gianni Stea, assessore al Personale della Regione Puglia, che ha inviato una mail a 1500 ex dipendenti andati in pensione dal 2020 ad oggi. Chi vorrà potrà ricevere un attestato da parte dell’Assessorato, specificando l’indirizzo di residenza e un numero telefonico.

C’è chi ha definito l’iniziativa strumentale e ha sollevato dubbi sulla sua tempestività a causa delle elezioni regionali fissate tra un mese in Puglia. Stea ha annunciato infatti di scendere in campo.

“Gentilissima collega/o, è un piacere comunicare che sarà trasmesso alla s.v. un riconoscimento che l’Amministrazione regione Puglia ha preparato a tutti i dipendenti andati in pensione nel quinquennio 2020/2025 come segno di gratitudine per il servizio reso alla comunità – si legge nella mail -. Trattasi di un attestato di riconoscimento che ho voluto fortemente come ringraziamento per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrata nel corso degli anni. Per motivi organizzativi – si conclude così il testo del messaggio inviato via mail – Le chiedo cortesemente di voler riscontrare la presente inviando il proprio indirizzo di residenza unitamente ad un recapito telefonico per eventuali contatti. Un abbraccio e un cordiale saluto”.

Torre a Mare, la bomboniera di Decaro sporca e invivibile. L’ira dei pensionati: “Niente più voti”

Dopo diverso tempo siamo tornati a Torre a Mare. Nel quartiere di residenza di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e oggi eurodeputato e presidente della commissione Ambiente dell’Eurocamera, dilaga la sporcizia.

La zona è diventato invivibile, ma non è l’unico problema emerso. Torre a Mare sembra essere dimenticata dall’Amministrazione e questo stona fortemente visto il legame di Decaro. A sostenerlo sono diversi pensionati che abbiamo incontrato e intervistato.

Bari, centinaia di reperti archeologici nascosti in casa a Loseto: denunciati due pensionati di 67 e 82 anni

I Carabinieri della Stazione di Bari Carbonara, in collaborazione con militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e del NIPAAF di Bari, hanno deferito in stato di libertà due pensionati di 82 e 67enne, residenti a Bari e incensurati, sul cui conto emergono gravi indizi di colpevolezza (accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) in ordine ai reati di “ricettazione di beni culturali” e “violazioni in materia di alienazione di beni culturali” (art. 518 quater e novies c.p.).

In particolare, nell’ambito di un mirato controllo presso un immobile in località “Loseto” di proprietà del 67enne, in passato sede di un’officina meccanica, i Carabinieri della Stazione di Bari Carbonara e del NIPAAF Gruppo Carabinieri Forestale di Bari hanno riscontrato la presenza di attrezzature meccaniche e utensili di lavoro, oltre a diversi rifiuti speciali derivanti dall’illecita attività abusiva esercitata (fusti di oli esausti, batterie dismesse, pneumatici fuori uso, pezzi di ricambio di autovetture) in chiara violazione della normativa ambientale. Per tale motivo il 67enne, cui è stata contestata la violazione di “esercizio abusivo di attività di meccatronica” (art. 10 co. 2 l. 122/1992)” con irrogazione della sanzione amministrativa di 5.162,50 euro, è stato deferito in stato di libertà per il reato di “gestione illecita di rifiuti” (art. 256 co 1 e 3 D.Lgs 152/2006), con contestuale sequestro amministrativo ai fini della confisca dell’attrezzatura utilizzata per l’attività di autoriparazione.

Nell’ambito delle operazioni, l’attenzione di militari si è poi concentrata su una moneta poggiata su una scrivania che, successivamente, è risultata un reperto archeologico. Il controllo è stato così esteso all’intero immobile ove, al termine della perquisizione, sono state sequestrate ulteriori 90 monete archeologiche e 6 reperti di materiale ceramico, risalente al IV-III secolo a.c.. I successivi approfondimenti, condotti unitamente ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, hanno consentito di identificare nell’82enne il presunto fornitore dei reperti, motivo per il quale anche la casa dell’anziano è stata perquisita. Lo stesso ha consegnato inizialmente ai militari un raccoglitore contenente 2195 monete della medesima provenienza e poi, a conclusione di un più approfondito controllo, sono state rinvenute, in una vetrinetta della sala da pranzo, ulteriori 30 manufatti fittili, tra cui anfore, coppette, unguentari, di età risalente al IV-III secolo a.c.. I reperti archeologici rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale e custoditi temporaneamente presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, in attesa di accertamento dell’autenticità da parte di personale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari.