Bari, doppi turni al Giulio Cesare-Romanazzi: aggredita la Dirigente Scolastica. Forate le ruote della sua auto

Rosangela Colucci, dirigente scolastica dell’Istituto superiore Giulio Cesare-Romanazzi di Bari, è stata vittima di alcune intimidazioni nelle ultime ore. L’Istituto è finito al centro delle polemiche negli ultimi giorni a causa dell’istituzioni dei doppi turni nella sede di viale Einaudi fino al 20 marzo. Anche oggi gli studenti hanno deciso di scioperare, non entrando in classe.

“Vergogna, vergogna”, le parole proferite nei confronti della dirigente scolastica durante la manifestazione di protesta, prima dello spintone davanti ai cancelli dell’Istituto da parte di un adulto. Ma non solo perché le ruote posteriori della sua Smart sono state forate con chiodi.

“Massima solidarietà alla preside. Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma l’ennesima, gravissima conferma di come lo squadrismo rosso continui a infiltrarsi sistematicamente nelle scuole italiane, avvelenando il clima educativo e trasformando legittime iniziative studentesche in teatri di intimidazione, pressione e violenza”, la denuncia di Davide Picci di Gioventù Nazionale.

“L’aggressione alla preside – continua Gioventù Nazionale – non è una tensione sfuggita di mano, ma la diretta conseguenza di un clima culturale tossico che da anni viene alimentato dentro e fuori le scuole da chi predica odio verso le istituzioni, delegittimazione dell’autorità e conflitto permanente come metodo politico”.

“Scuola inagibile”, trasloco lampo in altra sede. Genitori dubbiosi. La preside: “È tutto a norma”

Dieci classi della scuola elementare e cinque della materna trasferite in altra sede. Sta succedendo in queste ore a Bari. Il motivo del trasloco lampo dalla scuola Perone al plesso Renato Moro, abbandonato da circa un anno e mezzo, è dovuto all’inagibilità di una parte della Perone.

Il fatto che ci fossero perdite nell’ala dove si trova anche la palestra, nel periodo natalizio teatro delle tradizionali recite, era noto da diverse settimane, ma evidentemente solo dopo gli ultimi sopralluoghi, il Comune con un’ordinanza ne ha ordinato la chiusura per procedere ai carotaggi e successivamente ai lavori di ripristino.

Diversi i pilastri ammalorati. La tensione tra i genitori è salita quando la dirigente scolastica ha comunque stabilito il trasloco lampo, dovendo lavorare fino all’ultimo istante utile per assicurare la riapertura il 7 gennaio. Numerosi genitori non hanno accolto di buon grado la decisione, convinti ci fosse bisogno di qualche giorno in più per assicurare un rientro adeguato e in tutta sicurezza. Le pulizie straordinarie – a detta loro – non sarebbero sufficienti.

C’è bisogno di rimettere a posto gli estintori scaduti, controllare la qualità dell’acqua e garantite la sanificazione dell’intero presso, seppure rimasto aperto per consentire le ultime consultazioni elettorali. Insomma una situazione caotica per tutti. Noi siamo andati sul posto, raccogliendo le perplessità dei genitori, il disappunto del consigliere del Primo Municipio, Giuseppe Arbore e, alla fine, anche il parere rassicurante della dirigente scolastica.

L’acqua della scuola non è potabile, al “Marconi” nessuno lo sa. La preside: “Metteremo più avvisi”

L’acqua dell’Istituto Marconi non è potabile. Eppure, a quanto pare, nessuno lo sapeva fino al nostro arrivo. Studenti, professori e genitori sono scesi dalle nuvole quando ci siamo recati sul posto a comunicarlo. A dirlo non siamo noi, ma un documento certificato dopo le analisi effettuate su campioni. Nel video allegato la precisazione della preside Brucoli sul caso.

“Qui iscritti solo delinquenti”, il discorso della preside del Salvemini diventa un caso: nel mirino anche la Bari Bene

“Ho studiato in un Liceo barese che ha sempre avuto un corpo docenti fantastico, anche se alcuni, in senso spregiativo, lo definivano un liceo di Sinistra, come a dire che fossimo tutti promossi per il credo politico, per appartenenza e non per merito e che gli/le insegnanti fossero tutti/e Agit-prop. Sono trascorsi tanti anni e ora, mentre sono al lavoro, mi arriva un messaggio di un fraterno amico, anch’egli formatosi nel medesimo liceo. Si tratta del discorso rivolto dalla Preside ai genitori dei futuri alunni in occasione dell’Open day. Lo pubblico non solo perché lo condivido, ma anche perché mi fa essere orgoglioso di essere figlio di questa storia. Un liceo di periferia, a pochi passi dalla B2 in cui spadroneggiava Savino Parisi”.

Inizia così il post di denuncia pubblicato su Facebook dall’ex deputato del Pd Dario Ginefra. Nel mirino la preside Tina Gesmundo e il suo appello alle famiglie e al buon senso di genitori e ragazzi. Ecco il discorso della preside secondo quanto pubblicato dal politico nella parte finale de post.

“Questa scuola va molto di moda, l’anno scorso 400 iscrizioni, 400 vastasi, delinquenti, che fotografano le targhe dei professori, che sfottono un compagno per un brutto voto, perché in sovrappeso, perché troppa magra. In questa città c’è un’emergenza educativa, 3 ragazzini hanno sparato a un migrante per provare una pistola. Non c’entrano i social, c’entrate voi genitori che sovrapponete i vostri desiderata alle vite dei vostri figli, educate a coltivare solo il mito del successo e del denaro, e quando sarete vecchi vi abbandoneranno in una casa di cura e a 18 anni si faranno di Ketamina. Poi ci sono quelli della Bari-bene che mi fanno chiamare dagli assessori regionali per raccomandare i figli, i padri innamorati dell’indirizzo sportivo pensando di avere in casa dei calciatori, quelli del Cambridge che camminano con la puzza sotto al naso e s’aspettano i viaggi ma da qui non si parte se per tutti gli altri devo rinunciare alla carta igienica. Ecco, se dovete venire qui a fare tutte queste cose, andate altrove. E in ogni caso ascoltate i vostri figli, insegnate la cura, non a coltivare sogni di gloria e di ricchezza, questa è una scuola dedicata a un oppositore del fascismo, portatene rispetto”.

“Il mio discorso è stato travisato. Ho 350 alunni nelle prime, sicuramente ho detto che alcuni sono un po’ vivaci e vanno sicuramente scolarizzati, così come ho sottolineato che c’è un cambio generazionale e un’emergenza educativa in atto. Ma non penso questo di tutti i nuovi alunni, quelli che hanno bisogno di essere più seguiti sono una minoranza. Tra i nuovi iscritti ho delle vere e proprie perle”, la replica della preside riportata da La Gazzetta del Mezzogiorno.

Bari, post sui social della scuola per votare il preside del Duse al Comune. Uil Puglia: “Serve ispezione”

La Uil scuola Puglia si augura che “l’Ufficio scolastico regionale disponga immediatamente un’ispezione per far luce” sull’uso “dei social istituzionali per diffondere materiale elettorale” relativo al dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale Eleonora Duse di Bari, Gerardo Marchitelli, candidato al Comune di Bari nelle liste del centrodestra.

Il post con la scheda elettorale che invitava a votare per Marchitelli è stato rimosso dopo le proteste dei genitori di alcuni alunni. Per il sindacato quanto accaduto “non solo rappresenta una violazione della legge, ma calpesta l’etica”. “La scuola – sostiene il segretario generale della Uil scuola Puglia, Giovanni Verga – non è una piazza in cui fare campagna elettorale, ma un luogo di cultura e formazione delle future generazioni”. “Quale esempio si sta dando a centinaia di ragazzi e alle loro famiglie anteponendo i propri interessi elettorali alle regole che disciplinano un istituto scolastico?”, chiede Verga.

Lucera, preside picchiato dalla mamma di un alunno: è il secondo caso in Puglia a distanza di giorni

Da Taranto a Foggia, un altro preside è stato aggredito in Puglia. L’episodio a Lucera dove Pasquale Trivisonne, dirigente scolastico dell’istituto Bozzini-Fasani, è stato aggredito dalla mamma di un alunno con calci e pugni. A scatenare l’ira della donna la punizione ritenuta poco severa nei confronti di due ragazzi dell’istituto, sospesi per cinque giorni dal Consiglio d’Istituto, dopo aver picchiato suo figlio e aver diffuso il video dell’aggressione ripresa con il cellulare. Il preside è così finito al Pronto Soccorso, rimediando ferite guaribili in cinque giorni.

“Se siamo arrivati alle aggressioni fisiche a un dirigente scolastico per aver fatto il proprio dovere, allora dobbiamo rivedere tante cose della nostra società – le parole del consigliere regionale Antonio Tutolo -. Non dobbiamo assolutamente ammettere e far passare sotto silenzio situazioni del genere – aggiunge Tutolo – perché i capisaldi educativi vanno preservati a qualunque costo se vogliamo che i nostri figli diventino poi buoni cittadini che sappiano trovare solo nel dialogo, anche serrato, la soluzione ai problemi. Pure il ragazzo vittima di bullismo va protetto adeguatamente e con gli opportuni accorgimenti, ma aggiungere altra violenza non serve assolutamente a niente”.