Il ministro Valditara a Bari per presentare il libro, studenti in protesta: “Le sue riforme non hanno buon senso”

Alcune decine di studenti delle associazioni Osa, Cambiare Rotta, Uds e Zona Franka sono scese in piazza ieri sera davanti al teatro Petruzzelli di Bari dove il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha presentato il suo libro all’interno del Circolo Unione.

Fra cori come ‘Valditara vattene da Bari’ e bandiere della Palestina i ragazzi hanno contestato il ministro. “Non può parlare di buonsenso visto che da quando si è insediato questo governo fa riforme che hanno tutt’altro che buon senso”, le loro parole.

Anna Chiara, al quinto anno di liceo linguistico, punta il dito contro “le riforme che fanno diminuire gli anni di scuola come per i tecnici professionali e che che negano l’educazione sessuale”.

Oggi, in occasione dello sciopero nazionale degli studenti, dalle 9 i ragazzi di Uds, Udu e Zona Franka partiranno in corteo da piazza Umberto “per difendere la scuola e l’università pubblica da chi vuole rendere l’istruzione un lusso per pochi, un lusso concesso solo a chi può permetterselo”.

Bari, in Comune presidio h24 permanente per la Global Sumud Flotilla: turni notturni e alternanza

Il Comune di Bari istituirà un presidio permanente, nella sala del Consiglio comunale, in solidarietà al popolo palestinese e alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla.

Il presidio sarà presente 24 ore su 24 e sarà composto da consiglieri comunali, assessori e rappresentanti dei municipi, con appositi turni. Lo ha annunciato oggi la maggioranza in Consiglio comunale, alla presenza del sindaco Vito Leccese.

Il presidio, ha spiegato il consigliere Marco Bronzini, “chiederà al governo di proseguire nell’assistenza alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, e che lo Stato di Palestina sia riconosciuto dall’Italia, come già fatto da altri Paesi”. La richiesta è anche che “gli aiuti umanitari possano immediatamente avere una consistenza significativa, perché il dramma che stanno vivendo quelle popolazioni è di dimensioni inimmaginabili”.

Bronzini ha chiarito che il presidio “non sarà di ostacolo alle attività in corso per non danneggiare i cittadini, ma garantirà una presenza in aula h24. Le sale del Consiglio comunale non spegneranno le proprie luci finché non ci sarà una presa di posizione chiara. Il Consiglio comunale non spegnerà le sue luci sulle ombre del governo italiano”.

Il consigliere Michele Laforgia ha spiegato che la volontà è di “costruire intorno al presidio anche una partecipazione cittadina, cercando di fare della sala consiliare la sala della città in una situazione emergenziale”. La richiesta è anche che il “Comune partecipi formalmente, con il proprio gonfalone, alle iniziative di mobilitazione che si terranno nei prossimi giorni, perché quando il governo viene a mancare, le istituzioni di prossimità devono fare più del proprio dovere”.

Precari Pnrr della Giustizia, presidio davanti alla Prefettura di Bari: “In Puglia sono 600 siano stabilizzati”

In Puglia sono 600 i precari Pnrr della giustizia, sono 12mila in tutta Italia. La metà di loro rischia di rimanere senza lavoro a giugno 2026, dopo l’accordo relativo alla stabilizzazione del 50%.

Per questo, nella giornata dello sciopero nazionale indetto dalla Fp Cgil, è stato organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Bari. “Il Paese rischia di perdere 600 addetti che lavorano per garantire il diritto delle persone ad avere giustizia – spiega Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della Fp Cgil Puglia -. Al Paese mancano 35mila unità in quel ministero. La Puglia avrà 600 funzionari di meno per far funzionare una macchina che già oggi ha difficoltà. La regione perderà certezze sulla giustizia”.

Una piccola parte dei lavoratori è costituita da funzionari tecnici, la maggior parte sono funzionari dell’ufficio per il processo.  “Grazie a loro – prosegue il segretario – siamo riusciti ad abbattere l’arretrato e a velocizzare il lavoro”. “La nostra battaglia – prosegue – è chiedere la stabilizzazione di tutti. Anche perché non sappiamo se i lavoratori pugliesi potranno restare qui o se finiranno in qualche tribunale del nord”. Nel corso della mattinata una delegazione incontrerà il prefetto, Francesco Russo.

Fiera del Levante a Bari, presidio all’esterno con bandiere della pace e della Palestina: “Via consolato di Israele”

Bandiere della pace e della Palestina, e poi cartelloni in cui si invita il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, a “chiudere il consolato israeliano a Bari”, questa mattina nel presidio organizzato dal ‘Comitato per la pace’ a Bari all’esterno della Fiera del Levante, dove tra pochi minuti inizierà la cerimonia d’inaugurazione della 88esima edizione della Campionaria.

A Bari, in rappresentanza del governo, è atteso il ministro per la Protezione Civile e per le politiche del Mare, Nello Musumeci. Sono circa 100 i partecipanti al presidio a sostegno della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.

“La presenza del Consolato di Israele a Bari è indesiderata. Siamo qui – afferma Bobo Aprile tra i promotori dell’iniziativa – per confermare la decisione positiva di Regione Puglia, Comune di Bari e Fiera del Levante nel voler chiudere i rapporti con Israele”.

“Riteniamo necessarie ancora maggiori sanzioni nei confronti di Israele, che ha a Bari ed in Puglia, oltre al consolato anche un rapporto con un complesso militare e industriale da far paura. La bandiera d’Israele – conclude Aprile – è una bandiera grondante di sangue, di un governo ormai illegittimo che continua a perseverare, ed anzi aumenta la pressione nei confronti di Gaza e la Cisgiordania”.

Sciopero e presidio all’ex Ilva di Taranto durante vertice a Palazzo Chigi: operai occupano statale Appia

“È solo l’inizio cara azienda, è un ricatto occupazionale alzare i numeri della cassa integrazione. Salute, ambiente e occupazione: non si ricattano i lavoratori. Il rilancio di un’azienda non è mandare a casa i lavoratori. Produzione, rispetto per la città e i lavoratori. Non ci sono lavoratori di serie A e serie B”.

Così alcuni delegati sindacali, che hanno acceso fumogeni e preso la parola ai megafoni durante il presidio di lavoratori di AdI in As, di Ilva in As e dell’appalto davanti alla portineria Direzione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Una iniziativa assunta da Fim, Fiom e Uilm in occasione dello sciopero di 4 ore in tutti i siti del gruppo, in concomitanza con la riunione del tavolo permanente per l’ex Ilva che si tiene presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

A Taranto è stato predisposto un maxischermo per il collegamento video con Palazzo Chigi. Il vertice con il governo è stato sollecitato per avere aggiornamenti della situazione sia alla luce dell’incidente di qualche giorno fa all’altoforno 1, con il conseguente annuncio di raddoppiare la cassa integrazione dei lavoratori, sia per avere chiarezza sul futuro del gruppo a seguito della gara di assegnazione dello stesso mentre è in corso un negoziato con gli azeri di Baku Steel.

“A seguito di una valutazione dell’esito dell’incontro a Palazzo Chigi – hanno avvertito Fim, Fiom e Uil – verranno decise ulteriori iniziative per chiedere, come fatto in questi anni di lunghissima vertenza, una fabbrica rispettosa di ambiente, salute e occupazione”.

Alcune decine di lavoratori e delegati sindacali dell’ex Ilva di Taranto hanno occupato un tratto della statale Appia nei pressi dello stabilimento siderurgico in occasione dello sciopero di 4 ore e del vertice a Palazzo Chigi. Alcuni manifestanti si sono sdraiati sull’asfalto.

Sciopero metalmeccanici a Bari, presidio davanti Confindustria: “Nuovo Ccnl con più tutele e meno orario di lavoro”

Dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Federmeccanica-Assistal, questa mattina una delegazione di lavoratori dell’industria metalmeccanica che aderiscono a Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil Bari ha manifestato davanti alla sede di Confindustria, nel capoluogo pugliese, aderendo così allo sciopero nazionale di otto ore indetto in più giornate, che nel capoluogo pugliese si è tenuto oggi.

L’obiettivo è rinnovare il contratto con “più salario, più diritti, tutele e meno orario di lavoro”, riprendendo le trattative. Donato Pascazio, segretario generale della Fim Cisl Bari, spiega in una nota che “dopo sei mesi di confronto la trattativa si è interrotta per responsabilità di Federmeccanica-Assistal, che hanno respinto buona parte delle richieste contenute nella piattaforma di Fim, Fiom e Uilm”.

Il sindacalista evidenzia che “Federmeccanica e Assistal hanno replicato alle richieste sindacali con una contro piattaforma che contiene posizioni che non consentono di proseguire la trattativa”, mentre i sindacati “rivendicano un rinnovo contrattuale che i metalmeccanici reputano doveroso sia per recuperare potere d’acquisto nei salari, sia per incrementare diritti e tutele”. I sindacati denunciano che Federmeccanica e Assistal hanno “respinto l’aumento mensile di 280 euro e non hanno definito una quantità certa”, hanno “rifiutato di rendere efficaci gli aumenti contrattuali in presenza di superminimi individuali”, hanno “peggiorato la clausola di salvaguardia posticipando di sei mesi l’adeguamento dei salari” e hanno “modificato gli scatti di anzianità pagandoli annualmente e non più mensilmente”. Cgil Puglia annuncia inoltre che lo sciopero coinvolgerà Lecce e Foggia lunedì, mentre a Brindisi e Taranto è fissato per mercoledì.

Mancato rinnovo del CCNL e rottura con Federdistribuzione: presidio fuori dall’Ikea di Mungivacca

Una manifestazione di protesta indetta da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTCUS si è tenuta questa mattina davanti all’ingresso commerciale Ikea di Mungivacca. I motivi sono legati al “mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto da oltre 4 anni” e “al comportamento irresponsabile di Federdistribuzione che vuole precarizzare e dequalificare i lavoratori del settore determinando la rottura delle trattative”, fanno sapere i sindacati. Oggi è in programma lo sciopero generale del personale per l’intero turno giornaliero.

Manovra del governo Meloni, protesta a Bari: oltre 500 persone in piazza per presidio Uil Puglia

Oltre 500 persone – secondo gli organizzatori – si sono date appuntamento alle 11 di questa mattina davanti alla sede della prefettura di Bari per unirsi al presidio della Uil Puglia contro la Manovra del governo Meloni. In piazza anche i lavoratori di Baritech, ai quali il prossimo 31 dicembre scadrà la cassa integrazione. La manifestazione si è svolta in contemporanea in tutte le sei province pugliesi e anticipa quella regionale, in programma il 20 dicembre, davanti alla sede della Regione Puglia. Nel corso della mattinata una delegazione composta dal commissario straordinario Uil Puglia, Emanuele Ronzoni, e dai rappresentanti delle diverse categorie, ha consegnato al prefetto Bellomo un documento che elenca le criticità della Manovra e le vertenze attualmente aperte in Puglia e “ancora senza risposta”. Il documento sarà poi consegnato al governo per sollecitare una risposta “ai tantissimi problemi sul tavolo: dai voucher che preoccupano soprattutto il comparto agricolo, alle liste di attesa in ambito sanitario, fino alle grandi vertenze industriali come Bosch, Baritech ed ex Ilva”.