Finanziamento illecito per primarie PD: dopo Emiliano assolti anche Stefanazzi e Ladisa

La Corte d’appello di Torino ha assolto “perché il fatto non sussiste” l’ex capo di gabinetto della Regione, Claudio Stefanazzi, e l’imprenditore barese Vito Ladisa.

I due erano stati condannati in primo grado nel 2023 a 4 mesi e 20mila euro di multa (con pena sospesa e non menzione) in relazione alla violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti nelle primarie nazionali Pd del 2017.

L’inchiesta, partita da Bari, ruotava attorno a somme di denaro versate a una società di comunicazione di Torino, la Eggers, che curava la campagna elettorale di Emiliano alle primarie del 2017 del Pd. In primo grado era finito a processo lo stesso governatore pugliese, assolto “per non aver commesso il fatto”.

Primarie del centrodestra nel 2019 a Bari, Emiliano presenta denuncia in Procura: Olivieri indagato per calunnia

Michele Emiliano ha presentato una denuncia e ora Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale, è anche indagato per calunnia dalla Procura di Bari. Tutto ruota attorno al racconto durante il processo Codice Interno di Olivieri, ai domiciliari con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso dopo un anno di carcere, su un presunto patto politico stretto con Emiliano in occasione delle primarie del 2019 per indebolire il centrodestra.

Secondo quanto raccontato da Olivieri, l’obiettivo era far vincere il candidato più debole, Pasquale Di Rella (uscito qualche mese prima dal PD) e mandarlo alle Comunali contro Decaro nella corsa a sindaco di Bari.

“Vengo chiamato da Michele Emiliano nella sede della Regione. Mi diche che questa occasione è da sfruttare, che l’ideale sarebbe far partecipare Pasquale Di Rella alle primarie del centrodestra e che in caso di vittoria avrebbe avuto Decaro come sindaco e dall’altro lato Di Rella candidato”, il racconto di Olivieri.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, fondamentale nella vittoria di Di Rella sarebbe stato proprio il ruolo di Olivieri, grazie anche a patti stretti da con esponenti del clan Parisi di Japigia. “Fra Decaro ed Emiliano i rapporti sono sempre stati un po’ conflittuali, di amore odio – ha aggiunto Olivieri nel suo racconto -. E quindi Di Rella si dimette da consigliere comunale e decide di candidarsi a sindaco per sostituire un gruppo di consiglieri comunali nell’ambito del Comune di Bari, su cui Emiliano potesse contare. Quindi nel 2019 abbiamo avuto un candidato sindaco a me molto vicino per il tramite di Emiliano, io sono sempre stato un fedelissimo di Michele Emiliano”.

Emiliano respinge però ogni accusa e ha presentato una denuncia per calunnia in Procura. “Vedo che il centrodestra barese continua a servirsi delle bugie di un criminale reo confesso che loro stessi hanno reclutato nella loro coalizione – le sue parole qualche mese fa -. Olivieri è un uomo disperato che sta affogando nella sua stessa ignominia”.

Dopo aver letto le dichiarazioni di Olivieri, la denuncia è stata depositata in Procura. Il pm Lanfranco Marazia potrebbe convocare i protagonisti della vicenda per ascoltarli come persone informate sui fatti. A partire proprio da Di Rella, che nell’estate 2023 lasciò i banchi comunali dell’opposizione per unirsi a Con, il movimento politico fondato da Emiliano.

Olivieri e primarie truccate, accordi e mercenari bipartisan: la verità fa paura ora scappano tutti

In vista delle elezioni comunali di Bari del 2019, Giacomo Olivieri avrebbe stretto un progetto politico con il governatore pugliese Michele Emiliano per indebolire il centrodestra nelle primarie. Ed è proprio su quella campagna elettorale che si concentra il video di oggi. Antonio ha vissuto personalmente quel periodo e ci svela alcuni retroscena di quel periodo. 

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Primarie del centrosinistra annullate a Bari, da Conte e Laforgia a Leccese: alleanza Pd-M5S a rischio

L’ex premier è tornato sull’argomento puntando il dito contro il Pd: “Dimostri di rispettare le altre forze politiche e la smetta con atteggiamenti offensivi: invito i democratici a ritirare le accuse di slealtà nei nostri confronti. Altrimenti ne prenderemo atto e sarà sempre più difficile lavorare”. Botta e risposta sui social a distanza tra i candidati Leccese e Laforgia.

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Primarie del centrosinistra annullate a Bari, il Pd disdice la prenotazione dei saggi: 25mila schede già stampate

Le primarie del centrosinistra a Bari, in programma il 7 aprile, sono state annullate. Ora è ufficiale. I responsabili del Pd hanno disdetto le prenotazioni dei 6 seggi che erano stati allestiti negli alberghi e nel Palacarbonara. Inutilizzate anche le 25mila schede che erano già state stampate con i nomi di Laforgia e Leccese. Resta da capire quali saranno gli sviluppi nel mondo politico, oggi a Bari è attesa anche la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Bari senza pace, Conte fa saltare le primarie del centrosinistra. La rabbia del Pd: “Scelta incomprensibile”

Una nuova bufera giudiziaria con una inchiesta per voto di scambio piomba sul voto per le comunali di Bari e spacca il centrosinistra che, in un clima già teso, si preparava a celebrare domenica prossima le primarie per scegliere il candidato sindaco unitario. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, in città per partecipare ad una iniziativa elettorale a sostegno di Michele Laforgia, si sfila dalle primarie annunciando che “non ci sono più le condizioni per svolgerle seriamente” e confermando il sostegno al proprio candidato.

Un scelta che dal Nazareno definiscono “incomprensibile”. “Se il Movimento 5 stelle pensa di vincere da solo contro la destra proceda pure – fanno sapere i dem – Ma abbia rispetto per la città di Bari, per gli elettori di centrosinistra e non pensi di dare lezioni di moralità a nessuno. Il Pd resta al fianco di Bari che ha già dimostrato quanto sia importante il Pd come presidio di legalità e di buona amministrazione”. La decisione del leader M5s potrebbe creare una pesante spaccatura con i dem che, si ragiona in ambienti del partito democratico, potrebbe portarli a sostenere il loro candidato senza cercare una mediazione nell’ambito del campo largo, che ora esce decisamente ammaccato da questa vicenda.

“Provando ad interpretare una lunga e confusa serie di dichiarazioni ci sembra di essere difronte ad un ritiro unilaterale dalle primarie di Michele Laforgia che segue la analoga decisione del Movimento 5 Stelle. Siamo esterrefatti perché questo incomprensibile sviluppo avviene a 48 ore dall’apertura delle urne. Al popolo del centrosinistra si deve più rispetto – la nota del segretario Pd pugliese De Santis -. I nostri volontari stavano organizzando i seggi, le schede, le urne presso le sedi prescelte. Noi chiediamo rispetto per la città di Bari, per gli elettori di centrosinistra e diciamo forte e chiaro che nessuno può pensare di dare lezioni di moralità agli altri. Chi diserta le primarie sbaglia perché divide la coalizione. Noi vogliamo tenerla unita la coalizione, ma se si continua a voler imporre da sei mesi un nome e un solo nome a tutti i costi il sospetto che si volesse andare divisi dall’inizio è più che legittimo. Così non va, se non arriveranno segnali unitari seri, mettendo al centro la città e non le proprie legittime ambizioni personali noi cominceremo la campagna elettorale con Vito Leccese. Se si vuole parlare e trovare L’Unità noi ci siamo, e ci siamo sempre stati ma basta le imposizioni”.