Referendum Giustizia, oltre 3 milioni di pugliesi alle urne. Decaro vota a Bari: “Purtroppo battaglia politica”

Aperti anche in Puglia i seggi per votare il referendum costituzionale sulla giustizia. Al voto nella regione 3 milioni 173mila 407 cittadini in 4.032 sezioni nelle sei provincie.

A Bari, città capoluogo, il numero degli elettori aventi diritto al voto è pari a circa 1 milione di persone, quasi un terzo dell’intera regione, suddivisi in poco più di 1.200 sezioni. Seguono la provincia di Lecce, con circa 630mila elettori, Foggia con 460mila, Taranto 450mila, Brindisi 310mila, Barletta Andria Trani con 300mila. Si vota fino alle 23 di oggi e domani dalle 7 alle 15. All’ultimo referendum costituzionale del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari votò circa il 61% degli aventi diritto, 2 milioni di elettori.

“Votare è importante perché il referendum è uno strumento che hanno i cittadini per decidere su questioni che riguardano la vita democratica del nostro Paese. Io credo che, purtroppo, sia diventato un voto non più sui temi, non più sui sette articoli della Costituzione che si vogliono modificare, ma sia diventata una battaglia di parte politica in questi ultimi mesi”.

Sono le parole del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, all’esterno del seggio della scuola Rita Levi Montalcini, nel quartiere Torre a Mare di Bari, dove ha votato per il referendum costituzionale sulla giustizia.

Bari, un Parco della Rinascita al posto dell’ex Fibronit: 700mila euro dalla Regione Puglia per il verde

La Regione Puglia ha disposto lo stanziamento di 700mila euro in favore del Comune di Bari quale anticipazione dell’intero finanziamento, pari a euro 3,5 milioni, per la piantumazione del Parco multifunzionale nell’area dell’ex Fibronit, ovvero il Parco della Rinascita che sorgerà dove c’era la fabbrica di manufatti in cemento-amianto.

La piantumazione rientra fra i progetti inseriti nell’accordo di programma tra Regione Puglia e Ministero dell’Ambiente per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria, al fine di ridurre le concentrazioni di elementi inquinanti, e si qualifica come progetto per lo sviluppo di aree verdi e sistemi di biorisanamento in una zona ad elevata densità di traffico veicolare, realizzato dal Comune di Bari anche con finanziamento regionale.

Nello specifico il progetto prevede la piantumazione di essenze arboree e arbustive che siano in grado di contribuire alla rimozione degli inquinanti atmosferici (NOx, SOx, O3, PM10, PM2,5) sia attraverso un’azione diretta (rimozione ad opera delle foglie per assorbimento nel caso di inquinanti gassosi, e/o per assorbimento sulla cuticola) sia indiretta, modificando i flussi di aria e modificando quindi la concentrazione locale degli inquinanti atmosferici.

“Quello della ex Fibronit sarà uno dei più grandi parchi di Bari e già in questi giorni si possono vedere i primi alberi messi a dimora – spiega il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro -. Anni di sforzi da parte dell’amministrazione comunale insieme al lavoro delle associazioni e della Regione stanno portando all’obiettivo: un’area verde fruibile dai cittadini al posto di una fabbrica di cemento-amianto che ha causato morte e inquinamento. Sono felice di poter continuare a seguire la realizzazione di quest’opera che per la città di Bari e per la Puglia rappresenta davvero la possibilità di una rinascita ambientale, sociale e urbana che la Regione Puglia intende sostenere”.

“La riqualificazione dell’area ex Fibronit è un progetto molto sentito dalla comunità e dall’amministrazione barese, che da anni si battono per portare un polmone verde in una zona molto popolosa e che si è dovuta scontrare con le tristi conseguenze dell’inquinamento da amianto”, ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento.

Sanità Puglia, entro il 2028 addio a 702 medici di famiglia: andranno in pensione. Il report di Gimbe

Entro il 2028, in Puglia mancheranno 702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni di età andranno in pensione. È quanto emerge da una indagine svolta dalla fondazione Gimbe e relativa alla carenza di medici di base.

Secondo la fondazione dal primo gennaio dell’anno scorso, in Puglia mancano 279 medici di famiglia mentre il numero medio di assistiti dal primo gennaio 2025 a oggi, è di un medico per 1.331 assistiti (media nazionale 1.383).

Nel report si sottolinea che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Inoltre, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27 per cento in più rispetto ai posti disponibili.

Caro carburante, referendum e Pasqua. Tornare in Puglia è un “massacro”: fino a 500 euro per andata e ritorno

Durante le festività, raggiungere la Puglia diventa sempre più costoso: voli e treni registrano prezzi molto elevati già settimane prima di Pasqua, con tariffe che possono superare i 400-500 euro.

La causa principale è il dynamic pricing, che aumenta i prezzi in base alla domanda, aggravato quest’anno dal caro carburante e da eventi come il referendum che aumentano gli spostamenti.

I collegamenti aerei da Milano e Roma risultano particolarmente cari anche per tratte brevi, mentre i treni ad alta velocità sono spesso esauriti o con prezzi molto alti.

Molti viaggiatori, soprattutto studenti fuorisede, sono costretti a rinunciare o a modificare i propri piani. Viaggiare verso la Puglia durante le feste richiede una pianificazione anticipata e costi sempre più simili a quelli di tratte internazionali.

Mobilità passiva, assunzioni e spesa farmaceutica: il disavanzo della Sanità in Puglia è di 369 milioni di euro

Il disavanzo della sanità in Puglia, relativo al 2025, ammonta a 369 milioni di euro. La cifra è emersa nell’incontro di verifica tra la struttura tecnica del Dipartimento Salute della Regione Puglia e i dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della salute che si è tenuto a Roma ieri.

Come viene comunicato in una nota dalla Regione Puglia “sull’innalzamento della spesa 2025, per gli uffici, avrebbe pesato l’aumento dei costi relativi alla sanità, stimato dello stesso Ministero nei termini di un più 4% compensato solo parzialmente da uno stanziamento statale per la Puglia aumentato solo dell’1%”.

Viene evidenziato che sull’aumento della spesa 2025 hanno inciso “prevalentemente la mobilità passiva (pazienti che vanno a curarsi in altre Regioni italiane), la spesa farmaceutica, il costo del personale per i rinnovi contrattuali e le assunzioni”.

Secondo la regione Puglia “note positive sono emerse dalla valutazione dell’erogazione delle prestazioni (Nuovo Sistema di Garanzia): i risultati preliminari 2024 confermano il raggiungimento delle soglie di adempienza in tutte le aree assistenziali, ed evidenziano per la maggior parte degli indicatori un ulteriore miglioramento rispetto all’anno precedente”.

“L’attuale governo regionale con riguardo al 2026 ha messo in campo misure di riduzione delle liste d’attesa e intende operare nell’ambito del prossimo Programma Operativo ad una riorganizzazione dei servizi sanitari che consenta di continuare a migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini”.

“Il confronto con i Ministeri affiancanti continuerà nelle prossime settimane per giungere a una valutazione definitiva del deficit sanitario del 2025, a seguito della quale – concludono dalla Regione Puglia – saranno individuate le azioni necessarie al ripianamento della spesa pregressa”.

Liste d’attesa in Puglia, anticipate 34mila prenotazioni ma in 19mila rifiutano: il report

Dal 2 febbraio al 4 marzo sono state richiamate 75.315 persone, anticipate 34.007 prenotazioni, eseguite 24.269 prestazioni nell’ambito del piano della Regione Puglia per il recupero e abbattimento delle liste d’attesa.

I dati emergono a un mese di distanza dall’avvio del progetto. In particolare per le visite e gli esami con priorità U (urgenti) e B (brevi) i recall sono stati 66.955, le prenotazioni anticipate 33.077 e quelle già erogate 21.368; per i ricoveri le persone già contattate sono 8.360, i ricoveri anticipati 930, gli interventi eseguiti 1.198. Il numero dei rifiuti relativo a esami specialistici è pari a 19.226.

Nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 4 marzo l’attività di recall è stata particolarmente intensa con 29.232 persone richiamate per visite ed esami e 2.006 per i ricoveri.

Dal report di un’azienda sanitaria – informa la Regione – è emerso che in circa il 40% delle prescrizioni il codice di priorità non appare coerente con la prestazione richiesta, indicando una potenziale inappropriatezza che andrà poi valutata nel dettaglio. Il monitoraggio partirà da alcune prestazioni sentinella (ad esempio colonscopie e RM) per poi estendersi progressivamente, con l’obiettivo di strutturare strumenti di verifica omogenei e percorsi di confronto con i prescrittori.

Regione Puglia, il report della Corte dei Conti: “Nel 2025 10 milioni di danni erariali su fondi pubblici a privati”

Nel 2025, la Corte dei Conti pugliese ha accertato danni erariali per oltre 10 milioni di euro legati a finanziamenti pubblici concessi a privati, molti dei quali provenienti da fondi europei e gestiti da enti come la Regione Puglia, SIMEST e AGEA. Lo ha spiegato oggi, nel corso della sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile, il presidente Pasquale Daddabbo.

Tra i casi principali: circa 1 milione di euro di danno per contributi agricoli e forestali percepiti indebitamente in provincia di Foggia, con condanna anche di due dipendenti regionali; circa 4 milioni di euro di finanziamenti turistici ottenuti con fatture false in provincia di Lecce, con condanna della società e dell’amministratore.

Nel 2025 sono stati coinvolti nei giudizi 86 dipendenti pubblici (di enti locali, Asl, Stato e Regione). Alcuni casi hanno riguardato danni indiretti, come ad esempio i 400mila euro pagati dal Ministero dell’Istruzione per un caso di violenza sessuale commesso da un collaboratore scolastico o i 150mila euro risarciti dal Ministero dell’Interno per un arresto ingiusto causato da due carabinieri. Nel complesso, nel 2025 la Corte dei Conti pugliese ha emesso 288 sentenze, 118 ordinanze e 9 decreti.

Regione Puglia, taglio del 30%: previsti risparmi da 450mila euro per la mensa. Il progetto

Il progetto della mensa del Consiglio regionale sarà rivisto con una riduzione dei costi di circa 450 mila euro. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, durante la commissione Bilancio convocata per discutere della vicenda. Il costo complessivo dell’intervento passerà infatti da 1,5 milioni a 1,05 milioni di euro, con un taglio del 30% rispetto alla stima iniziale.

L’intervento interesserà una superficie di 478 metri quadrati e prevede una capienza di 250 utenti, di cui 200 all’interno e 50 all’esterno. Gli spazi destinati a consiglieri, dipendenti e ospiti saranno progettati con particolare attenzione alla rappresentatività dei luoghi: all’ingresso è prevista una parete rivestita in rovere con pannelli di diverso spessore che integreranno il logo della Regione Puglia.

Oltre all’area mensa e al bar, il progetto include anche una sala da tè più riservata e una sala ristorante utilizzabile anche per eventi, pensata per garantire privacy e dotata di spazi separati per riunioni o incontri di lavoro quando necessario.

Mafia e politica, inchiesta Codice Interno: chiesta l’archiviazione per l’ex assessora pugliese Anita Maurodinoia

La Dda di Bari ha chiesto l’archiviazione della posizione di Anita Maurodinoia, ex assessora pugliese ai Trasporti, nell’inchiesta ‘Codice interno’ sul presunto scambio elettorale politico-mafioso.

L’inchiesta, nel febbraio 2024, portò all’esecuzione di 130 arresti, 109 imputati sono già stati condannati in abbreviato. Maurodinoia era indagata, ma dagli approfondimenti degli inquirenti non sono emersi elementi tali da sostenere l’accusa a dibattimento. Per questo il pm Fabio Buquicchio, che ha coordinato le indagini della squadra mobile insieme al collega Marco D’Agostino, ne ha chiesto l’archiviazione. Ora dovrà esprimersi il gip.

L’inchiesta ruota attorno alla presunta compravendita di voti dalla malavita per le elezioni amministrative di Bari del 2019. Personaggio principale dell’inchiesta è l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, accusato di aver comprato voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, al consiglio comunale.

Olivieri, ai domiciliari dal 2025 dopo aver trascorso oltre un anno in carcere, è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione. In quella tornata elettorale, oltre a Maria Carmen Lorusso (imputata a dibattimento), fu eletta anche Maurodinoia. L’ex assessora è però imputata in udienza preliminare nell’ambito di un’altra inchiesta su presunte elezioni truccate.

Per la Procura, avrebbe fatto parte della presunta associazione finalizzata alla corruzione elettorale che avrebbe inquinato le Regionali del 2020 (quando la stessa Maurodinoia fu eletta con quasi 20mila voti nella lista del Pd) e le comunali di Grumo Appula (2020) e Triggiano (2021). Con lei (e altri 16) è imputato anche il marito Sandro Cataldo, fondatore del movimento politico ‘Sud al centro’ e considerato il promotore della presunta associazione.