Maltempo in Puglia, temporali e grandinate: 24 ore di allerta arancione. Scuole chiuse a Brindisi e Taranto

La Protezione Civile ha emesso un’allerta arancione valida per l’intero territorio pugliese a partire dalla mezzanotte e per le successive 24 ore, a causa dell’arrivo di una perturbazione intensa. Sono previste precipitazioni abbondanti, anche sotto forma di temporali, accompagnate da raffiche di vento e possibili grandinate. Preoccupazione anche per il rischio idraulico, con possibili innalzamenti dei corsi d’acqua e locali allagamenti.

In risposta al bollettino, diversi sindaci hanno adottato misure preventive. A Brindisi il primo cittadino, Pino Marchionna, ha disposto la chiusura delle scuole, dei parchi e dei cimiteri anche nella frazione di Tuturano. Analogo provvedimento è stato preso a Taranto dal sindaco Piero Bitetti, dove nelle ultime ore una violenta grandinata ha già colpito il lungomare.

Secondo gli esperti, il peggioramento più marcato è atteso nelle prossime ore, quando un’irruzione di aria artica darà origine a una vasta area di bassa pressione sul Sud Italia. Tra domani e venerdì la regione sarà interessata da condizioni di maltempo diffuso.

Gli meteorologi segnalano cieli coperti, piogge frequenti e temporali, con la possibilità di fenomeni intensi e vento sostenuto. Le temperature subiranno inoltre un netto calo, scendendo di diversi gradi al di sotto delle medie stagionali.

Particolare attenzione è raccomandata lungo le coste, soprattutto sul versante adriatico, dove non si escludono mareggiate. Le prospettive per il fine settimana pasquale restano ancora incerte, ma le prime indicazioni suggeriscono un possibile miglioramento delle condizioni meteo.

Sanità, l’allarme di Decaro: “La Puglia spende 345 milioni per mobilità passiva bisogna mettere un freno”

“In Puglia spendiamo 345 milioni di euro di mobilità passiva: 246 milioni per i ricoveri che sono in tutto 53mila. Ricoveri di cittadini pugliesi fuori regione, che poi la Regione Puglia deve ristorare alle altre regioni del nostro Paese. Il 64% di questi ricoveri viene fatto non alle strutture pubbliche, ma alle cliniche private delle altre regioni in particolare in Emilia-Romagna, Lombardia, nel Veneto e nel Lazio”. Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in un video sulle sue pagine social.

“Soldi spesi – spiega – non tanto per le cure salvavita e ad alta specializzazione, che continueremo a sostenere, quanto, per la maggior parte, per interventi effettuati in cliniche private fuori regione che potrebbero essere invece eseguiti in Puglia”. “Per ridurre la mobilità passiva e ridurre il deficit economico – evidenzia – dobbiamo migliorare l’offerta sanitaria nella nostra regione. Ma andando ad analizzare i dati si accorge che la stragrande maggioranza dei ricoveri e delle operazioni chirurgiche fuori regione non sono legate a patologie particolari. Non parliamo di operazioni salvavita, si tratta d’interventi che si fanno normalmente anche nella nostra regione con un elevato grado di professionalità”.

Solo per Ortopedia, ha riferito il governatore, vengono spesi “70 milioni di euro fuori regione, e l’85% verso cliniche private. Ci sono medici pugliesi che operano pazienti pugliesi in altre regioni. Questo è un sistema che non può continuare, per questo motivo abbiamo approvato una delibera che ha dato mandato al Dipartimento della Salute di fare degli accordi con le altre regioni, perché non è giusto spostare i pazienti in altre regioni e far pagare alla collettività il costo complessivo di questa mobilità passiva”. “L’obiettivo – ha concluso Decaro – è quello di recuperare le risorse della mobilità passiva e investirle nelle strutture ospedaliere della nostra regione per permettere ai cittadini pugliesi di curarsi vicino casa”.

Procede intanto il piano per la riduzione delle liste d’attesa. Sale operatorie attive anche per interventi complessi di neurochirurgia, inclusa quella pediatrica, nel weekend pre-pasquale al Policlinico di Bari. Prosegue così il piano straordinario.

Ne dà notizia il Policlinico sottolineando che “tra oggi e domani sono previste 367 prestazioni complessive tra visite, esami diagnostici e interventi chirurgici nell’ospedale universitario barese: si tratta di prestazioni che rientrano nel piano di azioni promosse dalla Regione Puglia per ampliare l’offerta assistenziale e ridurre i tempi di attesa dei pazienti con priorità urgente o breve”.

Nel dettaglio, sono programmate 329 prestazioni ambulatoriali di cui 206 prime visite, fondamentali per favorire l’ingresso dei pazienti nei percorsi assistenziali. Tra queste, visite in cardiologia pediatrica, otorinolaringoiatria, dermatologia, medicina interna, nefrologia, urologia e pneumologia. Parallelamente, sono programmate 123 prestazioni diagnostiche strumentali, tra ecografie, mammografie, esami audiometrici e Tac. Infine l’attività chirurgica, con 38 interventi programmati, in particolare nell’ambito della neurochirurgia, ginecologia, urologia e oculistica.

La primavera inizia in ritardo, crollo delle temperature e neve in arrivo: allerta meteo gialla in Puglia

Da questa notte si registra un brusco peggioramento delle condizioni meteo su diverse aree del Centro-Sud Italia. Le previsioni indicano nevicate lungo i rilievi appenninici di Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Toscana, Umbria, Lazio e sulla Puglia settentrionale, generalmente a quote comprese tra i 400 e i 600 metri.

Per la giornata di oggi, giovedì 26 marzo, la Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla per vento su tutta la Puglia, mentre ulteriori criticità di tipo meteo-idrogeologico sono segnalate in diverse regioni centrali e meridionali.

Le autorità invitano la popolazione a prestare la massima attenzione, soprattutto per possibili disagi alla circolazione, e a mantenersi aggiornati attraverso i canali ufficiali.

Anno scolastico 2026/2027, in Puglia l’inizio è fissato per il 17 settembre: la fine l’8 giugno. Via libera della Regione

È fissato per il prossimo 17 settembre 2026 (e può essere anticipato nell’ambito dell’autonomia di ciascuna istituzione scolastica), in Puglia l’inizio del prossimo anno scolastico. La data varrà per le scuole di ogni ordine e grado.

L’ultimo giorno, invece sarà il 30 giugno 2027 per le scuole dell’infanzia e l’8 giugno 2027 per tutte le altre scuole. Lo comunica in un una nota la Regione Puglia dopo che la giunta del presidente Antonio Decaro , d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e sentite le organizzazioni sindacali di settore, ha approvato il calendario scolastico per l’anno 2026-2027. Per le attività didattiche delle scuole dell’infanzia, sono previsti 224 giorni. Per tutte le altre scuole, le giornate sono 205, nel rispetto del monte ore annuale stabilito dalla normativa nazionale.

Insieme alla definizione dell’organizzazione delle attività didattiche, è stata approvata anche la nuova edizione del contest creativo per la realizzazione del nuovo calendario scolastico regionale 2026/27, incentrato quest’anno sul tema della cultura del dono e della solidarietà sociale. Le opere dovranno essere ideate come immagini rappresentative dei valori dell’istruzione e della cultura e i docenti e gli studenti potranno collaborare in gruppi, promuovendo dialogo e scambio di idee e rendendo il processo creativo un momento di crescita.

“Per il secondo anno consecutivo, insieme alla notizia del calendario per il prossimo anno scolastico – dichiara l’assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta – lanciamo un contest che invita gli alunni e le alunne delle scuole pugliesi a inviarci le loro proposte creative, inserendo le più originali nel calendario. Il tema di quest’anno è bello e sfidante perché la cultura del dono e della solidarietà è un valore da coltivare fin dall’infanzia”.

Consulente giuridico del successore Decaro in Regione, Emiliano verso lo stop del Csm: “Ruolo non compatibile”

Il Consiglio superiore della magistratura si prepara a negare all’ex governatore pugliese Michele Emiliano l’autorizzazione a ricoprire il ruolo di consulente giuridico per il suo successore Antonio Decaro. Una decisione che, se confermata, costringerebbe la Regione Puglia a individuare soluzioni alternative per evitare il ritorno dell’ex presidente in magistratura.

Emiliano, magistrato in aspettativa dal 2003 – anno in cui lasciò l’incarico di pubblico ministero per candidarsi a sindaco di Bari – ha concluso il mandato da governatore lo scorso gennaio. La possibilità di essere collocato “fuori ruolo”, prevista dalla riforma Cartabia per chi ha ricoperto incarichi politici, non è però applicabile al suo caso per questioni di retroattività della norma.

Per questo motivo, l’amministrazione guidata da Decaro aveva chiesto al Csm di concedere a Emiliano un’ulteriore aspettativa, così da affidargli un incarico di consulenza giuridica. Tuttavia, la Prima commissione del Consiglio avrebbe espresso un orientamento negativo: l’incarico è stato ritenuto troppo generico e privo di precedenti analoghi, oltre che difficilmente compatibile con l’attuale clima di tensione tra politica e magistratura.

La decisione definitiva non è ancora stata formalizzata e dovrà passare al vaglio del Plenum. Ma se lo stop dovesse essere confermato, per Emiliano si aprirebbe la necessità di un “piano C”. L’ex governatore ha infatti già escluso un ritorno in magistratura, che peraltro dovrebbe avvenire fuori dalla Puglia.

Nel frattempo, Decaro e il suo staff stanno valutando nuove possibili soluzioni per gestire un caso che si presenta complesso sia dal punto di vista normativo sia politico, anche in vista di eventuali sviluppi futuri, come una possibile candidatura parlamentare nel 2027.

Referendum, i dati finali in Puglia: il no trionfa con il 57,13% a Bari supera il 60%. Emiliano: “L’abbiamo scampata”

Scrutini terminati in Puglia, dove per il quesito referendario sulla giustizia si è registrata un’affluenza pari al 52,03%, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%).

La percentuale più alta è stata a Bari e in provincia dove ha votato il 53,89% degli aventi diritto. A Lecce e in provincia ha votato il 53,78%, nella provincia Barletta Andria Trani il 52,54, in quella di Taranto il 50,72%, nel Brindisino il 49,62%, mentre in provincia di Foggia è andato alle urne il 48,20% degli aventi diritto.

In Puglia il no trionfa con il 57,13% (936.589 voti), quasi quattro punti in più rispetto al risultato nazionale (53,7%). Solo il 42,87% dei pugliesi ha votato per il sì (702.639 voti). A Bari il no ha superato il 60% (60,27%).

“L’abbiamo scampata grazie alla maturità dell’elettorato italiano che ha capito che la posta in palio era l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e la Costituzione, non la carriera di pm e giudici della quale si discuterà senza conflitti ideologici”, il commento a caldo di Emiliano. “La destra italiana aggiunge l’ex magistrato – continua a cercare di manomettere pezzi della Costituzione nella speranza di poterla riformare tutta eliminando la sua matrice antifascista nata dalla Resistenza. Ma i tanti ragazzi e ragazze di oggi, come quelli di ieri, hanno impedito questo disegno politico neo autoritario – aggiunge -. Questo però non vuole dire che non si debba subito mettere mano ad una complessiva riforma della giustizia che la renda veloce – afferma ancora meno schiava del protagonismo negativo dei pm e concentrata sui processi nel dibattimento piuttosto che sulle indagini preliminari che fanno tanto male ai cittadini e alla credibilità della magistratura quando non si tramutano in condanne passate in giudicato. Rinviare a giudizio qualcuno o arrestarlo addirittura e poi non riuscire a farlo condannare – conclude deve diventare un peccato mortale che non può non avere conseguenze sulla carriera di chi non sa fare questo mestiere”.

“La propaganda del centrodestra non è riuscita ad abbindolare le cittadine e i cittadini che, quando in ballo ci sono i valori fondanti della democrazia, in tutta Italia e in Puglia, hanno dimostrato che non restano indifferenti e, soprattutto, si fanno interpreti di una volontà popolare sapiente, che va oltre gli interessi di parte. Dalle urne di questo referendum è venuta fuori la fotografia di un Paese unito, da nord a sud, contro una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia ma colpito la magistratura e la democrazia. E dalla Puglia, quinta regione in Italia in cui ha trionfato il NO, con una percentuale che a Bari ha raggiunto il 64%, viene fuori un concetto e un messaggio semplice: la Costituzione non si tocca minandone le fondamenta. E questo è profondamente politico. Il Sistema Giustizia va migliorato, i tempi dei processi accorciati, gli organici rinforzati, i cittadini rassicurati. Ma su temi come questi ci deve essere una condivisione e un dibattito basati sul rispetto della Carta fondamentale dell’Italia repubblicana e non su recriminazioni di parte e risentimenti politici di chi considera la magistratura un contro-potere”. Questo il commento del consigliere regionale e Segretario del PD Puglia, Domenico De Santis

Bari, traffico internazionale di droga tra Albania e Puglia: 25 imputati del clan Parisi-Palermiti verso l’abbreviato

Saranno processati con rito abbreviato, a partire dall’11 maggio, 25 dei 26 imputati coinvolti nell’inchiesta “Ura” condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Bari, che ha portato alla luce un presunto traffico internazionale di stupefacenti tra l’Albania e la Puglia.

La decisione è emersa al termine dell’udienza preliminare celebrata davanti alla gup Antonella Cafagna. Uno degli imputati ha invece chiesto di patteggiare: la sua posizione sarà esaminata nella prossima udienza.

Le accuse, formulate dai pm antimafia Ettore Cardinali – nel frattempo nominato procuratore aggiunto a Trani – e Daniela Chimienti, comprendono traffico internazionale di droga e riciclaggio. Le indagini, coordinate anche dalla Procura anticorruzione e criminalità organizzata albanese (Spak) e dalla Procura europea, hanno ricostruito un vasto sistema di movimentazione di eroina e cocaina attivo dal 2016.

Secondo gli inquirenti, il traffico collegava i Balcani, il Nord Europa, il Sud America e la Puglia, evidenziando rapporti tra un gruppo criminale albanese, attivo soprattutto a Durazzo, e il clan Parisi-Palermiti di Japigia, quartiere di Bari.

La droga, proveniente principalmente dalla Turchia e dall’America Latina con la mediazione dei gruppi albanesi, veniva lavorata e confezionata nel capoluogo pugliese, per poi essere distribuita alle organizzazioni criminali di Bari, Brindisi e Lecce.

L’inchiesta aveva portato, nel maggio 2025, all’esecuzione di 52 arresti, segnando un duro colpo ai traffici illeciti tra le due sponde dell’Adriatico.

Referendum giustizia, vince il no: in Puglia il 57% degli elettori boccia la riforma. Meloni: “Rispettiamo la decisione”

Il referendum sulla riforma della giustizia si è chiuso con una vittoria del “no”, in vantaggio con circa il 54% dei voti quando lo scrutinio ha superato l’80% delle sezioni. Il “no” prevale anche in Puglia (57,18%).

L’affluenza nazionale è stata alta (59%), mentre in Puglia si è fermata al 52,01%, inferiore sia al dato nazionale sia a quello del referendum del 2020.

Il ministro Carlo Nordio ha dichiarato di rispettare il risultato, sottolineando che la riforma puntava a rafforzare il modello accusatorio e il ruolo del giudice imparziale, senza attribuire al voto un significato politico.

“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”, questo invece il commento sui social della premier Giorgia Meloni.

Referendum Giustizia, al via gli scrutini. Primi dati vedono avanti il no al 54%. In Puglia si attesta sul 58%

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per il referendum sulla riforma della giustizia, dando il via allo scrutinio dei voti. I primi dati ufficiali, relativi a 6.946 sezioni su un totale di 61.533, indicano un vantaggio del “No”, attestato al 54,13%, mentre il “Sì” si ferma al 45,87%.

Il trend appare ancora più marcato nel Mezzogiorno: in Puglia il “No” si colloca intorno al 58%.  Le prime indicazioni erano già emerse dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, che assegnavano al “No” una forbice tra il 49% e il 53% e al “Sì” tra il 47% e il 51%, su una copertura del campione pari all’83% alle ore 15.

Significativa anche l’affluenza, che si conferma elevata: secondo i dati del Ministero dell’Interno, a un quarto delle sezioni la partecipazione nazionale ha raggiunto il 59%. In Puglia si è fermata al 52%, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto al referendum costituzionale del 2020 (61,91%),

La percentuale più alta è stata a Bari e in provincia dove ha votato il 53,89% degli aventi diritto. A Lecce e in provincia ha votato il 53,63%, nella provincia Barletta Andria Trani il 52,65, in quella di Taranto il 50,71%, nel Brindisino il 49,62%, mentre in provincia di Foggia è andato alle urne il 48,20% degli aventi diritto. Lo spoglio è ancora in corso e i risultati definitivi saranno disponibili nelle prossime ore.

Referendum giustizia, seggi aperti fino alle 15. Alle 23 di domenica ha votato il 39% dei pugliesi

Alle 23 di ieri ha votato il 39% degli aventi diritto, oltre 1 milione 237mila cittadini (in totale gli elettori sono poco più di 3 milioni). Al precedente referendum costituzionale del 2020, alla medesima rilevazione, aveva votato il 43,74%.

Nel dettaglio, nell’area metropolitana di Bari l’affluenza alla chiusura dei seggi era del 40,80% (a Bari città 41,47%), nella provincia di Barletta Andria Trani 39,21%, a Brindisi 37,18%, a Foggia 34,88%, a Lecce 40,77%, a Taranto 37,92%.

La città con l’affluenza più alta è Zollino in provincia di Lecce, con il 51,66% dei votanti; la più bassa è Carpino, in provincia di Foggia, con il 23%. I circa 4mila seggi allestiti in Puglia riapriranno domani alle 7 e si potrà votare fino alle 15.