Lucrezia molestata da uno sconosciuto sui social, il patto con Emanuele: “Ognuno per la sua strada”

Torniamo ad occuparci della storia della 62enne Lucrezia che ci ha contattato per chiedere aiuto. La donna è stalkerizzata da uno sconosciuto, Emanuele. Foto rubate, accuse pesanti, offese, live discriminatorie e tanto altro.

Lucrezia è disperata, anche perché è coinvolta la sua famiglia. Le varie denunce presentate per il momento non hanno trovato seguito. Noi siamo andati direttamente a casa di Emanuele, dopo il primo servizio vi proponiamo la chiacchierata integrale con lui e il patto stretto.

Foto fake di lei nuda sui social e sui muri della città, Foggia si mobilita per la 19enne Arianna: marcia in piazza

“Provo turbamento, sconforto e dispiacere perché sto vivendo una situazione che non auguro a nessuno, che non merita nessuno ed è difficile andare avanti”. Lo ha detto Arianna, la studentessa di 19 anni di Foggia vittima di deepfake porn (false immagini pornografiche), partecipando ieri alla marcia solidale organizzata dalla società civile e dalle associazioni (che si concluderà con un sit-in in piazza Umberto Giordano pieno centro cittadino) rispondendo ad una domanda dei giornalisti sul suo stato d’animo.

La vicenda, che va avanti dal mese di maggio, è venuta a galla alcune settimane fa quando la 19enne ha reso pubblica la vicenda attraverso un video social in cui denunciava quanto le stava accadendo.

Alla manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, presenti anche la sindaca Maria Aida Episcopo, altri rappresentanti dell’amministrazione comunale e numerosi cittadini, tra cui tanti giovani. Le foto manipolate sarebbero state affisse fino all’altro ieri, stando a quanto riferito dalla studentessa nelle vicinanze dei luoghi da lei frequentati, tra cui abitazione e parrocchia.

“Ringrazio moltissimo la mia famiglia, i miei amici e tutte le persone che sono qui questa sera – ha continuato Arianna -. Insieme è bello. Ai miei coetanei dico non siete soli. So che può sembrare difficile, ma trovate il coraggio di parlare. Non restate in silenzio, perché silenzio ed indifferenza sono le cose peggiori su questa terra”.

Ruba e vende la merce su TikTok, le “scuse” social di Nico u uève: “Non siete nessuno per giudicare”

Un lungo post dove ammette di aver sbagliato e dove tenta di giustificare il più possibile il suo comportamento. Nicola Macchi, noto a tutti come Nico u uève, rompe il silenzio e torna a parlare dopo essere stato travolto dall’onda mediatica negli ultimi giorni.

Il ladro che ruba la merce per venderla su TikTok non chiede direttamente scusa alle sue vittime e si lascia andare ad uno sfogo chiedendo alla gente di non “giudicarlo”. A noi risulta ancora impossibile non farlo, presto torneremo da lui e proveremo a parlare direttamente.

Viene licenziato dopo un post sui social, vigilante reintegrato: Pegaso Security condannata a riconoscere 8 mensilità

Il Tribunale del lavoro di Trani ha disposto il reintegro di un dipendente della Pegaso Security spa, licenziato lo scorso marzo in seguito a due contestazioni disciplinari.

Con la prima si addebitava al lavoratore di essersi recato in un’area diversa da quella assegnata durante il turno di lavoro. La seconda contestazione faceva riferimento alla pubblicazione sui social di articoli denigratori e offensivi contro l’azienda.

Il licenziamento però è stato dichiarato illegittimo, per il giudice la società non ha dimostrato con precisione la gravità dei fatti tali da compromettere il rapporto fiduciario. “Le condotte contestate non sono state provate come comportamenti talmente gravi da porre irrimediabilmente fine al vincolo fiduciario tra le parti”, si legge nella motivazione.

Nel post contestato dall’azienda, ad esempio, non sono emersi espressioni offensive o commenti tali da evidenziare un atteggiamento lesivo. Così il lavoratore è stato quindi reintegrato in servizio e la Pegaso Security è stata condannata a corrispondergli 8 mensilità di risarcimento con i relativi contributi, oltre a 3mila euro per le spese legali sostenute.

Foggia, foto fake di lei nuda sui social e sui muri della città. Il dramma di Arianna: “Sto vivendo un incubo”

Modificano e creano un’immagine sessuale con il suo volto e la diffondono per la città. È accaduto a Foggia, vittima una ragazza di soli 19 anni che ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto sui suoi profili social.

Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine dopo la denuncia presentata, ma la situazione è degenerata. Vicino alle foto sono stati scritti anche il numero di cellulare e l’indirizzo di casa della ragazza.

“È stata creata un’immagine sessuale falsa che però porta il mio volto, il mio corpo e il mio nome. Sono stata travolta da un’ondata di odio e violenza. La mia vita è diventata un incubo. Ho smesso di dormire bene, di uscire tranquilla. Vivo con la costante paura che davvero qualcuno mi venga a cercare, convinta che sia davvero disponibile solo perché ha visto una immagine falsa e violenta”.

“Perché è stato fatto? Per divertimento, per vendetta non lo so – ha aggiunto -. Nessuno dovrebbe passare quello che sto passando io. Non sono io la persona sbagliata. Lo sono le persone che hanno fatto quelle immagini, quelle persone che le hanno condivise, sono le persone che hanno scritto quelle frasi infami e sono le persone che hanno modificato quelle foto e le hanno affisse per la città”.

La senatrice Anna Maria Fallucchi (FdI) ha postato sul suo profilo il video-denuncia di Arianna e ha annunciato che il caso è già all’attenzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio”.

 

“Ruvido” con rispetto, si può criticare senza diffamare e ferire: “Disponibili a confronto su tutto”

Abbiamo apprezzato le modalità e i toni dello spazio dedicato da Ruvido, trasmissione in onda su Twitch, alla nostra risposta pubblicata nei giorni scorsi su Youtube dopo la prima analisi sul nostro operato.

Per questo siamo ben felici di accettare il loro invito, con la speranza che il confronto a distanza possa avvenire anche in tempo reale sui canali social. L’occasione per noi è quella giusta per dimostrare che siamo aperti ai confronti anche critici, a patto che ci sia rispetto da entrambe le parti. E i presupposti ci sono tutit.

Quinto Potere sotto accusa. Raffaele: “Non sono un prestanome. Antonio diverso da Brumotti e Cicalone”

Quinto Potere sotto accusa. Tante critiche a prescindere. Raffaele Caruso, il nuovo direttore, interviene insieme ad Antonio: “Non sono un prestanome. Diversi da Brumotti e Cicalone”.

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Donna denuncia rapina sui social, gruppo di ragazzi organizza spedizione punitiva: migrante pestato a sangue

Un gruppo di ragazzi, alcuni all’apparenza giovanissimi, insultano e picchiano un migrante di origini africane, colpendolo con calci, pugni e poi, al volto, con un casco per motociclisti. È quanto si vede in un video che sta circolando su molte chat WhatsApp.

La spedizione punitiva, avvenuta a Foggia, seguirebbe la pubblicazione sui social, da parte di una donna, della foto del migrante picchiato che l’avrebbe rapinata dopo averla aggredita. La presunta vittima, che sarebbe finita in ospedale, si lamenta del fatto che il migrante, individuato dalle forze di polizia, sarebbe stato soltanto denunciato.

“Se pensiamo di farci giustizia in questa maniera – dice Domenico Rizzi – presidente dell’Arci Foggia – abbiamo sbagliato tutto. Magistratura e forze dell’ordine fanno un lavoro egregio e certosino applicando quella che è la legge. La giustizia deve sempre trionfare nei confronti di tutti”.

Secondo Rizzi, il cittadino straniero aggredito non avrebbe una collocazione fissa in città e avrebbe necessità di cure, motivo che indurrebbe “ad una riflessione approfondita su cosa si possa fare in più per chi è in difficoltà, sia che siano soggetti stranieri sia del posto”. “Facciamo tantissimo sia noi sia il mondo dell’associazionismo in generale per le fasce in difficoltà. Purtroppo – conclude – qualche falla si può aprire ma, ripeto, non è facendosi giustizia da sé che si ottiene qualcosa”.