U Bbàre, le storie dei tifosi. A Mantova in 600: “Il mercato non ha riparato nulla ci siamo indeboliti”

Mantova, la nuova tappa della rubrica “U Bbàre, le storie dei tifosi”. QuintoPotere è arrivato allo Stadio Danilo Martelli – Pata Stadium. L’occasione, la partita del Bari contro il Mantova in programma ieri alle ore 15:00. Circa 573 tifosi accorsi al seguito della squadra pugliese per dimostrare, ancora una volta, la vicinanza del tifo alla propria realtà sportiva nonostante il rendimento lacunoso visto sino a questo momento.

Tra gli intervistati si sono alternati sentimenti sia di speranza e fiducia verso quanto realizzato nel calciomercato dal nuovo Direttore Sportivo Valerio Di Cesare sia di rassegnazione verso una situazione che si pensa non possa risolversi sino a quando al vertice della società ci sarà la Filmauro: “Il mercato non ha riparato nulla – ha chiosato uno dei tifosi intervistati – siamo indeboliti”. Pareri duri anche nei confronti della scelta di Gaetano Castrovilli di lasciare la Puglia per dirigersi a Cesena dall’ex tecnico biancorosso Michele Mignani.

Serie B, Mantova-Bari 2-1: tonfo dei pugliesi al Danilo Martelli nei minuti finali della ripresa

Termina con una sconfitta la 23^giornata del campionato di Serie B tra Mantova e Bari. La squadra allenata da Moreno Longo spreca una grande occasione di uscire dalla zona rossa della classifica e nei minuti finali del recupero concede il vantaggio ai lombardi. Sporadici gli attimi di propositività dei pugliesi, tutti prevalentemente nella prima parte della gara. Differente la situazione del Mantova che ha fatto rabbrividire Cerofolini in tutto l’arco dei novanta minuti. A segno Meroni 14′, Odenthal 16′, Mancuso 90’+ 4′.

Entrambe le squadre impattano la partita in maniera gagliarda. E’ al Mantova che va concessa però la prima occasione importante in apertura: tiro a botta di Mensah con parata miracolosa di Cerofolini all’8′. La controrisposta degli ospiti non si lascia attendere. Rete annullata per il Bari per un fallo commesso da Cistana ai danni di Bardi. Il clima in terra lombarda si accende. In meno di dieci minuti di orologio si vedono attimi rocamboleschi. Il Mantova passa in vantaggio al 14′ con la rete di testa dell’ex Meroni.

Palla al centro, ripartenza, calcio di punizione per gli ospiti. Verreth sfoggia un tiro a parabola che termina direttamente sul capo della new entry in casa Bari, Odenthal. Gli attimi di batticuore non sembrano volersi placare. Al 31′ il direttore di gara, sig. Federico Dionisi, annulla la rete ai padroni di casa per un fallo commesso da Mensah ai danni di un difensore del Bari. Minimo comune multiplo del primo tempo, le polemiche e dubbie decisioni arbitrali. Una fra tutte quelle che vede il fallo di Meroni ai danni di Moncini in contropiede, rosso netto per i cultori del calcio ma semplice cartellino giallo per Dionisi. In chiusura la traversa di Cistana al volo.

Clima polemico nella ripresa a causa della gestione arbitrale. Sul campo una ripartenza differente per Mantova e Bari. I padroni di casa accentuano la fase offensiva a suon di contropiedi e verticalizzazioni. Gli ospiti si chiudono nella propria metà campo riuscendo a proporre il primo tiro nell’area di Bardi solo dopo l’ingresso in campo di Cuni subentrato a Gabriele Moncini. Il tecnico della squadra pugliese tenta di smuovere le acque con Piscopo, Mantovani (Odenthal sostituito a causa di crampi), Cuni ed Esteves. Torna il grigiore tra i pugliesi. Cerofolini salva i compagni di squadra dalla rete del vantaggio del Mantova all’82’ ma in chiusura di gara nulla può sul colpo di testa sempre del numero nove. Vantaggio meritato per un Bari che ha giocato solo un tempo.

Foto: SSC Bari

Leccese e Decaro incontrano Gravina, il presidente della Figc ribadisce: “Stop multiproprietà dal 1° luglio 2028”

Il sindaco Vito Leccese e il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro hanno incontrato il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, a Bari per la presentazione del Torneo delle Regioni.

Il confronto è stato l’occasione per chiedere ulteriori rassicurazioni sull’indifferibilità del termine ultimo per lo scioglimento delle multiproprietà nel
calcio professionistico, facendo seguito alla lettera inviata dal primo cittadino lo scorso dicembre.

“Si è trattato di un confronto cordiale, nel corso del quale abbiamo parlato della manifestazione che si terrà a Bari, Lecce, Brindisi e Taranto tra marzo e aprile. L’occasione è stata utile anche per affrontare il tema del futuro della squadra di calcio della città di Bari”, ha dichiarato il sindaco.

Nel corso dell’incontro, il presidente Gravina ha confermato che dal 1 luglio 2028 non sarà più possibile controllare contemporaneamente più club professionistici di calcio in Italia e che tale scadenza non è in alcun modo prorogabile.

“La volontà della Federazione è quella di rispettare pienamente la data fissata. Il 2028, peraltro, non va considerato un traguardo lontano: qualora la società non venisse ceduta entro quel termine, ciò comporterebbe per la proprietà la perdita definitiva del titolo sportivo”, ha aggiunto Leccese.

“Ringrazio il presidente Gravina per le risposte fornite, che riguardano non solo il futuro di una squadra di calcio, ma la passione di un’intera città e le legittime ambizioni sportive di una tifoseria calorosa e profondamente legata ai propri colori come quella barese”, ha concluso il sindaco.

Incognite e certezze, Di Cesare sul mercato: “Bari non è per tutti. Qui gente che non ha performato”

E’ terminata lunedì 2 febbraio alle ore 20:00 presso lo Sheraton Milano la sessione invernale del calciomercato. Per il Bari un’ulteriore chance di emergere dai bassifondi della classifica con una rosa rinnovata. Si è trattato, per i biancorossi, di una vera e propria rivoluzione nella rivoluzione. Tra gli innesti di giugno che hanno già salutato la piazza ed i nuovi arrivi che rappresentano delle incognite il futuro sarà tutto da vedere e riscontrare sul manto verde. Nella mattinata la conferenza stampa del DS Valerio Di Cesare: “Ringrazio Magalini per il percorso fatto in questo anno e mezzo. Mi ha dato tanto a livello umano e lavorativamente umano. Ringrazio De Laurentiis per la fiducia concessa in un momento difficile, spero di ripagarla”.

Messi da parte i cerimoniali ed i ringraziamenti l’attenzione si è spostata subito sui rinforzi nel reparto difensivo. Si può considerare ad oggi la difesa biancorossa il reparto più competitivo? L’ardua sentenza al campo: “Insieme al mister abbiamo portato giocatori funzionali, tipo Odenthal che in serie A. Penso che tutti i reparti si siano rafforzati, ma aspettiamo il giudizio del campo”.

Circa il cambiamento bis avvenuto: “Abbiamo voluto variare tanto a gennaio. Siamo entrati in un loop mentale negativo, facendo una mini rivoluzione, con gente nuova e fresca che potesse darci una mano”. Secondo il DS Valerio Di Cesare la squadra parrebbe avere maggiore consapevolezza  della situazione amara nella quale si trova: “Pucino è il capitano del Bari, rappresenta il modo di pensare di queste caratteristiche. Sono convinto che i ragazzi sanno quello che ci aspetta, dobbiamo arrivare in tutti i modi a questo nuovo obiettivo e mantenere la categoria”.

Tema presente anche quello degli innumerevoli rifiuti che il Bari ha ricevuto: “Tutti i giocatori è difficile che si muovano, soprattutto chi deve andare in una squadra per salvarsi. Poi ci sono altri che hanno diversi problemi, ma comunque sono contento dei ragazzi che sono venuti perché hanno dato piena disponibilità in ciò che vogliamo fare. Bari non merita di lottare per non retrocedere”.

Con l’avvento di VDC parrebbero essere mutate anche le scelte: da giocatori di esperienza a gente fresca e libera da pressioni. Il calcio, secondo il nuovo Direttore Sportivo, presenta innumerevoli cambiamenti dettati dal tempo e dalle nuove generazioni di calciatori: “Cercavamo gente che avesse fame”. Tutti pronti tranne Artioli. Circa l’addio di Gaetano Castrovilli tanta amarezza: “Per Gaetano mi dispiace molto ma abbiamo deciso di andare a prendere calciatori con caratteristiche differenti. Mi dispiace particolarmente perchè con lui ho giocato”.

Foto: SSC Bari

Serie B. Bari-Palermo 0-3: i rosaneri spengono le luci di un San Nicola fiducioso

Termina con un’amara sconfitta per il Bari l’anticipo della 22^esima giornata del campionato di Serie B. La squadra allenata da Moreno Longo pur impattando bene la partita nel primo tempo si lascia sopraffare dal guizzo del Palermo di Inzaghi nella ripresa. La solidità difensiva dei rosaneri e la concretezza in attacco prevalgono sui pugliesi ancora in fase di rodaggio dopo l’avvento del tecnico piemontese. A segno Le Douaron 57′, Pohjanpalo 66′ e Ranocchia 82′(R).

L’approccio del Bari alla prima parte della gara è poco concreto ma propositivo. I biancorossi riescono a gestire il Palermo di Filippo Inzaghi con un assetto difensivo più accurato e saldo rispetto al solito anche se non mancano sbavature di troppo. I rosaneri detengono le occasioni più pericolose. Dapprima con la volee di Le Douaron in area di rigore al 12′ terminata di poco lontano rispetto al secondo palo e successivamente con lo schema costruito da Peda su calcio d’angolo al 23′; costa caro ai palermitani l’errore compiuto in questa occasione da Bani che sbaglia il tiro dinanzi alla porta di Cerofolini. Gli ospiti non demordono e continuano a pressare la metà campo avversaria. Il Bari si comporta da squadra e modella il proprio baricentro a seconda delle esigenze. Fuori al 45′ per problemi muscolari Rao dopo aver disputato un primo tempo gagliardo e con personalità.

Ripresa calante per i padroni di casa che si trovano in men che non si dica eclissati dai rosaneri. Il Palermo ritorna in campo consapevole del peso che la partita ha in termini di classifica. Al 57′ la rete del vantaggio con Le Douaron di testa su cross di Ceccaroni. La squadra di Inzaghi prosegue scattante sulla fascia guadagnandosi corner e rimesse laterali. Il raddoppio arriva dopo circa dieci minuti con un errore difensivo del Bari che si lascia trovare impreparato al contropiede rosanero. Segna al 66′ Pohjanpalo su assist di Palumbo. Nonostante i cambi proposti da Moreno Longo i biancorossi si chiudono e spengono quella luce che nel primo tempo li avrebbe portati a meritare il vantaggio. Il Bari non reagisce attivamente ma lascia agli ospiti le redini del gioco. In chiusura il 3-0 del Palermo con la rete di Ranocchia.

Foto: SSC Bari

Verso Bari-Palermo, Longo: “Oggi ho bisogno di chi ha fuoco dentro. A mercato chiuso tiriamo le somme”

Si ritorna in campo. Il Bari di Moreno Longo sta ultimando la preparazione in vista dell’anticipo della 22^ giornata di campionato che vedrà i biancorossi accogliere nelle mura amiche del San Nicola il Palermo di mister Inzaghi. Quarto posto per i rosaneri a quota 38pt ed una necessità di ritornare dalla trasferta pugliese con il bottino pieno per continuare a credere nel sogno chiamato Serie A.

Alla corte di Moreno Longo sono arrivati nuovi innesti. Oltre a Cistana, Stabile e De Pieri il DS Valerio Di Cesare ha concluso nel corso dei giorni precedenti le trattative per portare in biancorossi Esteves – prestito secco dal Pisa -, Cuni – prestito con diritto di riscatto dal Rubin Kazan- e Cavuoti – prestito secco dal Cagliari. In corso di ultimazione le mediazioni con Odenthal del Sassuolo, Piscopo della Juve Stabia e Mantovani del Mantova.

Se per il Palermo la vittoria sarebbe utile per avanzare nella cavalcata, al Bari i tre punti servirebbero “come pane” per emergere dai bassifondi della classifica. Difatti, la vittoria ottenuta sul campo del Cesena (1-2) ha reso l’esordio bis di Moreno Longo positivo e fiducioso verso il raggiungimento dell’obiettivo salvezza. A pranzo l’abituale conferenza stampa del tecnico piemontese alla vigilia della partita.

Focus iniziale sui nuovi innesti in casa Bari: “Bisogna dare il tempo di inserirsi e mettersi all’interno di un contesto che si sta formando. Dobbiamo essere bravi a farlo più velocemente possibile. Quello che mi aspetto da loro è la disponibilità nel calarsi in questo tipo di realtà per raggiungere il nostro obiettivo. Sarebbe superfluo ad oggi chiedergli altro”.

Dubbi sulla permanenza a Bari di Gaetano Castrovilli. Il pugliese era stato lontano dal campo a causa di problemi muscolari che parrebbero essere rientrati: “Castrovilli è rientrato in gruppo a metà della settimana svolgendo un solo allenamento completo con la squadra. Vedremo alla rifinitura. Ci saranno valutazioni su tutti fino alla chiusura del mercato. In queste partite dobbiamo avere risposte e lunedì sera quando il mercato sarà chiuso tireremo le somme”.

Una rinascita, si potrebbe supporre, quella del difensore biancorosso Nikolaou le cui prestazioni avevano sino alla partita contro il Cesena creato innumerevoli polemiche e malcontenti: ”Nikolaou è un ragazzo motivato e mi ha dato un buon segnale nella partita contro il Cesena. Mi auguro per lui che possa essere costante e continuare su questa linea”.

Apprezzamenti sui giovani. Moreno Longo si definisce soddisfatto della partita disputata dalla new entry De Pieri e dalla scoperta Rao, giocatore che sino a questo momento aveva trovato poco impiego nel gioco di Caserta e Vivarini: “Della prestazione di Rao e De Pieri sono contento perché hanno giocato con la leggerezza di cui abbiamo bisogno. A Cesena era una partita che pesava tantissimo. Nei primi minuti è normale essere tesi ma una volta superata la tensione hanno fatto buone cose. Oggi di cosa ho bisogno? Sicuramente dobbiamo completare la squadra. Faremo qualcosa in difesa e centrocampo. Se si potrà anche in attacco. Indipendentemente da nomi, curriculum e ruoli vorrei vedere fuoco dentro”.

In fase di crescita anche Pagano: “In zona di trequarti rende meglio. Deve migliorare la fase di finalizzazione dell’azione in quanto non riesce ad essere freddo esprimendo la giocata giusta. Occorre capire quanto lui con il lavoro possa migliorare a riguardo”.

Il mercato è agli ultimi rintocchi: ”Nel calcio ogni partita è a sé. Si azzera tutto ogni volta. Con trenta giocatori è difficile allenarsi. Qualcuno da qui a lunedì troverà probabilmente altre sistemazioni ma a mercato chiuso tireremo le somme”.

Foto: SSC Bari

Cassano: “Bari è nel mio cuore e porterò la mia famiglia nella città vecchia. Potevo tornare con Paparesta”

“Rapporto complicato con Bari? Non è così, semplicemente dal 2007 vivo a Genova con la mia famiglia, c’è anche mia madre lì. A Bari non ho più nessun altro a livello affettivo, la mia vita da 18 anni è in Liguria. Sarà molto emozionante tornare, sono legato alla città in cui sono nato, in particolare al mio quartiere, Bari vecchia. È stata la mia salvezza, mi ha fatto crescere velocemente tra quei vicoli dove da bambino prendevo a calci un pallone. Se andrò a Barivecchia? Certo. Andrò con la mia famiglia, voglio che vedano dove sono cresciuto e poi diventato uomo”.

Esordisce così Antonio Cassano nell’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno a pochi giorni dal suo ritorno a Bari. Fantantonio sarà tra i protagonisti, al fianco di Adani e Ventola, della tappa di Viva El Futbol in programma al Teatro Team il 2 febbraio.

“Seguo sempre il Bari, ci mancherebbe. La mia carriera è partita da lì, è il club che mi ha lanciato nel grande calcio – aggiunge -. Questi sono anni molto infelici, non c’è alcun dubbio. I De Laurentiis si possono criticare, però la proprietà è solida e non ci sono debiti. Ciò detto, è chiaro che devono arrivare i risultati. Bari è una di quelle città del Sud che meritano il grande palcoscenico – spiega Cassano -. Quando accadrà? Non lo so, ma penso che se hai una proprietà importante prima o poi tutto viene di conseguenza. Per quanto riguarda De Laurentiis, è fondamentale avere una società solida che paga puntualmente, aspetto importante per la tranquillità dei ragazzi. Poi però servono giocatori di un certo tipo. Io non so se i De Laurentiis vogliono andare avanti, che idea hanno. La certezza è che il Bari deve tornare in serie A dove merita di stare per il suo pubblico e per la sua città. Punto e basta”.

“Se c’è stata la possibilità di tornare? Sì, con la presidenza di Gianluca Paparesta che le ha davvero provate tutte. Dopo Parma ho pensato di tornare a Bari, peraltro con un contratto importante per la B all’epoca – rivela -. Mi sarebbe piaciuto, ma ero in fase calante, ho pensato alle grandi aspettative dei tifosi e del club. Temevo di fare brutte figure e di deludere. Non me lo sarei perdonato nella mia città e a quel punto ho preferito tornare a Genova con la Sampdoria chiudendo la carriera dove già viveva. Quando parlo di calcio, il ricordo di Bari-Inter è sempre vivo nella mia mente. È il gol che mi ha cambiato la vita sotto tutti i punti di vista. Mi ha fatto diventare ricco, famoso, importante. Quel giorno rappresenta un prima e un dopo nella mia esistenza. Soprattutto, la cosa che mi piace pensare è che a distanza di 26 anni, la gente se ne ricorda ancora. Vuol dire che è stato qualcosa di unico e memorabile”.

“Potevo fare di più? Non lo so, anche se ricordo a me stesso che ho giocato in squadre come Real Madrid, Inter, Milan, Roma e che con la Nazionale ho fatto un Mondiale e tre Europei. Non rimpiango nulla, rifarei tutto, tranne la lite con il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone quando gli ho mancato di rispetto, per fortuna chiedendogli poi scusa e chiarendo tutto – conclude Cassano -. Non ho la sensazione di avere sprecato il mio talento unico. C’è altro nella vita. Quando sono andato via dal Real, ho scelto la Sampdoria e a Genova ho conosciuto mia moglie. Se fossi rimasto a Madrid o fossi andato in un’altra squadra top, con ogni probabilità non l’avrei conosciuta e oggi non ci sarebbero i nostri figli. La mia famiglia conta di più al mondo, non le coppe che non ho sollevato. Ho sempre avuto l’idea di giocare non per vincere dei trofei, ma per divertirmi e divertire la gente. Per questo, sono felice di quello che ho fatto e del ricordo che il pubblico ha di me”.

“Presidente vattene da Bari”, la dura vita del sosia di Luigi De Laurentiis: “Il problema è serio”

La vittoria del nuovo Bari targato Moreno Longo a Cesena è stata una boccata d’ossigeno per la tifoseria biancorossa. I tre punti hanno ridato un briciolo di speranza dopo una prima parte di stagione disastrosa. La dura contestazione dei tifosi contro il presidente Luigi De Laurentiis persiste e a farne le spese è anche il suo sosia, costretto addirittura a disertare il San Nicola per l’incredibile somiglianza con il patron biancorosso.

U Bbàre, le storie dei tifosi. Oltre 700 a Cesena: “La squadra non si lascia sola ma i rinforzi?”

Prosegue il viaggio dentro e fuori gli stadi d’Italia. La rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi arriva allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena in occasione della trasferta dei biancorossi. Oltre settecento tifosi biancorossi presenti. Ogni cronaca narrata è un frammento di vita vissuta tra migliaia di chilometri percorsi in auto o in pullman, le ore in stazione o in aeroporto, i discorsi sui menù condivisi prima della partita – dalle lasagne agli immancabili taralli pugliesi – che si intrecciano con l’impazienza per il fischio d’inizio. In queste storie il tifoso non è un semplice spettatore ma il protagonista diretto che racconta il suo punto di vista o la sua esperienza al seguito della squadra della propria città.

Anche a Cesena i sostenitori del Bari sono stati parte attiva del match tra gli emiliani ed i pugliesi mostrando come l’attaccamento nei confronti della maglia vada oltre i dubbi, lo sconforto e la preoccupazione per un piazzamento di classifica allarmante. Pareri di fiducia nei confronti del ritorno del tecnico Moreno Longo, la cui esperienza pregressa a Bari aveva lasciato un bel ricordo.

Serie B. Cesena-Bari 1-2: Moncini la chiude e bottino pieno alla prima dell’era bis di Longo

Prima vittoria in trasferta nel campionato di Serie B ’25-26′ per il Bari. All’Orogel Stadium Dino Manuzzi i pugliesi fanno bottino pieno alla partita numero uno dell’era bis di Moreno Longo. Tanti sono gli aspetti su cui i biancorossi dovranno lavorare ma il cambio di approccio c’è stato. I miracoli e le bacchette magiche non esistono, ma idee più chiare di gioco ed ordine si. A segno Rao 51′, Ciervo 60′ e Moncini 76′.

Resilienza. Questo è quanto Moreno Longo aveva richiesto nella conferenza stampa pre-match. Premesso che quanto andato in scena al Manuzzi nel primo tempo è sembrato più un cammino a senso unico dei cavallucci che altro, occorre sottolineare come l’impronta dell’era bis di Longo si sia in parte intravista. Il Bari se pur peccando ancora in aspetti come marcature su palla inattiva, ordine nei momenti di mischia o ancora di mancata dinamicità in fase d’attacco ha mostrato maggiore attenzione alla tecnica ed all’ordine.

Sin dai primi rintocchi il ritmo dei cavallucci è apparso più sviluppato e dinamico di quello dei pugliesi. Difatto, è stata la squadra di Mignani ad aver avuto reali occasioni per il vantaggio: Ciervo dalla distanza al 16′, la traversa di Blesa al 35′ e quella di Frabotta al 39′. Il pressing alto del Cesena ha trovato un freno nei minuti finali del primo tempo ove il Bari ha acquisito maggiore consapevolezza. I biancorossi rischiano di sbloccare la partita con un cross di Dorval per Mane al 30′. Grande chance fallita. Da segnalare un calcio di rigore non concesso ai danni della squadra di Moreno Longo per un fallo di Frabotta su Gytkjaer in area di rigore.

Se il primo tempo si è concluso a reti bianche, la ripresa è apparsa colorata. Il Bari ha trovato al 51′ la rete con Rao: gestione della palla fra tre avversari, controllo e tiro piazzato sul secondo palo. Infondo Vivarini lo aveva detto che il cambiamento proviene dai giovani. Il Cesena non ci sta. I cavallucci riprendono le redini della gara e trovano la rete del pareggio a nove minuti di distanza con Ciervo che su cross di Shpendi la posiziona sul secondo palo privo di marcatura. La squadra di Moreno Longo resiste ma insiste. Infatti i biancorossi continuano sulla medesima scia dell’apertura del secondo tempo. Maggior velocità sulle fasce e propositività in attacco dettata anche dal cambio di Moncini  su Gytkjaer (62′). Al 76′ la svolta. Nikolaou diventa l’artefice di un assist impeccabile indirizzato a Moncini. Colpo di testa perfetto del numero undici che porta il Bari in vantaggio.

Foto: SSC Bari