Taranto, Fiorella Mannoia incontra i bambini del quartiere Tamburi: “Qui una grande ingiustizia”

“Anche quello che succede a Taranto e ai bambini di Taranto è una grandissima, grandissima ingiustizia”. Queste le parole di Fiorella Mannoia sabato sera durante un concerto alle Cave di Fantiano di Grottaglie (Taranto) mentre dal pubblico alcuni spettatori gridavano ‘basta Ilva’.

L’artista prima del concerto si è recata in visita ai bambini del quartiere Tamburi, ospitata nel teatro parrocchiale della chiesa Angeli Custodi. Il sacerdote, don Alessandro Argentiero, aveva invitato la cantante romana per ringraziarla dell’appello lanciato lo scorso anno con un videomessaggio per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di sostenere la raccolta fondi per la riqualificazione del nuovo campo sportivo parrocchiale, oggetto anche di ripetuti episodi di vandalismo.  In seguito la Regione Puglia ha fornito un contributo per la realizzazione dei lavori che saranno avviati nelle prossime settimane.

Mannoia è stata accolta dai bimbi e dalle loro mamme con cartelloni colorati e frasi di benvenuto, sulle note della canzone “Che sia benedetta”, diventata l’inno del campo estivo della parrocchia.

Sparatoria a Taranto, ucciso il pregiudicato Carmelo Nigro: fermato Michele Caforio. Tre feriti uno è gravissimo

C’è un fermo, ed è il fratello di uno dei feriti, per la sparatoria avvenuta ieri sera in via Machiavelli, al rione Tamburi di Taranto, in cui è stato ucciso il 45enne Carmelo Nigro e sono rimasti feriti gravemente il figlio Michael di 20 anni e il 34enne Pietro Caforio (colpito alla testa, le sue condizioni sono definite critiche), mentre il 65enne Vincenzo Fago ha riportato una ferita non grave ad una gamba.

A quanto si è appreso, su disposizione del pm Salvatore Colella e del pm Milto Stefano De Nozza della Dda di Lecce, è stato fermato Michele Caforio, di 36 anni, fratello di Pietro, che durante la notte era stato condotto in Questura per essere interrogato.

Tra le piste seguite anche presunti contrasti nelle piazze dello spaccio della droga. Lo scontro sarebbe avvenuto tra alcuni componenti delle famiglie Nigro e Caforio.

La sparatoria si è verificata nella zona delle case-parcheggio, dove il 16 dicembre del 2020 fu ammazzato un 39enne, Graziano Rotondo, di Palagianello, che era stato sorpreso all’interno di un bunker a rubare sostanze stupefacenti. Diversi chili di droga furono sequestrati dalla polizia, oltre ad armi e munizioni. Per quell’episodio sono state condannate in primo grado tre persone, due all’ergastolo e una a 20 anni di carcere.

Sul luogo del conflitto a fuoco avvenuto ieri sera (mentre al borgo era in corso la processione del Carmine), gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto una decina di bossoli. Uno di questi si sarebbe conficcato nel muro di una palazzina accanto a una finestra. Carmelo Nigro era stato coinvolto nell’operazione antidroga Leon che aveva portato a una serie di arresti il 6 dicembre 2024. Da poco era tornano in libertà dopo un periodo ai domiciliari.

Tragedia a Taranto, sparatoria ai Tamburi: un morto. Tre feriti tra loro anche un bambino: uno è gravissimo

È di un morto e tre feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta in serata in via Machiavelli, nella zona delle cosiddette case parcheggio, al rione Tamburi di Taranto.

Secondo fonti dell’Asl, un uomo è deceduto poco dopo il trasporto al pronto soccorso, un altro – colpito alla testa – è in gravissime condizioni ed è ricoverato in rianimazione.

Una terza persona ha riportato ferite serie ed una una quarta è stata ferita alla gamba destra ma non è grave.

Sul posto polizia, carabinieri e polizia locale. Diversi i bossoli repertati dalla Scientifica. Tra i feriti ci sarebbe il figlio della persona deceduta.

Ex Ilva, polveri sul rione Tamburi di Taranto: indagati due ex direttori per inquinamento ambientale – NOMI

Nonostante le coperture realizzate per contenere i parchi minerali, le polveri provenienti dall’ex Ilva continuano ad abbattersi sul rione Tamburi di Taranto. Lo sostiene la Procura che ha chiuso un’indagine per inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose a carico di due ex direttori dello stabilimento: Loris Pascucci, in carica durante la gestione ArcelorMittal, e Vincenzo Dimastromatteo, suo successore dal 26 aprile 2021.

La notizia è riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Filomena Di Tursi, si basa in particolare su una relazione di Arpa Puglia. L’Agenzia, analizzando la nube polverosa sollevatasi il 4 luglio 2020 a seguito di una tromba d’aria, ha accertato il rilascio di una “macroscopica quantità di polveri” composte da ferro, carbonio e altri metalli tipici delle lavorazioni siderurgiche. Analisi successive hanno confermato che le polveri che si depositano quotidianamente sulle abitazioni del quartiere sono “compatibili” con le attività dell’ex Ilva.

L’indagine trae origine da un esposto dell’associazione Giustizia per Taranto, presentato nel 2020 da due residenti e dal presidente Massimo Ruggieri. All’atto erano allegati video e fotografie che documentavano la presenza costante di polveri sulle abitazioni, nonostante i lavori di copertura dei parchi minerali, costati circa 300 milioni di euro. In un primo momento la Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma l’opposizione dell’associazione, accolta dal gip Gianna Martino, ha portato a nuove indagini.

Ora la parola passa al giudice dell’udienza preliminare, Giovanni Caroli, che dovrà decidere sull’eventuale rinvio a giudizio dei due ex dirigenti, assistiti dagli avvocati Daniele Ripamonti, Roberto Di Marzio e Vincenzo Vozza.